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2022-10-20

REVIEW PARTY: "LOTUS GIRL" di MK SCHILLER

 


Piangere per rinascere...una lacrima di gioia per prendersi cura di un piccolo fiore di loto di carta, edito da Believe Edizioni!

Vivere è equilibrio, sin da piccoli ci viene insegnato a bilanciare il peso in modo da non cadere, anche se qualche ginocchio sbucciato è inevitabile.
Una volta guarito, rimane una cicatrice in ricordo delle prime volte in cui si è sbagliato e si delinea così una linea sottile tra sofferenza e piacere, che non dovrebbe mai essere superata. Esiste davvero un equilibrio tra ambedue?

LA COPERTINA


Potrà mai sopravvivere un fiore di loto delicatissimo tra le mani di un uomo?
È necessario iniziare a vivere, smettendo di sopravvivere, per scoprirlo.

LA TRAMA
Erede di un impero alberghiero internazionale, Liam Montgomery pensa che gli affari siano tutto, ed è così fino al momento in cui, per controllare i suoi affari in Asia, compie un viaggio sotto copertura che gli cambierà la vita.
Cosmopolita com'è, dalle luci brillanti di Mumbai, passando alle tranquille spiagge di Goa, fino ad arrivare alle vivaci strade di New York, Liam non aveva mai incontrato nessuno come la deliziosa Mary Costa.
Non riesce a capire perché una donna tanto educata e delicata lavori come domestica. O come faccia a riaccendere la sua anima d'artista, da tempo sepolta sotto la veste di uomo d'affari.
Molte sono le cose che li separano, specialmente i segreti che, forse, Maria non gli svelerà mai; Liam però non può immaginare la sua vita senza di lei...
Mary sa che il desiderio inaspettato verso Liam deve giungere al termine, anche se la sua dolcezza e la sua voglia di divertirsi la ispirano e riaccendono per la prima volta in vita sua una speranza.
A separarli ci saranno una cupa promessa da mantenere e una serie di esperienze dolorose; nonostante tutto ciò possono sperare in un futuro insieme, anche se questo significa affrontare le cicatrici del passato?

IL LIBRO
Titolo: Lotus Girl
Autrice: MK Schiller
Casa editrice: Believe Edizioni
Pagine: 492
Versione cartacea: € 15,00
Versione digitale: €4,99
Genere: romanzo rosa
Scrittura: il fiore di loto nasce dall’oscurità, per ricordare che ovunque c’è luce e tra queste pagine c’è un bagliore immenso.

LA RECENSIONE
"Lotus Girl" è una storia di rinascita e rivincita.

Liam Montgomery è una giovane ape operaia dedita al lavoro, unica via di fuga da una vita che gli sta stretta e che hanno scelto altri per lui.
Affascinato dall’arte in ogni sua forma, la carriera da pittore è stata troncata sul nascere dopo una catastrofica prima mostra, dove l’unico compratore di una delle sue opere è stato il padre.
Riposti i pennelli e le tele nel dimenticatoio e una volta indossato camicia e cravatta, Liam non si è mai più concesso di evadere dalla grigia realtà abbozzando macchie di pittura qua e là...fino a quando, per motivi lavorativi, la tavolozza di colori dell’India non ha catturato il suo sguardo, donandogli nuovamente ispirazione.

Mary Costa è un fiore di loto sbocciato nel bel mezzo della fanghiglia, senza cure e attenzioni, irresistibile per la sua linfa pura.
Relegata in una vita da cameriera ai piani di un prestigioso hotel di lusso a Jaipur, nonostante il suo talento nelle lingue straniere e il suo intelletto, le giornate trascorrono tutte uguali, nell’ombra di un passato che non le permette di sbocciare altrove...almeno fino a quando, senza nemmeno sapere lei come, non si ritrova a inseguire l'amore letteralmente dall'altra parte del globo.

Un viaggio nella magnifica India e nel Paese delle seconde occasioni, all’insegna di un gioco pericoloso che potrebbe però essere l’unica ancora di salvezza per due anime che forse torneranno a respirare, solo se insieme. 

Occorre lavorare su se stessi e migliorarsi costantemente per conoscere il proprio io e vivere nel presente.
Occorre amarsi prima di farsi amare, perché non è un’altra persona a salvarci, ma a scegliere di amarci dopo essere rinati dalla cenere, con le sole proprie forze.

NEL LIBRO
"L'India è stata la sua ultima fermata. Preparò alcuni piatti tradizionali indiani.
Ma preparò un piatto molto speciale...un dessert.
La torta combinava sapori di ogni paese che aveva visitato.
Ebbi la fortuna di vedere la sua preparazione. Quindi versò questo miele sopra la torta. Una sola e lenta pioggia. Non l'avevo mai assaggiato, eppure ne ero già dipendente. Sciocco, vero?"
"Non è affatto sciocco." Diavolo, aveva appena descritto il modo in cui mi sentivo di fronte a lei.
"La chef Dakata ha detto che era l'ingrediente più peccaminoso e decadente che avesse mai incontrato.
Successivamente, mi venne affidato il compito di pulire la cucina. C'era ancora del miele rimasto nella tazza che aveva usato."
"E l'hai provato?"
Il rossore cremisi le attraversò la pelle. "Leccai la tazza, Liam. Leccai la tazza per pulirla."
"Suppongo che tu sia rimasta delusa dopo tutta quella pubblicità?"
"Al contrario. Non ho mai assaggiato niente di così delizioso in tutta la mia vita."
"Non riesco a capire cosa centri con..."
Mi mise il dito contro la bocca. "Nei mesi seguenti, mi ritrovai a desiderarlo di nuovo. Non sono mai stata una grande fan dei dolci, ma ne cominciai ad acquistare molti solo per ricreare quella sensazione del miele che si scioglie sulla lingua.
Niente reggeva il confronto, niente che ci si fosse mai nemmeno avvicinato."
"Ho davvero bisogno che arrivi al punto. Ora."
"Non capisci, Liam? Sarebbe stato più saggio non averlo mai assaggiato.
Non potevo desiderare ciò che non avevo. Anche adesso ho una fame folle.
Non fame, sete. Come se fosse l'unica cosa che potesse dissetarmi.
Tuttavia, se fossi in grado di ottenerne una caraffa, non sarebbe abbastanza. Capisci?"
Aveva perfettamente senso. Ma a differenza di lei, non potevo razionalizzarlo.
Volevo troppo quel miele per pensare a quanto sarebbe stata amara la mia vita una volta assaporato. "Si."
Mi appoggiò la testa contro il petto.
Rimanemmo entrambi in silenzio per qualche istante.

LA MIA OPINIONE
Tornare con il naso nei libri, dopo mesi di astinenza dal loro profumo, è stato come per Mary assaporare un altro cucchiaino di quel miele pregiato e ringrazio Believe Edizioni per avermi permesso di assaggiare questa linfa.

Caspita...sono arrugginita!
Ci sarebbe un'infinità di parole da utilizzare per descrivere "Lotus Girl", eppure nemmeno una sembra abbastanza appropriata per le emozioni che ne suscita la sua lettura.

L'India, tralasciando le foto instagrammabili del web, incute timore e a tratti scetticismo ed è esattamente ciò che si prova varcata la soglia delle pagine di questo romanzo.
Tuttavia basta una frazione di secondo per entrare in contatto con l'essenza più profonda di ciò che non si conosce e il gioco è fatto...un fiore sboccia e ce ne si prende cura, non abbandonandolo mai e credetemi, allo stesso modo non vorrete chiudere il libro finché non l'avrete terminato.

