12 feb 2017

Recensione: "VORREI CHE FOSSI ANCORA TU" di LORENZA BERNARDI

"Vorrei che fossi ancora tu"
di
Lorenza Bernardi
 
 
Ciao adorati readers e bentornati nel mio blog!
Le ultime settimane sono state piene di verifiche ed interrogazioni, ma tra una materia e l'altra un libro sono riuscita a finirlo, c'è sempre tempo per la lettura...
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa young adult, che narra dell'importanza che rivestono la tecnologia ed Internet al giorno d'oggi, dell'amicizia, dell'amore adolescenziale, dell'omosessualità ed omofobia: "Vorrei che fossi ancora tu" di Lorenza Bernardi, il sequel de "Vorrei che fossi tu" (recensione qui).
 
LA COPERTINA
 
 
 
La copertina è magnifica.
Il titolo è un chiaro riferimento al primo capitolo della duologia e quell'"ancora" possiede tantissimi significati, che ciascun lettore, che abbia letto il primo libro, avrà modo di comprendere e interpretare a suo modo.
L'immagine di copertina raffigura la protagonista Bea e il ragazzo misterioso che conoscerà sul web in questa sua seconda avventura online.
I libri e le librerie in questo secondo capitolo della serie ricoprono un ruolo importante e fondamentale per l'intero svolgimento, perché sarà proprio grazie ad una community letteraria, creata dalla proprietaria di una piccola libreria indipendente di Ferrara, che i due personaggi avranno modo di conoscersi e riconoscersi.
L'immagine di copertina trae in inganno, perché a seconda delle descrizioni del ragazzo misterioso che vengono fatte tra le pagine, il lettore farà sicuramente riferimento all'uomo fotografato, ma l'idea non potrebbe essere più sbagliata...
Si rimarrà con l'incognita sulla sua identità fino alla fine, la scrittrice ha voluto far dannare il lettore fino all'ultima parola del suo libro.
 
LA TRAMA
La prima vacanza da sola con il proprio ragazzo è il sogno di tutte, ma per Bea la settimana in tenda con Andrea si è rivelata un vero disastro.
Non sa nemmeno bene il perché, eppure in Corsica sono nate delle incomprensioni e, tornati a casa, i due ragazzi si sono allontanati.
Per fortuna lei può aggrapparsi ai suoi storici amici e ai suoi amati libri.
E quando per caso entra in Mitubùk, una community di lettori che si scambiano pareri e consigli, conosce un misterioso utente che, guarda caso, le ricorda tanto Emanuele, il ragazzo conosciuto a una festa in discoteca...
 
IL LIBRO
Versione cartacea: 251 pagine, 16.00€
Versione digitale: 251 pagine, 6.99€
Casa editrice: Piemme
Autrice: Lorenza Bernardi
Narratore: esterno, in terza persona.
Capitoli: nessuno, il libro è suddiviso solamente in 4 parti (ciascuna parte corrisponde ad un lungo capitolo, in pratica).
Scrittura: corretta dal punto di vista sintattico e grammaticale, semplice e vivacizzata grazie alla presenza di numerosi dialoghi diretti e inserimenti di sms e pagine di diario.
Gli argomenti trattati sono attuali e affrontati in modo semplice, a volte fin troppo...
La scrittrice narra dell'importanza che riveste la tecnologia nella quotidianità di ciascuno di noi, dell'amore adolescenziale, dell'amicizia, delle seconde occasioni, dell'omosessualità e dell'omofobia.
 
LA RECENSIONE
Questo libro è consigliato, in primo luogo, a coloro che hanno letto "Vorrei che fossi tu" (recensione qui).
"Vorrei che fossi ancora tu" è consigliato a chi crede che nell'amore esista una seconda possibilità, che dimenticare e innamorarsi per la seconda volta della medesima persona sia possibile.
Questo libro è dedicato a chi è alla ricerca della propria persona e a chi vuole immergersi tra le pagine di una bellissima storia d'amore per sognare e chissà, anche per trovare il coraggio di iscriversi online ad un sito di incontri per provare a conoscere l'amore della vita, esattamente come è accaduto alla protagonista Bea.
"Vorrei che fossi ancora tu" è consigliato ai single, che il 14 di febbraio avranno modo di godersi una serata scatenata oppure tranquilla, con il naso tra le pagine di una storia d'amore intensa e frizzante.
Questo libro è consigliato a chi crede nella magia dell'amore, anche quello nato online.
 
"Vorrei che fossi ancora tu" è ambientato in Corsica, a Ferrara e successivamente a Milano.
Il personaggio principale è Beatrice Zanardi, anche se viene offerto ampio spazio a tutti gli altri personaggi e ai loro pensieri, in particolar modo alle persone più importanti per Bea, in primis a Giacomo (il suo compagno di banco nonché più caro amico, gay e per questo spesso denigrato).
 
<<E' trascorso un anno da quando ho conosciuto Edward, o meglio, Andrea.
Per quasi un anno ci siamo scritti e messaggiati sotto mentite spoglie: lui Edward ed io Bella, come i protagonisti della saga di Twilight.
Quasi dodici mesi fa ho ricevuto il suo primo sms sul cellulare (in realtà destinato ad un'altra persona) e da lì è nato tutto.
Come poteva funzionare un'amiciziamorosa che si basava solo su messaggini, chat e cose così?
Alla fine Edward l'ho conosciuto davvero, scoprendo poi che era Andrea (e ora, a furia di alternare questi nomi, sto andando in palla pure io).
Solo un mese fa io e Andrea siamo andati al concerto dei Negramaro. E lì ci siamo baciati per la prima volta.
In quel bacio c'era tutto.
Schiaffi d'amore che ti lasciano stordita. Meravigliosamente stordita.
Oggi però è successo qualcosa di nuovo, importante, bellissimo, ma che fa anche parecchia paura.
Andrea mi ha chiesto di fare una vacanza da soli. Io e lui.
E io ho bisogno di capire che cosa voglio davvero.>>
Ed è così che riprende vita l'avventura di Bea.
Il suo Edward, popò meno che Andrea, le ha chiesto di trascorrere una vacanza con lui, da soli, in Corsica.
E' il sogno di ogni ragazza fidanzata, no? Ebbene si, Bea sta per compiere un grande passo. Una sorta di convivenza con il suo ragazzo, dove dormiranno assieme e non solo... ed è proprio questo a preoccupare così tanto Bea. E' davvero pronta a spingersi oltre con Andrea?
Con mille paure, aspettative ed emozioni, i due salgono sul traghetto che li porterà in Corsica e alla deriva della loro storia d'amore.
In quei dieci giorni di vacanza, Bea capisce che lei e Andrea abitano su pianeti diversi.
Non fanno altro che litigare, tirarsi frecciatine acide e cercare di ignorarsi, come se in realtà non fossero insieme in un posto da favola.
Forse è colpa del fagottino di ansie e preoccupazioni che Bea si è portata dietro, senza cercare di affrontarle? O semplicemente Bea e Andrea non sono fatti l'una per l'altro?
E tornando a casa, i dubbi prendono voce. Possibile che tutto questo sia nato a causa dell'intimità? Beh, fatto sta che Bea e Andrea decidono di comune accordo di lasciarsi e rimanere amici, perché è evidente che fra loro non c'è futuro.
 
Un mese dopo, Bea sta facendo i conti con la delusione e la grande voragine che si ritrova nel petto e che solo lui può colmare. Perché i buchi li crea chi ti manca e solo colui che li ha originati può colmarli...
Bea cerca Andrea, ma non lo trova.
Lui ha intrapreso la sua strada, ha lasciato Ferrara per trasferirsi a Milano, per studiare Economia; E lei, invece? Lei è adagiata sul fondo del suo personale nascondiglio, ancora troppo scottata per tirarsi su e continuare a vivere. Ma si sa, a volte la soluzione è dietro l'angolo...
<<Fu durante l'ennesimo girovagare per la città che Bea si infilò in una serie di vicoletti del centro. E lì, tra la prima nebbia che stava calando sulle case, vide una luce nuova che non ricordava. Un'insegna luminosa. Incuriosita si avvicinò. In vetrina c'erano dei libri.
Scese dalla bicicletta, poi sbirciò all'interno: era un negozio davvero piccolo, ma caldo e accogliente. Si intravedevano alcune poltrone oltre un muro, sembrava un mini salotto.
A colpire Bea furono due particolari. Prima di tutto gli scaffali stracolmi di libri, messi in doppia fila, e pure in orizzontale. E poi il colore dei muri: lilla.
All'improvviso da un piccolo tavolino vicino alla vetrina, tappezzato anch'esso di volumi, sbucò il volto di una ragazza sui trent'anni, due occhialoni da gufo sul naso e una cascata di capelli arruffati. Trasportava un metro e mezzo di libri.>>
La soluzione dietro l'angolo è una graziosa libreria in un vicolo del vecchio borgo di Ferrara, "Il mondo di Bea", un luogo ristretto ma accogliente e caldo, dove Bea trova il suo mondo, un mondo dominato da parole, frasi, sentimenti, pagine profumate e libri sinonimo di vita.
La proprietaria della libreria "Il mondo di Bea", Iris, diventerà l'amica e la confidente più cara di Bea e grazie a lei e ai suoi libri la protagonista riuscirà a tornare a vivere.
Sarà proprio grazie a Iris e all'app creata da lei che Bea avrà modo di interagire con dei lettori appassionati come lei.
<<"Devi pubblicare la foto su Mitubùk!" Bea aggrottò la fronte. "Mitu-chè?"
Iris rimase con il libro sospeso in aria. "Come, non ti sei ancora registrata sulla mia app?"
"Hai fatto un'app? Ma di che cosa si tratta?"
"Si, un'app: Mitubùk, ovvero Me Too Book. E' un'app tipo Instagram, si possono postare solo foto di libri nel momento in cui li stai leggendo, o comunque quando li hai con te.
Sotto la foto devi mettere un commento, che può essere una frase del libro o qualcosa che ti ha ispirato. Hai un numero di caratteri a disposizione, un po' come Twitter.
L'app è stata scaricata da un sacco di persone, si è sparsa la voce, soprattutto attraverso piccole librerie indipendenti come la mia. Mi piace l'idea di creare questa piccola comunità di lettori a colpi di foto.>>
 
Mitubùk. Un'app simile ad Instagram dove si possono postare solo foto di libri, commentando con citazioni o impressioni.
E sarà proprio da questa libreria e dalla creatività di Iris che avrà ufficialmente inizio l'avventura di Bea!
Uscendo dalla libreria, Bea si scontrerà con un ragazzo alto, affascinante, biondo e riccioluto. E' Emanuele.
Emanuele, entrando dopo di lei in libreria, riceverà in regalo un libro, si tratta di una delle tante iniziative di Iris: i regali raccontati, dove ogni cliente ha la possibilità di acquistare un libro da far consegnare al successivo cliente, dalla proprietaria, con all'interno una dedica, per spiegare il perché della scelta.
Emanuele riceverà in regalo da Bea "Un giorno questo dolore ti sarà utile".
 
Successivamente, i due si scontreranno spesso, cosa nasconde questa fatalità di incontri?
Bea si iscrive a Mitubùk con il nickname di Bella. Che sia ancora in cerca del suo Edward?
Una sera, Bea posta un'altra foto delle sue letture e riceve un sms da un certo E.B..
Il primo sms di una lunga serie.
 
<<E.B.: Aspetto di chattare con te come un carcerato aspetta l'ora d'aria.
Bella: E' strano... vorrei che rimanessimo in questa perfezione, ma allo stesso tempo vorrei conoscerti con tutta me stessa.>>
Lei ed E.B. vivono nella stessa città, hanno gli stessi gusti letterari e molto altro in comune. Eppure, chissà per quale strana ragione, i due preferiscono continuare a sentirsi tramite messaggio e con un nome falso.
Le settimane passano e Bella ed E.B. sentono di stare legando molto.
Che sia l'inizio di un'altra amiciziamorosa?
E perché E.B. le ricorda tanto Emanuele?
 
E.B. si scopre che vive a Milano e che è nato a Ferrara.
Bella ed E.B. vogliono conoscersi. E.B. ha bisogno di lei e lei vuole dimostrare a se stessa di poter andare avanti, di aver dimenticato Andrea e così raggiunge il ragazzo misterioso a Milano.
<<Bella: Sono arrivata. Tu dove sei?
E.B.: Sono qui, proprio di fronte a te.
E.B.: Scema, voltati.>>
Chi sarà E.B.?
Emanuele?
Andrea? Cosa che lei spera tanto.
Oppure un altro ragazzo?
L'amiciziamorosa è giunta al termine, ora si è nella cruda realtà e l'identità di E.B. sta per essere svelata...
 
LA MIA OPINIONE
Si può considerare amore un rapporto nato online e basato su dei messaggini?
I rapporti vanno consumati, sia negli aspetti belli sia in quelli più difficili.
Le persone vanno conosciute e guardate negli occhi.
Ma se quella persona abita in un'altra città rispetto alla tua? Addirittura in un'altra regione? La distanza rende tutto impossibile o semplicemente più intenso?
E' davvero importante se a formare una coppia sono un uomo e una donna, due uomini oppure due donne? L'amore significa felicità, significa mettere colui che ami prima di te stesso, significa aver trovato l'unica persona su sette miliardi in grado di vederti e ascoltarti davvero e di amarti con i tuoi numerosi difetti considerandoli perfette imperfezioni e non vi è una distinzione di sesso.
Lorenza Bernardi si è addentrata nel mondo adolescenziale, dell'amore digitale e in 3D (dal vivo), delle varie forme di amore e dell'omofobia (una forma di razzismo, se così la si può definire, dove le persone navigano in delle acque oscure, convinte della loro idea e facendo sentire sbagliati i più giusti) per scrivere questo libro ed è su questi temi difficilmente conciliabili che si basa "Vorrei che fossi ancora tu".
 
Il libro, come detto precedentemente, tratta di argomenti per niente facili da affrontare e comprendere, poiché esistono svariate interpretazioni, nessuna più giusta di altre.
Si parla molto delle delusioni amorose e di come queste possano segnare un futuro rapporto con un'altra persona.
C'è chi crede che il primo amore è quello che non si scorda mai, quello che ci si porta dentro per tutta la vita, quello che non potrà mai essere paragonato al secondo, quarto e centesimo amore.
E' il primo sentimento che si prova verso un'altra persona, sentimento che se si è fortunati si prova una sola volta, se invece si è sfortunati, mai.
Beatrice è una ragazza alle prese con la fine del primo vero amore.
Si era costruita un castello composto interamente da illusioni, diventate ora delusioni e sta cercando di combattere contro queste, di tornare a vivere.
I libri, la famiglia e gli amici giocheranno un ruolo importante in questa sua ripresa e in particolare un ragazzo conosciuto online, che darà l'illusione al cuore di Bea che si possa trattare nuovamente di Andrea, che il loro è vero amore, un amore senza fine.
Ma si sa, sperare in amore non porta quasi mai a nulla di buono.
E.B. non è Andrea e Bea se ne deve fare una ragione.
Perché non è possibile dimenticare e innamorarsi una seconda volta della medesima persona, giusto?
Si parla molto dell'omosessualità di Giacomo, migliore amico di Bea e dell'omofobia, che reputa quasi delle nullità coloro che non sono etero e che hanno una visione diversa della vita.
Ma essere diversi è essere unici e l'unicità è una caratteristica in via d'estinzione e da tenersi stretta a tutti i costi e Giacomo lo sa.
Uno dei miei personaggi preferiti, infatti, è proprio questo ragazzo. Ammiro la sua forza e il suo coraggio nel mostrare se stesso senza paure e limitazioni.
La scrittrice ha inquadrato bene i due temi, mettendo a confronto un alunno omosessuale con una professoressa bloccata nel passato e omofoba, il risultato è stato un meraviglioso esempio di ciò che ormai è all'ordine del giorno: la paura di mostrarsi per come si è e la discriminazione solo perché una persona è diversa da un'altra, come invece è normale che sia.
 
"Vorrei che fossi ancora tu", insomma, è costruito su delle ottime basi, quelle sopra citate.
Eppure, la vicenda in sé risulta banale, semplice e priva di spessore e sentimento, frettolosa.
I personaggi sono descritti bene, anche se poi trascurati per l'intera durata della vicenda.
Sembra sempre che manchi qualcosa. Gli argomenti trattati non vengono mai approfonditi, non ci si sofferma mai su uno di essi per più di un paio di pagine, stessa cosa per la descrizione della situazione generale e interiore del personaggio che in quel momento ha i riflettori puntati addosso.
La banalità della vicenda è ovvia quando ogni problema si risolve nell'immediato e con soluzioni a dir poco surreali e quando si viene a conoscenza dell'identità di E.B., si, carino e dolce, ma fin troppo irreale.
E anche in questi casi viene offerto pochissimo margine alla descrizione dei problemi e della loro soluzione e della scoperta che il lettore aspetta di fare dall'inizio del libro...
Allo stesso tempo, però, la lettura risulta scorrevole, perché la scrittrice non rivela mai nulla e quindi il lettore sente il bisogno di continuare, di giungere fino alla fine per sapere, conoscere e comprendere, peccato che anche giunti finalmente al clou della vicenda, non si possa godere più di tanto del momento, perché le righe dedicatogli sono pochissime.
"Vorrei che fossi ancora tu", esattamente come il precedente libro, ha potenziale, ma il modo in cui è strutturato e narrato risulta poco adatto e inconciliabile con l'importanza dei temi che contornano la vicenda e ai quali, personalmente, avrei conferito più importanza.
Per questi motivi la lettura risulta veloce, leggera e pesante al tempo stesso, perché le richieste e aspettative del lettore non vengono mai soddisfatte o se si, solo in parte.
Sono arrivata al finale del libro con il fiato sospeso, con la speranza che E.B. non fosse chi credevo, che almeno l'ultima parte non sarebbe risultata banale e che, finalmente, mi sarebbero venute le farfalle nello stomaco, le lacrime agli occhi e i classici sospiri da "ma quando succede anche a me?", ma purtroppo sono rimasta di nuovo delusa.
Avendo letto entrambi i libri, posso affermare di non aver trovato quasi niente che mi abbia fatto pensare "questo libro è wow".
Speravo che questo volume avrebbe potuto regalarmi ciò che il primo libro non era riuscito a fare, ma purtroppo non è stato così...
 
Ringrazio lo stesso Lorenza Bernardi per aver dato vita a due libri che trattano dell'ignoto amore nato online, di cui si parla ben poco e che è complicato sia da vivere che da narrare da una persona esterna ad esso.
 
GIUDIZIO
 
 
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticare di mettere un G+1 e di iscriverti al blog come lettore fisso!
Per qualsiasi dubbio o scambio di opinioni librose in merito a "Vorrei che fossi tu" o a qualsiasi altro argomento libroso, non esitare a scrivermi nei commenti qui sotto!

Alla prossima recensione! :)

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