31 lug 2016

Recensione: "IL FARO DEGLI AMORI APPENA NATI" di JENNY COLGAN

"IL FARO DEGLI AMORI APPENA NATI"
di Jenny Colgan 
 
 
Ciao miei adorati booklovers e bentornati nel mio blog!
Oggi vi parlerò della mia ultima lettura, si tratta di un romanzo rosa edito dalla Piemme, scritto dalla sola e unica Jenny Colgan: "Il faro degli amori appena nati".
 
LA COPERTINA
 
 
 
La copertina è meravigliosa!
Il titolo rappresenta a pieno ciò che si cela all'interno del libro. Di solito, spiego il perché della scelta del titolo, ma questa volta no, in quanto vi anticiperei il finale, stessa cosa per l'immagine di copertina, che ritrae una delle scene finali della vicenda.
 
LA TRAMA
 
Polly è arrivata da poco sull'isola di Mount Polbearne, in Cornovaglia, in fuga da un amore finito male e dalla frenesia della città.
Ora è decisa a essere davvero felice.
E cosa può compiere questa magia se non una piccola, graziosa panetteria da riportare in vita?
Così Polly apre il suo negozio, con una creatività e un entusiasmo che crescono di giorno in giorno, fino a contagiare tutti sull'isola.
Ma nella vita di Polly qualcosa manca: chissà che non sia tempo per lei di innamorarsi di nuovo...
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è consigliato a chiunque abbia il mare che scorre nelle proprie vene.
A coloro che, fra i tanti sogni nel cassetto, hanno quello di cambiare vita, ma che non ne hanno la possibilità, o meglio, il coraggio. Polly ce l'ha fatta, e chissà che leggendo di lei, non venga voglia a ciascuno di noi di abbandonare tutto e gettarsi in una nuova avventura.
A chiunque desideri vivere in una località isolana come Mont Polbearne.
E, infine, a chiunque abbia il desiderio di innamorarsi per la prima volta o nuovamente, leggendo dell'amore che nasce tra Polly e un uomo da sogno, sullo sfondo delle meravigliose coste della Cornovaglia.
 
"Il faro degli amori appena nati" è ambientato dapprima a Plymouth (UK), a Mount Polbearne, Cornovaglia, per la maggior parte della durata della vicenda e, infine, a Savannah, Georgia (USA).
La protagonista della vicenda è Polly Waterford.
 
Polly è una donna di circa trent'anni, dai capelli ondulati e biondo fragola, dai lineamenti dolci e con delle tenere lentiggini sul naso.
Esistono due versioni di Polly: una prima della parola "fallimento", e un'altra dopo di esso.

Sette anni prima, Polly e Chris si innamorarono e insieme decisero di aprire uno studio di grafica. I primi anni andarono benissimo, gli incassi erano talmente alti da permettere alla coppia di condurre una vita agiata: fatta di sessioni interminabili di shopping, uscite, cene nei ristoranti più in vista della città e un lussuoso attico vista mare in uno degli ultimi edifici costruiti a Plymouth come abitazione.
Gli affari procedevano, le commissioni non mancavano, grazie all'impegno e alla dedizione che impiegava Polly durante la partecipazione ad eventi pubblici, in cui le occasioni per farsi nuovi clienti erano tante.
Polly si occupava della parte burocratica e finanziaria e del marketing dello studio, mentre, Chris faceva il lavoro commissionatogli dalla clientela: volantini pubblicitari, biglietti da visita, pubblicità cartonate o televisive, ecc..., insomma, il mestiere del grafico privato.
Con l'avanzare della tecnologia, però, certi lavori che Chris svolgeva facendosi pagare, si potevano tranquillamente svolgere al computer con estrema facilità e gratuitamente, fu questo uno dei principali motivi per cui lo studio iniziò ad andare male.
Il progresso tecnologico era sempre più veloce e i guadagni dello studio di grafica sempre più in ascesa, fino ad arrivare alla parola "fallimento".
Insieme a quest'ultima, arrivarono i debiti, gli incassi inesistenti e i funzionari della banca chiamati per chiudere lo studio definitivamente e per prelevare gli oggetti che non appartenevano a Polly e Chris e quelli che si potevano vendere, per ricavare una parte della somma di denaro da destinare alla banca, alleggerendo così, a poco a poco, il debito.
Come se ciò non fosse già abbastanza, l'attico vista mare nella zona residenziale di Plymouth doveva essere venduto, per ricavare altro denaro utile all'estinzione del debito.
Sette anni prima, la vita di Polly si ergeva su una costruzione solida e perfetta, mentre ora, tutto era crollato con una sola parola: fallimento.
Dieci lettere capaci di scombussolare la vita di Polly e di gettare tutto all'aria, compresa la relazione con Chris: a causa delle difficoltà dello studio, il loro rapporto era ormai diventato un'amicizia affettuosa e dell'uomo di cui Polly si era invaghita non ne era rimasta alcuna traccia, al suo posto vi era un uomo spigoloso, scorbutico, nervoso, stressato, apatico, acido e disinteressato alla donna che sette anni prima aveva scelto come compagna di vita.
 
La vicenda si apre con questa difficoltosa, cruda e orribile realtà.
Polly, ormai rimasta povera e con il cuore a pezzi, cerca di nascondersi dalla sua vecchia vita, un po' per vergogna e un po' per non aggiungere altro sale sulla ferita aperta, così, si rifugia nella imponente villetta della sua migliore amica Kerensa, almeno fino a quando non avrà trovato una sistemazione e un lavoro.
Durante l'ennesima ricerca al computer di un appartamentino in affitto, si imbatte in un annuncio diverso dagli altri: l'appartamento in affitto, non è altro che una casa indipendente, un po' malandata si, ma con vista sul mare e con più di una stanza.
Considerando il budget misero concessogli dalla banca, quella casetta fa proprio al caso suo, peccato che si trovi sull'isola di Mount Polbearne.
Si tratta dell'isola distante meno di cento km da Plymouth, quasi deserta e irraggiungibile nei giorni di alta marea, in quanto il mare sommerge l'unico collegamento con la terraferma: il ponte di ciottoli.
Polly, però, non ha niente da perdere e decide di recarsi sull'isola per dare un'occhiata a quella casetta.
La protagonista, in compagnia della sua migliore amica e dell'agente, visiterà la casa di cui parlava l'annuncio, trovandola totalmente diversa da ciò che le foto di esso ritraevano: la costruzione è cadente, poco sicura e corrosa dal tempo e dalle onde del mare, inoltre, al piano terra vi è un vecchio forno in rovina, altrettanto cadente.
Il tutto risulta poco vivibile, ma quella finestra con vista sul porto, convince Polly a buttarsi in una nuova avventura ed è così che si trasferisce a Mount Polbearne.
 
Polly, in compagnia dei suoi pochi averi e del suo divano grigio, l'unico mobile rimastole, intraprende ciò che rappresenta un nuovo inizio.
Sotto tutta quella sporcizia e quello stato di abbandono, si nasconde una casetta accogliente e graziosa, la protagonista non potrebbe esserne più contenta, perché ciò significa che la scelta di cambiare vita è stata la migliore che abbia mai preso in tutta la sua esistenza.
Durante il trasloco, a causa delle forti raffiche di vento, alcuni dei libri di Polly spiccano il volo e la copia de "Alice nel paese delle meraviglie" raggiunge il porto, finendo chissà dove: la protagonista non potrebbe esserne più amareggiata, quel libro le era stato regalato da suo padre defunto, è una delle prime copie della famosa fiaba, nonché preferita di suo papà e di lei. Scoppiando a piangere, non sente che dei passi pesanti si stanno avvicinando a lei, quando Polly alza gli occhi verso il cielo, nota un uomo alto, magro, muscoloso, dagli occhi azzurri e dai capelli scuri che la sta ammirando con un sorriso enorme sulle labbra, mentre tiene stretto tra le mani il libro che la ragazza stava già dando per disperso e spacciato. Il ragazzo ha trovato il libro nel suo peschereccio.
Quell'uomo, salvatore di vecchi libri, è il pescatore Tarnie. Il primo isolano con cui Polly ha il piacere di presentarsi e scambiare quattro chiacchiere.
Dopo Tarnie, la protagonista conosce Neil, un piccolo di pulcinella di mare con un'ala ferita di cui Polly si prenderà cura.
 
La vita di Polly procede lenta, non ha ancora trovato un lavoro, ma Mount Polbearne inizia a piacerle.
Passare le giornate seduta davanti alla finestra, ad ammirare il porto, il molo e la distesa immensa di mare le dona pace e serenità. Il costo della vita non è molto alto, ma ha lo stesso bisogno di un lavoro per cercare di estinguere i debiti.
Sarà proprio la sua più grande passione a fruttarglielo: fare il pane.
Il forno locale è malandato (come ogni cosa, su quell'isola), trascurato e pieno zeppo di alimenti scaduti e marci, i prodotti sono orribili, quasi immangiabili. Polly tiene molto al pane e alla sua qualità ed è così che inizia a prepararne un po' per sé, per Neil, per i pescatori, per il veterinario che la aiuta a curare la sua pulcinella di mare e per la proprietaria dell'alimentare, che rifornisce la protagonista di ogni tipo di farina.
Il piccolo cerchio illegale di pane si espande sempre più, e Polly tenendosi occupata ad impastare il pane, ha la possibilità di non pensare alla sua penosa vita lavorativa.
Parlando con Tarnie e gli altri pescatori, un giorno, chiede loro dove poter trovare del miele per ultimare una nuova ricetta per del pane dolce e questi le consigliano di recarsi in un cottage vicino, di proprietà di uno strano americano, che ha abbandonato gli USA per fare l'apicoltore a Mont Polbearne.
Ed è così che Polly conosce Huck, soprannominato Huckle: un uomo alto, magro, muscoloso, biondo e con gli occhi azzurri.
 
Polly è tra due fuochi: Tarnie e Huckle.
E' attratta da entrambi, ma nessuno dei due sta facendo qualcosa per farla avvicinare a sé, sino a quando Tarnie non la porta un giorno su un'isoletta inabitabile poco  a largo dal porto, dove pescano, mangiano, fanno il bagno e si baciano.
Polly è contenta, è tornata a vivere: vive in un posto che sta iniziando ad adorare e che considera come casa, prepara il pane e ne trae un guadagno (vendendolo agli isolani che costituiscono il suo circuito clandestino della produzione di pane) e sembra aver trovato l'amore.
Tarnie e la protagonista iniziano a frequentarsi, sino a quando Polly non scopre da un pescatore che Tarnie è un uomo sposato in crisi con la moglie.
A quanto pare l'amore non è ancora pronto a scompigliare la vita della protagonista.
Intanto, Neil è guarito ed è arrivato il momento di portarlo nella zona protetta delle pulcinelle di mare. A malincuore, Polly deve separarsi dell'uccellino che per lei era diventato l'unica sua compagnia, ma per riconoscerlo nel caso lui fosse ritornato da lei gli avvolge intorno alla zampetta un foglio con su scritto "il miele di Huck", in quanto Huckle l'accompagna nella riserva, dandole il suo sostegno.
 
Huckle e Polly iniziano ad incontrarsi sempre più spesso e sarà proprio lui a consigliare alla protagonista di aiutare la signora Manse, proprietaria del forno locale, nonché proprietaria della casa dove Polly vive, nella gestione della panetteria.
La signora Manse accetta storcendo il naso ed è così che Polly riprende a lavorare, mettendo a nuovo il forno sotto casa sua e chiamandolo "Il piccolo forno di Beach Street", in cui lei produrrà pane, mentre "Il grande forno di Mount Polbearne" resterà alla signora Manse che venderà solo sandwich e fagottini di pasta sfoglia.
Il grazioso forno di Polly desterà l'attenzione e il consenso degli isolani e ben presto gli incassi saranno alle stelle.
Una disgrazia colpirà l'isola: durante una notte di tempesta, la più violenta dopo una trentina d'anni, i pescherecci locali non faranno ritorno al molo, e i soccorsi dopo ore e ore di ricerca troveranno tutti i pescatori, tutti tranne uno: Tarnie, che ora riposa in pace nel fondo del mare.
Polly, scossa dalla perdita dell'uomo che pensava di amare, organizzerà una veglia, pur non avendo il corpo del pescatore e l'amico ricco sfondato di Huck una festa in suo onore.
Durante quel party strepitoso, in cui si celebra il ricordo di Tarnie e la gioia per le vite salvate degli altri pescatori, Polly e Huckle finalmente cederanno a quella passione che li travolge e si scambieranno un bacio appassionato, ma Polly si farà indietro, credendo che quella circostanza non sia la più giusta, non il bacio con Huck.
Peccato che, Huckle crederà che la protagonista sia innamorata di un morto e per non rimanerne deluso e ferito, come già successe in passato, farà ritorno a Savannah, mettendo fine a quella sua lunga vacanza sull'isola.
 
Quella passione che li travolge quando sono vicini e quando si guardano negli occhi, resisterà ad un matrimonio di amici comuni che si celebrerà in America?
Dopo mesi di distanza Polly e Huck si rivedranno.
Quel sentimento chiamato amore, sarà finalmente pronto a nascere fra i due o invece sarà destinato a spegnersi ancor prima di accendersi?
 
Polly, capirà che Mount Polbearne è casa sua e sarà decisa a trasferirsi in una casa che non sia cadente come quella in cui vive ora.
Il faro locale che con la sua luce non la lascia dormire la notte, sarà messo in vendita e Polly sarà decisa ad acquistarlo, facendo concorrenza ai numerosi turisti che da un anno ormai popolano l'isola.
Chissà che quel faro con la sua luce, non farà accendere anche un nuovo amore, un amore appena nato sull'isola.
 
LA MIA OPINIONE
 
"Il faro degli amori appena nati" è disponibile in versione cartacea al costo di €6.90 con un totale di 280 pagine e in versione digitale con un costo di €9.99 con un totale di 255 pagine.
I capitoli sono 34 con in aggiunta un breve epilogo e le ricette delle specialità prodotte da Polly nel corso della vicenda. Il narratore è esterno, in terza persona.
 
La scrittura della Colgan è meravigliosa: chiara, trasparente, moderna, elegante e scorrevole.
Le descrizioni dei luoghi che si incontrano durante il corso della vicenda, sono stupende, a tal punto da far sembrare al lettore di essere lì, con i vari personaggi, a vivere quella fantastica avventura.
I dialoghi sono pochissimi, ma efficaci e non troppo lunghi.
Le descrizioni della vicenda, che compaiono per tutta la lunghezza del libro, sono bellissime: lente e per questo più godibili dal punto di vista letterario, dettagliate, ironiche, crude e dirette.
I personaggi sono ben descritti, così come i loro pensieri e i loro valori, attraverso la voce della scrittrice, ognuno di essi sarà protagonista della vicenda, in particolar modo Polly.
 
Solitamente, non mi piacciono le storie narrate in terza persona, ma questa è una di quelle poche eccezioni.
Mentre leggevo il libro, quasi non mi rendevo conto che a raccontare non fosse ogni personaggio presente nella vicenda, ma bensì la Colgan. Questo è uno dei numerosissimi punti a suo favore.
La narrazione con tempi lunghi, cadenzati e dettagliata mi è piaciuta un sacco, permette al lettore di godersi a pieno la vicenda e di entrare a pieno nella storia.
 
Mi sono innamorata di Mount Polbearne, immensamente, attraverso la descrizione che ne fa la scrittrice. Con le sue parole, mi è sembrato di essere lì con Polly, affacciata alla finestra ad ammirare il mare e la bellezza d'altri tempi dell'isola.
Mi sono affezionata a Neil, la pulcinella di mare, talmente tanto che quando Polly l'ha lasciata andare con i suoi simili nella riserva protetta della sua specie, ho pianto insieme a lei. Ero disperata, dopo alcune pagine senza di lui già ne sentivo la mancanza, ma la Colgan mi ha sorpresa a più di metà narrazione! L'ha fatto tornare da Polly e leggendo del suo ritorno a casa Waterford, mi sono commossa!
Ero dalla parte di Tarnie, per me era lui l'uomo a cui il cuore di Polly doveva appartenere, ma la Colgan è stata crudele, facendolo morire. Ho pianto come una disperata insieme a Polly, quando tutti i pescatori fecero ritorno sull'isola uno dietro l'altro, tutti tranne lui.
Ho sperato fino alla fine che si fosse salvato e che sarebbe stato trovato su qualche isola senza memoria, ma la Colgan non ha dato una seconda possibilità a Tarn, facendolo fuori senza pietà, ahah! Ma la posso perdonare. Forse.
 
Con questo libro ho riso, sorriso grazie alla comicità di Reuben (amico di Huck) e all'insolenza di Polly verso la signora Manse all'inizio della loro difficile conoscenza e alla presenza del piccolo, paffuto e dolce Neil (voglio adottare una pulcinella di mare, ho deciso). Ho pianto e mi sono commossa. Ho vissuto. Ciò che pretendo di fare in ogni lettura, e questa è stata una di quelle.
 
Tuttavia, il finale, a parer mio, è stato molto più affrettato al contrario dell'intera vicenda, breve ma intenso, insomma.
L'unico piccolissimo difetto trovato in  280 pagine di pura vita.
Il libro, quindi, è perfetto e lo rileggerei anche subito solo per vivere ancora un po' a Mont Polbearne, in compagnia dei favolosi personaggi creati dall'incredibile Colgan!
 
Infine, le ricette a fine libro sono un elemento aggiuntivo che ho apprezzato.
Prima degli ingredienti e della preparazione di ognuna delle specialità di Polly, emerge la sua voce che racconta quando aveva cucinato quel prodotto, perché e cosa rappresenta per lei.
 
Insomma, è un libro fantastico, potrei starne a parlare per ore ma non so se voi apprezzereste!
Sarò breve, perciò: stra e stra consiglio questo libro e gli assegno 5 stelle su 5!
Ma non mi scorderò mai dell'omicidio commesso dalla Colgan nei riguardi del mio adorato Tarnie, ahah!
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticate di mettere un G+1, di condividerla dovunque e con chiunque voi vogliate e di seguire il mio blog (attraverso l'apposita caselle a sinistra della pagina, disponibile dal pc, o dal telefono cliccando in fondo 'visualizza versione web')!
 
Se avete già letto questo libro e volete scambiare quattro chiacchiere librose al riguardo o desiderate averne maggiori informazioni, vi invito a scrivermi nei commenti qui sotto, sarò felicissima di rispondervi.
 
Alla prossima recensione! :)
 
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