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2018-08-17

Recensione "GLI INGREDIENTI SEGRETI DELL'AMORE" di NICOLAS BARREAU

"GLI INGREDIENTI SEGRETI DELL'AMORE"
di NICOLAS BARREAU

Buon venerdì adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Esiste un libro capace di salvare la vita di chi, quasi per caso, se lo ritrova tra le mani e incuriosito decide di leggerne l'inizio, ritrovandosi in men che non si dica a leggerlo fino alla fine, restando alzato sino all'alba?
Non ci è dato saperlo ma tentar non nuoce...d'altronde che male potrebbe mai fare leggere un po' di libri, imbattendosi poi, quasi per caso, in quello giusto?
L'incredibile e dolcissimo romanzo di Nicolas Barreau, "Gli ingredienti segreti dell'amore", potrebbe dunque essere quello giusto!
Non rimane che lasciare che il destino si compia, permettendo allo scrittore, alla narrazione e ai personaggi di spalancare le porte del nostro cuore.

LA COPERTINA

La copertina è incantevole come la maestosa Tour Eiffel, vivace come i pullulanti caffè, deliziosa come i macarons della celebre pasticceria Ladurée, passionale come un bacio alla francese, romantico come un perfetto Menu d'Amour, divertente come un policier français che sta alle calcagna di una giovane ragazza francese, convinto che la triste Mademoiselle voglia porre irrimediabilmente fine alla sua vita e solare come le Tuileries illuminate dai raggi del sole, dopo un novembre particolarmente grigio, umido e piovoso (Nicolas Barreau e il fascino della Ville Lumiére hanno avuto la meglio anche su di me, excusez-moi).
Il titolo si riferisce segretamente a "La ricetta del vero amore", il prequel e richiama a quel grazioso libricino rilegato in pelle bordeaux, contenente pozioni e strani infusi e in grado di svelare niente meno che la ricetta dell’amore eterno, L’élixir d’amour éternel, trovato anni prima da un certo Henri Bredin ed ora giunto nelle mani della figlia, Aurélie Bredin. 
Aurélie, proprio la ragazza raffigurata in copertina, ritratta con indosso un completo color cremisi, pronta ad essere libera e ad accogliere a braccia aperte tutto quello che di buono ha da offrirle la vita, che sia un libro che le salvi l'esistenza, l'uomo giusto oppure chissà, magari entrambi...

LA TRAMA
Le coincidenze non esistono. Aurélie Bredin ne è sicura.
Giovane e attraente chef, Aurélie gestisce da qualche anno il ristorante di famiglia, Le Temps des cerises. È in quel piccolo locale con le tovaglie a quadri bianchi e rossi in rue Princesse, a due passi da boulevard Saint-Germain, che il padre della ragazza ha conquistato il cuore della futura moglie grazie al suo famoso Menu d'Amour.
Ed è sempre lì, circondata dal profumo di cioccolato e cannella, che Aurélie è cresciuta e ha trovato conforto nei momenti difficili. Ora però, dopo una brutta scottatura d'amore, neanche il suo inguaribile ottimismo e l'accogliente tepore della cucina dell'infanzia riescono più a consolarla.
Un pomeriggio, più triste che mai, Aurélie si rifugia in una libreria, dove si imbatte in un romanzo intitolato Il sorriso delle donne. Incuriosita, inizia a leggerlo e scopre un passaggio del libro in cui viene citato proprio il suo ristorante.
Grata di quel regalo inatteso, decide di contattare l'autore per ringraziarlo. Ma l'impresa è tutt'altro che facile. Ogni tentativo di conoscere lo scrittore – un misterioso ed elusivo inglese – viene bloccato da André, l'editor della casa editrice francese che ha pubblicato il romanzo.
Aurélie non si lascia scoraggiare e, quando finalmente riuscirà nel suo intento, l'incontro sarà molto diverso da ciò che si era aspettata. Più romantico, e nient'affatto casuale.
Con mano fresca, leggera e piena di passione, Nicolas Barreau mescola amore, un pizzico di mistero, lo charme di Parigi e la sensualità della cucina per regalarci una storia tenera e gustosa, che nutre e scalda il cuore.

IL LIBRO
Titolo: Gli ingredienti segreti dell'amore
Autore: Nicolas Barreau
Casa editrice: Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Prequel: "La ricetta del vero amore"
Pagine: 239
Prezzo: €8,50 formato cartaceo & €5,99 formato digitale 
Genere: fiction, romanzo rosa
Scrittura: esiste un termine, serendipità, coniato per indicare la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e pare sposarsi perfettamente con la penna dell'incredibile Nicolas Barreau ed il suo romanzo.
Ricordo ancora quando scartavo a priori libri la cui narrazione si svolgeva a Parigi, perché reticente a farmi ammaliare dal suo fascino e dalla popolare e radicata convinzione che la Ville Lumiére sia la città degli innamorati, ma (ebbene si, c'è un ma) nonostante questa mia tendenza a snobbare la capitale francese non ho resistito al fascino delle parole di Nicolas Barreau, che mi hanno persuasa a tal punto dallo stare incominciando a credere che, FORSE, Parigi sia davvero una destinazione degna di nota dove passare alcuni giorni spensierati a guardare, magari mano nella mano con un uomo affascinante, le luci accendersi al tramonto e luccicare tutta la notte, sorseggiando una coppa (magari anche due) di champagne in uno dei numerosi caffè della città, facendomi sopraffare dalla dolce atmosfera e perché no, desiderare anche di rimanervi più a lungo.
Nicolas Barreau mi ha chiaramente stregata, le sue parole sono come la cioccolata: creano dipendenza, ma almeno loro non ti fanno ingrassare o spuntare i brufoli! (;

LA RECENSIONE
Si consiglia la lettura de "Gli ingredienti segreti dell'amore" solo dopo aver letto il prequel, "La ricetta del vero amore".
Questa dolce commedia romantica è dedicata a chi desidera scovare una piacevole lettura capace di sciogliere i cuori, anche quelli congelati da tempo.
"Gli ingredienti segreti dell'amore" è consigliato a chi crede fermamente nel destino e nel fatto che, indipendentemente dalle nostre scelte, ogni cosa andrà secondo un piano ben preciso e di cosa potrebbe mai trattarsi, se non del fato?
Questa tenera e squisita narrazione è dedicata a tutti noi, costantemente alla ricerca della felicità, custodita spesso in un cappotto con la fodera a brandelli.

