08 mar 2016

Recensione: "La notte che ho dipinto il cielo" di Estelle Laure

"La notte che ho dipinto il cielo" di Estelle Laure
 
 
Ciao my bookslovers!
Ben tornati!
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa (ovviamente) della scrittrice Estelle Laure.
Iniziamo subito.
 
LA COPERTINA
 
 
LA TRAMA
 
Quanti volti ha l'amore?
Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà.
Ora lei e Wren sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra.
Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo a pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì?
L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci momento peggiore per innamorarsi...
Una storia romantica, commovente, inaspettata e piena di speranza. Come la vita, come l'amore. Come tutti i colori del cielo.
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è dedicato a chi crede che la vita sia un cuscino pronto a soffocarti, quando meno te lo aspetti. Un cuscino che può lasciarti respirare, solo se sarai in grado di trovare le persone giuste pronte a sollevarlo.
 
"La notte che ho dipinto il cielo" è ambientato a Cherryville, in New Jersey.
La protagonista di questo libro è Lucille Bennett.
Lucille ha 17 anni, raggiungerà la maggiore età fra nove mesi.
E' una ragazza dalla vita complicata: pochi mesi fa, il padre ha abbandonato lei, la sorella e la madre per colpa di un'infermità mentale e ora si trova in una casa protetta, e come se non questo non fosse abbastanza anche la madre è sparita dalla vita di Lucille e Wren, le ha abbandonate da oramai 14 giorni e non farà più ritorno.
 
La vicenda si apre con un countdown alla rovescia, siamo al quattordicesimo giorno dalla partenza della madre di Lucille e Wren, che le ha abbandonate senza un apparente motivo: forse perché il fatto di essere stata maltratta e gettata come un sacco dell'immondizia dal marito per lei era troppo da sopportare, o forse perché la pazzia ha contagiato anche lei.
Fatto sta che, Lucille ora ha tutto sulle sue spalle, la casa che di giorno in giorno cade a pezzi, le bollette da pagare, la sorella da curare e mantenere...
Ce la può fare una ragazza di 17 anni a cavarsela da sola? Riuscirà a mantenere questa stramba situazione familiare segreta e ad evitare che i servizi sociali separino lei e sua sorella Wrenny?
Le uniche persone di cui Lucille si fida sono sua sorella Wren, la sua migliore amica, Eden e il fratello della sua migliore amica, Digby.
Fidarsi di qualcuno comporta delle conseguenze, significa lasciargli il manico del coltello, quel coltello che può penetrarti in qualsiasi momento, se non assegnato alle persone giuste.
Lucille fortunatamente, quel coltello l'ha lasciato nelle mani giuste.
 
La vicenda prosegue con il racconto dei giorni che passano dall'abbandono della madre, ogni giorno Lucille sente la sua vita andare a pezzi sempre di più, vede sfumare la speranza che fra breve sua mamma potrebbe fare capolino dalla porta di casa e rientrare a far parte della sua vita e inizia a credere che l'amore per lei non arriverà mai e che sarà destinata a vivere in un mondo triste e privo di colori per sempre. Quei colori che lei ama tanto, e che non si cimenta più a combinare da anni. Quegli stessi colori che accenderanno di nuovo la sua passione per la pittura e per l'arte e che daranno nuovamente colore alla sua vita e a quella delle persone che le stanno attorno.
Dall'abbandono di sua madre, nel corso della vicenda, passeranno circa 50 giorni, in questi giorni Lucille cercherà di andare avanti e di riprendersi in mano quella che era la sua vita.
Continuerà ad andare a scuola, a far frequentare le elementari a sua sorella e a vivere, insomma.
Ma la sua vita ormai non è più quella che era tempo prima e non tornerà mai ad esserlo e lei non può fare nient'altro che accettarlo e cercare di andare avanti.
 
La vicenda si svilupperà con varie vicissitudini, Lucille grazie ad una sua compagna liceale troverà lavoro presso una tavola calda, "Da Freddy", la più rinomata di tutta Cherryville, dove avrà la possibilità di guadagnare 200 dollari a giornata.
Grazie a questo lavoro potrà pagare le bollette, comprare da mangiare, pagare l'abbonamento ai programmi televisivi culinari preferiti di Wren e comprare vestiti nuovi alla sua sorellina di 10 anni, che cresce a vista d'occhio.
Proprio quando tutto sembra andare per il meglio ecco che l'amore platonico che Lucille prova per Digby torna a farsi sentire, più prepotente di prima.
Ma questa volta Digby sente quelle grida e risponde, ma sarà disposto a lasciare la sua fidanzata perfetta e storica per la problematica e incasinata Lucille?
E come se questa situazione non fosse abbastanza, si aggiunge suo padre che sembra essere migliorato.
Lucille andrà a trovare quello che lei non sente più come suo padre, e scoprirà che l'uomo giovanile e rockettaro che era prima, ora non esiste più e al suo posto si trova un uomo pazzo, esausto e chiuso in una sorta di manicomio, dove i suoi unici pensieri sono la birra e il fatto di essere rinchiuso.
Lucille scioccata da quella specie di uomo che è diventato suo padre, deciderà di dimenticare quelli che dovrebbero essere i suoi genitori.
A metà della vicenda, le cose scivoleranno di mano a Lucille, vedrà Digby uscire dalla sua vita, Eden abbandonarla, forse per sempre, sua sorella crescere e comprendere la situazione difficile in cui navigano e suo padre rientrare nuovamente nella sua vita e in quella di Wren.
 
La vicenda si chiuderà con un finale inaspettato e con il ritorno dei colori nella vita di Lucille e delle persone che la circondano.
 
I miei passi preferiti nel libro: nessuno.
 
LA RECENSIONE
 
Il libro cartaceo ha 278 pagine e un costo di €14,90.
Il libro digitale ha 186 pagine e un costo di €6,99.
La struttura del volume è molto particolare, i capitoli sono numerati per giorni, i giorni che passano dalla partenza della madre della protagonista.
E' una sorta di diario, che Lucille scrive quasi ogni giorno per informare il lettore della sua vita, che lentamente sta andando a rotoli.
 
La scrittura è semplice (ma mai banale), moderna e scorrevole.
Tuttavia, questo libro non mi è piaciuto per niente, in tutta la vicenda compaiono argomenti molto delicati e insoliti, che per questo motivo andrebbero spiegati fin nei minimi dettagli e dovrebbero fare da sfondo per tutta la storia: peccato che questo non accada.
La Laure scrive di particolari situazioni (non facili per chiunque le stia passando), ma ciò nonostante le affronta con moltissima superficialità, attribuendone poco peso e poca importanza.
E' un libro all'insegna della superficialità.
Essere abbandonati da entrambi i genitori vi sembra estremamente delicato e difficile da affrontare? Macchè! Con Estelle Laure questi problemi sono all'insegna del momento, qualsiasi ragazzo nel mondo viene lasciato solo con mille pesi sulle spalle.
Questo vi fa capire che tutto il libro perde senso e importanza, dal momento che la situazione su cui si basa la vicenda non viene minimamente ampliata o spiegata meglio, con più chiarezza, riportando i veri sentimenti e i veri pensieri della protagonista e della sorella.
Inoltre, a peggiorare questa vicenda ci si mette anche il finale, freddoloso e banale.
Il titolo prende origine dal finale, quando Lucille dipinge il cielo sul soffitto della camera di Wren, che desiderava da molto. Ciò nonostante anche a questo passo particolare del libro la scrittrice non attribuisce particolare importanza.
 
Detto ciò, non consiglio questo libro, a meno che non vogliate dedicarvi ad una lettura semplice, banale e rapida.
Do a questo libro 2 stelline su 5, in quanto la vicenda è bella, ma penalizzata dagli errori fatti dalla scrittrice.
Per la prima volta, ho detestato un libro e mi sono pentita dei soldi spesi per acquistarlo.
Se per caso qualcuno ha già avuto modo di leggere questo libro e vuole dirmi la sua opinione al riguardo è invitato a farlo, scrivendomi nei commenti qui sotto. Mi farebbe molto piacere avere un confronto fra lettori.
 
Detto questo, spero che la recensione vi sia piaciuta e se così è stato mettete un +1 e condividetela su qualunque social voi vogliate.
 
Alla prossima lettura! :)
E buona festa delle donne, care le mie lettrici.
 
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