29 nov 2016

Recensione: "CHI STA MALE NON LO DICE" di ANTONIO DIKELE DISTEFANO

"CHI STA MALE NON LO DICE"
di ANTONIO DIKELE DISTEFANO
 
 
Ciao miei adorati readers e bentornati nel mio blog!
Oggi vi parlo della mia ultima lettura, un romanzo rosa, che narra di una storia d'amore romantica e malinconica raccontata con gli occhi di due protagonisti di spessore, "Chi sta male non lo dice" di Antonio Dikele Distefano.
 
LA COPERTINA
 
 
La copertina è meravigliosa.
Il titolo riassume l'intera vicenda e rappresenta una delle prime frasi che si incontrano a inizio libro: "Non limitatevi a chiedere 'come stai?' a chi amate sul serio, perché chi sta male non lo dice.".
L'immagine di copertina rappresenta una delle scene più belle dell'intera vicenda, quando i protagonisti, Ifem e Yannick, si recano al mare e il ragazzo, come è solito fare, si lascia trasportare dalle onde del male, dimostrando di riuscire a stare a galla nonostante il suo malessere e i problemi che costituiscono la sua stessa esistenza.
 
LA TRAMA
 
"Spesso mi sono sentita dire 'come sei timida'. Mi arrabbiavo e ci rimanevo male, perché vedevo come un insulto il fatto che altri sottolineassero il mio essere insicura.
Molte volte mi sono sentita dire dalle mie colleghe e da mio padre 'devi intervenire di più, devi parlare, devi sorridere'.
Mi convincevo che loro riuscivano a parlare con più facilità con le persone perché avevano qualcosa in più di me, ma mi sbagliavo.
La timidezza è una forma di protezione verso noi stessi."
"Chi sta male non lo dice" è il terzo romanzo di Antonio Dikele Distefano.
Una storia romantica e malinconica raccontata con gli occhi dei due protagonisti Ifem e Yannick.
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è consigliato a qualunque lettore, che si tratti di un lettore dal cuore e dall'animo romantico o di un lettore dal cuore più duro e circondato da mura; a chiunque stia vivendo un periodo di criticità, di malessere, di difficoltà e vuole sentirsi capito, ascoltato e aiutato attraverso delle parole messe su carta; a chiunque sia desideroso di leggere ed immedesimarsi in una storia d'amore romantica e malinconica, in delle vite difficili, problematiche e grigie e in una realtà cruda e tagliente, che caratterizza l'Italia (la location del libro) come moltissimi altri Paesi.
 
"Chi sta male non lo dice" è ambientato in Italia, in quartieri e piazze che incatenano la gioventù che li popola, costringendola quasi sempre a condurre delle esistenze grigie, difficili e problematiche e a sgretolarsi assieme ai palazzi e alle panchine dei luoghi descritti; i protagonisti di questa vicenda sono Ifem e Yannick.
Ifem è una ragazza originaria del Congo, con un passato difficile alle spalle e un presente e un futuro altrettanto complessi.
Lei e la sua famiglia sono scappati da Brazzaville, cercando rifugio in Italia, riponendo in questo Paese sogni, speranze e aspettative che dopo ormai molti anni sono caduti in frantumi, e con queste anche la madre di Ifem non esiste più, è deceduta a seguito di un incidente stradale.
Il passato della protagonista è oscuro, come oscuro il colore della sua pelle, particolare che ancora ai giorni nostri rappresenta un grave e complesso problema di integrazione, ma Ifem non ha mai creduto in un'integrità, lei è diversa e lo sa, ed è fiera di esserlo.
Yannick è un ragazzo originario dell'Africa, con una vita che gli sta sfuggendo sempre più di mano: la scuola gli ha fatto perdere tempo e gli ha fatto incontrare amici falsi, la droga, invece, gli sta facendo perdere la sua vera essenza e le amicizie vere.
Il protagonista prende parte ad ogni manifestazione che ha come oggetto di dibattito l'integrazione di quelle persone che fuggono dal loro paese, recandosi in Italia, e riponendo in essa mille speranze che una volta giunti lì, inevitabilmente cessano di esistere.
Yannick sostiene, giustamente, che non ha avuto la possibilità di scegliere il colore della sua pelle, che non gli è stato insegnato ad essere nero, ma che è stato insegnato agli altri a chiamarlo nero e a trattarlo senza alcun rispetto e che basterebbe un'evoluzione della coscienza e dell'umanità di ogni persona per convivere pacificamente, donando un po' di colore a delle esistenze grigie già di per sé.
 
Ifem e Yannick si conoscono ad una delle numerose manifestazioni organizzate dal Festival delle culture, e dopo poche settimane si parlano per la prima volta su una delle tante panchine di marmo ingiallite che si trovano a Piazza Medaglie D'Oro, dopodiché ha inizio la loro storia d'amore, caratterizzata da un sentimento forte, dolce, complesso e malinconico.
Yannick è un tossicodipendente, riesce a trovare rifugio solo nella droga, ma nonostante ciò Ifem si pone un obbiettivo: fargli cambiare opinione, diventando lei la sua sostanza stupefacente preferita e dalla quale dipendere. Peccato che si tratti di una battaglia già persa in partenza.
 
Ifem è sempre stata male e lo sta tutt'ora, e vorrebbe dare voce a questo malessere, ma si è ripetuta talmente tante volte che come stanno veramente le persone è qualcosa che la gente non prende nemmeno in considerazione, che chi sta male non lo dice.
Stando accanto a Yannick, il grande amore della sua vita, ha capito che una persona non la cambi con la sola forza dell'amore e che si dovrebbe valutare l'importanza di chi ci sta accanto solo in base a quanto ci cerca, e non a quanto ci manca.
Yannick, in un giorno come tanti, si è chiuso la porta dell'appartamento che condividevano alle spalle e non ha più fatto ritorno, recandosi in una comunità di recupero che lo ha cambiato ancora di più di quanto non facessero le droghe di cui faceva uso.
Un sms scritto dal nuovo Yannick farà comprendere a Ifem che ciò che ti manca lo colmi solo con ciò che ti manca, e perciò deciderà di tornare nella sua terra, nel luogo che l'ha vista nascere e dove lei ha iniziato ad esistere, deciderà di fare ritorno in Congo per dimostrarsi che non sono sempre gli altri ad andarsene e a salvarsi, per dimenticare tutte le volte che ha lottato da sola per poi tornare sola, nella vana speranza di sentirsi a casa, anche solo per un giorno.
Ifem vuole capire se c'è ancora, se è ancora viva.
Vuole imparare una volta per tutte che deve lasciare andare le persone e le cose che non la fanno vivere bene e spera di tornare, forse un giorno, più forte di quella bimba che scuoteva il capo in continuazione quando le chiedevano se aveva bisogno di qualcosa, più forte di quella ragazza che voltava pagina per poi ritrovarsi ancora di fronte alla ragione per cui aveva deciso di cambiare, più forte di quei silenzi che l'hanno accompagnata per tutta la vita.
Ifem va perché lui gli manca, perché è meglio fuggire piuttosto che aspettare qualcuno che non sa nemmeno che lei lo sta aspettando.
Va per tornare diversa, per dimenticarsi che qualcosa nella sua vita non c'è più e per ricordarsi che lei esiste, che lei è importante.
 
Il finale non è dei più rosei, ma è proprio questa la caratteristica dell'intera vicenda, si tratta di un libro che contiene i molteplici significati della vita e di tutto ciò che può distruggerla ancor prima che sia l'oblio a farlo.
 
LA MIA OPINIONE
 
Edizione digitale: 0.00€
Edizione cartacea: non disponibile.
 
Il libro è suddiviso in tre parti, nella prima viene raccontata la storia d'amore di Ifem e Yannick, nella seconda i problemi delle vite di entrambi e che, inevitabilmente, influiranno anche sul loro rapporto e nell'ultima la decisione di Ifem di riprendersi in mano la propria vita, ora che è a conoscenza della verità.
La voce narrante è quella della protagonista, Ifem, anche se attraverso di lei emergono i pensieri, la vita, i problemi e l'essenza di Yannick.
 