Ambientato a Parigi, "Gli ingredienti segreti dell'amore" vede protagonisti Modemoiselle Aurélie, Monsieur Chabanais ed "Il sorriso delle donne", un libro scritto da un certo Robert Miller.
Aurélie Bredin, figlia di Henri Bredin e Valérie Castel, è la proprietaria del delizioso ristorante di famiglia Le temps des cerises, situato in via Princesse, non molto distante da Boulevard Saint-German-des-Prés (considerato da molti il cuore di Parigi) e caratterizzato da tovaglie a quadri rossi e bianchi.
A seguito della perdita prematura di entrambi i parents, Aurélie si ritrova "sola" e costretta a farsi carico del locale di famiglia e, certa di non essere all'altezza di portare avanti il piccolo gioiello creato anni prima da Henri e Valérie, trova sollievo e sicurezza solamente tra le braccia di Claude, il suo fidanzato, di Jacques, lo storico cuoco del ristorante nonché migliore amico del padre passato a miglior vita e di Bernadette, la sua più cara amica.
André Chabanais, editor della casa editrice Éditions Opale, custodisce un segreto.
"ll sorriso delle donne" di Robert Miller è un libro parigino piuttosto divertente e leggero, scritto da un affascinante inglese che trascorre le sue giornate in un caratteristico cottage, in compagnia del suo fedele yorkshire terrier Rocky, addolorato dalla fine del suo matrimonio e restio a qualsiasi apparizione in pubblico.

Aurélie,
ho incontrato la donna della mia vita. Mi dispiace sia capitato
proprio adesso, ma tanto prima o poi sarebbe successo.
Abbi cura di te.
Claude

Un misero bigliettino di poche righe e un pigiama è tutto quello che rimane ad Aurélie del suo ex fidanzato, dopo che il farabutto ha preso e se ne è andato alle prime luci dell'alba, chiudendosi la porta di casa e la loro relazione alle spalle, senza troppi convenevoli e senza nemmeno avere la decenza di dirle addio guardandola negli occhi.
Ed è così che in un grigio, freddo e piovoso pomeriggio di novembre, Aurélie si ritrova a girovagare come un fantasma per le strade deserte e bagnate di Parigi, senza una meta, fino a quando il destino la conduce nella graziosa Librairie Capricorne Pascal Fermier dell'Île Saint-Louis, dove le capita tra le mani "Il sorriso delle donne", edito dalla Éditions Opale e scritto dall'inglese Robert Miller.
Aurélie non ama leggere, preferisce di gran lunga cucinare e comprare fiori (solo quando è triste), eppure quel volume dalle pagine profumate la affascina e senza accorgersene lo legge tutto d'un fiato in un'unica sera, terminandolo alle prime luci dell'alba con le lacrime agli occhi, il sorriso sulle labbra e la consapevolezza di un nuovo inizio.

A novembre, in uno dei giorni peggiori della sua esistenza, un libro le salva la vita e come se non bastasse la protagonista de "Il sorriso delle donne", Sophie, assomiglia proprio a lei, indossa addirittura il suo abito verse smanicato, il suo preferito ed un gioiello appartenuto alla sua famiglia da generazioni, unico al mondo e, dolce sin fundo, il finale della narrazione si svolge proprio nel suo ristorante, Le temps des cerises, con tanto di tovaglie a quadri rossi e bianchi!
Robert Miller deve per forza conoscere Aurélie ed il suo locale, non c'è altra spiegazione plausibile, deve essere così.
Non può essere stato solo un caso che la giovane ragazza con il cuore a pezzi abbia proprio scovato, tra tanti, quel libro e che esso racconti di lei e di Le Temps des cerises solo per pura coincidenza.
C'è di mezzo il fato, Aurélie ne è certa ed è decisa a fare di tutto per tentare di sciogliere questo rompicapo, persino a mettersi in contatto con Robert Miller, invitandolo a cena nel suo ristorante per ottenere delle spiegazioni...

Lo scrittore sembra però non esistere sulla faccia della terra, non compare sui social e non possiede nemmeno un telefono, ma Aurélie vuole a tutti i costi raggiungere il suo scopo ed è per questo che, pronta a tutto, decide di presentarsi alla Éditions Opale, consegnando di persona la lettera da lei scritta ed indirizzata all'autore inglese.
Affinché la busta giunga a destinazione, la giovane ragazza decide di tartassare di chiamate il povero André, editore francese di Robert Miller, convinta che lui possa e voglia aiutarla nell'ardua impresa di contattare l'irreperibile inglese.
André è esasperato da quella donna che non fa altro che infastidirlo alla ricerca di una qualche informazione riguardante Robert Miller, come se le cose non fossero già complice di per sé...

Una serie di rocambolesche e strampalate peripezie porteranno Aurélie sulla strada giusta, facendole finalmente incontrare il suo autore preferito.
Il tanto bramato incontro si rivelerà essere all'altezza delle aspettative della ragazza?

Una Parigi avvolta da nebbia, pioggia e neve fa da sfondo ad una meravigliosa storia d'amore...perché a volte la felicità si trova dove non stavamo affatto cercando e magari anche il Menu d'Amour di Henri Bredin faciliterà il corso del destino, chissà.

NEL LIBRO
Chiusi il libro. Erano le sei di mattina e io avevo ritrovato la fiducia nell'esistenza dell'amore.
Avevo letto trecentoventi pagine e non ero affatto stanca.
Quel romanzo mi aveva fatta rinascere, mi aveva portata in un altro mondo, sconosciuto eppure stranamente familiare.
...
Spesso il confine tra felicità e infelicità è labile:
a volte la felicità arriva per strane vie traverse.

LA MIA OPINIONE
Pazzesco! PAZZESCO! Paz-ze-sco!
Nicolas Barreau ha fatto breccia nel mio cuore e con lui anche "Gli ingredienti segreti dell'amore"...

Un libro può salvare la vita? SI!
"Gli ingredienti segreti dell'amore" è stato un nuovo inizio per me, come per Aurélie lo è stato "Il sorriso delle donne".
L'autore non solo mi ha letteralmente salvata da me stessa, dalla mia costante malinconia e dalle costanti delusioni amorose (mi pare di essere proprio Aurélie adesso), ma mi ha anche aperto occhi, mente e cuore offrendomi l'occasione di scoprire, apprezzare e ammirare una realtà, una città e una possibile versione di me stessa di cui prima ero totalmente all'oscuro.

A differenza de "La ricetta de vero amore", impreciso, affrettato, breve e inconcludente (trattandosi di un prequel), "Gli ingredienti segreti dell'amore" non è un semplice libro, ma IL libro.
I personaggi, la narrazione, i sentimenti, le descrizione spazio-temporali e le peripezie sono originali, autentiche, profonde e vive.
Ho adorato davvero ogni singola pagina, anche se confesso di essermi presa una cotta per questo manoscritto solo dopo averne letto una buona metà, ma si sa, le cose belle non si riconoscono subito, ci vuole del tempo, l'importante è rendersi conto di cosa si ha proprio sotto il naso e Nicolas Barreau è riuscito a farmi vedere esattamente quello che prima non vedevo, ma osservavo solo con noncuranza.

Non so cosa mi sia preso, ma ultimamente non faccio che leggere manoscritti ambientati a Parigi, scritti dalla penna di autori francesi e (shhh, non urlate per la sorpresa)  a sognare di incontrare l'amore della mia vita sotto la Tour Eiffel o in una delle graziose librerie indipendenti della Ville Lumiére, chissà che prima o poi questa mia fantasia non sia destinata a divenire realtà e fidatevi, dopo aver letto "Gli ingredienti segreti dell'amore" anche voi crederete che tutto sia possibile, infondo chi ci vieta di sognare ad occhi aperti?

Nicolas Barreau, ho finito il tuo libro così come l'ho iniziato: sorridendo.
E ora dov'è il mio lieto fine? Il mio bacio sotto la neve, in mezzo alla strada ciottolata di una via parigina, al sapore di gâteau au chocolat parfait à l'orange?

IL MIO GIUDIZIO




Alla prossima recensione! (:

2018-08-10

Recensione "LA RICETTA DEL VERO AMORE" di NICOLAS BARREAU

"LA RICETTA DEL VERO AMORE" 
di NICOLAS BARREAU

Buon venerdì adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Finalmente è arrivato il tanto atteso weekend!
Nicolas Barreau suggerisce di passare questi giorni in compagnia della persona che si ama, prendendola per la gola con deliziosi manicaretti, perché si sa, il cibo e l'amore vanno di pari passo e "La ricetta del vero amore" mette a disposizione ben otto menù dell'amore tra cui scegliere!
Affrettatevi a leggere il libro più romantico e delizioso di sempre, emozionatevi con i suoi personaggi e a fine lettura armatevi di grembiule, mestoli e pentole per dilettarvi nella preparazione dei piatti che garantiscono il vero amore...
Qual è il vostro Menu d'Amour? Ve lo racconta Nicolas Barreau in una commedia romantica da leccarsi i baffi!

LA COPERTINA

Colorata, delicata, vivace, romantica e deliziosa...la copertina merita un premio!
Il titolo, diciamocelo, è in grado di attirare chiunque, persino il lettore meno romantico esistente sulla faccia della terra perché si sa, al cibo e alla sua squisitezza nessuno riesce a dire di no e se per di più ciò che si mangia riesce a garantire la nascita del vero amore, allora non si può proprio voler chiedere altro dalla vita. 
Nicolas Barreau decide di servirsi del palato e della golosità di ogni lettore facendo roteare la sua narrazione intorno al buon cibo e al benessere che questo suscita in ognuno di noi, dando vita ad un romanzo rosa degno di una vera e propria ricetta del vero amore, da seguire alla lettera.
La cucina francese, i vini francesi, la Tour Eiffel, le strade ciottolate e i posti più belli di Parigi, l'Università della Sorbonne, una ragazza con indosso un cappotto e un basco azzurri ed un ragazzo con la passione per la cucina, questo e molto altro ancora è racchiuso ne "La ricetta del vero amore"...

LA TRAMA
Il prequel de "Gli ingredienti segreti dell'amore".
È perennemente in ritardo. È bella come il sole. È socievole, estroversa e… irraggiungibile. 
L’amore di Henri Bredin – timido studente della Sorbonne, un po’ goffo e sempre puntuale – sembra del tutto senza speranza.
Lui e Valérie Castel condividono la passione per gli stessi libri.
Ma per Valérie, Henri è solo un compagno di studi e un buon amico, mentre per lui la ragazza con gli occhi acquamarina e il sorriso impertinente è la donna più charmante del mondo.
Quando Valérie trascorre le vacanze estive sulla Riviera ligure e perde la testa per un italiano, a Henri crolla il mondo addosso.
Non ha nessuna possibilità contro quell’uomo affascinante, ricco e di dieci anni più grande di lui. O forse sì? Un giorno, curiosando tra le bancarelle di libri usati lungo la Senna, Henri si imbatte in un libricino rilegato in pelle bordeaux.
Si tratta di un manuale del XVI secolo che contiene pozioni e strani infusi e promette di svelare niente meno che la ricetta dell’amore eterno, L’élixir d’amour éternelContrariamente a ogni logica, Henri decide di invitare a cena Valérie e di cucinare per lei un perfetto “Menu dell’amore”.
Ma, tra tutte le sere possibili, quella è proprio la volta in cui la ritardataria Valérie decide di presentarsi nel piccolo appartamento di Henri in rue Mouffetard con largo anticipo...
Un’incantevole e deliziosa storia sulle gioie e i dolori del primo amore e sui momenti magici della vita.
Con otto “Menu dell’amore” dal libro personale di ricette di Nicolas Barreau.

IL LIBRO
Titolo: La ricetta del vero amore
Autore: Nicolas Barreau
Casa editrice: Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Pagine: 112 pagine
Prezzo: €4,95 formato cartaceo & €3,99 formato digitale
Genere: fiction, romanzo rosa
Scrittura: esattamente come la cioccolata, crea dipendenza e regala gioie!
La narrazione è dolce, delicata, emozionante ed autentica, così come lo sono anche i personaggi, le ambientazioni e le pietanze servite su una tavola apparecchiata per due.
Nicolas Barreau maneggia sapientemente la penna, proprio come uno chef pluristellato è in grado di dare vita a pietanze sensazionali con pochi semplicissimi ingredienti.
Non è da tutti rendere il proprio libro un volume da leccarsi i baffi, eppure l'autore francese ne è stato capace, rendendo la lettura de "La ricetta del vero amore" appetitosa e dolce come un cioccolatino artigianale di alta qualità.

LA RECENSIONE
"La ricetta del vero amore" è dedicato ai buon gustai e ai golosi.
Questo prequel insegna che con il cibo è indispensabile saperci fare l'amore.
"La ricetta del vero amore" è dedicato a chi ama a tal punto da non arrendersi nemmeno di fronte ad un sentimento (apparentemente) non corrisposto.
Questa commedia romantica è dedicata a chi desidera un amore nato grazie ad un Menu d'Amour, servito su una tavola ben apparecchiata, illuminata solamente dalle luci della Ville Lumière.
"La ricetta del vero amore" è dedicato a chi ama sognare ad occhi aperti con l'aiuto di una dolce e delicata love story, ambientata nel passato, ma pur sempre contemporanea, perché l'amore non invecchia mai.

Ambientata a Parigi nel 1964, questa commovente storia d'amore vede protagonisti due giovani studenti universitari della Sorbonne, Henri Bredin e Valérie Castel.
Henri è un ragazzo timido e goffo, che ama passare i caldi pomeriggi parigini sulla riva della Senna, tra le bancarelle dei bouquinistes, alla ricerca di qualche volume prezioso, logoro e sconosciuto da leggere tutto d'un fiato e che ama cucinare nella deliziosa e minuscola cucina della mansarda di Rue Mouffetard, che condivide con Georges, anche lui studente della Sorbonne e Coquine, la sua gatta nera.
Valérie è una ragazza estroversa, sicura di sé e ritardataria, che ama passare interi pomeriggi nell'antica e bellissima biblioteca dell'università immersa in un bel libro e che ama parlare per ore e ore di ogni minimo particolare riguardante le sue letture con i suoi più cari amici e che ama essere sorpresa con piccoli gesti.

Una normale lezione di letteratura francese, tenuta dal professor Jean-Louis Caspari con oltre centocinquanta partecipanti, si trasforma nel giorno più bello della vita di Henri.
Venti minuti dopo l'inizio del dibattito, una giovane ragazza con un cappotto e un basco azzurri irrompe trafelata nell'aula, attirando l'attenzione di tutti i presenti, in particolare modo quella di Henri, che la osserva e la ascolta affascinato giustificare il suo clamoroso ritardo con la promessa che ciò non si sarebbe ripetuto.
Da quell'esatto momento il ragazzo decide che è lei, quella giusta, l'amore della sua vita, peccato solo che lei ancora non lo sappia...
Le lezioni successive divengono sempre più interessanti grazie alle apparizioni ritardatarie di Valérie e alle sue strampalate scuse ed Henri lascia la sedia accanto alla sua libera, nella speranza che non le rimanga altro posto in cui sedersi se non proprio quello.
La quinta volta, la fortuna gli sorride e la ragazza si siede accanto a lui.
Valérie è come la Luna, irraggiungibile, Henri lo sa bene ed è per questo che piuttosto che non condividere nulla con lei, decide di essere solo suo amico e da quel giorno passano molto tempo insieme, nei caffè, sulla riva della Senna tra le bancarelle di libri, sulla panchina del Jardin du Luxembourg e nelle rispettive abitazioni.

Henri c'è sempre per Valérie, ma lei lo considera solo come un migliore amico ed è per questo che il ragazzo decide di chiamare il loro rapporto amourté, un misto di amour amitié, il più prezioso dei sentimenti, almeno fino al momento in cui uno tra i due non prevale, rovinando ogni cosa...
Ma a irrompere nell'idilliaca amicizia giunge un ragazzo italiano, conosciuto da Valérie durante le sue vacanze nella Riviera Ligure.
Ricco, potente, affascinante, sicuro di sé e dieci anni più grande di Henri, lo studente universitario sa di non avere alcuna speranza di conquistare la sua amata e decide di arrendersi, in fondo la Luna è sempre stata irraggiungibile, nonostante fosse riuscito a sfiorarla con un dito.
Una normale passeggiata tra le bancarelle dei bouquinistes si trasforma nella speranza di poter mettere davvero piede sulla Luna. "Les elixir de la mort e de l'amour", un volume antico, promette al lettore la ricetta dell'elisir dell'amore eterno e il bouquiniste assicura a Henri che il ricettario stesse aspettando il suo proprietario, ovvero lui.
Come non cogliere la palla al balzo e tentare di conquistare Valérie con l'elisir celato nei manicaretti di una cena romantica?
Il Menu d'Amour riuscirà a sedurre Valérie, facendola innamorare perdutamente di Henri e permettendo all'amore eterno di sbocciare tra loro due?

NEL LIBRO
Chiunque abbia amato almeno una volta nella vita senza essere corrisposto sa che siamo pronti a fare le cose più insensate nella speranza di raggiungere il nostro scopo.

LA MIA OPINIONE
Wow.
Ultimamente mi sono ritrovata a leggere alcuni romanzi rosa scritti dalle penne di autori maschili e mi sono dovuta ricredere, perché anche gli uomini sanno scrivere d'amore e Nicolas Barreau è uno di loro.
L'amore narrato dallo scrittore francese è qualcosa di sensazionale, non mi era mai capitato prima di capire alla perfezione le sensazioni descritte dalla penna magica di un autore.

"La ricetta del vero amore" è un prequel e, anticipando appunto un ciclo narrativo, la sua narrazione risulta breve (ma intensa), pur sviluppandosi per sole settanta pagina effettive la storia risulta autentica e unica, quanto avrei voluto che Nicolas Barreau avesse deciso di dilungarsi ulteriormente, giusto per ancora qualche pagina, ma invece tocca accontentarsi...per fortuna che questo volume anticipa "Gli ingredienti segreti dell'amore", una narrazione che funge da prosecuzione a questa vicenda e che si dilunga per più di una settantina di pagine. Grazie Nicolas!

Il prequel è breve.
Settanta pagine vedono Henri e Valérie conoscersi e incontrarsi, seppur a modo loro, a metà strada e le restanti pagine contengono gli otto menù dell'amore presenti nel libro personale di ricette dello scrittore, con cui potersi dilettare nella conquista della propria metà.
Un libro senz'altro originale e da leccarsi i baffi!
Nicolas Barreau è riuscito a intrappolare ambientazioni, peripezie, sentimenti e personaggi veri, trasparenti e profondi in poche semplici pagine, comunicando esattamente ciò che desiderava al lettore. 
Una capacità rara, di cui lo scrittore e i lettori fanno tesoro.

Ho adorato ogni singola pagina de "La ricetta del vero amore", volendo prolungare il mio viaggio al suo interno, non cambierei assolutamente nulla (se non la lunghezza delle sue pagine, ahah!).
Un prequel coi fiocchi, capace di far ambientare il lettore, portandolo poi nel pieno della narrazione solamente attraverso il vero e proprio ciclo narrativo.

Nell'attesa di trovare il ragazzo giusto, corro a cucinare tutti i menù dell'amore consigliati personalmente da Nicolas Barreau, così quando avrò trovato il mio lui saprò di non avvelenarlo con la mia cucina, forse.

IL MIO GIUDIZIO


Alla prossima recensione! (:
Mi raccomando, ricordatevi di partecipare al GIVEAWAY, aperto fino al 16 agosto, per scoprire di più clicca qui!

2018-08-07

Recensione "LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD" di DANIEL GLATTAUER

"LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD"
di DANIEL GLATTAUER

Buongiorno adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Con queste temperature elevate quello che ci vorrebbe sarebbe proprio un po' di vento, magari quello del Nord, grazie al quale potersi appollaiare su una comoda sedia sul balcone di casa, con un pc sulle gambe ed un affascinante e misterioso uomo dall'altra parte dello schermo con cui scambiarsi numerose mail...
"Le ho mai raccontato del vento del Nord" sembra proprio essere l'ideale, perché il vento, quello del Nord, arriva quando meno ce lo si aspetta, portando con sé delle piacevoli novità.

LA COPERTINA

Ad essere onesta questa non è una delle migliori copertine esistenti, eppure ha quel non so che capace di incuriosire il lettore a tal punto da prendere in mano il libro per leggerne la trama e poi si sa, una cosa tira l'altra e si finisce per acquistarlo, leggendolo tutto d'un fiato...
Il titolo è estremamente particolare e funge da rimpiazzo ad un semplice Ti amo, che poi così semplice non è né per Emmi né per Leo, i protagonisti di questa storia.

LA TRAMA
Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi.
Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, "Le ho mai raccontato del vento del Nord" descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente.
Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

IL LIBRO
Titolo: Le ho mai raccontato del vento del Nord
Autore: Daniel Glattauer
Casa editrice: Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Seguito da: "La settima onda"
Pagine: 192
Prezzo: €4,95 formato cartaceo & €2,99 formato digitale
Genere: fiction
Scrittura: descrivibile o forse no?
Daniel Glattauer si cimenta nella scrittura de "Le ho mai raccontato del vento del Nord", scegliendo di narrare la storia di un uomo reduce da una storia d'amore fallimentare e di una donna "felicemente" sposata e lo fa interamente attraverso una fitta corrispondenza via mail.
"Le ho mai raccontato del vento del Nord" è formato da centinaia di mail, il cui scambio ha avuto inizio per sbaglio, grazie alle quali assisteremo alla nascita di un "rapporto" confinato ad uno schermo e ad un mondo definito esterno.
Daniel Glattauer sa scrivere mail come chiunque di noi è in grado di fare, ma riesce ad intrappolare al loro interno emozioni, confessioni, segreti, apparenti tradimenti ed una storia d'amore, tutto rilegato in poche semplici righe presenti in una casella postale.

LA RECENSIONE
"Le ho mai raccontato del vento del Nord" racchiude al suo interno le dinamiche del giorno d'oggi, perché ormai chiunque di noi possiede un telefono o un computer e quindi può facilmente incontrare la sua anima gemella attraverso uno schermo.
Questa fitta corrispondenza via mail è dedicata a chi spera di incontrare la sua dolce metà grazie alla tecnologia (perché diciamocelo, oramai sembra che ci si possa conoscere solamente così) o a chi, invece, ne ha già avuto la possibilità e ora sta vivendo la propria storia d'amore al di fuori dello schermo.
"Le ho mai raccontato del vento del Nord" è dedicato a chi crede nell'amore, anche a quello nato grazie ad una mail inviata al destinatario sbagliato.

"Le ho mai raccontato del vento del Nord" non ha una vera e propria ambientazione, se non quella rilegata al cyber world della casella postale.

Emma Rothner, meglio conosciuta come Emmi, è una giovane donna di trentaquattro anni, alle prese con una vita felice, un matrimonio ed una famiglia altrettanto felici.
Un'idilliaca vita familiare e coniugale è possibile o è solo frutto di una fantasia strampalata della donna?
Emmi aveva ventitré anni quando conobbe l'ormai quarantenne Bernhard, reduce dalla terribile perdita della moglie, a causa di un incidente stradale, e costretto ad occuparsi da solo dei suoi due figli.
La giovane ragazza fu talmente spinta dalla compassione verso quell'uomo da decidere di maturare precocemente, di farsi carico del dolore poggiato interamente sulle spalle di quello che sarebbe diventato il suo futuro marito e di divenire madre di figli non suoi.
Da allora il rapporto tra Emma e Bernhard non fece altro che maturare, esattamente come un frutto, destinato però a non marcire mai o così semrava...
Una mail di lamentele destinata alla fallimentare rivista della casa editrice di Like, woerter@like.com porta Emmi ad imbattersi, per errore, nella casella postale di woerter@leike.com, appartenente a un certo signor Leike.
Leo Leike è un giovane uomo, alle prese con un lutto, dettato dalla rottura definitiva, così si ripete costantemente, della sua storia d'amore con Marlene.
Un lutto che viene bruscamente interrotto da ripetute mail ricevute da una certa E. Rothner, a cui risponde gentilmente comunicandogli di aver sbagliato destinatario.
Una semplice corrispondenza destinata a cessare dopo quella stessa sua email, se non fosse per una mail collettiva di Emmi, attraverso la quale augura a tutti i suoi contatti di posta elettronica, compresi quelli finitici per sbaglio, un buon Natale e felice anno nuovo...
Per Leo non potrebbe esserci niente di peggio di una mail collettiva destinata ad una collettività a cui è certo di non appartenere e così risponde nuovamente a quella donna, riferendogli tale pensiero.
Nessuno dei due sa che da quel momento le mail diventeranno sempre più numerose e frequenti e che, oltre alle parole, verranno mostrate sullo schermo anche le loro paure e le loro emozioni represse da ormai troppo tempo.

Una fitta corrispondenza di mail, oltre che alla nascita di un "rapporto", amichevole o amoroso che sia, naturalmente porta anche alla voglia di conoscersi, ma un legame del genere sopravvivrà alla realtà?
Dopotutto Emmi è sposata, felicemente oltretutto, e Leo non può e non deve innamorarsi di una donna sposata, ma a nessuno è data la possibilità di controllare le proprie emozioni, come se fossimo dei robot e Leo lo sa, ma non lo vuole ammettere, perché scriversi mail è l'unica cosa che sembra tenere in vita entrambi.

Dopo oltre un anno di mail e la decisione di porre fine alla loro corrispondenza, un incontro è d'obbligo, il primo ed ultimo...è arrivata l'ora per Emmi e Leo di far cadere il velo dello schermo e di guardarsi negli occhi.

NEL LIBRO
Emmi mi scriva.
Scrivere è come baciare, solo senza labbra.
Scrivere è baciare con la mente.
Emmi, Emmi, Emmi.

LA MIA OPINIONE
"Le ho mai raccontato del vento del Nord" non è la classica lettura, in quanto costituita interamente da mail, eppure riesce a eguagliare una normale narrazione.
Il potere delle parole o della penna di Daniel Glattauer?
Francamente, non saprei dirlo con esattezza.

Questa per me è stata una lettura particolare, perché simile, per certi versi, ad un fatto personale realmente accaduto nella mia vita e forse è stato ciò a rendere la lettura a tratti straziante, anche se Daniel Glattauer conferisce davvero strazio e patimento ad ogni mail, in quanto la narrazione pare sempre sconfinare dalla casella di posta, ma ogni volta ciò non accade...un ciclo infinito, a quanto pare.

I personaggi e la narrazione da lui ideati sono originali, ma nulla di sensazionale, eppure sono riuscita ugualmente ad affezionarmici, così tanto da voler immediatamente leggere il seguito, "La settima onda".
La lettura de "Le ho mai raccontato del vento del Nord" non è sufficiente a capire Daniel Glattauer, in quanto la sua conoscenza si interrompe nel bel mezzo del più bello, esattamente come avviene per la narrazione e i personaggi stessi.

"Le ho mai raccontato del vento del Nord" è una lettura ambigua, ma al tempo stesso indispensabile ad ognuno di noi per comprendere i rapporti interpersonali che, seppur intrappolati in delle righe di una mail, riescono lo stesso a prendere vita, divenendo reali.

Una contraddizione in termini: questa lettura mi ha rubato il cuore ma allo stesso tempo mi ha lasciato l'amaro in bocca, in ogni caso voglio di più e l'unico modo per ottenerlo è leggere il seguito! 
Ora non rimane che continuare a scoprire chi sono davvero Daniel Glattauer, Emmi Rothner e Leo Leike...

IL MIO GIUDIZIO 



Alla prossima recensione! (:
E ricordatevi di partecipare al giveaway in occasione dei tre anni di attività de Lamiavitasonoilibri (scopri come partecipare)!

2016-06-17

Recensione: "NON E' LA FINE DEL MONDO" di ALESSIA GAZZOLA

"Non è la fine del mondo"
di Alessia Gazzola
 
 
Ciao miei booklovers e bentornati nel mio blog!
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura.
Si tratta della lettura in collaborazione con il blog letterario lultimapaginadellibro.wordpress.com, di cui vi avevo parlato nel post precedente.
Il libro in questione è il romanzo rosa autoconclusivo intitolato "Non è la fine del mondo", l'ultimo volume scritto dalla penna della sola e unica Alessia Gazzola.
Iniziamo subito.
 
LA COPERTINA
 
 
Volevo spendere due parole su questa copertina.
I colori, la location e l'atmosfera dell'immagine sono incantevoli e, inoltre, essi anticipano e offrono un assaggio di quello che si cela all'interno del libro.
 
LA TRAMA
 
Emma De Tessent.
Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori(quasi sempre).
Residenza: Roma. Per il momento - ma solo per il momento - insieme alla madre, rea di aver chiamato le figlie (Emma e Arabella) come le protagoniste di un romanzo Regency nella convinzione che avere nomi romantici sarebbe stato un punto di forza per loro (per essere sfottute, senz'altro).
Cosa non le piace: il chiasso. Le diete. La mondanità. Il rumore dell'aspirapolvere. La maleducazione.
La sua idea di felicità: bufera con folate di vento ululanti. Una candela, un divano e un plaid. Un romanzo rosa un po' spinto, rigorosamente ambientato in epoca Regency. Un pacco di biscotti - vanno tutti bene, purché basti guardarli per dichiarare guerra alle coronarie.
Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente giù (da qui la scelta dell'immagine di copertina). Un uomo che non può (non deve!) avere. Un contratto a tempo indeterminato.
A salvarla dallo stereotipo della zitella, solo l'allergia ai gatti.
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo.
Avvilita e depressa, dopo molti colloqui fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove finisce per essere presa come assistente. E così tutto cambia.
Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista.
Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov'è, in quel piccolo paradiso di tulle e colori pastello?
E perché il famoso scrittore che aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica per il suo romanzo si è infine deciso a farlo?
E cosa vuole da lei quell'affascinante produttore che per qualche ragione continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è dedicato a chiunque abbia il desiderio di immergersi in una vita insolita e particolare dettata da emozioni contrastanti, paure, avventure, incontri con uno scrittore affascinante e un produttore cinematografico non da meno, segreti e, come ogni storia che si rispetti, da un passato tormentoso, un presente spigoloso e un futuro incerto.
 
"Quel giorno che mi è parso così tremendo non era poi la fine del mondo...".
Si sa, quando qualcosa nella propria vita va male si crede che questa significhi la fine del mondo, ma ciò non potrebbe essere più sbagliato.
A convincerci di questa affermazione, sarà proprio la protagonista di questa vicenda fresca di stampa, leggera, frizzante e dolce.
 
"Non è la fine del mondo" è ambientato principalmente a Roma, e in seguito a New York.
La protagonista di questo libro è Emma De Tessent.
Emma è una donna di trent'anni.
E' un'impiegata presso una delle succursali della casa cinematografica Fairmont Holding, all'interno della quale lei ricopre la carica dell'eterna e tenace stagista.
Da anni aspetta una promozione, un passo avanti che le garantisca di realizzarsi a livello professionale, ma quel momento sembra ancora distante e così le sue giornate di lavoro sono dettate da piccole nonché indispensabili mansioni, che lei svolge nei migliori dei modi.
E' innamorata di un villino decorato da glicini profumati, situato in via Oriani, dove si reca sempre quando è triste e quando tenta disperatamente di scappare dalla realtà per rifugiarsi nel suo mondo costituito da ricordi ormai sfocati.
Quel villino in vendita sarà destinato a diventare la casa dei sogni di Emma o rimarrà per sempre e solo un sogno?
 
La vicenda ha inizio con una presentazione generale della vita svolta da Emma, della sua persona e dei suoi legami affettivi.
Fra le persone a cui lei è particolarmente legata, compare il nome di un noto scrittore italo-giapponese: Tameyoshi Tessai.
Emma ha conosciuto quest'uomo pieno di valori e ideali particolari, ma per questo ancor più affascinanti, ad una sua presentazione, facendosi firmare il suo libro in onore del padre ormai passato a miglior vita e che nutriva un profondo amore e rispetto per i lavori dello scrittore e, in seguito, al funerale dell'editore di quest'ultimo.
L'editore, Giorgio Sinibaldi, inoltre, è un caro amico della famiglia De Tessent.
Nel corso della sua convivenza con Tessai, costui aveva parlato molto della giovane e tenace Emma, così il noto scrittore, spinto da un moto di curiosità, decide di conoscerla per appuntare se la descrizione fatta dal suo caro compagno di lavoro sia corretta.
Il caro Sinibaldi, nel corso della vicenda, si scoprirà essere molto più di un amico e di un editore per i principali personaggi della vicenda. Si celeranno proprio qui i più oscuri e dolorosi segreti che costituiscono la vita della protagonista e delle persone a lei care.
Dopo quel primo incontro, Emma avrà il piacere di rivedere il signor Tessai grazie ad un progetto di lavoro assegnatole: la protagonista dovrà convincere lo scrittore a cedere i diritti del suo ultimo libro, "Tenebre di bellezza", e acconsentirne la creazione di una pellicola.
Peccato che, lui sia restio a cedere quei diritti, a causa di una prima e terribile esperienza avuta con un'altra casa cinematografica che ha stravolto un suo libro, dando forma ad una pellicola insulsa e vuota, agli antipodi della sua piccola storia imprigionata tra le righe di uno dei suoi capolavori letterari.
Così, Emma, si troverà a dover contrattare con Tameyoshi. I due attraverso degli incontri di lavoro, avranno modo di conoscersi e di capirsi. A tal punto che, Tameyoshi considererà Emma come una sua cara nipote, alla quale può raccontare ogni cosa.
 
Nel corso della vicenda, Emma riceverà uno "sfratto" da parte della Fairmont: a causa di problemi economici sono necessari dei tagli del personale, e sembra che la tenace stagista sia l'elemento meno indispensabile all'interno dell'azienda. Così la protagonista sarà costretta ad abbandonare quella che per molto tempo aveva considerato come casa, e che lei vede ancora così, nonostante tutto.
Quel giorno Emma crederà che per lei e la sua carriera nel mondo del cinema sia giunta la fine del mondo, ma ben presto si renderà conto che la fine del mondo sarà destinata ad arrivare più avanti.
La sua routine si rivoluzionerà totalmente.
Emma, riprendendosi da questo duro colpo, fa domanda presso le maggiori case cinematografiche della capitale italiana, convinta di poter suscitare un certo interesse, visto il suo curriculum più che brillante.
Ma il mondo del cinema sta vivendo un momento di forte crisi, perciò Emma non troverà lavoro presso nessuna delle aziende presso cui lei aveva fatto domanda.
Poche settimane dopo, grazie all'aiuto della madre, Emma ha la possibilità di tenere un colloquio di lavoro presso la Waldau, una famosa casa cinematografica, nota per la sua modestia e per il suo personale snob; proprio per queste ragioni la protagonista non aveva tenuto in considerazione questa azienda. Ma, afflitta com'è, decide di tentare e il colloquio non potrebbe essere peggiore!
Il produttore, Pietro Scalzi, verrà a conoscenza della chiamata effettuata da un amico della madre di Emma per darle la possibilità di presenziare un colloquio di lavoro e tratterà Emma con riluttanza, umiliandola.
Il Produttore, così soprannominato dalla protagonista, seppur dall'aspetto insolito e parecchio sgradevole, attirerà l'attenzione di Emma, rendendolo ai suoi occhi un uomo affascinante, colto e capace di fare dell'arte, creando pellicole degne di essere chiamate film.
Seppur entrambi provino un interesse per l'altro, Scalzi sarà freddo con Emma, respingendo la sua domanda di lavoro, irritato dalla sua mossa corruttiva e inappropriata.
Emma, sconfitta interiormente, girando per le vie locali della sua cittadina si imbatterà in un negozio di abiti per bambini, realizzati  a mano in materiale pregiato, proveniente dall'estero e da sfumature pastello dei principali colori.
Sulla vetrina il cartello "cercasi personale" attira la protagonista, che sarà poi assunta dalla proprietaria: Vittoria Airoldi, la madre del Produttore!
Nel giro di alcuni mesi la routine di Emma cambierà totalmente: imparerà a cucire e ad apprezzare quel lavoro che si discosta così tanto da quello che lei vuole fare davvero.
Ma quel periodo spensierato le servirà per mettere a posto alcuni aspetti della sua vita.
 
Nel frattempo, riceverà una comunicazione importante dalla Fairmont, l'azienda la rivuole indietro e lei dopo un breve tentennamento, accetta.
Ma alcune settimane nuovamente all'interno di quell'azienda le apriranno gli occhi e avrà la tentazione di lasciare il lavoro in cerca di qualcosa di nuovo, di un'alternativa.
Deciderà di abbandonare l'azienda che per molto tempo ha ricoperto un ruolo fondamentale nella sua vita e rischiare il tutto e per tutto volando alto, senza un'alternativa pronta?
Le alternative non sono direttamente riconducibili ad un qualcosa che si decide di lasciare, le alternative devono essere prese in considerazione in proporzione al rischio, alla pazzia. Emma cederà al suo lato più irrazionale e pazzo correndo un rischio molto pericoloso?
Nel frattempo riceverà un'offerta di lavoro da parte della Waldau. Emma coglierà la palla al balzo?
Per conto di una delle due aziende, non vi anticipo quale, niente spoiler, la protagonista si recherà a New York.
Una volta lì, avrà un incontro con il Produttore ed Emma si farà avanti, ignorando la paura di sfiorare per l'ennesima volta un amore non corrisposto. Il dottor Scalzi cederà al sentimento che prova per Emma?
Emma, in seguito farà ritorno in Italia, accorgendosi che Roma è la sua vera casa.
 
Il lieto fine sarà un happy-end, in parte autoconclusivo, molto commovente.
 
LA MIA OPINIONE
 
"Non è la fine del mondo" in versione cartacea ha un costo di circa 15€.
Mentre, in versione digitale, costa 9.99€ e ha 186 pagine.
I capitoli sono numerati, sono ben 37 capitoli e vi è anche una sorta di prologo, che proietta il tempo di un anno avanti.
Il narratore è Emma De Tessent.
 
La scrittura della Gazzola è fresca, moderna, frizzante e coinvolgente.
Leggo pochi libri Made in Italy, questo è uno di quei pochi di cui non mi pento di aver letto!
La vicenda seppur breve, a mio parare fin troppo ahah, è molto bella e intensa.
I personaggi, i pensieri di ciascuno di loro, i luoghi e i discorsi sono descritti magnificamente.
Nel corso della lettura mi sono innamorata di Tameyoshi Tessai e delle Nipoti di Emma, soprannominate così da lei.
C'è un grande dramma all'interno del libro che riguarda Tessai e che mi ha fatto un po' detestare la scrittrice, ma glielo posso anche perdonare, visto tutto l'insieme della vicenda.
Inoltre, avrei apprezzato se l'amore che Emma e Scalzi provano l'uno per l'altra fosse stato ampliato, è stato descritto in modo freddoloso e tempestivo, e la stessa cosa vale anche per il finale.
Oltre questi piccoli difetti,  però il libro è meraviglioso.
A fine lettura oltre che le lacrime, mi sono rimaste nostalgia e tristezza, sapendo di essere arrivata al capolinea dell'ennesima vita librosa.
 
Stra consiglio questo libro a chiunque abbia voglia di vivere attraverso una protagonista insolita, ma speciale, che lascerà un segno in ognuno dei suoi lettori.
Assegno a questo volume 4 stelle su 5.
La Gazzola ha fatto quasi centro con questo suo libro, quasi.
 
Taggo qui la casa editrice: +Feltrinelli Editore 
 
La recensione è giunta al termine, spero vi sia piaciuta.
Vi invito a mettere un +1 e a condividerla dovunque voi vogliate.
Se avete già letto questo libro o desiderate avere maggiori informazioni inerenti ad esso, vi invito a scrivermi nei commenti qui sotto.
 
Alla prossima recensione! :)
 
Contatti
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LEGGETE QUI SOTTO...E' IMPORTANTE!
 
Siccome questa lettura è stata fatta in collaborazione con il blog letterario di una lettrice compulsiva come me, conosciuta sul web, riporto qui un pezzettino della sua recensione, invitandovi a leggere anche la sua.
 
"C'è voluto un po' di tempo prima che la storia mi prendesse e non sono del tutto soddisfatta del finale.
Ogni libro di Alessia Gazzola mi sa tanto di una pallina da golf fermatasi a pochi passi dal buco."
 
Questo è il link: lultimapaginadellibro.wordpress.com e buona visita! :)