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2020-02-26

Recensione "RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO" di JENNIFER NIVEN

"RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO"
di JENNIFER NIVEN


Ciao miei adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Rompendosi la ceramica prende nuova vita attraverso le linee di frattura dell’oggetto che, grazie alle sue cicatrici, diventa ancora più pregiato.
L’arte di abbracciare il danno e di non vergognarsi delle ferite è la delicata lezione simbolica suggerita dall’antica arte giapponese del kintsugi e dall'incantevole storia d'amore e di vita di "Raccontami di un giorno perfetto".
Tuttavia: congiunzione. Nondimeno, ciò nonostante: con valore avversativo (gli ostacoli sono molti, tuttavia accetto) o correlativa di una concessiva (sebbene gli ostacoli siano molti, tuttavia accetto).
Può sembrare una parola come un'altra, tuttavia per due ragazzi su una torre campanaria, con lo sguardo puntato sull'asfalto e la voglia di buttarsi, significa tutto...perché la gente non ama chi è strano, incasinato e quindi sbagliato, tuttavia Finch e Violet si amano.

LA COPERTINA

La copertina a prima vista non suscita grandi emozioni, acquista significato solo in seguito alla lettura delle parole di Jennifer Niven.
Il mondo non è perfetto, specie quello di Violet Markey, che pare essere tutto sottosopra mentre lei cerca faticosamente di restare in equilibrio e di tenere in vita sua sorella Eleanor, morta sul colpo in un incidente stradale al quale lei è invece sopravvissuta.
Se Theodore Finch potesse raccontarle di un giorno perfetto e addirittura farglielo vivere? Il mondo forse smetterebbe di essere al contrario, la sua frangia cesserebbe di crescere ed essere storta e gli occhiali da vista di sua sorella non sarebbero più i suoi nuovi occhi...forse.

LA TRAMA
È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare. Raccontami di un giorno perfetto è un romanzo commovente e coraggioso. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili e ci ricorda che cosa significa essere vivi. 

IL LIBRO
Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autrice: Jennifer Niven
Editore: De Agostini
Pagine: 408
Versione digitale: €6,99
Versione cartacea: €14,90
Genere: romanzo young adult
Scrittura: incantevole e al tempo stesso atroce.
Jennifer Niven narra di un lento susseguirsi di giorni, ciascuno dei quali cessa di essere ordinario e diviene perfetto dopo che due adolescenti si incontrano per caso sulla cima della torre campanaria scolastica, entrambi sul punto di suicidarsi.
Hemingway scriveva "Il mondo spezza tutti quanti e molti sono forti nei punti spezzati" e Jennifer Niven ci insegna che anche se a pezzi, due ragazzi sono in grado di amarsi sino alla morte.
La penna della scrittrice è la sua corona, la Niven è la regina dello YA, un genere letterario che durante la lettura fa male e al tempo stesso cura il lettore, un po' come il sale del mare sulle ferite.

LA RECENSIONE
"Raccontami di un giorno perfetto" narra della ricerca di un giorno perfetto dall'inizio alla fine, un giorno in cui non succede niente di tragico, di triste o di ordinario.

Theodore Finch, più comunemente conosciuto come Finch lo schizzato o Fenomeno ha staccato la spina, ha avuto un blackout. Un attimo prima viaggiava alla grande e un attimo dopo il suo cervello si è messo a girare in tondo. A quel punto ha spento tutto ed è andato a dormire, ma non come accade a tutti ogni sera. Un lungo sonno profondo e senza sogni durato dal giorno del Ringraziamento a Capodanno.
Finch ha promesso a se stesso che questo risveglio sarà diverso. Se riesce ad avere il controllo sul mondo circostante, a partire da se stesso, dovrebbe riuscire a restare sveglio e presente, non per modo di dire, ma pienamente cosciente. Qui e ora.
Per prendere contatto con la realtà e la nuova versione di sé post risveglio, una mattina del secondo semestre scolastico, Finch decide di recarsi in cima alla torre campanaria di Bartlett, solamente per il piacere di dimostrare a se stesso quanto sia incantevole essere vivi e guardare sotto avendo la possibilità di decidere se buttarsi o meno, pur stando in equilibrio dalla parte esterna del parapetto.
Ma sembra non essere il solo a intraprendere questa esperienza suicida...

