24 gen 2016

Recensione: "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier

"La ragazza con l'orecchino di perla"
 
Ciao mie care lettrici e miei cari lettori!
Ben tornati nel mio blog!
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo storico dell'autrice Tracy Chevalier intitolato "La ragazza con l'orecchino di perla".
Iniziamo subito.
 
LA COPERTINA
 
 
 
LA TRAMA
 
Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città...
Griet, la figlia di un decoratore di piastrelle, è in cucina, intenta a sistemare le verdure tritate.
Sull'uscio compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e una donna che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma.
Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Catharina, gente ricca e influente, proveniente dal Quartiere dei Papisti.
Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell'atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente senza spostare né urtare nulla.
Romanzo che ci conduce là dove l'arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile - tra Vermeer e Griet si stabilisce un'intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non dette - La ragazza con l'orecchino di perla ci offre alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea, sulla dedizione e sul coraggio femminile.
 
LA RECENSIONE
 
Inizio dicendo che questa è stata la mia prima esperienza con un romanzo storico, perché come ormai è risaputo sono una lettrice compulsiva di romanzi rosa e dei vari suoi sottogeneri.
Come prima lettura è stata molto particolare e profonda, non potevo leggere romanzo storico più conosciuto e amato.
 
"La ragazza con l'orecchino di perla" è ambientato a Delft, una città che si trova nei Paesi Bassi. Siamo nel 1664, nel libro verranno mostrate e raccontate le vite dei personaggi della vicenda a partire da quest'epoca fino ad arrivare al 1676.
La protagonista di questo libro è Griet, una giovane ragazza, che si nasconde dietro una cuffia troppo grande che le copre sempre il viso, in modo da nascondere la sua espressione e ciò che pensa.
Il co-protagonista è Johannes Vermeer, celebre pittore di Delft, sposato con Catharina, donna dalla quale avrà ben 11 figli.
 
Questa è la storia di una giovane donna che si innamora per la prima volta e che si vede costretta a crescere troppo in fretta, portando sulle sue spalle tutto il peso della vita.
La vicenda si apre con Griet, che si trova nella cucina della sua casa, nella parte protestante della cittadina, mentre è intenta a sminuzzare e sistemare in appositi scomparti la verdura per la minestra , quando fanno capolino sull'uscio due volti a lei sconosciuti. Si tratta di Johannes e Catharina Vermeer, due volti  benestanti del luogo.
Essi si sono recati a casa dei genitori della ragazza per offrirle un lavoro, le domandano o meglio le ordinano di recarsi presso la loro abitazione per servirli e fare le pulizie nell'atelier dove Van Vermeer dipinge i suoi famosi e stupendi quadri, per ricevere una paga di otto stuiver al giorno.
Griet è colta di sorpresa da questa richiesta inaspettata, ha solo sedici anni e non si sarebbe mai immaginata di diventare una domestica per mantenere la sua famiglia, oramai diventata povera a causa dell'improvvisa cecità di suo padre che faceva il decoratore di piastrelle.
Griet però sa che quella è la scelta giusta da fare e così accetta di diventare la fantesca della famiglia Vermeer, con l'unico compromesso di poter tornare a casa dei suoi almeno alla domenica.
E così Griet darà una svolta decisiva alla sua vita, abbandonerà i suoi cari, la sua quotidianità e le poche cose in cui crede fermamente per andare a prestare servizio in una casa situata dall'altra parte della città, nel Quartiere dei Papisti, un quartiere cattolico.
 
Nel corso della vicenda vedremo Griet ambientarsi in quel nuovo posto e in quella sua nuova vita, la vedremo faticare per portare a casa un po' di soldi, e la vedremo innamorarsi e trasformarsi in una donna coraggiosa e piena di valori.
E l'atelier dove ogni mattina fa le pulizie diventerà il suo rifugio, il posto che più riconosce come casa, perché in quello studio si trova la persona che sin dal primo sguardo ha fatto breccia nel suo cuore, il suo padrone, Vermeer.
I due si conosceranno, si osserveranno, si sussurreranno parole che mai credevano di poter dire a qualcuno e inizieranno a fare piccoli gesti (per il pittore quotidiani) insieme, come macinare e preparare i colori per dipingere e sistemare e migliorare la scena che verrà impressa nel quadro.
Inconsapevolmente si ameranno con tutto il loro cuore, e l'unica prova di questo grande e segreto loro amore sarà un quadro, ma non uno qualunque.
 
La vicenda si chiuderà con un lutto, l'ennesimo per Griet, che le porterà via un'altra grande parte di sé, che non riavrà mai più indietro.
Vedremo Griet all'età di 28 anni, quando oramai la sua vita sarà totalmente diversa da 12 anni prima. Vedremo chi sarà l'uomo con il quale vivrà per il resto della sua vita e vedremo la piccola e timida Griet nel ruolo di madre.
E alla fine, le verrà donato un oggetto, che le ricorderà per sempre chi era e che cosa sarebbe potuta essere.
Perché il vero amore non muore mai, ma vive dentro di noi, per l'eternità.
 
RECENSIONE
 
Il libro digitale ha 240 pagine e un costo di €7,99, ed è la versione che ho letto io.
Il llibro è disponibile anche in versione cartacea.
Il libro è composto da 4 lungi capitoli.
 
Ho trovato questa lettura molto piacevole, mentre leggevo mi sembrava di entrar a far parte della vicenda potendo immedesimarmi nella tanto stimata Griet.
Leggere questo libro significa leggere il diario di questa ragazza e per chi è curioso come me questa caratteristica l'apprezzerà particolarmente.
Mentre leggevo questo libro mi sembrava di viaggiare nel tempo, tornando nel 1600-1700, e passavo ore e ore in compagnia di personaggi misteriosi, simpatici, complicati e dai mille volti.
Ho apprezzato particolarmente il modo in cui scrive la scrittrice, abbastanza moderno, mai complicato e molto scorrevole. Quest'aspetto ha aiutato a non far cadere la vicenda troppo nel classico, usando il linguaggio di cui si faceva uso in quell'epoca.
 
Questo libro non l'ho letto per mia scelta, mi è stato proposto dalla mia professoressa di Lettere come lettura mensile.
Ogni mese questa professoressa comunica alla classe un genere letterario e indica alcuni titoli e scrittori per lei degni di essere chiamati tali e di scrivere quel genere, e questo mese il genere era il romanzo storico e fra i tanti titoli ho deciso di leggere questo e non potevo fare scelta migliore.
Ho scelto questa lettura perché ne avevo sentito molto parlare e volevo constatare anche io se si trattasse di un libro meraviglioso come molti dicono e mi trovo d'accordo.
 
Ho apprezzato il modo in cui scrive la Chevalier, la storia è a dir poco fantastica e raccontata per filo e per segno, senza tralasciare nessun dettaglio.
Non vado pazza per l'arte, ma questo libro mi ha fatto rivalutare questa mia opinione, l'arte e la pittura in questa vicenda vengono descritti in modo molto profondo, Vermeer dipinge per vivere, per comunicare agli altri che ciò che si vede a primo sguardo non è mai giusto, le nuvole non sono bianche, eh già, provate a farci caso, sono bianche, gialle, azzurre, verdi.
Niente è mai come sembra, e questo l'ho capito grazie a questo meraviglioso libro.
 
Però (si, c'è un però), in quanto romanticona, ho letto il libro con la sicurezza che i due potessero avere il loro happy end, ma sono stata delusa, purtroppo...
Il finale mi ha lasciata con l'amaro in bocca.
Ma tralasciando questo particolare il libro mi è piaciuto molto, peccato per come si è concluso, ma si sa, la vita è amara e crudele, e in questo caso non si è risparmiata nemmeno per Griet e Johannes.
Si sono amati, si amano e si ameranno per sempre e questo basta al mio lato sdolcinato, ahah!
 
Oltre a questa pecca, il libro è un capolavoro e lo consiglio vivamente.
Chi avrebbe mai pensato che la lettrice affamata di storie d'amore sdolcinate avrebbe letto un romanzo storico con un sad end! Mai dire mai.
Ringrazio la mia professoressa per avermi fatto conoscere questo genere e il personaggio della giovane Griet che stimo e adoro!
 
Personalmente ho adorato tutti i personaggi della vicenda, tranne cinque: Cordelia, Tanneke, Pieter figlio e padre e Van Ruijven.
E la mia scena preferita del libro è quando Griet scappa dalla casa dei Vermeer umiliata, e si reca nella piazza centrale del mercato dove si trova la stella ad otto punte, ognuna delle quali porta ad otto mete a Griet sconosciute e la ragazza può decidere dove andare, dove poter ricominciare a vivere, vivere davvero e dove prenderà la sua decisione, per me la più sbagliata che potesse fare.
 
Spero che questa recensione ti sia piaciuta e se così è stato metti un +1 e condividila su qualunque social network tu voglia.
 
Alla prossima! :)
 
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