Seguo Antonio Dikele da molto tempo sui social, le sue frasi mi hanno sempre affascinata, ma per una ragione o per l'altra non ho mai letto nessuno dei suoi libri, finalmente ho deciso di dargli una possibilità, leggendo il suo ultimo romanzo.
"Chi sta male non lo dice" è il libro, non un libro, ma il.
Antonio ha la capacità di far sentire ascoltato, capito e meno solo il lettore durante la lettura del suo libro, le sue frasi sono universali e hanno il potere di leggere dentro ad ogni persona, indipendentemente dall'età, dal sesso, dalla vita, dalle problematiche di questa.
 
Questo libro affronta temi importanti e complessi: la droga, l'integrazione sociale, culturale e umana, la vita e il senso del dolore e di come ogni individuo lo affronta.
I personaggi sono di spessore, da entrambi emerge un significato importante e il lettore grazie alla presentazione di ognuno di essi ha la possibilità di scegliere in chi immedesimarsi e ritrovare un po' di se stesso, i fatti narrati sono crudi, taglienti e affrontati con il giusto registro e la giusta importanza e la storia d'amore e i sentimenti di cui si legge all'interno di questa vicenda sono forti, emozionanti, dolci, malinconici e unici.
 
Antonio Dikele Distefano insegna che l'amore è fatto di sacrifici, di emozioni, di doni, di fiducia e di un giusto livello di questi e che a volte, molto spesso, non supera ogni difficoltà, ma cade in mille frantumi.
Insegna anche che, a volte, è necessario andarsene per tornare a vivere, che non si può galleggiare per sempre e lasciarsi trasportare dalle onde del mare, che a volte è necessario nuotare e sbracciarsi per raggiungere ciò che ci fa stare bene.
 
In questo libro non ho trovato difetti, potrebbe risultare banale ma è la verità.
Credo che ogni lettore debba leggere almeno uno dei libri di Antonio, perché dopo averlo fatto non si è più gli stessi, si ha una nuova consapevolezza e una crescita.
Pochi libri hanno il potere di emozionare e far riflettere ad ogni singola parola, frase e questo è uno di quelli.
 
Trovo sublime e impeccabile il modo di scrivere di Antonio, la sua scrittura risulta sincera e cruda al punto giusto, le sue parole coinvolgono l'anima, il cuore e la mente nella lettura, in maniera talmente intensa da abbattere ogni barriera.
E, che dire, ora spero in un continuo, che narri di Ifem e del suo viaggio in Congo!
Antonio ha comunicato che uscirà il film tratto da questo romanzo, nel 2017, e quindi aspetto impaziente l'arrivo del nuovo anno, per vedere con gli occhi ciò che ho letto e immaginato attraverso delle parole.
"Chi sta male non lo dice" è un libro che stra consiglio di leggere ad ogni lettore, soprattutto a chi è alla ricerca di una storia d'amore per niente convenzionale, alla descrizione della realtà e di una fine che è solo un nuovo inizio.
 
Ho aperto questo blog per condividere la mia più grande passione: la lettura.
Le persone che leggono le mie recensioni sono in costante aumento e mi farebbe piacere interagire con voi, perciò vi lascio qui delle domande riguardanti il libro, chi l'ha letto è invitato a rispondere, sarò felicissima di sostenere uno scambio di opinioni librose:
1. In quale dei personaggi incontrati durante la narrazione ti sei ritrovato?
2. Cosa ti è piaciuto di più di questo libro?
3. Qual è, fra le tante, la tua frase preferita di "Chi sta male non lo dice"?
4. Anche tu pensi che chi sta male non lo dice?
5. Sei d'accordo con la decisione di Ifem di andarsene e recarsi in Congo per tentare di riprendersi in mano la propria vita?
 
GIUDIZIO
 
 
 
CASA EDITRICE E SCRITTORE
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticate di mettere un G+1 e di condividerla dovunque e con chiunque vogliate e di seguire il mio blog (nella apposita barra a destra trovate vari modi per iscrivervi come lettori fissi).
Se avete già letto questo libro e volete scambiarne quattro chiacchiere o desiderate leggerlo e volete averne maggiori informazioni o volete semplicemente farmi sapere che la mia recensione è stata utile per convincervi ad acquistarlo, vi invito a scrivermi nei commenti qui sotto, sarò felicissima di rispondervi!
 
Alla prossima recensione! :)
 
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