Violet Markey, più comunemente conosciuta per la sua perfezione e popolarità di oramai ex cheerleader ed ex fidanzata del quarterback e bronzo di riace Ryan Cross, ha sempre mal di testa. Dev'essere colpa degli occhiali, Eleanor aveva una vista peggiore della sua e a lei stavano bene. A Violet stanno male, specie per via della frangia. Ma forse, a forza di portarli, diventerà come lei e vedrà quello che lei vedeva. Potrà essere tutte e due al tempo stesso, così nessuno, soprattutto lei, sentirà la sua mancanza.
Ci sono giornate si e giornate no, ad essere più frequenti sono le ultime.
E' colpa sua se Eleanor non c'è più, dopo quella festa Violet e sua sorella sono tornate a casa prendendo la strada che passa sopra all'A Street Bridge, nonostante il pericolo segnalato di ghiaccio ed ora i resti della macchina e l'anima di Eleanor giacciono sotto a quel ponte, mentre lei è sopravvissuta ed è costretta a vivere una vita fatta di riempitivi, perché tutto dopo la scomparsa della sua persona è solo un di più. Tutto ha perso importanza.
Senza nemmeno rendersene conto, una mattina come tante altre, forza la serratura della porta di ingresso della torre campanaria, scavalca il parapetto ed è pronta a gettarsi da quell'altezza che le assicurerebbe una morte sul colpo, sino a quando i suoi sensi si risvegliano e vuole rimandare la sua fine e inaspettatamente una voce maschile e una mano tesa sono lì ad aiutarla: si tratta dello schizzato della scuola, Finch il fenomeno.

Chi salva chi? Se invece si stessero salvando a vicenda?
Violet fa giurare a Finch di tenere la bocca chiusa riguardo all'episodio della torre campanaria, perché chissà cosa penserebbero i loro compagni se si venisse a sapere che la ragazza perfetta e innocente a cui è morta la sorella stava tentando il suicidio, togliendo ai genitori l'ultima figlia rimastogli.
Theodore, in ogni caso, non è interessato a far sapere a tutti che stava tentando il suicido pur non avendo la reale intenzione di suicidarsi e che ha finito per salvare l'indifesa Violet Markey da una decisione avventata e dalla quale non sarebbe più stato possibile fare marca indietro.

Qualche attimo dopo i due suicida si rivedono in classe, a lezione con il signor Black, un enorme uomo ansimante che insegna geografia a dei ragazzi completamente disinteressati alla materia.
Per animare un po' i ragazzi, prossimi al diploma, il 35% del voto finale del corso di geografia dipenderà da un progetto scolastico di coppia: scoprire tre meraviglie dell'Indiana e documentarle, in modo che dopo il diploma a ogni studente rimanga qualcosa del suo Stato, considerando che la stragrande maggioranza di loro frequenterà un college oltre il confine.
Finch sceglie Violet come compagna per la ricerca. 
A nessuno dei due è mai venuto in mente di fare il turista nell'Indiana, ma a parte che si tratta di un compito assegnatogli e Finch si è offerto, incastrando Violet, di fare coppia, il ragazzo pensa sia una buona idea.
Nella sua macchina c'è una cartina stradale che aspetta solo di essere utilizzata, ci sono un sacco di posti che vale la pena vedere. Magari nessuno li visiterà mai o li apprezzerà o si soffermerà un solo momento a pensare che siano importanti.
Ma forse anche i posti più insignificanti contano qualcosa. Magari anche solo per Finch e Violet. Se non altro, prima di andarsene, sapranno di averli visti.
E' un "scendiamo dal cornicione" scritto su Facebook da Theodore Finch alla sua unica amicizia, Violet Markey, a segnare l'inizio del loro giorno perfetto, perché un giorno è fatto di attimi ed essi possono durare una vita o il tempo che rimane a Finch lo schizzato e UltraViolet RiMarkeyVole...

Finch è ancora qui ed è contento di esserci, altrimenti si sarebbe perso qualcosa di bello per cui stare sveglio: il sorriso di lei.
Le regole di Finch per la peregrinazione sono semplici.
Non ci sono regole, al mondo ce ne sono già abbastanza.
Ci sono tre linee guida, meno rigide delle comuni regole: è vietato l'uso del GPS, si fa alla vecchia maniera usando le cartine stradali; lui e Violet si alterneranno nella scelta dei luoghi da visitare, ma bisogna essere anche disposti ad andare dove li porta la strada; in ogni luogo si lasceranno dietro qualcosa, come una specie di offerta, per testimoniare che sono stati lì.

Le meraviglie sono tre, eppure le peregrinazioni di Finch e Violet continuano.
Ben presto si renderanno conto che di incantevole e meraviglioso nell'Indiana non ci sono solo i luoghi...ma anche loro due, insieme.

NEL LIBRO
"Posso farti una domanda? Secondo te esiste un giorno perfetto?"
"Cosa?"
"Un giorno perfetto, dall'inizio alla fine. Un giorno in cui non succede niente di tragico, o di triste o di ordinario. Secondo te esiste?"
"Non lo so."
"Te ne è mai capitato uno?"
"No."
"Nemmeno a me. Ma lo sto cercando."
...
Poi lui dice: "Saltiamo".
"Sei sicuro? E' il punto più alto dell'Indiana."
"Sono sicuro. Ora o mai più. Ma devo sapere se tu ci stai."
"Ok."
"Pronta?"
"Pronta."
"Al tre."

LA MIA OPINIONE
In un passo de "Raccontami di un giorno perfetto", Finch e sua sorella minore Decca, ritagliano dai libri le parti negative, perché le cose brutte non dovrebbero essere mescolate a quelle belle.
La sorellina raccoglie tutte le parole infelici, rabbiose, cattive e spiacevoli tenendole per sé e Finch ritaglia "rendi la vita incantevole" e poggia quelle semplici lettere piene di significato sul cuscino di Decca.
Quanto vorrei che prima della lettura Decca avesse tagliato via con le sue forbicine tutte le parti negative del libro...perché alcune di queste fanno davvero male e mi hanno cambiata per sempre.

Jennifer Niven, con la sua penna, scrive parole che normalmente la sorella di Finch ritaglierebbe dai libri, per far comprendere al lettore che nella vita ognuno di noi ha delle crepe, dei punti spezzati e che se troviamo qualcuno che ha sulla pelle e nell'anima le nostre stesse cicatrici allora il mondo ci può fare meno paura e disgusto.
Finch e Violet sono in ogni senso l'uno per l'altra tutto ciò che una persona può essere. Se qualcuno può salvarli, questo qualcuno sono loro due.

Recensire "Raccontami di un giorno perfetto" è l'incubo di qualunque blogger, è praticamente impossibile parlarne rendendo il senso di cosa rimane al lettore al termine della lettura di queste pagine.
Jennifer Niven porta su carta due storie reali, intrise di sofferenza e voglia di guarire. Finch e Violet non sono solo due personaggi libreschi, ma l'essenza stessa della guarigione da un lutto e dalla depressione che ben o male sono situazioni alle quali ognuno di noi andrà in contro nel corso della vita e con le quali dovrà combattere per il resto dei propri giorni.
A questo proposito la scrittrice, nelle note a fine libro, narra di come le sue perdite e il suo essere una sopravvissuta alle perdite subite l'ha resa in grado di dare vita ad un libro del genere, che funge un po' da cura universale per il dolore che affligge ogni persona.

A "Raccontami di un giorno perfetto" non importa ciò che si prende (il mio cuore e tutte le mie lacrime), ma quello che si lascia dietro. Un incantevole senso di dolore ma anche di consapevolezza, perché è soffrendo che ci si sente vivi e Jennifer Niven, Finch e Violet mi hanno fatta sentire più viva che mai.

IL MIO GIUDIZIO



Alla prossima recensione!

2017-08-12

RECENSIONE "Playlist - L'amore è imprevedibile" di Jen Klein

"PLAYLIST - L'AMORE E' IMPREVEDIBILE" di JEN KLEIN
 
Ciao miei amanti dei libri e bentornati nel blog!
Ferragosto è ormai alle porte e come da tradizione si prevede maltempo dalle mie parti, ma fortunatamente riesco a scappare due giorni in una località lacuale, dove spero vivamente che ci sia bel tempo; E voi che programmi avete per queste festività estive?
Vi ricordo che sul blog e, contemporaneamente, sul mio profilo Instagram, è in corso il giveaway in occasione del secondo anno di esistenza de Lamiavitasonoilibri, (per maggiori info cliccare qui).
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa che vede sbocciare un amore a ritmo di musica, ma solo al termine della canzone: "Playlist - L'amore è imprevedibile" di Jen Klein.
 
LA COPERTINA

 
 
La copertina è meravigliosa.
Il titolo racchiude l'inizio di questa imprevedibile storia d'amore...
Due ragazzi che condividono la macchina per andare a scuola, che, apparentemente, non hanno niente in comune, con due opinioni completamente diverse sull'importanza del liceo nella vita e un gioco: chi sosterrà correttamente il proprio ideale potrà aggiungere una canzone a scelta all'interno della "Playlist dell'alba".
A lei piace il punk rock e a lui le ballate pop, due generi agli antipodi, che unendosi daranno vita alla colonna sonora del loro imprevedibile amore.
L'immagine di copertina ritrae la protagonista della vicenda, June Rafferty, intenta ad ascoltare della musica a bordo del "bestione" del ragazzo che ogni mattina le offre un passaggio a scuola, compiendo la sua buona azione.
Insomma, nulla è lasciato al caso, la Klein non poteva fare scelta migliore per quanto riguarda la copertina di questo libro.
 
LA TRAMA

Che cosa c'è di meglio del momento in cui ti rendi conto che il liceo sta per finire e la tua vera vita sta per cominciare? Niente, June ne è convinta.
Diciassette anni e le idee chiare sul futuro, non vede l'ora di lasciarsi alle spalle la cittadina in cui è cresciuta e tuffarsi a capofitto nella nuova avventura del college.
Al contrario di Oliver, l'atleta più popolare della Robin High, che vorrebbe che l'ultimo giorno di scuola non arrivasse mai.

June e Oliver non hanno davvero nulla in comune. Potrebbero non rivolgersi mai la parola. Potrebbero far finta di non conoscersi. E invece. Invece il destino ha voluto diversamente. Perché le loro madri sono amiche per la pelle e hanno deciso che Oliver accompagni June a scuola in macchina. Tutti i maledettissimi giorni.
A un tratto, June e Oliver sono costretti a passare parecchio tempo insieme. Peccato che non abbiano niente, ma proprio niente di cui parlare. E allora decidono di mettere la musica. Ma cosa succede quando un'anima rock come quella di June ne incontra una pop come quella di Oliver? Una guerra! Una sfida per il controllo della playlist... finché non accade qualcosa di totalmente imprevedibile. Perché a volte basta la canzone giusta al momento giusto e tutto cambia.
 
IL LIBRO
Versione digitale: €6.99, 374 pagine.
Versione cartacea: €14.90, 374 pagine.
Casa editrice: DeA Planeta Libri. 
Autrice: Jen Klein.
Narratore: interno, la voce narrante è quella della protagonista, June.
Capitoli: 34 + epilogo.
Scrittura: contemporanea, frizzante, chiara e semplice, seppur mai banale o scorretta dal punto di vista grammaticale e sintattico.
Quando penso alla scrittura della Klein la prima caratteristica che mi viene in mente è la presenza assidua di dialoghi diretti tra i vari personaggi della vicenda, cosa che ho adorato, perché tiene vivo il racconto e coinvolge il lettore in una sorta di "discorso libroso con le persone di carta".
I dialoghi non sono mai banali o privi di contenuto, anzi, i personaggi quando comunicano lo fanno in due modi: indirettamente, lasciando libera interpretazione al lettore, permettendogli di leggere tra le righe e direttamente.
Gli scenari, le varie vicissitudini e riflessioni sono descritte in modo sublime, la scrittrice permette al lettore di calarsi nei panni della protagonista e al tempo stesso di tutti gli altri personaggi, in quanto viene offerto ampio spazio di parola anche ad essi.
In questo libro si parla di musica, di rapporti interpersonali, di amicizie vere e false, d'amore, di adolescenza, di infedeltà, di divorzio, di famiglia, di disinteresse genitoriale, di momenti importanti per il futuro che ciascuno di noi ha davanti a sé, della vita e della forza di diventare ciò che infondo si è sempre stati destinati ad essere.
Ogni singolo argomento di quelli precedentemente elencati è affrontato meravigliosamente e gli è stata conferita giusta importanza.
Jen Klein è riuscita a racchiudere l'adolescenza in un libro che ne parla a ritmo di musica.
 