Troppo spesso si associa l'amore all'intenzione di voler aggiustare un cuore, facendo così sparire qualsiasi dolore, dimenticando che un fiore di loto cresce nelle tenebre e nei posti più sporchi esistenti, sbocciando dall'acqua candido e puro.
Bisogna forse conoscere il dolore, per poter riconoscere il piacere.

IL MIO GIUDIZIO




 





Alla prossima recensione!



2021-07-25

REVIEW PARTY: "L'ALCHIMIA DEGLI OPPOSTI" di LUCIA GUGLIELMINETTI E FEDERICA SOPRANI



Un bel sorriso, mostrando i canini scintillanti, per festeggiare la nuova uscita edita Sága Edizioni!

Il segreto per condurre un'esistenza felice è desiderare nulla di meno di ciò che si ha e possedere l'immortalità può forse rendere felici noi vili umani, ma qualche vampiro potrebbe non pensarla allo stesso modo...

LA COPERTINA

Essere costretti a vivere la propria vita in solitudine, bloccati nell'istante prima di esalare l'ultimo respiro, non è ciò che di più bello al mondo si possa desiderare.
Un vampiro non dovrebbe provare emozioni, dopotutto non rimane più nulla della sua anima, almeno quella è potuta sfuggire all'eternità...ma quando, pur non respirando, si sospira dinanzi a un'altra creatura orribile, cosa può voler dire? 
Forse non tutti gli organi hanno cessato la loro funzione durante la metamorfosi, il cuore attendeva una ragione valida per battere ancora una volta o una persona speciale.

LA TRAMA
Londra, una sera qualunque.
Due antichi vampiri si ritrovano per caso nello stesso locale notturno, uno dei tanti che bazzicano per attenuare la noia di un’esistenza interminabile.
Guillaume de Joie, francese, bello e letale come una meravigliosa pianta carnivora.
Raistan Van Hoeck, olandese, affascinante, feroce, del tutto imprevedibile, e ancora così spaventosamente legato alle passioni umane.
Guillaume non si può sottrarre a una sfida così irresistibile.
Dopo un primo, tempestoso incontro, i due immortali si rendono conto che c’è qualcosa nell’altro che stuzzica la rispettiva curiosità e decidono di approfondire la conoscenza. Scopriranno così un bisogno reciproco che nessuno dei due è disposto ad ammettere. Riusciranno a mettere a tacere i fantasmi del passato che li vogliono condannati alla solitudine eterna?
Tra spaventose disavventure nel mondo degli umani e le insidie della politica vampira, i primi cinque racconti di una vicenda in cui l’alchimia è tutto.

IL LIBRO
Data di uscita: 23 luglio 2021
Titolo: L'alchimia degli opposti
Autrici: Lucia Guglielminetti e Federica Soprani
Editore: Sága Edizioni
Collana: Camelot
Pagine: 400
Versione cartacea: €19,90
Versione digitale: - 
Genere: narrativa fantastica, m/m romance
Scrittura: i canini stanno perforando la candida e morbida pelle del collo e, mentre il sangue scorre a fiotti dritto in gola, le immagini di un ricordo lontano compaiono dinanzi agli occhi socchiusi e in quel preciso istante un legame indissolubile si crea tra due persone che, seppur non conoscendosi, hanno scovato l'uscio accostato che consente l'accesso all'ultimo briciolo di umanità rimasto a chi, di umano, non possiede più nulla.
Non sono un vampiro, eppure sono entrata nell'anima delle due penne che hanno descritto un momento così intimo e irreale, per quanto realmente agognato da chi vorrebbe davvero conoscere a fondo la propria persona.

LA RECENSIONE
"L'alchimia degli opposti" è l'inutile vivere morendo, che diviene degno di essere vissuto, pur consapevoli di ciò che ci aspetta quando le lancette smetteranno di tichettare.

Guillaume de Joie è un vampiro che sorseggia champagne, in compagnia di belle donne e affascinanti uomini, d'altronde perché dovrebbe negarsi a qualcosa quando i piaceri della vita sono tutto ciò che gli rimane di quella parola senza senso?
Possedere lo charme e l'educazione francesi non gli sono di aiuto quando la solitudine lo schiaccia, mettendolo all'angolo di un'esistenza condotta già di per sé in penombra, lontano da sguardi indiscreti e curiosi.

Raistan Van Hoeck è un vampiro che sorseggia vodka, rigorosamente da solo, dopotutto è condannato alla solitudine e arrendersi all'inevitabile è l'unico modo per sopravvivere.
I tratti olandesi lo rendono una creatura irresistibile, senza che lui nemmeno se ne accorga, pronta a dare in incandescenza in qualsiasi momento perché, in una vita senza fine, tutto è concesso, persino nutrirsi davanti allo sguardo stupefatto dell'ennesimo insulso umano.

Il locale notturno Steel Flamingo, relegato in uno dei tipici sobborghi di Londra, sembra essere il luogo adatto per sbronzarsi dopo una notte a caccia, insoddisfacente per Raistan ma propizia per Guillaume.
Fiumi di alcool, musica a tutto volume e fiotti di sangue che scorrono dentro migliaia di corpi ammassati e sudaticci in mezzo ad una pista da ballo, che funge da vetrina per due dei vampiri più antichi del mondo e affamati...e uno sguardo.

Non appena gli occhi dell'immortale francese vengono catturati dal volto rigido e dagli atteggiamenti furiosi di un affascinante ragazzo, Guillaume è consapevole che quell'incontro fortuito non potrà considerarsi un episodio isolato, ma una serie di vicissitudini che scuoteranno il noioso susseguirsi dei giorni nella City.
Raistan, d'altro canto, non sopporta quello sguardo fisso su di sé e vuole solo annegare i suoi dispiaceri nell'alcool e nel sangue di un umano a caso che attira il suo olfatto senza però permettersi di mancare di rispetto a quella creatura immortale, molto più antica di lui.

Le buone intenzioni di Guillaume e Raistan vanno a farsi benedire, quando senza un senso logico, si ritrovano a salvare una donzella da un molestatore che finisce privo di vita a terra e in un cubicolo del bagno con la donna in pericolo.
Van Hoeck inizia ad averne abbastanza di quella checca francese che continua a stargli tra i piedi e che pretende persino di condividere un pasto ed escogita un piano per incastrarlo per l'omicidio dello stupratore, lasciandolo in balia di un gruppo di omoni inglesi decisamente arrabbiati e desiderosi di fare le veci della giustizia.
Il pentimento giunge svoltato l'angolo del locale e, in sella alla sua moto, decide di aspettare Guillaume per trarlo in salvo e offrigli un passaggio a casa, se uscirà vivo da quel bagno puzzolente.

La serata di Raistan e Guillaume si protrae fino alle prime luci dell'alba, in mezzo a fiori e piante nei Kew Gardens e, complice la magia della flora londinese, Raistan si abbandona agli impulsi primari del suo corpo freddo e rigido, finendo per intrufolarsi nei ricordi più reconditi del Fiorellino francese, succhiandogli la vitalità dal collo invitante.
Da quel preciso istante, i due vampiri sono legati per l'eternità e la solitudine non è più una condanna da fronteggiare secolo dopo secolo, perché ovunque saranno sapranno ritrovarsi.

Guillaume e Raistan sono così diversi...riuscirà la loro alchimia a sopravvivere al terrificante mondo umano, alle leggi di quello vampiresco e alle creature che si celano nell'ombra?

NEL LIBRO
Un vampiro desiderò ciò che aveva desiderato da quando poteva ricordare, da quando la sua esistenza era divenuta quell’inutile morire vivendo.
Che la notte non finisse mai.
...
Sollevò una mano e l'affondò nella massa ancora umida dei capelli di Raistan.
Amico. Amante. Compagno. Suo.
Parole, parole che potevano aver senso per gli umani, così ossessionati dal dover dare un nome a ogni cosa. Come se imporre un nome potesse rimandare l'inevitabile, impedire alle cose di finire, ingannare il tempo.
Per chi, come loro, si faceva beffe della morte, non erano che suoni scagliati nell'indifferenza siderale, destinati a spegnersi senza lasciare eco.

LA MIA OPINIONE
Ho un debole per le creature vampiresche, le leggi che disciplinano la loro irruente esistenza e i rapporti che sono in grado di instaurare, pur non possedendo un cuore palpitante e un'anima in grado di provare emozioni umane.
Raistan e Guillaume non sono vampiri da quattro soldi o da pellicola smielata, piuttosto delle figure sovrannaturali spietate e assetate di sangue che non ponderano la loro sete in base all'umano innocente o con cui hanno un legame che gli si para dinanzi, quando i loro canini spuntano lucenti dalle loro bocche rosee.

Trovo affascinante come, da delle menti malate (ognuno possiede qualche porzione di emisfero celebrare oscuro), nel corso della storia sia nata una realtà sovrannaturale in cui i vampiri conducono la loro eterna esistenza nel mezzo di quella dell'umanità e che possiedano un codice scritto che, pur in balia degli istinti, gli conferisca dei paletti da non oltrepassare per consentire il quieto vivere della loro specie e di chissà quale altre strambe e di cui noi comuni mortali non siamo nemmeno ancora a conoscenza.

"L'alchimia degli opposti" non racconta del legame di due vampiri appartenenti entrambi al genere maschile, ma narra di un mondo come il nostro abitato da creature leggermente diverse, ponendo al centro di questo mappamondo il filo che lega i canini di due uomini che non sono solo amanti, ma l'essenza stessa di cui hanno bisogno entrambi per non impazzire, strappando insieme l'ennesima pagina di calendario del giorno appena trascorso di un altro secolo passato a guardare il sole sorgere e poi tramontare.

Non sono un vampiro e quindi non sarò mai in grado di comprendere cosa significhi realmente la parola eternità, ma in fondo è solo una parola in mezzo a tante altre e come tale priva di un senso...ciò che conta sono Raistan e Guillaume, che ogni notte sparano alle stelle, distesi sull'erba dei Kew Gardens.

IL MIO GIUDIZIO



Alla prossima recensione!

2021-05-06

REVIEW PARTY: "COME LE ALI DEL PETTIROSSO" di GIORDANO A. RICCI

Lamiavitasonoilibri


I palloncini ci sono, è giunta l'ora di celebrare la prima uscita edita Sága Edizioni! (:

Casa è semplicemente un momento da cui non vi è bisogno di fuggire.
Ancora non se ne parla abbastanza purtroppo, ma il Venezuela sta morendo e gli attimi felici sono ormai un lontano ricordo da cui per molti è stato necessario allontanarsi prima di rimetterci le penne, come un povero pettirosso finito sfortunatamente nelle grinfie del gatto.

LA COPERTINA



Lo sguardo perso nel passato, la voce sommessa per trattenere le emozioni contrastanti e un silenzio che urla mentre la mano stringe una fragile vita, strappandola dalla morte e allontanandola da ciò che ama.
Forse un grazioso pettirosso tornerà ad abitare i rami di un albero, cambiando la vita di un essere umano, probabilmente dello stesso che ha reso possibile che l'uccellino continui a cinguettare...

LA TRAMA
Augusto è un uomo metodico e ordinato, nella cui vita non c'è spazio per i sentimenti.
Così, mentre lui crea sempre più barriere con le emozioni, gli anni passano. Rodica, la sua governante, prova a mostrargli che ci sono attimi, situazioni e momenti che non tornano più, ma Augusto non vuole rivivere quello che è stato con Jelena: un amore sospeso.
Le giornate trascorrono tutte uguali tra studio e lezioni in università - e discussioni con Rodica -, quando nella quotidianità di Augusto incombe l'ombra del passato: il Venezuela, le sue origini, lo richiamano come un canto urgente e misterioso.
Solo Augusto deve scegliere cosa fare: se seguire il suo istinto e abbattere la barriera dei sentimenti o rifugiarsi ancora una volta nella razionalità.

IL LIBRO 
Titolo: Come le ali del pettirosso
Autore: Giordano Alfonso Ricci
Editore: Sága Edizioni
Collana: Thalia
Pagine: 486
Versione cartacea: €15,90
Versione digitale: €3,99
Genere: narrativa generale
Scrittura: un allegro cinguettio, proveniente dalle pagine di carta anziché da un groviglio di rami, mi ha cambiata irrimediabilmente conducendomi in un viaggio dove la sopravvivenza viaggia di pari passo con l'amore per i propri cari, siano questi nostri familiari o meno.
La penna di Giordano Ricci ha scritto un libro per la vita perché, che ci si trovi in cammino verso il confine con la Colombia o si stia semplicemente percorrendo il sentiero della propria esistenza, le sfide da affrontare sono le medesime.

LA RECENSIONE
"Come le ali del pettirosso" è il rumore dei passi che ripercorrono le orme lasciate in precedenza dagli stessi piedi o da altri con una loro storia da raccontare, per tornare indietro e scegliere la strada giusta.

Augusto D.B. è un uomo che si pone molte domande, illudendosi di possedere ogni risposta e anche qualcuna di più grazie all'esistenza delle semplici parole che lui possiede totalmente e con le quali gli è possibile ingannare tutti, persino se stesso.
Rodica, la sua governante di origini rumene, è forse l'unica a non pendere dalle labbra del venezuelano trapiantato in terreno romano; sarà perché parlano due lingue diverse o forse perché Augusto non è poi così convincente nelle vesti di uomo cinico, apatico e restio a qualsiasi genere di legame affettivo.

A sconvolgere l'intera esistenza di Augusto ed ogni suo credo è, ironia della sorte, proprio una donna, Anna Marini, che lo mette davanti ad una cruda realtà.
L'uomo non è mai stato in grado di chiudere definitivamente nessuna porta e la soglia di un passato molto importante è appena stata nuovamente spalancata, dopo essere rimasta accostata per ben venticinque anni.
Augusto D.B. è padre, di una certa Mila nata altrettanti anni prima e che ora si trova dietro le sbarre di un carcere venezuelano e nonno, di Elena che ad appena tre anni è sola e si trova in una parrocchia di Caracas in attesa di essere data in affido.
Eppure Jelena anni prima, guardandolo negli occhi, gli aveva giurato che fosse tutto a posto...evidentemente il ragazzino di molto tempo fa non aveva conferito significato ed importanza corretti a quella frase, peccato non sia possibile domandarli nuovamente alla donna, deceduta quattro anni prima in un incidente stradale a Berlino.

Augusto, dopo tale scoperta, non è più in possesso di alcuna certezza.
Mila ed Elena potrebbero non essere davvero sue parenti e dunque l'intera vicenda potrebbe non riguardarlo per niente ma, indipendentemente dal patrimonio genetico, l'uomo è in dovere con la prima donna e forse l'unica che abbia mai amato.
Salvare una giovane dalle sbarre dell'INOF (Istituto Nacional de Orientamento Feminina, a Los Teques) e una bimba dall'incertezza di un futuro è il minimo che Augusto possa fare nei confronti del suo primo amore.
Il rumore della zip del trolley che viene chiusa, precede il ronzio del motore dell'aereo che lo porterà alle radici e a scontrarsi con una verità che nessun giornale o rete televisiva racconta.
Il Venezuela non è più il Paese che Augusto salutò anni prima e Mila ed Elena non sono più le uniche ad essere in pericolo...ora lo è anche lui.

Eseguire un test di paternità pare insensato da quando l'uomo ha poggiato i propri piedi sul suolo venezuelano, scegliendo di risalire la china per tornare sui suoi passi e cercare di cambiare il cammino intrapreso, per conferire nuovo significato alla propria vita.
Augusto è disposto a tutto per scagionare Mila, accusata di essere in possesso di droga ai controlli dell'aeroporto prima di salire su un volo per Milano e per assicurarsi la tutela di Elena, accudita da alcune suore e da Padre Mariano che mette la dimora del Signore a disposizione dei bisognosi.
Una mazzetta di dollari, illegali in Venezuela seppur l'unico denaro che conta, e un coniglietto di pezza sono le uniche armi di cui dispone per incontrare le due donne che ormai fanno parte della sua vita.
Da quelli ad una Glock nascosta dietro la schiena, sotto alla maglietta, è un attimo...

La vita offre sempre una seconda occasione per non commettere i medesimi errori, Augusto ha imparato da questi ed è pronto ad affrontare il giusto cammino, insieme ai caminantes alla volta della salvezza, illegale o meno che sia, abbracciando una giovane donna per scaldarla dal gelo sprezzante delle Ande e mettendosi in spalle uno scricciolo che lascia orme piccolissime sul terreno.

NEL LIBRO
A volte succedono cose che cambiano destini che sembrano già scritti.
Il suo lo aveva disegnato da solo.
Si era barricato dietro il bisogno di sopravvivere, perché l'amore che non aveva lasciato libero, in seguito lo avrebbe dapprima inseguito, poi di nuovo maledetto.
L'ultima volta decise che l'amore in fondo era una cosa inutile.
Una roba a tempo che ha una parabola e che inevitabilmente spegne le sue passioni prima o poi.
Aveva dedotto che l'uomo alla fine, anche il più straordinario, finisce per triturare ogni cosa nella ripetitività delle cose quotidiane. E scelse per lui il destino del deserto dei sentimenti.

LA MIA OPINIONE
L'inchiostro della penna di Giordano Ricci non ha macchiato solamente le pagine del libro, bensì anche la mia anima e ogni singola frase è incisa nel cuore, laddove non sbiadirà mai.

"Come le ali del pettirosso" è un esperimento, chiunque lo leggerà percorrerà il proprio cammino, in compagnia di Augusto D.B. e avrà modo di comprendere se è troppo tardi per scegliere di cambiare percorso o se invece potrà disporre di una seconda occasione e di una mano da afferrare nella solitudine della riflessione sulla propria vita.

Sfogliare cinquecento pagine è stato un viaggio, non ancora giunto al termine nemmeno voltata l'ultima pagina.
Ho avuto in tasca migliaia di dollari con la paura mi venisse tagliata la gola, ho avuto il terrore di non sentire l'allarme che precede la chiusura delle sbarre, ho visto gli occhi sbarrati di Mila quando veniva maltrattata dalle altre detenute, ho trattato con la malavita venezuelana per ottenere favori che chiamati in altro modo costituiscono reati, ho mangiato arepas e al tempo stesso razionato cibo e vivande, ho tenuto le dita sul grilletto di una pistola, ho sentito il rumore che producono i denti quando battono per il freddo, ho lottato per la salvezza e mi sono sentita viva.
Non si tratta quindi del mio genere letterario favorito, ma di un libro che mi accompagnerà nella vita, molto meglio direi e ho avuto comunque il mio finale Harmony, niente male quindi!

Giordano Ricci, in questo libro, vuole rinchiudere la scomoda verità taciuta del Venezuela, affrontare i risultati frutto delle nostre scelte, non per forza sbagliate e rendere noto come male e bene spesso si fondano, sino a divenire indistinguibili.
Tra le righe, poi, si trovano le piccole cose e sono proprio quelle a legare il tutto e a dare un senso profondo ad una narrazione che altro non è che la realtà che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno.

Ho promesso, insieme a Elena, di non piangere e ho versato solo qualche lacrima...giusto qualcuna.

IL MIO GIUDIZIO



 







Alla prossima recensione!