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2017-09-03

RECENSIONE "Insegnami a vedere l'alba" di Josh Sundquist

"INSEGNAMI A VEDERE L'ALBA" di JOSH SUNDQUIST
 
 
Ciao miei lettori e bentornati nel blog! (:
Ed eccoci arrivati a settembre...tra una settimana esatta ricomincerà la scuola e tornerò alla mia vita quotidiana, composta da lezioni, banchi di scuola, libri di testo, evidenziatori, interrogazioni, verifiche, ansia, nervosismo e pochissimo tempo a disposizione da dedicare alla lettura...mi sentite piangere?
Godiamoci il presente, però e colgo l'attimo per pubblicare una nuova recensione.
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, si tratta di un romanzo che narra di come noi, in quanto esseri umani - dotati di vista come no -, sentiamo e sperimentiamo il mondo e l'amore: "Insegnami a vedere l'alba" di Josh Sundquist.
 
LA COPERTINA
 
La copertina è molto carina.
Il titolo rappresenta ciò che una ragazza significa per un adolescente non vedente dalla nascita.
Si può davvero riuscire a vivere, vedere, guardare, comprendere e provare emozioni attraverso gli occhi di qualcun altro?
Ci si può innamorare di una persona senza neanche poterla vedere?
Una ragazza può essere paragonata alla bellezza sensazionale del mondo e della vita da un ragazzo che è cieco dalla nascita e che, proprio a causa di ciò, non è mai entrato in contatto visivo con nulla per tutta la sua esistenza?
William non crede realizzabile niente di tutto questo, eppure il destino ha qualcosa di diverso in serbo per lui...qualcosa, o meglio, qualcuno di nome Cecily, la ragazza che insegnò ad un ragazzo cieco a vedere l'alba e molto di più.
L'immagine di copertina ritrae i due personaggi principali della vicenda, in una delle scene iniziali o finali, questo viene lasciato a libera interpretazione del lettore che guarda la figura, mentre Cecily e Will stanno correndo verso l'alba di un nuovo inizio.
Siete curiosi di scoprire come può essere il mondo per un adolescente non vedente dalla nascita e come ci si può innamorare senza vedere necessariamente una persona, ma guardandola davvero? Non vi resta che acquistare "Insegnami a vedere l'alba", per poter essere in grado di veder davvero un nuovo inizio, un nuovo mondo, una nuova vita.
 
LA TRAMA
Will, pur essendo cieco dalla nascita, decide di frequentare un liceo pubblico, vincendo i timori della madre iperprotettiva.
Inizia così un’esilarante tragicommedia: in mensa si siede sulle gambe di un compagno, una ragazza ha una crisi di nervi convinta che lui la stia fissando...Per riparare, Will si offrirà di aiutarla a scrivere un articolo su una mostra di Van Gogh: impresa difficilissima, perché a Will mancano totalmente il concetto di prospettiva, di colore, e Cecily deve spiegargli ciò che vede evitando qualsiasi metafora visiva.
Quando a Will viene offerta la possibilità di affrontare un’operazione sperimentale che potrebbe ridargli la vista il padre, medico, cerca di dissuaderlo perché i casi di successo sono rarissimi e le ricadute psicologiche spesso pesantissime.
Ma Will decide di rischiare e le conseguenze, seppur inaspettate e difficili da superare, gli rivoluzioneranno meravigliosamente la vita.
 
IL LIBRO
Versione cartacea: €13.00, 264 pagine.
Versione digitale: €7.99, 264 pagine.
Autore: Josh Sundquist.
Casa editrice: Giunti.
Narratore: interno, a narrare è la voce del protagonista Will.
Capitoli: 30 capitoli + una sorta di epilogo + note dell'autore.
Scrittura: Mi sono letteralmente e profondamente innamorata della scrittura di Josh Sundquist, del tipo "Mi sono innamorata così come ci si addormenta: piano piano, e poi tutto in una volta" (John Green perdonami il possesso improprio e illegittimo delle tue sublimi parole).
La narrazione è dapprima aperta ad ogni situazione circostante il protagonista, lenta e scorrevole, per sfociare poi in un ritmo più incalzante, a tratti ironico e a tratti malinconico, giungendo infine nel pieno dell'essenza dello scrittore e della vicenda in sé, il tutto susseguito in modo estremamente naturale e semplice.
Leggere lo scritto di Sundquist è un po' come perdersi in una località sconosciuta, esplorarla e non volerla poi più lasciare, per quanto ricca di emozioni, paradisiaca e accogliente.
La scrittura di Josh non solo è corretta dal punto di vista grammaticale, sintattico e lessicale, perché lo è anche sul piano emotivo. Le sue parole suscitano esattamente la reazione che ci si aspetta.
Con Josh Sundquist si scoprono nuovi mondi, in quanto, correttamente e profondamente padrone dell'argomento principale trattato all'interno della vicenda, descrive due diverse condizioni: come ci si sente ad essere un non vedente e come si impara a vedere con gli occhi per la prima volta.
Le sue descrizioni mettono i brividi per quanto dettagliate ed estremamente realistiche.
Con Josh Sundquist il lettore è in viaggio verso un nuovo mondo, quello in cui esistono diverse condizioni e punti di vista in una singola situazione. Per un vedente è facile mettere a fuoco un oggetto, identificarlo per colore, forma, materia, dimensione, prospettiva e profondità, semplicemente perché è un gesto visivo e psicologico naturale, ma se così non fosse? Se dietro a questo semplice riconoscimento ci fosse dietro molto di più?
Josh Sundquist si specializza nel dettaglio, in quel minuscolo puntino ingabbiato fra infiniti pixel e non riconoscibile dall'occhio e dalla mente umani.
Lo scrittore non è umano e questo lo affermo con certezza, perché non trovo possibile la descrizione da lui fatta di un non vedente che decide di sottoporsi ad un'operazione per cercare di recuperare la vista e che compie un percorso interiore e costruttivo per riacquistare uno dei cinque sensi.
Josh Sunquist è un essere umano perfetto che intrappola un se stesso non vedente e poi semi-vedente tra le pagine di un meraviglioso romanzo.
I miei complimenti all'unico scrittore, incontrato fino ad ora tra le pagine di un libro, in grado di toccarmi l'anima con le sue parole e di avermi concesso l'onore di divenire dapprima cieca e poi vedente.
 
LA RECENSIONE
"Insegnami a vedere l'alba" è dedicato ad ogni essere umano, perché ciascuno di noi merita di avere l'onore di imparare a non vedere ma a guardare attraverso lo scritto di Josh Sunquist.
Questo libro è consigliato a chi desidera esplorare nuovi mondi, nuove prospettive.
"Insegnami a vedere l'alba" è dedicato a chi crede che l'amore sia cieco e che dovrebbe esserlo sul serio, perché non si trova la propria metà della mela con gli occhi, ma con l'anima e con il cuore.
Questo libro è dedicato a chi guarda ciò che lo circonda, non solo con la vista.
"Insegnami a vedere l'alba" è dedicato a chi crede ancora che, un giorno, troverà una persona che gli permetterà di vivere attraverso se stessa ed i suoi occhi e che, chissà, magari gli insegnerà a vedere l'alba di un nuovo inizio...
 
Il libro è ambientato principalmente a Toano (VA) e successivamente in varie località quali il Kansas, il Colorado, le Rocky Mountains, Denver ed il suo skyline, Berthoud Pass, lo Utah, il Grand Canyon, Las Vegas e, infine, Los Angeles.
Il protagonista di questa vicenda è William, un adolescente di sedici anni, non vedente sin dalla nascita.
 
Will non ha idea di che aspetto abbiano i suoi genitori, di come debba essere il suo riflesso allo specchio, di come sia leggere qualcosa se non attraverso dei pallini, chiamati braille, di come ci si senta ad essere autonomi, di cosa significhi poter raggiungere un luogo senza l'aiuto supplementare di un bastone, di un telefono parlante, di un accompagnatore e di un infallibile senso dell'orientamento, di come sia un'alba, un tramonto, un cielo stellato, un cielo sereno e soleggiato. Insomma, Will non ha idea di che aspetto abbia ogni singola cosa esistente, compresa la vita, può solo immaginare tutto questo, ma dato che sin dalla nascita è stato abituato ad avere davanti agli occhi un buio silenzioso e avvolgente, l'immaginazione è una caratteristica di cui lui risulta essere piuttosto carente.
Nonostante la totale assenza di vista, Will riesce a vivere come tutti i vedenti che lo circondano, se la cava da solo, facendo affidamento su se stesso e sui suoi altri quattro sensi, ma questo sembra non bastargli più da qualche tempo e così decide di provare a se stesso che i suoi limiti possono essere superati, iscrivendosi ad un istituto superiore pubblico, interamente popolato da vedenti.
<<Ho imparato che era pericoloso fidarsi di chiunque altro al di fuori di me.
Avrei voluto liberarmi e avanzare sulla tortuosa strada arcobaleno della vita.
Ero ancora sicuro di potercela fare. Si, insomma, di poter arrivare al traguardo.
Perché questo accadesse, però, avrei dovuto almeno cominciare a giocare.>>
Il primo giorno di scuola risulta essere un fiasco totale, il suo accompagnatore non si trattiene dal porgli le domande più strambe riguardanti la sua mancanza sensoriale, il tragitto per giungere nella classe della prima ora culmina con una involontaria palpata riservata ad una sua compagna, la prima lezione dell'anno scolastico provoca una crisi isterica di pianto ad una sua vicina di banco, convinta che lui la stia fissando e il pranzo comincia con lui che si siede in braccio ad un compagno, convinto che la sedia non fosse occupata. Un vero disastro, se non fosse che tutte le persone sopraelencate e da lui "importunate" diventeranno i suoi più cari amici.
Nick, Whitford, Ion e Cecily. Le persone che accompagneranno Will nel suo viaggio.
 
Cecily, la ragazza scoppiata in lacrime la prima lezione del primo giorno dell'anno scolastico di Will, è la persona che starà più accanto al protagonista, in questo suo percorso di nascita e crescita indipendenti.
Ma si sa, ognuno ha i propri difetti e demoni interiori e Cecily lo sa meglio di chiunque altro. Anche lei, come Will, fatica molto a fidarsi degli altri e preferisce contare unicamente su se stessa.
Nonostante questo, Will e Cecily, complice un lavoro di coppia per il giornale della scuola, avranno modo di legare molto e di imparare a conoscersi a fondo, non badando alla superficie.
<<"Tu lo sai che suono ha la mia voce, giusto? mi domanda lei.
"Si." Soppeso la sua voce per un istante. E' controllata e pressurizzata, come l'acqua che passa attraverso la turbina di una diga. Ma le dighe non sono solo generatori di energia. Sono barriere. Che trattengono le inondazioni.>>
 
Will è fermamente convinto di non volersi innamorare, perché a che servirebbe avere al suo fianco una ragazza e non poterla vedere?
Cecily è fermamente convinta di non potersi innamorare, perché nessuno potrà mai amarla per quello che è.
Ma si sa, l'amore è cieco e rende ciechi e forse dovrebbe veramente essere così...la tua persona è da qualche parte, devi solo trovarla e continuare a cercarla anche dopo averla afferrata.
<<Ride, e la sua risata mi arriva fin nel cervello, ricordandomi quello che lei mi ha detto poco fa. La sua risata è come un'opera d'arte impressionista: ne cattura l'essenza, è l'essenza stessa della risata.>>
 
Una forte amicizia lega ogni giorno di più i due ragazzi, ma l'amore è in agguato, pronto a bussare alle loro porte. Intanto questo ha messo il suo zampino in un patto fatto da Will e Cecily: il notiziario mattutino giornaliero apre i provini per i nuovi co-conduttori dell'anno scolastico ed entrambi vi parteciperanno solo se insieme. Il protagonista attraverso questo possibile ruolo si sta mettendo completamente in gioco, mettendo la sua mancanza in dura difficoltà e la ragazza si sta giocando il tutto e per tutto, duellando con il suo peggior nemico, l'obiettivo. Cecily ama la fotografia, lei e la sua macchina fotografica sono inseparabili, adora stare dietro la scena, ma cosa accadrebbe se l'oggetto da mettere a fuoco fosse proprio lei?
Parallelamente a questa enorme sfida, Will verrà informato della possibilità di sottoporsi ad un intervento che potrebbe restituirgli la vista.
Si tratta di un processo piuttosto complesso: in cui avverrà un trapianto di cellule staminali, a cui seguirà un mese di convalescenza, subito seguito da un trapianto di cornee, con una finestra di tempo di due settimane per poter trovare il donatore adatto.
Se i quindici giorni frutteranno un donatore idoneo allora le possibilità di tornare a vedere si alzeranno, ma tutto sarà nelle mani dell'organismo di Will, che non dovrà rigettare gli organi estranei al suo corpo, altrimenti il paziente sarà costretto a dire addio a questa meravigliosa chance per sempre, se invece non si riuscirà a trovare il donatore, allora l'intervento fallirà e non ci saranno seconde occasioni.
Un intervento di questa portata comporta molto stress post-operatorio e le possibilità di fallire e cadere in depressione sono alte. Pochissime persone non vedenti dalla nascita sono uscite vincitrici da questa operazione e molte di queste sono cadute in depressione, deluse da ciò che i loro occhi sono riusciti finalmente a vedere e spinte per questa ragione a farsi del male e a suicidarsi.
I pericoli sono tante e le certezze sono poche. Will deve pensarci seriamente, sarà disposto a rischiare il tutto e per tutto per poter vedere?
Il protagonista incontra il dottor Bianchi, per valutare se potrebbe essere un candidato idoneo, in caso affermativo ha patteggiato con il dottore e suo padre che si prenderà il giusto tempo di riflessione.
<<La verità è che io ho sempre voluto vedere. Si, insomma,: è ovvio no?
Non che sia infelice di essere come sono, o rancoroso per la sfortuna che mi è toccata in sorte. Sono contento di quello che sono.
Ma se esiste una possibilità di ottenere la vista...Voglio dire, un mucchio di gente passa dalla condizione di vedente a quella di non vedente. Ma di quanti si può dire il contrario?
E quanti dettagli la maggior parte del mondo dà per scontati, che anch'io, a quel punto, sarei in grado di riconoscere e apprezzare?
Di solito si impara a vedere quando si è molto piccoli e non se ne ha ricordo.
Ma ottenere la vista per la prima volta da adolescente, quando puoi osservare e ricordare ogni momento di quell'esperienza, è molto più che un'opportunità unica.>>
 
I risultati degli esami a cui si è sottoposto Will sono arrivati.
E' idoneo all'intervento.
Parallelamente a questo lui e Cecily, dopo essere andati al ballo della scuola insieme, si recano a Mole Hill Park, ad ammirare l'alba. Cecy gli insegna a vedere l'alba. L'alba di un nuovo inizio. Perché si, Will farà quell'operazione, vuole essere in grado di vedere tutto, vuole godersi ogni singola fibra di questo altro strato della realtà e perché si, ha ammesso con se stesso di starsi innamorando di lei.
 
Will si sottopone all'intervento. Fa i provini con Cecy per diventare co-conduttori del notiziario scolastico e successivamente, litiga con lei perché, come tutti gli altri, gli ha mentito.
L'operazione andrà a buon fine? William recupererà la vista o rimarrà per sempre intrappolato nel mondo crepuscolare di insoddisfazione in cui ha vissuto per sedici lunghi anni?
Will e Cecy, nonostante i loro "difetti", otterranno il consenso dell'intera Toano High School per divenire i nuovi co-conduttori del programma televisivo della scuola?
Will e Cecy, in seguito ad una litigata si allontaneranno letteralmente di mille miglia, tanto che il protagonista, insieme a Nick, Whitford e Ion, intraprenderà un viaggio on the road di un paio di giorni con destinazione Los Angeles. Una volta arrivato nella città degli angeli riuscirà a dar voce alla sua anima e al suo cuore e a confessare a se stesso e a Cecily che si è perdutamente innamorato di lei?
 
LA MIA OPINIONE
Ed eccomi giunta al capolinea di questo viaggio sensoriale ed emozionante racchiuso tra le pagine profumate de "Insegnami a vedere l'alba".
 
Tendenzialmente sono molto pignola e critica, ma si sa...c'è sempre un'eccezione, una prima volta.
Josh Sundquist rappresenta la mia più bella eccezione.
"Insegnami a vedere l'alba" è impeccabilmente perfetto.
 
Mi sono avventurata tra le pagine di questa meravigliosa vicenda con poche aspettative e con l'impressione che si trattasse di una storia tristissima e dal finale tragico e invece...invece mi sono trovata catapultata in una dimensione parallela alla realtà.
Josh Sundquist mi ha insegnato a vedere e a guardare, due concetti totalmente opposti seppur apparentemente simili.
Quando ora mi focalizzo con lo sguardo su qualcosa o qualcuno che suscita il mio interesse visivo, mi concentro e prima vedo e poi guardo.
Noi vedenti diamo per scontata la vista, per il semplice fatto che siamo abituati a possederla, ma cosa succede se attraverso delle descrizioni profonde e che sembrano essere state scritte dalla mano di un non vedente (quando in realtà lo scrittore ci vede e benissimo) ti rendi conto di essere in grado di poterti disabituare al senso della vista ed imparare a esplorarlo, conoscerlo, comprenderlo e utilizzarlo correttamente? Non come ne è stato e ne è in grado Josh Sundquist, per carità, però quasi.
Perché è quel che è "Insegnami a vedere l'alba", una guida alla vita e alla dimensione parallela ad essa che ci viene offerta grazie al possesso della vista.
A fine lettura mi sono resa conto che non conoscevo affatto i miei occhi, ma ho imparato grazie a queste pagine di libro a venirne a conoscenza e sono grata a Josh Sundquist per questa meravigliosa opportunità.
 
Mai abituarsi alle cose belle, dico sempre e la vista rientra sicuramente in questa categoria.
Josh Sundquist nelle note dell'autore, a fine libro, parla dei vari studi intrapresi in campo medico e psicologico della vista e spiega da dove è nata l'idea base che ha successivamente dato vita a "Insegnami a vedere l'alba" e che dire, anche quelle poche righe mi hanno lasciata senza parole e hanno fatto capire quanto lavoro ci sia dietro alle sue meravigliose parole.
E in quelle stesse poche righe, lo scrittore ci tiene a precisare che persino una "vista normale" può percepire solo la luce visibile, che in se stessa occupa una porzione minima dello spettro elettromagnetico. Proprio come un fischietto per cani produce un suono che le orecchie umane non riescono a sentire, la gran parte delle lunghezze d'onda elettromagnetiche sono invisibili agli occhi umani, sebbene occupino lo stesso spettro della luce visibile.
Quindi anche gli occhi con una visione di dieci decimi sono ciechi rispetto al 99% dell'energia elettromagnetica che ci attraversa ogni secondo.
Se quello che Josh Sundquist afferma è vero, allora posso dire con certezza che lui è riuscito a intrappolare nelle pagine di un libro capolavoro tutto ciò che all'occhio umano sfugge perché imperfetto come ogni altra parte di un umano e che nonostante questa limitazione invisibile sono riuscita lo stesso a vedere e a guardare la perfezione nascosta tra le sue parole messe su carta.
 
I miei complimenti a Josh Sundquist.
Lo considero uno dei migliori scrittori in circolazione e vi consiglio la lettura del suo libro.
 
Josh Sunquist mi ha insegnato a vedere l'alba. La mia alba.

IL MIO GIUDIZIO
 
 
La recensione è giunta al termine. Vi invito a condividerla con chiunque e dovunque vogliate.
Non dimenticatevi di iscrivervi come lettori fissi del blog!
 
Alla prossima recensione! (:

2016-10-05

Recensione: "MI CHIAMO CHUCK" di AARON KARO

"MI CHIAMO CHUCK"
di AARON KARO
 
 
Ciao miei adorati readers e bentornati nel mio blog!
Oggi vi parlerò della mia ultima lettura, un romanzo divertente e dissacrante, scritto dal formidabile Aaron Karo: "Mi chiamo Chuck".
 
LA COPERTINA
 
 
 
La copertina è vivace, allegra e molto moderna.
Il titolo rappresenta a pieno l'intera vicenda che vede come protagonista Chuck, un adolescente di diciassette anni, affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo diagnosticatogli da Wikipedia e, successivamente, da una psicologa.
L'immagine di copertina raffigura una sorta di post-it, usati dal protagonista per ogni cosa, in cui Chuck si presenta in modo coinciso e ironico, spingendo il lettore ad aprire il libro per saperne di più e un paio di Converse rosse, modello Chuck Taylor, la scarpe da ginnastica con il quale tutto avrà inizio.
 
LA TRAMA
 
"Ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo".
Chuck Taylor ha mille paranoie.
Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore e bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. 
Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l'amicizia su Facebook.
La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé.
E poi ci sono le Converse All-Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d'animo.
Converse rosse = arrabbiato, Converse gialle = nervoso, e così di seguito...
I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo da una strizzacervelli.
Ma è l'arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.
 
Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è consigliato a chi, come Chuck, è alle prese con l'adolescenza e con tutto ciò che essa comporta, disturbo ossessivo-compulsivo a parte o compreso;
A chi desidera rivivere l'adolescenza e le sue infinite conseguenze, attraverso un racconto ricco di ogni emozione;
A chi desidera leggere di un racconto adolescenziale ironico, tagliente e mai banale, scritto dal brillante Karo  e narrato in prima persona da un dolcissimo e particolare protagonista ossessivo-compulsivo;
E a chi desidera saperne di più sulla mania delle Converse di Chuck.
 
"Mi chiamo Chuck" è ambientato a Plainville e a West Lake.
Il protagonista è Charles Taylor, chiamato da tutti Chuck.
Chuck è un ragazzo di diciassette anni, alle prese con quella fase della vita chiamata adolescenza, perché "sono confuso, odio tutti e tutto, non rivolgetemi la parola fino a nuovo ordine e, per la cronaca, nel caso interessasse a qualcuno, la mia vita è uno schifo" era troppo lungo, e come se questo non fosse già abbastanza, il protagonista si trova a dover vivere succube di alcune semplici abitudini che, ben presto, prenderanno il comando del suo sistema nervoso, sfociando in vere e proprie ossessioni, compulsioni e manie.
Chuck è un normalissimo diciassettenne, se non fosse che: - a scuola è invisibile, a tal punto che nemmeno i bulli lo ritengono degno di attenzioni, in quanto screditarlo non servirebbe a nulla, considerato che è uno sfigato già di per sé; - ha solo due amici, Steve e Ghana; - la sua vita è scandita da ossessioni, che lo portarono ad una ricerca su Internet, ad un articolo su Wikipedia e ad una teoria costituita da parole che decretano la sua vera essenza: soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo.
 
La vicenda si apre con la presentazione delle ossessioni di Chuck, che lui preferisce chiamare routine: il protagonista si reca in bagno per fare la pipì e successivamente controlla  le manopole e le piastre elettriche del piano cottura della cucina centinaia di volte, in senso orario e meticolosamente prima di andare a letto; una volta coricatosi, i suoi pensieri corrono alle azioni appena descritte, che Chuck sente il bisogno di compiere e ripetere ossessivamente prima di essere completamente e mentalmente sicuro di non avere nemmeno una goccia di urina  dentro di sé e di non saltare in aria o morire asfissiato a causa del gas dei fornelli.
Il protagonista, dato il suo nome, indossa solo Converse All-Star modello Chuck Taylor a tinta unita, trovando il fatto divertente e ironico, ne ha a centinaia e ad ogni colore coincide uno stato d'animo.
Chuck è invaso dagli elenchi e dai conteggi tramite pile e pile di post-it nonostante detesti la matematica.
Il protagonista è ossessionato dall'acqua, dal sapone, dall'amuchina e da tutto ciò che è utile per la pulizia delle mani che, secondo lui, venendo a contatto con i soldi, i tasti di un ascensore, il cibo, le mani di altre persone, ecc, sono esposte ad un costante e numeroso flusso di germi.
Chuck, a scuola, per raggiungere le varie aule presso cui ha lezione compie sempre lo stesso percorso, per evitare incontri inaspettati e inconvenienti di vario tipo non previsti e prima di recarsi a lezione, inserisce la combinazione del lucchetto dell'armadietto ben quattordici volte, finché non è completamente sicuro che sia chiuso.
Tutto ciò ha avuto inizio con un paio di Converse Chuck Taylor rosse acquistate e messe quando era arrabbiato, dopo aver litigato con sua sorella Beth. Da quel momento le scarpe da ginnastica sono aumentate a dismisura e con queste anche le ossessioni del protagonista...
I genitori, preoccupati, lo spediscono dalla psicologa e qui, Chuck conosce la Dottoressa S, una strizzacervelli particolare, che indossa delle scarpe da ginnastica sotto ad un tailleur e che parla con un'intonazione interrogativa.
 
Dopo l'infinito elenco delle abitudini di Chuck, che lo rendono il Chuck che si conoscerà nel corso della vicenda, il protagonista racconterà di se stesso prima e dopo il disturbo, della sua vita, della scuola, della sua famiglia, degli amici (che si possono contare sulle dita di una sola mano) e della sua eccitazione per questo ultimo anno di liceo, che spera possa diventare l'anno che farà di lui un normale ragazzo che finisce le superiori nel migliore dei modi, ovvero innamorandosi, trovando la sua vera essenza e diventando finalmente qualcuno, finendo i suoi anni da zerbino, andando al ballo di fine anno e al Weekend Finale, una sorta di gita non autorizzata in cui scorrono fiumi di alcool, che si tiene mesi prima dalla fine dell'anno e che vede riunite tutte le classi dell'ultimo corso.
Chuck, in occasione della rivelazione della location nella quale si terrà questo evento non autorizzato, ma ormai di tradizione, indossa le sue Converse azzurre, che corrispondono all'eccitazione e alla curiosità. Peccato che il suo sistema scarpe/emozioni non comprenda un cambio durante il giorno, perché il Weekend Finale si terrà in campeggio: il peggior incubo per ogni ossessivo-compulsivo.
Ma forse quella scelta di calzature è stata la più adatta, poiché nell'ora di matematica, nel bel mezzo dell'anno, fa apparizione una bellissima ragazza dai capelli ribelli e rosso fuoco, dagli occhi azzurri e dalle lentiggini ben visibili di nome Amy, che ammalierà Chuck, facendolo innamorare nel giro di qualche minuto.
Sarà proprio la matematica a dare un aiutino al protagonista: perché Amy in questa materia non è un vero e proprio talento, a differenza di Chuck che se la cava piuttosto bene, nonostante detesti i numeri e tutto ciò che li riguarda, e sarà proprio a quest'ultimo che la ragazza chiederà di farle delle ripetizioni.
Il protagonista, al settimo cielo, accetterà immediatamente la proposta e tra i due inizierà un'amicizia fatta di risate, discorsi senza senso, chiacchierate sul loro ipotetico futuro, uscite accompagnate da qualche antiderivata e tanta complicità, che sarà destinata a sfociare in un qualcosa di molto simile all'amore.
Chuck non ha un paio di converse dedicate a quell'emozione, non è mai stato innamorato, non è mai uscito con una ragazza e per lo più lui non è uguale a tutti gli altri ragazzi, e Amy è reduce da una relazione finita nel peggiore dei modi e l'unica presenza su cui può contare e potrà sempre contare è la sua cagnolina Ranuncola. Entrambi non sembrano pronti al vortice di sentimenti che è pronto a travolgerli regalandogli il tanto bramato primo amore e forse unico vero amore, ma quando questo bussa prepotentemente alla porta, niente e nessuno sono in grado di fermarlo, a meno che il disturbo ossessivo-compulsivo di Chuck non traspaia in presenza di Amy, allora si che sarebbero guai e che un quasi bacio tra i due si dissolverebbe...
 
Chuck a causa delle sue ossessioni potrebbe rischiare di perdere le poche cose che di prezioso ha, come Steve, Amy e se stesso.
Il Lexapro sembra la soluzione e la causa di ogni cosa, un flacone arancione pieno di pasticche che potrebbero allievare e dissolvere le abitudini del protagonista come farle aumentare, peggiorandole.
Chuck accetterà la proposta della Dottoressa S e inizierà la cura a base di Lexapro e dell'esposizione alle proprie manie, paure che lo portano a provare quel costante stato d'ansia.
Inizialmente, decide di tentare di combattere ciò che non va in lui, per Amy e per Steve, per riuscire ad avere una ragazza e un migliore amico come ogni ragazzo normale. E' stanco di essere etichettato come quello strambo. Vuole migliorare, per gli altri, per ciò che questi vedono.
Ma quello che Chuck capirà nel corso della vicenda è che si migliora per se stessi, e non per fare un piacere agli altri.
Solo così otterrà ciò che brama con tanta intensità e chi lo sa, magari riuscirà a raggiungere ogni obbiettivo prefissatosi all'inizio di quest'ultimo anno di liceo, a realizzare ogni suo desiderio, a colorare la sua vita attraverso l'aggiunta di un nuovo paio di Converse...
 
LA MIA OPINIONE
 
Edizione digitale: €6.99, 288 pagine.
Edizione cartacea: €12.00, 288 pagine.
Il libro è composto da 60 capitoli, ognuno di questi narrato dal protagonista: aspetto che ho apprezzato particolarmente, siccome nei moderni romanzi rosa la voce narrante è quasi sempre quella della protagonista femminile. Conoscere il punto di vista di un ragazzo riguardo all'amore e vivere le sue stesse emozioni è interessante e innovativo e questo libro ne offre la possibilità.
Casa editrice: +Y Giunti 
 
Ho avuto modo di "conoscere" questo libro grazie alla recensione (qui) di +Silvia Giaccioli, una fantastica scrittrice di romanzi rosa, di cui ne consiglio la lettura.
Il titolo e la copertina sono state le prime caratteristiche che ho notato e che mi hanno spinto a cercare la trama di questo volume, e dopo averla letta non avevo più dubbi: "Mi chiamo Chuck" doveva essere mio!
E' stata una delle mie imminenti letture, dopo gli acquisti librosi online, e aperta la prima pagina mi sono ritrovata nel mondo di Chuck, immersa in lui, nella sua vita, nelle sue emozioni, avventure e nel suo disturbo ossessivo-compulsivo.
Inutile dire che mi sono pazzamente innamorata di Chuck Taylor e della bellissima coppia che formano quest'ultimo e Amy Huntington!
 
Questa recensione è particolarmente importante, poiché si tratta di una lettura che affronta molteplici argomenti affrontati da molti ma quasi mai in modo correttamente, argomenti quali l'adolescenza, descritta magnificamente e in tutte le sue sfumature, l'innamoramento, descritto senza filtri e rendendolo palpabile e facilmente immaginabile attraverso la sfera sensoriale e visiva, il disturbo ossessivo-compulsivo, affrontato con i giusti registri e con una sorta di celata ironia, per rendere il tutto meno pesante e impegnativo, l'amicizia, affrontata con dolcezza ma anche con amarezza, la scuola e la fine del liceo di un ragazzo sostanzialmente sconosciuto a tutti, docenti compresi, la famiglia, descritta come legame affettivo e a volte come una sorta di ostacolo, e soprattutto la vita adolescenziale, descritta meravigliosamente grazie alla presenza di primi amori, prime volte, avventure, ultime volte (quali gli esami di matematica che Chuck detesta tanto) e di tante paia di colorate Converse.
 
Aaron Karo è uno scrittore di quasi quarant'anni, che è stato più che in grado di celarsi nei panni di un diciassettenne strambo e affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo, raccontando l'adolescenza contemporanea e dando la possibilità agli adolescenti di ritrovarsi nelle sue parole e agli adulti di fare la stessa cosa e di comprendere anche i propri figli, nipoti, ecc che stanno passando questa fase della vita.
Le descrizioni, le ambientazioni, i dialoghi, le situazioni, gli avvenimenti celati dentro a questo libro sono meravigliosi, Karo attraverso le sue parole ha avuto la capacità di farmi vivere completamente nei panni di Chuck, tanto da spingermi molte volte a chiedere a me stessa "ma soffro anche io di un disturbo ossessivo compulsivo?!".
I personaggi sono particolari, insoliti e alcuni di questi strambi, perciò di spessore e quasi reali, talmente bene sono descritti e presentati.
I temi che si incontrano nel libro sono sostenuti con la giusta conoscenza, una celata ironia e la giusta importanza.
 
"Mi chiamo Chuck" è una lettura piacevole, scorrevole, non troppo impegnativa e intensa dal punto di vista emotivo e psicologico.
Non ho potuto non ritrovarmi in tutti i personaggi della vicenda, o quasi.
Mi sono ritrovata in Amy, in quanto entrambe siamo timide, insicure ma fermamente convinte di una cosa: che una cagnolina sia l'unica vera amica che possediamo.
Così anche in Steve, in quanto entrambi siamo sfortunati in amore, anche se poi il suo "mai 'na gioia" viene ricompensato con una grande gioia che fa nettamente cadere in secondo piano tutte le sue sfortune (spero possa capitare presto anche a me!).
Stessa cosa per Ghana, il cosiddetto secchione della classe, che con la sua intelligenza zittisce tutti.
E soprattutto, mi sono ritrovata tanto in Chuck, entrambi odiamo il contatto mani/monete, la matematica anche se ce la caviamo egregiamente, abbiamo lo stesso modo contorto di ragionare e di riuscire a vedere solo il peggio in ogni cosa.
Durante la lettura di questo libro ho conosciuto più e più persone, ognuna diversa dall'altra, ma che insieme si completano in modo straordinario e insolito.
In "Mi chiamo Chuck" ho trovato tanti amici, che spero di incontrare, un giorno, nella vita reale, per ora mi accontento dei miei adorati libri.
 
Nel complesso, questo volume mi è piaciuto molto: una vicenda particolare, vissuta da un diciassettenne attraverso la volontà di sconfiggere le proprie manie ossessivo-compulsive per conquistare e riconquistare la ragazza dei suoi sogni e il suo migliore amico, nonché unico, tradito dalla vigliaccheria e dall'egocentrismo che il disturbo di Chuck innescano in lui.
Quel che più mi ha stupita e ammaliata è stato l'approccio al disagio psicologico del protagonista: si mostra senza falsi pudori la necessità dell'intervento di un terapeuta, la necessità a volte coincidente di prendere medicinali come mezzo per spianare la strada ad una terapia che solo il paziente può decidere di praticare per sconfiggere i propri demoni - piccoli o grandi che siano. Per se stesso, come capisce Chuck alla fine. Perché nemmeno la ragazza più dolce del mondo o l'amico migliore possono essere il motivo per migliorare e guarire, per vivere davvero: è essere se stessi al meglio, dandosi la giusta spinta per arrivare al traguardo.
 
Aaron Karo insegna che volere è potere e che ciò che facciamo lo decidiamo di fare per noi stessi in primis, e poi per motivi secondari, meno futili.
Noi siamo al centro del nostro mondo, e affermare e credere ciò non è essere egoisti, ma bensì realisti. Tutti siamo egoisti, e questo è un bene, sta solo ad ognuno di noi sfruttare questo difetto e questa debolezza umana nel migliore dei modi, esattamente come ha fatto Chuck.
 
Potrà risultare banale, ma ho adorato ogni singola pagina di questo libro, e arrivata alla fine mi sono sentita svuotata e vogliosa di reimmergermi nel vortice di emozioni che caratterizza Chuck, il suo mondo e tutto ciò che ruota intorno ad esso.
 
"Mi chiamo Chuck" è un libro che stra consiglio e al quale assegno 5 stelle su 5.
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticate di mettere un G+1, di condividere il post dovunque e con chiunque voi desideriate e di seguire il mio blog (nella barra a destra trovate le apposite e diverse caselle dedicate all'iscrizione al blog come lettore fisso).
 
Se avete già letto questo libro e volete scambiarne quattro chiacchiere, o desiderate averne maggiori informazioni, vi invito a scrivermi nei commenti qui sotto, sarò felicissima di rispondervi!
 
Alla prossima recensione! :)
 
Booktrailer de "Mi chiamo Chuck" qui
 
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2016-06-01

Recensione: "BEASTLY" di ALEX FLINN

"Beastly" di Alex Flinn
 
 
Ciao booklovers, ben tornati nel mio blog!
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, si tratta di un romanzo rosa e paranormale, fantasy: "Beastly", scritto dalla penna della sola e unica Alex Flinn.
 
LA COPERTINA
 
 
Volevo spendere due parole su questa copertina.
Potrà sembrare comune e spoglia, ma gli elementi presenti in figura rappresentano al meglio ciò che si andrà a leggere all'interno.
La rosa rappresenta l'inizio di tutto e le spine, invece, il dolore, i muri che ognuno di noi innalza per proteggersi.
 
LA TRAMA
 
Kyle Kingsbury, ricco, bello e popolare si prende gioco di una ragazza piuttosto bruttina della sua classe di nome Kendra, una vera e propria strega in incognito.
Lei allora lo maledice per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia; Gli concede però due anni per rompere l'incantesimo, perché pochi istanti prima di trasformarsi, Kyle compie un atto di gentilezza, donando alla ragazza della biglietteria una rosa che la sua partner si era rifiutata di indossare per il ballo.
L'unico modo di rompere l'incantesimo e ritornare alla sua bellezza è amare ed essere corrisposto.
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è dedicato a chi crede nella magia del vero amore, e questo libro, di magia, ne è pieno zeppo; A chi ritiene che la bellezza esteriore sia solo apparenza, che in fondo non conti niente.
 
"Beastly" è ambientato a New York, a Brooklyn e successivamente in una località montana vicino alla grande mela.
Il protagonista di questo libro è Kyle Kingsbury.
Kyle frequenta il primo anno di liceo alla Tuttle, una scuola privata frequentata da figli di papà, convinti che il mondo giri solo intorno a loro e alle loro possibilità economiche.
E' un ragazzo triste e ciò gli impedisce di apprezzare la bellezza della vita. La sua rabbia, la sua tristezza e la sua strafottenza sono causate da un padre assente, narcisista e convinto che solo con l'aspetto fisico si possa andare avanti nella vita e valere veramente qualcosa. Rob Kingsbury è un noto personaggio televisivo, un conduttore in uno dei tg locali newyorkesi più conosciuti ed è questo mestiere a renderlo il padre distaccato e assente che è.
Kyle condivide gli stessi ideali del padre, anche lui, è convinto che senza un aspetto fisico più che accettabile non si vada da nessuna parte.
Kyle passa le sue giornate in compagnia di "amici" (che successivamente non si riveleranno tali), prendendosi gioco dei ragazzi della Tuttle economicamente e fisicamente inferiori a lui e rifugiandosi in un mondo dettato dalla falsità e dalla bellezza esteriore (ma non interiore) per scappare da una casa che non sente tale, in quanto sempre vuota e silenziosa.
In poche parole, Kyle è considerato "un vero stronzo" da tutti, anche se questo suo difetto viene reso un pregio per farsi strada in un mondo dettato dal lusso economico, da apparenza e niente sostanza.
 
La vicenda ha inizio con Kyle, che come ogni mattina si trova sui banchi di scuola della Tuttle, ma quel giorno non sarà destinato ad essere noioso e pieno di lezioni monotone come tutti gli altri. E' il giorno delle votazioni per decretare la corte del ballo di primavera, organizzato dal comitato studentesco.
Kyle trova questi eventi inutili e insensati, ma il suo nome sulla lista dei possibili re di quella magica serata gli fa cambiare opinione: per un ragazzo sicuro di sé e vanitoso, essere eletto re del ballo, è un'ulteriore occasione per dimostrare la sua apparente importanza e superiorità rispetto a chiunque altro.
Proprio mentre il protagonista sta votando per se stesso, una ragazza, da in fondo alla classe, urla le seguenti parole: "che schifo". Questo suo ribrezzo è nei confronti di quelle schede elettorali, un'ulteriore propaganda per promuovere l'apparenza e non la sostanza.
Kyle a quella sua affermazione, ribatterà, e fra i due si accenderà un'accesa discussione.
La ragazza in questione è Kendra Hilferty, una nuova iscritta alla Tuttle, che secondo Kyle non merita di frequentare una scuola così prestigiosa, visto il suo aspetto fisico.
Il protagonista, in seguito, decide di vendicarsi di colei che ha osato rispondergli in malo modo, non assecondandolo come il resto delle persone di sua conoscenza e per avergli sbattuto in faccia una realtà che lui da sempre tenta di nascondere: oltre alla bellezza e ai quattrini lui non possiede nient'altro, nemmeno un'anima, interiormente ha le sembianze di un mostro.
Kyle per vendicarsi di lei attua un piano: far credere a Kendra che andrà al ballo con lui, ma in verità, quando lei si presenterà all'evento, Kyle la umilierà davanti a tutti, facendola sentire ancora più insignificante di quanto il protagonista non pensa già che lei sia.
La sua vendetta procede a gonfie vele, Kendra ha abboccato e lui, in realtà, al ballo ha invitato quella che ben presto diventerà la sua fidanzata: una ragazza da un bell'aspetto, ma vuota e finta interiormente, esattamente ciò che Kyle è e che vuole al suo fianco.
 
E' la sera del ballo e Kyle non potrebbe essere più infastidito: non solo dovrà preoccuparsi di trovare Kendra e di darle una lezione davanti a tutti, come se non bastasse Magda, la governante, anziché comprare un'orchidea ha acquistato una rosa bianca da regalare a Sloane Hagen, la ragazza che il protagonista porterà all'evento.
Sloane, aveva esplicitamente obbligato Kyle a comprarle un'orchidea per la serata, perché uno dei fiori più costosi, belli e che più si abbinano al suo vestito.
Il protagonista, così, decide di portare lo stesso la rosa con sé, sperando che la ragazza l'accetti. Si presenta sotto casa sua, in limousine, smoking, capelli biondi e perfetti, sguardo malizioso e ipnotizzatore, ma tutto ciò a Sloane non basta. L'orchidea da lei richiesta è stata rimpiazzata da un'innocua rosa bianca, simbolo di purezza.
A causa di questo malinteso, la serata è destinata a finire male e Kyle non potrebbe essere più arrabbiato e frustrato, perché ciò significa che non avrà da Sloane quello che desidera.
Da quello stesso fiore, cadono due petali, a causa di Kyle e Sloane che lo getteranno per terra. Il protagonista raccoglie quei petali e se li infila in tasca, non trovando altro posto in cui lasciarli. Quel gesto, salverà la vita di Kyle.
Arrivati al ballo, però, entrambi hanno riacquistato il sorriso, consapevoli di cosa sta per accadere...
All'entrata, Kyle nota una ragazza alla biglietteria, una studentessa della Tuttle costretta a quel genere di lavoro per via della borsa di studio che le è stata offerta.
Si tratta di una ragazza con i capelli rossi raccolti in una treccia che le ricade sulle spalle, delle lentiggini, degli occhiali da vista e dei denti storti. Normalmente Kyle non avrebbe mai notato una ragazza dall'aspetto fisico decisamente inferiore al suo, ma quegli occhi lo hanno colpito, con quello sguardo tormentato e in cerca di aiuto. Così, il protagonista decide di donare a lei la rosa bianca, per rallegrarle l'esistenza. La rosa ottiene il risultato sperato da Kyle: la ragazza sorride come se avesse appena vinto alla lotteria e prende quel fiore con la massima delicatezza, dicendogli quanto esso sia stupendo e incredibilmente bianco, candido.
Dopo quello strano gesto, Kyle inizia a cercare Kendra per darle la lezione che si merita. Alcuni minuti dopo, eccola all'entrata, avvolta in un vestito nero dall'aria gotica, antica e la vendetta di Kyle ha inizio: il protagonista la aggredisce urlando, dicendole che era ridicola ad aver pensato davvero che un ragazzo come lui sarebbe andato al ballo affiancato da una ragazza come lei e ad aver scelto fra tutti i vestiti da sera esistenti al mondo proprio quello che aveva indosso, che la rendeva ancora più brutta di quello che già non fosse.
Dopo quelle parole gridate, piene di odio e disprezzo, Kendra rimane impassibile e il suo sguardo cambia, il colore dei suoi occhi ora è del colore del vetro verde, una sfumatura di verde intenso. Quegli occhi fanno raggelare Kyle, che per tutta la sera pensa all'inevitabile: rivedrà ancora Kendra e succederà qualcosa di orribile, che cambierà per sempre la sua vita.
Dopo quell'umiliazione, Kendra se ne va via, con il portamento che dice "chi la fa, l'aspetti".
 
La stessa notte, al rientro a casa di Kyle, quell'inevitabile accadrà.
Il protagonista entrando nella sua camera, nota un'ombra, accendendo la luce vedrà ciò di cui aveva più timore: Kendra.
I due, dopo essersi studiati a lungo, parlano di ciò che è successo al ballo e di che razza di persona è Kyle. Kendra dopo aver avuto un lungo confronto con il protagonista, decide di mettere in atto la sua vendetta, che proprio vendetta non è. Vuole dargli una lezione per fargli comprendere il vero significato della parola "bellezza".
<<Due petali, due anni per trovare una persona che guarderà al di là della tua repellenza e saprà vedere qualcosa di buono in te, qualcosa da amare. Se ricambierai il suo amore  e se lei ti bacerà per dimostrarlo, l'incantesimo sarà rotto e tu tornerai a essere bello. Altrimenti resterai per sempre una bestia.>>
Queste sono le parole di Kendra prima di fluttuare per la stanza, contornata da una luce accecante e mutando in una ragazza più bella di prima, con i capelli colorati di verde, viola e biondo, il naso aquilino e dallo sguardo verde intenso visto prima da Kyle.
Quello stesso sguardo che muterà Kyle in una bestia.
Kendra è una strega e l'ha trasformato!
Kyle, vedendo il suo riflesso allo specchio non può credere a ciò che Kendra gli ha fatto: lo ha reso un mostro, una bestia. Ogni centimetro della sua pelle è coperto da peli spessi e forti, le sue mani sono munite di artigli, la sua dentatura è composta da due lunghe e affilate zanne al posto degli incisivi, la sua testa e il suo corpo sono quelli di un'animale orribile che si regge su due gambe.
Kendra, a quel punto sparisce nell'oscurità, lasciando le sue parole, l'unica salvezza di Kyle ancora nell'aria.
I due petali custoditi da Kyle nelle tasche dei pantaloni sono la sua unica possibilità per tornare a essere il Kyle Kingsbury perfetto e bello di sempre.
 
La vicenda prosegue con il padre del protagonista che viene messo a conoscenza dell'orribile aspetto del figlio e dell'incantesimo che l'ha reso così.
Per Rob Kingsbury avere un figlio dall'aspetto ripugnante e simile a quello di una vera e propria bestia è un duro colpo.
I due per la prima volta faranno qualcosa insieme: per settimane girano tutta New York alla ricerca di un dottore che neghi quanto affermato dai precedenti e che dica che tutto si può aggiustare. Il padre di Kyle è disposto a tutto pur di riavere il figlio dall'aspetto perfetto che era prima, e con tutto intende proprio tutto, anche a vedere il figlio morto su un tavolo della sala operatoria.
L'esito, però, risulta essere sempre lo stesso: sembra che questa strana malattia abbia colpito solo l'aspetto esteriore del protagonista, e non anche gli organi interni, e sembra non ci sia rimedio a ciò, nemmeno ricorrendo alla chirurgia plastica, estetica.
Il padre di Kyle è disgustato dall'aspetto del figlio, non vuole credere alla storia dell'incantesimo e non vuole dare nemmeno ascolto alle parole dei numerosi medici presso cui si è consultato. Ma, non essendoci rimedio decide di rinchiudere il figlio in una casa indipendente a 5 piani nel distretto di Brooklyn, per far sì che Kyle non si mostri a nessuno.
Con lui, in quella grande e vuota casa vanno a viverci Magda, la domestica e Will, un professore cieco, scelto dal padre.
Rob Kingsbury troverà una perfetta scusa per continuare ad abitare nell'appartamento a New York e per due anni non andrà a trovare nemmeno una volta il figlio.
Kyle trascorre quella sua esistenza chiuso in una casa troppo grande per tre persone. Passa i pomeriggi a leggere al quinto piano, su una poltrona sistemata sotto alla finestra, per poter guardare infinite vite passare davanti ai suoi occhi.
Il suo tempo scorreva così, inoltre, si stava appassionando alle rose, che per certi versi sono uguali a lui, hanno delle spine per difendersi dal mondo e muoiono da sole.
Kyle stava cambiando con il passare dei giorni, dei mesi, stava diventando un umano interiormente, anche se esteriormente era tutt'altro.
 
Una notte, Kyle sente dei rumori provenienti dalla serra ed esce in giardino per controllare. Un vetro del suo giardino d'inverno è stato rotto e in un angolo buio vi è una persona. Il protagonista si avvicina all'ombra e scopre che si tratta di un uomo di mezza età, vestito con dei capi strappati e puzzolenti, con gli occhi fuori dalle orbite e scosso da brividi. E' un tossicodipendente, in cerca di qualcosa da rubare per acquistare una dose di eroina.
Kyle, arrabbiato a causa di quei rumori che l'hanno svegliato, dei danni riportati alla sua serra e della presenza di quell'uomo mal ridotto nella sua proprietà decide di concedergli la libertà e di non chiamare la polizia solo se farà qualcosa in cambio.
L'uomo per non essere ucciso o rinchiuso in prigione dalle autorità decide di donare alla bestia sua figlia, Lindy.
A quel nome, e a quell'uomo dal volto familiare, Kyle capisce di chi si tratta. Quell'uomo è il padre della ragazza a cui aveva dato la rosa, quella notte del ballo e che aveva continuato ad osservare attraverso uno specchio magico lasciatogli da Kendra, per poter guardare ogni persona lui desiderasse.
Quella ragazza è Linda Owens.
A quella allettante offerta, il protagonista risponde con un si e lascia tempo una settimana a quell'orribile uomo per portargli la figlia, in cambio del suo silenzio.
 
Una settimana dopo Lindy si presenta alla porta della casa di Kyle con delle valigie.
Kyle non potrebbe essere più felice ed emozionato di poter condividere quella casa e la sua esistenza con una ragazza, a maggior ragione se si tratta di Linda Owens.
Linda è un'adolescente della stessa età di Kyle, è segretamente innamorata del vecchio Kyle Kingsbury e passa le sue giornate leggendo per scappare da una realtà che le sta troppo stretta e da un padre a cui deve fare da madre, impedendogli di drogarsi e di lasciarsi morire.
Quella strana convivenza sarà lunga e difficile per entrambi.
All'inizio Linda passerà giorni chiusa in camera sua, odiando colui che la tiene prigioniera.
Una notte, durante una forte tempesta sia lei che Kyle andranno a rifugiarsi in soggiorno, non riuscendo a dormire e sarà lì che si incontreranno e conosceranno ufficialmente per la prima volta.
A poco a poco i due diventeranno amici e anche se non lo ammetteranno entrambi sono innamorati l'uno dell'altra, lei nonostante l'aspetto di lui, e lui nonostante le condizioni dell'incantesimo. Non la desidera solo per rompere quella maledizione, la desidera e la vuole al suo fianco per sempre.
Ma quel per sempre sarà destinato a durare ben poco: il padre di Lindy si sentirà male, i due lo vedranno nello specchio e Kyle, amandola immensamente la lascerà andare.
Linda prima di andarsene, prometterà a Kyle di tornare da lui in primavera.
 
La primavera è arrivata, ma Lindy farà ritorno in quella casa che sentiva sua?
Deciderà di abbandonarsi all'istinto, di seguire il suo cuore e di raggiungere ciò che la rende felice? O l'aspetto di Kyle avrà la meglio, convincendola che quello che prova è una pazzia?
 
Riuscirà Kyle a spezzare l'incantesimo? O rimarrà per sempre Adrian (il nuovo nome scelto dal protagonista), il nuovo Kyle Kingbury?
Chi è in realtà Kendra?
Il finale sarà un concentrato di suspance e lieto fine, esattamente come si concludono tutte le favole, o questa sarà un'eccezione?
 
LA MIA OPINIONE
 
Il libro digitale ha un costo di €3.99 e 384 pagine ed è la versione che ho letto io, mentre quello cartaceo costa €9.90.
Il libro è suddiviso in 6 parti, ciascuna contenenti vari capitoli, narrati in prima persona dal protagonista.
 
La scrittura è fresca, scorrevole e mai troppo ricercata ma nemmeno troppo superflua.
La traduttrice ha fatto un buon lavoro.
I fatti, i personaggi, la maledizione, la metamorfosi di Kyle nella bestia Adrian, gli intrighi, i sotterfugi, l'amore che Kyle e Linda provano l'uno per l'altra, il tema dell'abbandono, della tristezza e della lettura che fa da filo conduttore all'intera vicenda sono descritti alla perfezione, la Flinn ha creato un capolavoro.
Questa storia è l'ennesima che reinterpreta la fiaba de "La Bella e La Bestia", ma è anche qualcosa di più.
 
Leggendo questo libro ho capito insieme a Kyle che la bellezza esteriore non conta niente, è solo apparenza, a forza di stare con una persona non ci si accorge nemmeno più del suo aspetto, se con essa si è a proprio agio, proprio come Linda era a proprio agio con la bestia Adrian.
Ho odiato Kyle Kinsbury e amato Adrian, la nuova versione (non solo esteriore) del protagonista.
La lettura che fa da filo conduttore nell'intera vicenda è stato uno degli elementi che ho apprezzato di più.
Da questo libro è stato tratto un film, prima avevo visto il film e solo ora ho letto il libro e posso dire di preferire di gran lunga il libro.
 
Stra consiglio questo libro a chiunque, ha quel nonsoché di romanzo rosa adatto per le lettrici femminili (anche per i lettori maschili) e quel nonsoché di paranormal fantasy adatto a tutti i lettori.
Assegno a questo libro 5 stelle su 5.
 
Taggo qui la casa editrice: +Giunti Editore 
 
La recensione è giunta al termine, spero vi sia piaciuta e so che è più lunga del solito, ma ho adorato questo libro e volevo farvelo capire, non vi ho spoilerato tutto, sono stata brava, dai.
Vi invito a mettere un +1 e a condividerla dovunque vogliate.
Se avete già letto questo libro e avete piacere nel scambiare quattro chiacchiere , vi invito a scrivermi nei commenti sotto, sarò felicissima di rispondere.
 
Alla prossima recensione miei booklovers! :)
 
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