LA RECENSIONE
"Playlist - L'amore è imprevedibile" è consigliato a chi adora la musica e a chi si sente vivo tramite essa.
Questo libro è consigliato a chi conduce una vita piena di momenti riconducibili a canzoni o addirittura a delle playlists, perché ogni singolo momento merita di essere vissuto intensamente e di essere ricordato e quale miglior modo se non attraverso delle note musicali?
"Playlist - L'amore è imprevedibile" è dedicato a tutti coloro che credono nell'amore e anche a chi non ci spera più, perché si sa, esso bussa prepotentemente alla porta del cuore di ciascuno di noi quando meno ce lo aspettiamo, pronto a regalarci una colonna sonora che durerà in eterno, anche quando l'amore in questione cesserà di esistere.
Questo libro è dedicato a chi legge con le cuffiette nelle orecchie.
"Playlist - L'amore è imprevedibile" è musica, è sentimento, è vita.
 
"Playlist" è ambientato in varie località del Michigan e prevalentemente in posti (quasi sicuramente frutto della fantasia) quali Callaway Lane e la Robin High School.
La protagonista indiscussa di questa storia è June Rafferty, una ragazza di diciassette anni, apparentemente sicura di sé, convinta di essere migliore di chiunque altro, coraggiosa, forte, invincibile, allergica all'amore e menefreghista.
June è fermamente convinta che il liceo sia solo un trampolino di lancio che la indirizzerà al college, dove finalmente avrà inizio la vita vera, per lei nessun momento è degno di essere vissuto e ricordato, in quanto destinato a finire e ad essere archiviato in un angolo remoto della mente e del cuore.
E' allergica al liceo, ambiente che detesta e reputa finto; alle distinzioni sociali, infatti non a caso prova una repulsione verso le ragazze pompon e verso gli atleti palestrati; alle relazioni stabili, il suo ragazzo Itch infatti non occupa un posto così speciale e indispensabile nella sua vita, perché è convinta che l'amore vero non si possa trovare al liceo; alla musica non punk rock e...la lista sarebbe troppo lunga!
Ma cosa succede se Oliver Flagg, che incarna ogni singola cosa che lei detesta ed evita, le deve offrire un passaggio a scuola con il suo "bestione" ogni singola mattina, costretto dalla volontà delle loro due mamme, nonché migliori amiche?
A volte bisogna buttare tutto all'aria per fare un po' d'ordine ed Oliver irromperà nella vita di June sconvolgendogliela, toccherà però ad entrambi mettere in ordine il caos creato da questo atleta tutto muscoli e intelligenza. Ci riusciranno?
 
<"Niente di quello che facciamo adesso conta. Queste sono le amicizie che non durano e le scelte che non contano.
Non che odi la mia vita o sia infelice, è solo che so come funziona il mondo. Non ho bisogno di fare finta.", dice June.
"Tutte queste cose che secondo te sono stupide in realtà sono importanti.
Tutto quello che facciamo è importante.", ribatte Oliver.>
Due concezioni della vita e del presente totalmente differenti. Trovare un punto di incontro risulta impossibile e così i due ragazzi decidono di ricorrere alla musica per risolvere questi screzi. Entrambi dovranno trovare argomenti che sostengano la loro opinione e a ciascuna tesi corretta potranno aggiungere alla "Playlist dell'alba" una canzone a loro scelta, che l'altro dovrà ascoltare controvoglia durante il tragitto per giungere a scuola.
 
<"Niente è inciso nella roccia. Stiamo solo aspettando che cominci la vita vera.">
E se June avesse ragione? E se niente di quello che ha fatto e vissuto fino a prima dell'arrivo di Oliver contasse davvero? E se fosse proprio lui il suo inizio?
<"Custodisco con cura ogni singolo istante, perché so che quello che facciamo qui conta.
Deve contare, perché altrimenti che senso ha, June?">
E se Oliver avesse ragione? E se ogni singolo momento valesse la pena di essere vissuto al massimo per essere ricordato fino alla fine dei nostri giorni? Ogni scelta, ogni legame, ogni percorso intrapreso ed ogni sogno fanno di noi ciò che siamo stati, che siamo e che saremo destinati ad essere.
Che la battaglia a suon di musica abbia inizio. Chi si aggiudicherà la playlist? Oliver o June? Voi da che parte state?
 
I passaggi in macchina divengono in fretta dei momenti in cui entrambi sono spensierati, felici e vivi. La musica che rimbomba nel veicolo, le chiacchiere che aumentano ogni giorno di più diventando piacevoli e profonde conversazioni, il presente. Loro sono lì. Ora. Sono vivi. Insieme.
June ed Oliver stringono un patto: saranno amici onesti, quel genere di amicizia indissolubile, particolare e trasparente. Ma si sa, la tendenza umana non è solita rispettare le promesse. Chi sarà il primo ad infrangerla e chi l'ultimo?
 
<Sembra devastante avere il cuore completamente in tilt per una persona sola.
Se quella manda tutto all'aria, se non prova la stessa cosa, se la sua vita è troppo indaffarata o complicata o lontana perché tu possa adattartici, allora dentro di te si spezza qualcosa. E anche se guarisce, lascia una cicatrice. Le cicatrici rimangono sempre.>
Chiudi gli occhi e pensa a quella persona che ti manda letteralmente il cuore in tilt.
La vedi? La vedi davvero? E' chi ti aspettavi di riuscire a vedere?
June quando chiude gli occhi e vede Oliver, non Itch (il suo ragazzo), capisce.
<In quel momento il mondo ruota e tutt'attorno a noi si dissolve. Il mio cuore si spalanca...A colpirmi in pieno è la consapevolezza assoluta, dolorosa, che in un modo o nell'altro, senza volerlo, questo ragazzo ci è entrato dentro.
Nonostante tutti i miei progetti e le mie negazioni, quando innalzavo tutte quelle barriere attorno a me, devo avere saltato un punto. Da qualche parte dev'essere rimasta una breccia, e da lì è entrato.>
 
Oliver Flagg è l'eccezione, la sua eccezione.
<Anche se niente di tutto questo è reale e anche se finirà in modo doloroso...per questo momento soltanto sono mano nella mano con Oliver Flagg e pattiniamo insieme in un fiabesco paesaggio invernale.>
Ma si sa, una volta premuto play la musica riempie lo spazio ed il cuore e non riesci a smettere di voler ballare. Vorresti che ci fossero più momenti del genere e così premi play e poi replay...
 
<Fisso i suoi occhi color nocciola, cerchiati di grigio e capisco: non ci sarebbe stato niente di diverso. E' tutto solo un grande e crudele gioco del destino. Avrei potuto scegliere qualsiasi altra strada e non avrebbe avuto importanza. Tutte quelle altre strade mi avrebbero comunque portata allo stesso punto.
Mi sarei comunque innamorata di questo ragazzo.>
Tutte le convinzioni di June stanno crollando. E se Oliver avesse ragione? E se tutto quanto avesse importanza e dovesse andare esattamente come è destinato ad andare perché è importante che vada così?
 
<"Però siamo amici, o qualcosa di simile. Andare al ballo insieme...lo trasformerebbe in qualcosa di diverso.", confessa June.
"Forse hai bisogno di qualcosa di diverso.", le dice Shaun.>
June odia le tradizioni e il ballo di fine anno rientra in questa categoria a cui lei risulta essere allergica.
Ma se l'unica soluzione fosse quella? Il ballo di fine anno. Il suo primo e ultimo ballo delle superiori.
 
<Ci baciamo per mille anni, o forse solo per cinque minuti, non saprei dire, perché tutto il mondo si è trasformato in Oliver. E conferma quello che già sapevo, quello che ho respinto e sepolto più volte.
Che Oliver significa tutto per me.
Che Oliver è tutto.>
Quel loro primo bacio sarà l'inizio e la fine di ogni cosa.
Il loro legame si spezzerà e torneranno ad essere dei perfetti sconosciuti.
Lei si allontana da lui perché teme di risultare troppo vulnerabile ed innamorata ora che anche l'ultima difesa è crollata sotto allo sguardo dolce di Oliver.
Lui si allontana da lei per rimettere insieme i pezzi del proprio cuore ormai in frantumi.
 
Il ballo. Che sia davvero la vera soluzione?
<Da sola corro su per i gradini e da sola attraverso il vasto atrio deserto dell'albergo ed entro nella sala illuminata a festa. Al soffitto sono appesi fili di luci sfavillanti e i tavoli sono coperti da tovaglie bianche.
La stanza è piena di gente che conosco da anni. Ho le orecchie piene di musica indie rock. Ma non mi sono mai sentita sola come in questo momento, mentre faccio il mio ingresso al ballo dell'ultimo anno.
Cammino comunque a testa alta, perché ho un motivo per essere qui.
Ho un grandioso gesto romantico da compiere, un discorso epico da pronunciare, un cuore pieno di rimpianti da far sanguinare a morte sul linoleum consumato.>
 
Ormai l'anno scolastico è giunto al termine.
Se l'amore tra Oliver e June sarà destinato ad essere messo in play, verrà poi messo in pausa quando entrambi imboccheranno strade diverse per diventare ciò che sono sempre stati destinati ad essere o la colonna sonora del loro amore è destinata a suonare per sempre?
 
LA MIA OPINIONE
La recensione de "Playlist - L'amore è imprevedibile" non è stata per niente facile da scrivere, in quanto questo libro è musica e la musica è difficile da razionalizzare e commentare, perché estremamente soggettiva, semplice e spontanea.
L'opinione che nutro nei confronti di questo libro è altrettanto difficile da descrivere, che duro il lavoro delle bookbloggers, eh già...
 
La scrittura della Klein è sublime, in quanto sceneggiatrice di successo per la televisione possiede un talento naturale nello scrivere e nel riuscire a far prendere vita alle sue parole in una sorta di film personale che ogni lettore produrrà inevitabilmente nella sua mente leggendo questo libro.
I personaggi presenti all'interno della vicenda sono di spessore, ognuno ha qualcosa da dire e da trasmettere al lettore e ha un ruolo fondamentale per la riuscita di questa incredibile storia d'amore e di scoperta interiore.
I dialoghi sono brillanti e le riflessioni interiori fanno riflettere (che gioco di parole).
 
Attraverso la lettura di "Playlist" ho avuto modo di constatare se credo che tutto ciò che facciamo abbia un senso o meno e aimè, mi trovo d'accordo con Oliver, non avrei mai pensato di dar ragione ad un uomo piuttosto che ad una donna (femminista convinta, lo so lo so, non me ne vogliate), eppure la Klein è riuscita in questa difficile impresa, ahah!
June è complicata da descrivere, la maggior parte delle volte l'ho odiata per la sua apparente insensibilità, per i suoi ragionamenti senza senso pur di evitare di ammettere la veridicità dei suoi sentimenti e per le sue azioni da irresponsabile, ma, al tempo stesso, è diventata una sorta di migliore amica che mi ha accompagnata per tutta la lettura, facendomi emozionare e vivere.
Oliver non è il classico atleta tutto muscoli e niente cervello, incallito playboy e menefreghista. All'inizio del libro risulta essere così, ma la Klein lo fa apposta, con l'intento di comunicare al lettore che niente è mai come sembra e che prima di giudicare bisogna conoscere.
Tutti gli altri personaggi sono stati come la fata madrina di Cenerentola, rappresentata da June, che nel corso della vicenda si trasforma in se stessa.
 
La vicenda in sé mi è piaciuta, la scrittura mi ha coinvolta e appassionata alle vite di ciascun personaggio che ho adorato per le proprie caratteristiche, personalità e scelte, ma "Playlist" non si è aggiudicato un posticino nel mio cuore.
Ha comunicato tanto, ma non abbastanza per insinuarsi in me e farmi dire a fine lettura "lo rileggo".
La Klein ha scritto un libro bellissimo e che merita davvero tanto, ma che purtroppo non rientra nella categoria dei libri che sembrano scritti apposta per me e che mi hanno catturata a tal punto da domandarmi se stessi vivendo nel libro piuttosto che nella vita reale.
 
La colonna sonora del cuore di Oliver e June non corrisponde alla mia colonna sonora, ma è pur sempre una bella canzone a cui ho gradito premere play.
 
IL MIO GIUDIZIO
 
 
La recensione è giunta al termine.
Mi raccomando, condividete questo post dovunque e con chiunque vogliate e non dimenticatevi di iscrivervi come lettori fissi del mio blog (andando nella barra a destra del blog, selezionando la categoria 'Lettori fissi' e cliccando su segui)!
 
Alla prossima recensione! (: