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2020-02-16

Collaborazione "STRAPPI MUSICALI" di ANDREA CANGIOTTI

"STRAPPI MUSICALI" 
di ANDREA CANGIOTTI

Buona domenica adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Siamo essere umani e in quanto tali basta poco per ridurre la nostra anima in tanti piccoli brandelli...Andrea Cangiotti con la sua penna è riuscita a prendere tutti gli strappi dell'umanità, a cucirli su della carta profumata e a curare gli spiriti di ognuno di noi attraverso la semplice melodia delle parole.

LA COPERTINA




La copertina pare essere lo specchio dell'anima.
"Abbiamo smesso di esser soli anche in mezzo alla gente" è la frase di una canzone e, secondo me, anche l'intenzione celata dietro le pagine di questa raccolta poetica. Non a caso la figura ritratta è sola, intenta a suonare il piano, come se volesse attirare attorno a sé altre persone con cui condividere quel genere di solitudine che la assale e nel contempo liberare la propria anima e ciò che spesso ci si tiene dentro per paura, simboleggiati dal volo di uccelli.

LA TRAMA
Con queste poesie l’autrice vuole raccontare il mondo che la circonda attraverso parole semplici ma accostate in modo originale, in grado di suggerire immagini capaci di emozionare il lettore.
Senza troppi preziosismi affronta vari temi, con lo scopo di “educare alla felicità”, far comprendere quanto la vita possa riservare e quante possibilità si possano creare con l’impegno e l’immaginazione.

IL LIBRO
Titolo: Strappi Musicali
Autrice: Andrea Cangiotti 
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice
Pagine: 160
Genere: poesia
Scrittura: la poesia è per la scrittrice impastare una malattia e dare ad essa una cornice festosa, alla vista di occhio alieno e forse la poetica è per me sinonimo di colmare un terreno mobile e perverso di solitudine stratificata.
Andrea Cangiotti scrive componimenti poetici lenti, chiari e di poche parole che racchiudono però infiniti concetti e pensieri.
Le poesie possono assumere molteplici sensi in base all'occhio che le legge ed interpreta ed ecco che da una ne nascono infinite altre...come un fiore che si schiude e mostra tutti i suoi petali di infiniti colori e sfumature, lo stesso per le menti umane, affascinanti e complesse.

LA RECENSIONE
"Strappi musicali" è dedicato a chi vuole immergersi nella solitudine altrui e smettere di sentirsi solo anche in mezzo alla gente.
Questa raccolta poetica è dedicata a chi desidera essere felice senza il classico "ma" alla fine di un lungo sorriso.

"Strappi musicali" è una raccolta poetica in ordine alfabetico, per ogni lettera ci saranno molteplici argomenti e sentimenti a tenere compagnia al lettore.
Un viaggio interiore dalla a alla z.

Amare non è facile, vi siete mai domandati come sia possibile correre consapevolmente il rischio di amare qualcuno che non si conoscerà mai, neanche dopo una vita passata al suo fianco?
Siamo all'oscuro persino della nostra essenza, figurarsi di quella di qualcun altro...eppure Andrea Cangiotti ha scelto di amare lo stesso, di abbandonarsi completamente alle parole che le saranno sempre sconosciute ma che, in modo inspiegabile e magico, la fanno sentire bene, felice e libera.
Infondo l'amore si tratta di fiducia, sorrisi e libertà.

Andrea Cangiotti è una scrittrice, che spesso e volentieri interpreta i panni della poetessa.
Ritengo che lei sia perfettamente in grado di capire i problemi e i disagi che ben o male sono comuni all'umanità.
Con la sua penna cerca di aiutare il lettore e di accompagnarlo in un viaggio necessario per eliminare il disagio interiore che lo affligge.
Bisogna saper ascoltare le parole, non solo essere in grado di leggerle, di chiudere gli occhi e prendersi il proprio tempo in modo da perdersi nel proprio io e riflettere.
Quando le porte del nostro cuore si spalancano a qualcosa di nuovo bisogna tralasciare gli eventi che abbiamo vissuto e interpretato in modo sbagliato, come un libro che non capiamo e che per errore abbiamo chiuso troppo velocemente.
Con "Strappi musicali" non si deve commettere lo stesso sbaglio, non bisogna chiudere il libro della propria vita solo perché non ci piace o vorremmo modificarlo. Basta continuare a tenerlo aperto e aggiungere delle note scritte a matita, se siete insicuri, a penna, se siete più audaci, con il rossetto, se siete femministe e fare in modo che esse diventino parte del libro, il segno distintivo di pagine che altrimenti sarebbero uguali a tutte le altre.

Ciò che meritiamo di più è la felicità e Andrea Cangiotti, attraverso le piccole cose di ogni giorno, ci permette di esserlo.

NEL LIBRO
Si, sono d'accordo con questi versi, 
che nitidi nella mente
mi schiariscono le idee.
Mi piace assai rileggerla
più spesso, con il cuore
sgombro di un poeta in erba
che ha da imparare da poeti
così più bravi di me,
che io sono ancora un fiore,
ciò che la natura vuole.
Io mi chiedo e mi domando
quando mai finirà la vita
che cosa dopo ci sarà
di nuovo, se forse, almeno lassù
si può trovare il vero amore,
e lasciar via il dolore
nel corpo mio assopito
in un cimitero al sole.

LA MIA OPINIONE
Andrea Cangiotti con ogni suo manoscritto mi ha insegnato ad abbandonare l'ignoranza del lettore che si limita ad afferrare strane parole dette da altre persone, che non riconosco come mie ma alle quali do comunque il permesso di entrare a fare parte di me.
Grazie a lei ho imparato che quando apro un libro devo schiudere anche il mio, imparando dal primo e scrivendo tante piccole note a margine nel secondo e, soprattutto, che devo adattarmi alla vita e trasformare il negativo in qualcosa di magico, in modo che mi venga reso ciò che ognuno merita: la felicità.

Come si misura il valore delle cose?
Semplice, se una cosa non ha senso, non ha  spazio  tempo.
"Strappi musicali" non solo contiene nelle sue pagine un mare di significato, ma ha il potere di dare spazio e tempo a ciò che l'umanità tiene dentro e mette a tacere ogni giorno con la scusa che le cose importanti sono ben altre.
Invece no, di importante ci siamo noi e la nostra anima e questi componimenti poetici offrono la possibilità di sedersi e prendere del tempo esclusivamente per se stessi, perché la nostra interiorità è una cosa che ha valore.

Non basterebbero tutte le parole del mondo (che a me e ad Andrea affascinano tanto) per esprimere quanto io sia cresciuta interiormente da quando i miei occhi si sono posati per la prima volta sulle lettere scritte dalla penna di questa donna fantastica che dona la propria vita alla letteratura e alla comunicazione di un messaggio essenziale e non banale come appare: siamo vivi ora, dunque viviamo.
Andrea, voglio morire solo con il corpo e lasciare la mia anima nelle pagine di un foglio scritto dalla tua penna (so che tu capirai).

Leggendo "Strappi musicali" ho scavato dentro di me, ho iniziato a combattere con i miei mostri, l'insicurezza e la paura di soffrire, che spesso divorano me e i miei sogni e ho compreso che ultimamente mi è difficile parlare e anche soffrire, quasi come se fossi bloccata da qualcosa di ignoto di cui non conservo più memoria perché non voglio ricordare e che devo imparare a scavare con le mie mani per giungere alla vera conquista: ritrovare me.

Andrea Cangiotti ha regalato alla mia anima una melodia malinconica e piena di significato che, giunta al termine, mi ha fatto aprire gli occhi e sorridere senza "ma".

LA MIA OPINIONE


Alla prossima recensione!

2018-07-15

COLLABORAZIONE con ANDREA CANGIOTTI

Recensione su richiesta - Collaborazione
"LA POESIA DEL VIAGGIO"
di ANDREA CANGIOTTI

Buona domenica adorati lettori e bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

State passando, come me, l'ennesimo weekend a casa ad invidiare chi invece si sta godendo un'incredibile vacanza al mare?
"La poesia del viaggio" sembra proprio fare al caso vostro, perché per viaggiare, a volte, non è necessaria una valigia, ma semplicemente una buona lettura.

Trovate un angolino all'ombra in cui stare comodamente seduti sul balcone di casa, con in mano una bevanda dissetante e nell'altra una coinvolgente raccolta poetica e lasciatevi trasportare dai versi delle poesie che vi faranno viaggiare in un incredibile mondo, quello presente in ognuno di noi.
Un'offerta last minute per salvarvi dalla noia di questa calda domenica, il biglietto è completamente gratuito, che aspettate?
La nave de "La poesia del viaggio" è pronta a salpare!

LA COPERTINA


La copertina è graziosa e solamente questa, con i suoi colori dalle tonalità pastello e la sua delicatezza nella raffigurazione, invoglia ad aprire il libro giusto per soddisfare la propria curiosità, ma una volta letta una poesia non potrete fare a meno di leggerle tutte!
"La poesia del viaggio", come è già possibile captare dal titolo, è una raccolta poetica che, attraverso i suoi brevi ma intensi versi, riuscirà a farvi viaggiare con la mente e con il cuore, facendovi scoprire una nuova realtà, quella intrappolata in voi stessi.
L'estate è la stagione in cui tutti sono soliti andare in vacanza, che cosa aspettate a mettere in una valigia immaginaria "La poesia del viaggio" e a compiere il vostro cammino verso la meta, rappresentata dal voler conoscere meglio voi stessi?

LA TRAMA
"Le fragilità dell'uomo sono le mie prime fonti di ispirazione.
Nella vita, se si è attenti a cogliere il respiro degli eventi, ogni circostanza può diventare magica.
La poesia serve a raccontare la vita, attraverso parole che possano suggerire immagini universali, dove ognuno di noi si possa riconoscere.
La poesia è sinonimo di musica ed estetica, elementi fondamentali per creare un'opera letteraria." (L'autore)
Prefazione di Neuro Bonifazi.

IL LIBRO
Titolo: La poesia del viaggio
Autrice: Andrea Cangiotti
Casa editrice: Edizioni Eracle
Pagine: 114
Prezzo: consultabile su iBS e amazon.it 
Genere: poesia
Scrittura: una scoperta sorprendentemente piacevole...
Ammetto di non essere solita leggere raccolte poetiche, nella mia vita librosa le volte in cui mi sono avventurata tra i versi di una poesia si possono tranquillamente contare sulle dita di una mano, ciononostante ho apprezzato "La poesia del viaggio", innamorandomi completamente dello stile di Andrea Cangiotti, impiegato nella stesura di poesie affascinanti.
I componimenti sono intrisi dell'amore per la scrittura dell'autrice stessa e di quello per la lettura di chi, prendendo in mano la sua raccolta e leggendola, se ne innamorerà irrimediabilmente.
Avevo già avuto modo di avventurarmi nelle parole scritte dalla penna dell'autrice, rimanendone già piacevolmente ammaliata, ma è con questa delicata raccolta poetica che è avvenuto l'imprinting ufficiale con il suo stile creativo.
Andrea Cangiotti possiede una capacità innata nel dilettarsi in diversi generi letterari e tale competenza le va riconosciuta, in quanto straordinaria.
Come già affermato nell'articolo dedicato al suo romanzo "La quarta ragnatela" (recensione qui), vorrei saper scrivere almeno la metà di quanto ne è in grado Andrea Cangiotti, non capita a tutti di possedere un così incredibile talento e lei è una di quei pochi fortunati e dotati.

LA RECENSIONE
"La poesia del viaggio" è dedicato a chi, per viaggiare, non prepara la valigia e sale su un aereo, ma apre un libro.
Questa raccolta poetica è una lezione di vita, che insegna ad amarsi.
"La poesia del viaggio" è dedicata ad ognuno di noi, poiché oltrepassando l'apparenza emerge la nostra malinconia, che ha bisogno di essere trovata, analizzata e curata e Andrea Cangiotti, con la sua penna, riesce a curare ogni ferita. 

Andrea Cangiotti, con questo suo capolavoro letterario, ha dato vita ad un enorme cerotto formato da versi e sentimenti, capace di risanare qualunque ferita.
Qualsiasi sia la propria afflizione, la scrittrice riuscirà, attraverso il suo scritto, a sottoporre ciascun lettore ad un'autoanalisi facilitata da qualche piccolo aiutino ed accorgimento, in seguito alla quale avverrà la fase di guarigione tanto agognata.
I tempi di ripresa possono essere lunghi o brevi, ciò dipende dallo scorrere inesorabile delle pagine, in ogni caso avverrà nel corso di centoquattordici fogli.
"La poesia del viaggio" è una semplice raccolta di poesie, dove ognuna di esse, trattando di svariati argomenti capaci di legarsi insieme in unico filo conduttore, portano al raggiungimento della catarsi.

<<Scorre su un fiume lento, il tempo. Audace ti consuma
la vita, te ne lascia
di cose belle o brutte, forse, assai, sempre strane. Delle cose che pensi nel tempo, ti si mischiano fra di loro.
D’oro è il tempo,
che scorre, passa lento
e mai più si fermerà; infinità è il tempo, come ciò che lascia dietro di sé,
il tempo.>> 
Quando si viaggia il tempo si affranca dal passato al futuro, esiste solo il presente ed è proprio in questo tempo e spazio che la poesia trova dimora.
Un viaggio, esattamente come un'opera, al suo termine deve lasciare un segno, una cicatrice, un ricordo ed un'esperienza ed è proprio ciò che caratterizza ogni singolo componimento presente all'interno della raccolta poetica.
Ogni poesia ha un duplice trascorso, quello della scrittrice stessa e quello del lettore, che leggendo interpreterà a suo modo ciascun componimento, conferendo importanza ad una poesia piuttosto che ad un'altra.
"La poesia del viaggio" è la dimostrazione che le parole servono, curano e guariscono, possono essere dedicate a chi più ne ha bisogno e soprattutto parlano da sole.

<<L’uomo è al centro,
di ciò che è circondato lui ne sente l’intero. Dagli altri al verde,

che quest’ultimo non è sempre onnipresente, trae forza e dolori sensazioni ed emozioni; che non siano sempre belle di ciò si è sicuri,
ma a pensare una vita vuota monotona, priva di sensi

e larghe visioni,

non so per voi

ma a me non garba.>>

Un esperimento che riporta l'uomo al centro di ogni cosa o forse così è sempre stato?

NEL LIBRO
...
Innamorarsi di ogni cosa
ci rifletta e dica di noi
cose che non sappiamo.
...

LA MIA OPINIONE
"La poesia del viaggio" mi ha realmente permesso di viaggiare con mente e cuore, attraverso una nuova dimensione, o meglio, attraverso una realtà che ancora non avevo avuto modo di esplorare con calma e consapevolezza: la mia interiorità, rimasta celata forse troppo a lungo o a cui avevo involontariamente chiuso la bocca per molto tempo e alla quale, grazie ad Andrea Cangiotti, ho deciso di dar voce.

Questa è la seconda volta che mi trovo a dover descrivere un manoscritto firmato Cangiotti ed, esattamente come la prima volta, è difficile riuscirci senza cadere nel banale o scrivere frasi lette tra le pagine da lei scritte ed ora diventate parte integrante della mia essenza.
Andrea Cangiotti tratta di svariati argomenti con una tale ed apparente semplicità da sconvolgere il lettore nel profondo, portandolo ad interrogarsi sulle sue priorità, sul suo stile di vita, sul suo carattere, sul suo trascorso e sul suo presente e soprattutto portandolo a riflettere su chi vorrebbe essere e su ciò che invece è realmente, ponendolo davanti ad un bivio: migliorarsi o continuare ad illudersi di essere perfetto.
E' proprio questo che è in grado di fare Andrea Cangiotti: rendere leggermente migliore ciascuno di noi, perché al mondo d'oggi è proprio di questo che abbiamo bisogno.
La Cangiotti allunga una mano a tutti noi, che ci troviamo stesi sul fondo e lo fa senza chiedere nulla in cambio, un'umanità che ultimamente si sta perdendo e che la scrittrice desidera far riemergere.

Le poesie contenute all'interno di questa raccolta sono diverse tra loro, trattano molteplici argomenti e conferiscono alla lettura quel brivido di novità che occorre per far si che gli occhi rimangano attaccati al libro.
Non importa a quale età si legga "La poesia del viaggio", perché ogni giorno i componimenti presenti al suo interno prenderanno un significato differente, in base alle nuove emozioni ed esperienze vissute.
Un libro per la vita.

"La poesia del viaggio" è una lettura piacevole, avventurarsi tra le sue pagine è stata un'incredibile esperienza durata appena qualche ora ed è stato nello stesso arco temporale che Andrea Cangiotti mi ha consigliato e guarito, ma si sa, i cerotti vanno staccati una volta rimarginata la ferita.
Staccarli a volte può essere doloroso, perciò terrò la sua delicata benda sul cuore ancora per un po', nella speranza che essa diventi parte integrante di quell'organo che ci classifica ancora come umani.

IL MIO GIUDIZIO






Alla prossima recensione! (:

2018-06-17

COLLABORAZIONE con ANDREA CANGIOTTI

Recensione su richiesta - Collaborazione
"LA QUARTA RAGNATELA"
di ANDREA CANGIOTTI

Buona domenica miei adorati lettori e bentornati nel favoloso mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

3,2,1...estate in arrivo!
Siete impazienti di passare ore ed ore sotto il sole o sotto l'ombrellone in compagnia di un buon libro? 
Voglio dare il benvenuto a questa calda stagione con una collaborazione intrapresa con la giovane e talentosa Andrea Cangiotti, autrice de "La quarta ragnatela"...curiosi di scoprire se sarà questa la vostra prima lettura estiva?

LA COPERTINA

Il titolo è la principale chiave di lettura offerta dalla scrittrice al lettore, per aprire le porte del proprio cuore e quelle del libro stesso, rendendo possibile un viaggio all'interno delle sue pagine profumate e di se stessi.
Siamo esseri umani, delle creature perfettamente imperfette, che come fanno sbagliano e, in quanto tali, nel corso della nostra esistenza rimaniamo impigliati in molteplici ragnatele, ci divincoliamo con tutta la forza possibile, ma le vie d'uscita sono solamente due: o ci si riesce a liberare o si rimane imprigionati in quel groviglio di problemi, ostacoli, emozioni contrastanti, pregiudizi, oscurità e malessere per sempre
Si può evitare una ragnatela, passandoci semplicemente accanto o ritrovarcisi dentro, lottando per vivere e rimanere se stessi, è un obbligo a cui non possiamo sfuggire?
Decidendo di intraprendere tale lettura, il lettore decide di compiere tre differenti viaggi, questo grazie ad altrettanti distinti racconti, ognuno dei quali offre una chiave di lettura e non solo, utile ad aprire le porte dei molteplici mondi narrati, non resta che capire a quale di essi si appartiene...
L'immagine di copertina offre possibilità di interpretazione piuttosto ampie, a mio parere raffigura una ragnatela (sotto forma di rete) che piano piano scompare, rompendosi e lasciando a chi vi era imprigionato la libertà di vivere, consapevole di una fine e di essere se stesso, senza preoccuparsi dei pregiudizi.

LA TRAMA
Michele è un avvocato che deve difendere, assieme al padre Michelangelo, Peter, un fisico accusato di tentato omicidio premeditato.
L'accusa ha basato le proprie motivazioni su due eventi.
Il primo vede Peter intromettersi nel lavoro di un chimico, Luciano, vittima dell'esperimento fallito.
Il secondo si basa sul fatto che il fisico aveva indosso una tuta ignifuga che gli ha permesso di uscire illeso dall'esplosione, dovuta allo stesso esperimento non riuscito.
Mentre Peter deve cercare di sopravvivere in carcere, Michele deve affrontare la propria paura per il padre.
Yrou, un maestro giapponese diventato amico del giovane avvocato, spiegherà a quest'ultimo la "teoria della quarta ragnatela".
Un giallo che trova il suo intento formativo nella scienza e nella musica e segue i lenti passi della giustizia, trascinando il lettore dalle aule di tribunale fino alla vita in carcere.
Prefazione di Flavio Vetrano.

IL LIBRO
Titolo: "La quarta ragnatela"
Autrice: Andrea Cangiotti
Casa editrice: Edizioni Eracle
Pagine: 290
Prezzo:consultabile su iBS e la Feltrinelli.it 
Genere: thriller politico
Scrittura: vorrei saper scrivere come Andrea Cangiotti e non solo, vorrei anche essere perfettamente e totalmente in grado di comprendere le creazioni della sua penna, poiché durante la lettura ho faticato parecchio per riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione e a carpire il senso di ogni singola frase, se non parola.
Tenendo conto della mia giovane età e della vastità di ogni singolo argomento esistente del quale si potrebbe intavolare un dibattito, ammetto e riconosco di essere ancora "piccola" a livello intellettuale (c'è sempre un margine di crescita ed il mio è enorme); è forse questa la causa di tale difficoltà cognitiva o, più semplicemente, questo genere letterario non rientra nelle mie corde?
Mettendo da parte questa personale e per me enorme limitatezza, ho apprezzato lo scritto della Cangiotti e se mai un giorno sarò destinata a dover intrappolare tra le pagine la mia essenza spero di esserne in grado come lei, che riesce in questa ardua impresa, cavandosela più che egregiamente.
La sua scrittura pura, priva di sbavature e concisa, permette al lettore di leggere anche tra le righe, potendo così compiere un viaggio interiore, alla ricerca del proprio io, assolutamente libero dalle ragnatele formatesi in seguito ad anni di pregiudizi, limitazioni, esitazioni ed emozioni contrastanti.

LA RECENSIONE
"La quarta ragnatela" è dedicato a tutti noi, schiavi delle congetture e dei pregiudizi, che popolano costantemente le nostre vite.
Questo manoscritto è consigliato a chi desidera immergersi tra le pagine di un libro capace di insinuarsi nell'animo del lettore, impedendogli di fuggire prima di essere arrivato alla propria catarsi.
"La quarta ragnatela" è dedicato a chi è stanco di condurre un'esistenza imprigionata tra i meschini grovigli di una ragnatela sociale ed è alla ricerca di una via d'uscita.

Ad ispirare Andrea Cangiotti nella creazione di una piccola grande parte de "La quarta ragnatela" è stato  Ermal Meta, che nel 2016, durante un'intervista, ha dichiarato di essere contento di "rappresentare" il suo Paese, l'Albania, perché attualmente in Italia c'è ancora la tendenza a parlare di questo luogo solo in occasione di crimini commessi dagli albanesi e ciò è ovviamente sbagliato, poiché offende un'intera popolazione e ha affermato, inoltre, che ovunque si possono trovare mele marce, anche nel frutteto più bello e che l'Albania è un pese bellissimo, ricco di arte e cultura.
La scrittrice, vedendo in quest'uomo un simbolo di speranza per chi vive con difficoltà l'essere etichettato con la parola "straniero", decide di ispirarsi a lui per la creazione di una delle tre storie presenti all'interno del manoscritto, che vede protagonista una famiglia albanese ingiustamente accusata di truffa aggravata, solo per aver commesso un reato minore necessario per tentare di aggirare i limiti assai ristretti della discriminazione sociale.
Perseguendo gli ideali di giustizia e dissoluzione da preconcetti e disuguaglianza sociale, si giunge alle altre due narrazioni presenti all'interno del romanzo, che vedono protagonisti un fisico alle prese con una causa legale e una pena da scontare all'interno di una cella, a seguito di un esperimento finito nel peggiore dei modi e un giovane ed insicuro legale, figlio di un affermato avvocato del quale è succube e nutre timore.

La teoria della quarta ragnatela di Yrou potrebbe essere la chiave di risoluzione, non resta che cadere in trappola di tre distinte ragnatele e vedere quale delle due opzioni si realizza, quella che porta alla catarsi o all'autodistruzione?

Tutti meritiamo di essere liberi dalle ragnatele in cui ci imbattiamo nel corso della vita e che sembrano non sparire mai del tutto...

NEL LIBRO
...
Quella splendida trama avvolgerà inestricabilmente una preda, il cui divincolarsi può portare a due destini contrapposti, rimanere sempre più invischiato sino a perdere la propria esistenza, o riuscire a convogliare sufficienti energie per frantumare quella prigione.
Al di là della metafora, Andrea Cangiotti mostra un breve squarcio di vita in cui si intrecciano molte esistenze e dove i pregiudizi sono la materia prima con cui gli uomini, simultaneamente tessitori e vittime, creano ragnatele in cui si imprigionano più o meno coscientemente.
Pregiudizi spesso sciocchi, privi di ogni base o strategia compiuta, ma che proprio per questa caratteristica si impossessano degli esseri umani con soave e letale levità.
...
Una società che ha perso i propri punti di riferimento.
Prefazione di Flavio Vetrano -

LA MIA OPINIONE
"La quarta ragnatela" è quel che si suol dire un libro difficile, la sua lettura è stata letteralmente una sfida per me, a causa delle difficoltà di comprensione riscontrate durante alcuni passi dell'opera, credo di essere ancora troppo limitata per affrontare questioni di così grande rilevanza, tuttavia, tirando le somme, è stato interessante e costruttivo accettare tale competizione e confronto con me stessa. 

Il libro si articola in tre differenti storie, eppure ognuna di esse riesce magicamente ad intrecciarsi con le altre, creando un connubio perfetto di suspense, ricerca di risoluzioni e chiavi di lettura, realizzazione di concetti fondamentali come la giustizia e la dissoluzione dei pregiudizi che da troppo tempo dominano la società, limitandola e liberazione d'animo.
Attraverso questa narrazione si compie un viaggio, che partendo dal passato percorre il presente per giungere sino al futuro, attraverso il quale si ha modo di accompagnare i personaggi sul personale luogo di battaglia, passando da stanze di tribunale a carceri di massima sicurezza.
Un altro viaggio si compie, invece, attraverso le varie tematiche affrontate: la paura, il coraggio, la giustizia, i pregiudizi, la risoluzione, l'amore, la musica, la fisica e la chimica, il diritto, la catarsi...tutte diverse chiavi per differenti mondi, ognuno dei quali offre al lettore molteplici visioni di se stesso, portandolo a sceglierne una sola, quella che gli permetterà di liberarsi della ragnatela in cui è caduto vittima. 

"La quarta ragnatela" è un esperimento, in quanto Andrea Cangiotti amalgama diverse trame, personaggi e catarsi, offrendo così una visione a trecentosessanta gradi delle tematiche da lei affrontate, dando vita ad un romanzo ricco di spunti di riflessione apparentemente contrastanti, che mettono alla prova il lettore, costringendolo a scegliere una via per tentare di divenire libero, esattamente come ci provano Peter, Maren e Michele, i protagonisti indiscussi della vicenda.
Esattamente come quest'ultimo, anche io spero di trovare pace grazie all'amore, perché si sa, tutti noi viviamo con questo, come principale scopo (l'inguaribile romantica e divoratrice di romanzi rosa che è in me si fa sentire anche in questa occasione, ops).
Ritenendomi fiduciosa nei confronti di questa sorta di esperimento sociale sotto forma di romanzo, invito qualsiasi lettore a parteciparvi.

"La quarta ragnatela": un varco per l'universo della fantasia celebrale e un manuale per riuscire finalmente ad abbattere le proprie paure, attraverso una delle vie intraprese dai tre protagonisti di questa narrazione.
A chi assomigliate di più? A Peter, Maren o Michele? 
Non vi resta che immergervi nella lettura e scoprirlo...

IL MIO GIUDIZIO
Le difficoltà di comprensione e di adattamento ad un genere letterario per me del tutto sconosciuto hanno minato questa esperienza letteraria, influendo negativamente sul mio giudizio, riconoscendo però il magnifico lavoro di Andrea Cangiotti e il fatto che, leggendolo tra qualche anno, probabilmente potrò apprezzarlo maggiormente.

Alla prossima recensione! (: