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2022-02-14

SPECIALE SAN VALENTINO: "C'E' UN TEMPO PER AMARE" di REBECCA SMITH

Buon San Valentino adorati lettori! く3

C'è un tempo per ogni cosa.
La sabbia della clessidra scende lentamente, ma non abbastanza da permettere a due anime di vivere in simbiosi affinché esse non si spegneranno entrambe, nel medesimo istante.


LA COPERTINA



Cupido sa di avere poco tempo e, brandendo una freccia rossa, sceglie il prossimo bersaglio verso cui lanciarla...un cuore in frantumi che necessita di una seconda occasione per tornare a battere.

LA TRAMA
Può un dolore spingerti a rivalutare convinzioni e certezze?
Quando le strade di Erminia e Cristiano si incontrano di nuovo, lei è costretta a fare conti con un passato che non è riuscita a scordare e un presente che sconvolgerà la sua vita.
L’amore potrebbe essere l’unica cosa in grado di salvarla…
Erminia sarà pronta a perdonare e aprire di nuovo le porte del suo cuore?

IL LIBRO
Data di uscita: 1 febbraio 2022
Titolo: C'è un tempo per amare
Autrice: Rebecca Smith
Editore: Sága Edizioni
Collana: Afrodite
Pagine: 220 
Edizione cartacea: €17,00
Edizione digitale: €3,99
Genere: romance
Scrittura: il tempo scorreva incessante, così come le lacrime sulle gote ad ogni pagina voltata.
Ciascun pezzetto di cuore è tornato al proprio posto.

LA RECENSIONE
"C'è un tempo per amare" è un frammento di gioia dopo una valanga di dolore, la scintilla di un amore senza tempo e confini.

Erminia Varriale lotta con tutte le sue forze contro una battaglia, che non è la sua.
Varcata la soglia del reparto di Oncologia di uno degli ospedali di Milano, ogni suo incubo ha preso forma, fagocitandola nel dolore immenso che scruta nelle iridi spente della madre, ridotta a un corpo non più padrone della propria anima.
L'aria sfugge dai deboli polmoni di Ottavia, consumata da un tumore all'ultimo stadio che non le permette di scovare la via d'uscita in quel labirinto di corridoi colmi di malati.
E, allo stesso modo, anche Minnie è incapace di esalare un respiro, costringendosi a trattanerlo il più possibile, cosciente che possa essere l'ultimo insieme alla sua mamma.
Quel letto d'ospedale non le ricorda solo quanto la sabbia all'interno della clessidra scenda veloce, ma anche il camice bianco che, anni prima, ha accettato di prendersi cura del suo cuore, per poi gettarlo via dopo averlo auscultato e compreso che fosse decisamente troppo bisognoso di attenzioni e cure costanti.

Cristiano Brambilla, indossato il fonendoscopio al collo, lotta ogni giorno contro la più malvagia sconfitta al mondo, la morte.
Varcata la soglia della stanza di una paziente, un numero come tutti gli altri, le iridi grigi dell'uomo si specchiano in quelle della donna che un tempo amava.
Il tempo si attorciglia, proprio come la forma dell'orologio a sabbia, stritolandogli il cuore in una morsa di dolore e consapevolezza.
La sua dolce Minnie, perché ha sempre continuato ad appartenerle anche dopo la sua scelta egoistica di abbandonarla in favore di una carriera fiorente, è in difficoltà e lui non intende tirarsi indietro, a costo di limitarsi a prestare i propri servizi medici in favore di sorreggerla sul limite del baratro in cui si trova.

La morte dovrebbe essere dignitosa e pacifica, motivo per cui Ottavia viene spostata nel reparto dell'hospice, dove ci si approccia a cure mediche palliative in favore di una parvenza di lucidità che consenta di poter pronunciare un arrivederci a ciò che ci si lascerà indietro, senza potersi voltare un'ultima volta.
Le lancette scorrono troppo velocemente ed Erminia deve scegliere di lasciar andare sua mamma, cosciente che il suo cuore porterà sempre l’impronta delle sue mani ormai pallide e fredde.
Un'ultima stretta amorevole e i passi di Ottavia si allontanano da quelli di una figlia che lascia accanto a chi non ha mai smesso di amarla, Cris.

Prima di serrare le palpebre alla madre di Minnie, il giovane medico le ha promesso che resterà sempre accanto alla figlia, qualsiasi cosa accada...senza prevedere quanto quelle parole sarebbero state difficili da convertire in fatti concreti.
Aiutare Erminia a rialzarsi, infatti, non è per niente una facile impresa, dal momento che si ritrova affiancata dall'uomo che anni prima le ha distrutto il cuore, lo stesso organo che ha smesso di battere insieme a quello di Ottavia.
Talvolta, prima che un po' di luce riesca ad illuminare tutto il buio intorno, bisogna attendere stesi sul fondo e Cristiano si ritrova a sdraiarsi affianco al corpo della donna che vuole rendere felice, offrendole la mano quando e se si sentirà pronta a riemergere.

La sabbia sta per terminare, accumulata sul fondo del vaso conico inferiore, ne rimangono pochi granelli in superficie.
Cris ausculta il cuore di Minnie, in attesa che torni a battere prima che il tempo scada.

NEL LIBRO
"Sarò con te. La mano che tiene la tua per non farti cadere.
Le braccia che ti prendono al volo.
Le gambe che ti sostengono.
E soprattutto sarò il cuore che batte per te, a ogni tuo respiro, per ogni tuo sogno, per ogni tuo desiderio." dico fissandola in quegli occhi che tanto amo e non voglio mai più vedere piangere.

"Grazie" replica lei con la voce incrinata.
"Per averci creduto allora e anche adesso.
Per non aver mollato. Per aver insistito ed essermi rimasto vicino anche da lontano, per avermi teso la mano e avermi abbracciata anche quando non lo meritavo."

"Non dire così, io volevo starti vicino e tu...ho sempre saputo che per vincere il tuo cuore avrei dovuto attraversare l'inferno.
Che avrei dovuto dimostrarti che puoi contare su di me e che non vado via.
Non questa volta."

LA MIA OPINIONE
La penna di Rebecca Smith è quella scintilla di gioia e speranza che si radica, insieme all'inchiostro delle parole, nelle crepe di un cuore malandato ma in via di guarigione grazie al collante che tiene unite due persone, anche dopo la morte.

Vivere la morte è un'esperienza che, inevitabilmente, sfiora qualunque essere umano e non vi è fine più dolorosa di quella che coglie alla sprovvista i cuori a cui si tiene e che ci si impegna a maneggiare con cura affinché non cadano, quando basta un secondo per strapparli dalla presa ferrea e stritolarli, privandoli dell'energia vitale.
Si resta in vita comunque, anche quando viene tolta una parte vitale di se stessi.
Il tramonto dell'esistenza non rivolge gli ultimi raggi a chi sta per scomparire dietro l'orizzonte, ma a chi ne è spettatore e, voltandosi, non troverà più quella persona al proprio fianco.

Quando le forze vengono meno e le gambe non sorreggono più il peso del dolore, le ginocchia si poggiano per terra ed è allora che la promessa di Cristiano ad Ottavia acquisisce valore.
Servono sempre un paio di braccia pronte a sorreggere un corpo in caduta.
C'è sempre bisogno di un cuore che batte allo stesso ritmo del proprio.

IL MIO GIUDIZIO


C'è un tempo per amare, con un cornetto e un caffè da asporto in mano, alle prime luci dell’alba sotto casa di chi si ama, dopo un turno di dodici ore tra le corsie di un ospedale dove il dolore è la prescrizione più comune e la gioia dei piccoli momenti la ricetta.


Alla prossima recensione!

2021-07-25

REVIEW PARTY: "L'ALCHIMIA DEGLI OPPOSTI" di LUCIA GUGLIELMINETTI E FEDERICA SOPRANI



Un bel sorriso, mostrando i canini scintillanti, per festeggiare la nuova uscita edita Sága Edizioni!

Il segreto per condurre un'esistenza felice è desiderare nulla di meno di ciò che si ha e possedere l'immortalità può forse rendere felici noi vili umani, ma qualche vampiro potrebbe non pensarla allo stesso modo...

LA COPERTINA

Essere costretti a vivere la propria vita in solitudine, bloccati nell'istante prima di esalare l'ultimo respiro, non è ciò che di più bello al mondo si possa desiderare.
Un vampiro non dovrebbe provare emozioni, dopotutto non rimane più nulla della sua anima, almeno quella è potuta sfuggire all'eternità...ma quando, pur non respirando, si sospira dinanzi a un'altra creatura orribile, cosa può voler dire? 
Forse non tutti gli organi hanno cessato la loro funzione durante la metamorfosi, il cuore attendeva una ragione valida per battere ancora una volta o una persona speciale.

LA TRAMA
Londra, una sera qualunque.
Due antichi vampiri si ritrovano per caso nello stesso locale notturno, uno dei tanti che bazzicano per attenuare la noia di un’esistenza interminabile.
Guillaume de Joie, francese, bello e letale come una meravigliosa pianta carnivora.
Raistan Van Hoeck, olandese, affascinante, feroce, del tutto imprevedibile, e ancora così spaventosamente legato alle passioni umane.
Guillaume non si può sottrarre a una sfida così irresistibile.
Dopo un primo, tempestoso incontro, i due immortali si rendono conto che c’è qualcosa nell’altro che stuzzica la rispettiva curiosità e decidono di approfondire la conoscenza. Scopriranno così un bisogno reciproco che nessuno dei due è disposto ad ammettere. Riusciranno a mettere a tacere i fantasmi del passato che li vogliono condannati alla solitudine eterna?
Tra spaventose disavventure nel mondo degli umani e le insidie della politica vampira, i primi cinque racconti di una vicenda in cui l’alchimia è tutto.

IL LIBRO
Data di uscita: 23 luglio 2021
Titolo: L'alchimia degli opposti
Autrici: Lucia Guglielminetti e Federica Soprani
Editore: Sága Edizioni
Collana: Camelot
Pagine: 400
Versione cartacea: €19,90
Versione digitale: - 
Genere: narrativa fantastica, m/m romance
Scrittura: i canini stanno perforando la candida e morbida pelle del collo e, mentre il sangue scorre a fiotti dritto in gola, le immagini di un ricordo lontano compaiono dinanzi agli occhi socchiusi e in quel preciso istante un legame indissolubile si crea tra due persone che, seppur non conoscendosi, hanno scovato l'uscio accostato che consente l'accesso all'ultimo briciolo di umanità rimasto a chi, di umano, non possiede più nulla.
Non sono un vampiro, eppure sono entrata nell'anima delle due penne che hanno descritto un momento così intimo e irreale, per quanto realmente agognato da chi vorrebbe davvero conoscere a fondo la propria persona.

LA RECENSIONE
"L'alchimia degli opposti" è l'inutile vivere morendo, che diviene degno di essere vissuto, pur consapevoli di ciò che ci aspetta quando le lancette smetteranno di tichettare.

Guillaume de Joie è un vampiro che sorseggia champagne, in compagnia di belle donne e affascinanti uomini, d'altronde perché dovrebbe negarsi a qualcosa quando i piaceri della vita sono tutto ciò che gli rimane di quella parola senza senso?
Possedere lo charme e l'educazione francesi non gli sono di aiuto quando la solitudine lo schiaccia, mettendolo all'angolo di un'esistenza condotta già di per sé in penombra, lontano da sguardi indiscreti e curiosi.

Raistan Van Hoeck è un vampiro che sorseggia vodka, rigorosamente da solo, dopotutto è condannato alla solitudine e arrendersi all'inevitabile è l'unico modo per sopravvivere.
I tratti olandesi lo rendono una creatura irresistibile, senza che lui nemmeno se ne accorga, pronta a dare in incandescenza in qualsiasi momento perché, in una vita senza fine, tutto è concesso, persino nutrirsi davanti allo sguardo stupefatto dell'ennesimo insulso umano.

Il locale notturno Steel Flamingo, relegato in uno dei tipici sobborghi di Londra, sembra essere il luogo adatto per sbronzarsi dopo una notte a caccia, insoddisfacente per Raistan ma propizia per Guillaume.
Fiumi di alcool, musica a tutto volume e fiotti di sangue che scorrono dentro migliaia di corpi ammassati e sudaticci in mezzo ad una pista da ballo, che funge da vetrina per due dei vampiri più antichi del mondo e affamati...e uno sguardo.

Non appena gli occhi dell'immortale francese vengono catturati dal volto rigido e dagli atteggiamenti furiosi di un affascinante ragazzo, Guillaume è consapevole che quell'incontro fortuito non potrà considerarsi un episodio isolato, ma una serie di vicissitudini che scuoteranno il noioso susseguirsi dei giorni nella City.
Raistan, d'altro canto, non sopporta quello sguardo fisso su di sé e vuole solo annegare i suoi dispiaceri nell'alcool e nel sangue di un umano a caso che attira il suo olfatto senza però permettersi di mancare di rispetto a quella creatura immortale, molto più antica di lui.

Le buone intenzioni di Guillaume e Raistan vanno a farsi benedire, quando senza un senso logico, si ritrovano a salvare una donzella da un molestatore che finisce privo di vita a terra e in un cubicolo del bagno con la donna in pericolo.
Van Hoeck inizia ad averne abbastanza di quella checca francese che continua a stargli tra i piedi e che pretende persino di condividere un pasto ed escogita un piano per incastrarlo per l'omicidio dello stupratore, lasciandolo in balia di un gruppo di omoni inglesi decisamente arrabbiati e desiderosi di fare le veci della giustizia.
Il pentimento giunge svoltato l'angolo del locale e, in sella alla sua moto, decide di aspettare Guillaume per trarlo in salvo e offrigli un passaggio a casa, se uscirà vivo da quel bagno puzzolente.

La serata di Raistan e Guillaume si protrae fino alle prime luci dell'alba, in mezzo a fiori e piante nei Kew Gardens e, complice la magia della flora londinese, Raistan si abbandona agli impulsi primari del suo corpo freddo e rigido, finendo per intrufolarsi nei ricordi più reconditi del Fiorellino francese, succhiandogli la vitalità dal collo invitante.
Da quel preciso istante, i due vampiri sono legati per l'eternità e la solitudine non è più una condanna da fronteggiare secolo dopo secolo, perché ovunque saranno sapranno ritrovarsi.

Guillaume e Raistan sono così diversi...riuscirà la loro alchimia a sopravvivere al terrificante mondo umano, alle leggi di quello vampiresco e alle creature che si celano nell'ombra?

NEL LIBRO
Un vampiro desiderò ciò che aveva desiderato da quando poteva ricordare, da quando la sua esistenza era divenuta quell’inutile morire vivendo.
Che la notte non finisse mai.
...
Sollevò una mano e l'affondò nella massa ancora umida dei capelli di Raistan.
Amico. Amante. Compagno. Suo.
Parole, parole che potevano aver senso per gli umani, così ossessionati dal dover dare un nome a ogni cosa. Come se imporre un nome potesse rimandare l'inevitabile, impedire alle cose di finire, ingannare il tempo.
Per chi, come loro, si faceva beffe della morte, non erano che suoni scagliati nell'indifferenza siderale, destinati a spegnersi senza lasciare eco.

LA MIA OPINIONE
Ho un debole per le creature vampiresche, le leggi che disciplinano la loro irruente esistenza e i rapporti che sono in grado di instaurare, pur non possedendo un cuore palpitante e un'anima in grado di provare emozioni umane.
Raistan e Guillaume non sono vampiri da quattro soldi o da pellicola smielata, piuttosto delle figure sovrannaturali spietate e assetate di sangue che non ponderano la loro sete in base all'umano innocente o con cui hanno un legame che gli si para dinanzi, quando i loro canini spuntano lucenti dalle loro bocche rosee.

Trovo affascinante come, da delle menti malate (ognuno possiede qualche porzione di emisfero celebrare oscuro), nel corso della storia sia nata una realtà sovrannaturale in cui i vampiri conducono la loro eterna esistenza nel mezzo di quella dell'umanità e che possiedano un codice scritto che, pur in balia degli istinti, gli conferisca dei paletti da non oltrepassare per consentire il quieto vivere della loro specie e di chissà quale altre strambe e di cui noi comuni mortali non siamo nemmeno ancora a conoscenza.

"L'alchimia degli opposti" non racconta del legame di due vampiri appartenenti entrambi al genere maschile, ma narra di un mondo come il nostro abitato da creature leggermente diverse, ponendo al centro di questo mappamondo il filo che lega i canini di due uomini che non sono solo amanti, ma l'essenza stessa di cui hanno bisogno entrambi per non impazzire, strappando insieme l'ennesima pagina di calendario del giorno appena trascorso di un altro secolo passato a guardare il sole sorgere e poi tramontare.

Non sono un vampiro e quindi non sarò mai in grado di comprendere cosa significhi realmente la parola eternità, ma in fondo è solo una parola in mezzo a tante altre e come tale priva di un senso...ciò che conta sono Raistan e Guillaume, che ogni notte sparano alle stelle, distesi sull'erba dei Kew Gardens.

IL MIO GIUDIZIO



Alla prossima recensione!

2021-06-30

REVIEW PARTY: "EVERY BREATH YOU TAKE" di ASIA PICHIERRI

 


Un bel respiro e un urlo a pieni polmoni di fronte alle onde del mare, per celebrare la nuova pubblicazione edita Sága Edizioni!

Rincorriamo la felicità per tutta la vita, spesso senza mai raggiungerla...eppure una corsa a piedi nudi sulla sabbia, verso il punto in cui l'acqua e il cielo si incontrano mescolandosi, potrebbe rivelare che questa è proprio lì che si cela.

LA COPERTINA



Rivoluzione. L'origine del mondo, l'uomo e persino l'amore sono racchiusi in essa.
Tutto ebbe inizio da una forte esplosione, la medesima che ha distrutto l'esistenza di una giovane ragazza che, per tornare a respirare a pieni polmoni la salsedine, ha bisogno di esplodere a sua volta e di trovare delle braccia forti e pronte a sorreggerla un secondo prima di precipitare nell'oblio.

IL LIBRO
Data di uscita: 2 luglio 2021
Titolo: Every breath you take
Autrice: Asia Pichierri
Editore: Sága Edizioni
Collana: Brunilde
Pagine: 20
Versione cartacea: -
Versione digitale: €0,99
Genere: narrativa sentimentale, novella
Scrittura: è proprio vero che per poter ammirare l'arcobaleno è necessario sopportare la pioggia e ogni singolo respiro emesso è stato un ombrello sotto cui trovare riparo dalle intemperie, sdraiata da sola in riva al mare mosso.

LA RECENSIONE
"Every breath you take" è la rivoluzione attua a fare della propria vita qualcosa di meraviglioso.

Clarice sente il proprio dolore attraverso le parole di Montale, che rilegge e rilegge giorno dopo giorno a tal punto da imparare ogni singola parola a memoria, come un mantra da cui la sua intera esistenza sembra dipendere.
Sin da piccola ha sempre sentito montare dentro sé l'esigenza di rivoluzionare la vita delle persone per lei importanti, ancor prima della propria ed è così che è finita per perdersi nei meandri di quell'oscurità che impedisce di distinguere dove termina il mare e comincia il cielo.
Da qualche tempo sogna che possa essere la rivoluzione a scovare lei, siccome pare essersi nascosta ai suoi occhi con una destrezza invidiabile, persino meglio di quanto crede di essere capace lei quando apre le pagine di un libro e ci si immerge a capofitto, estraniandosi dal mondo intero e persino dalla vita stessa.

Andrea conosce fin troppo bene il dolore, a tal punto da farne la sua dipendenza.
Talvolta l'unica via di fuga è quella che allontana da se stessi e gli capita spesso, osservando l'orizzonte indefinito, di perdersi da qualche parte ed estraniarsi dal proprio corpo, come se la sua anima non vi appartenesse e non si sentisse a proprio agio all'interno di quel cumulo di ossa che, prima o poi, saranno destinate a svanire nel nulla proprio come accade a lui adesso.
Ha solo bisogno di credere in qualcosa di così reale e raggiungibile, per smettere di fuggire via.

E' inequivocabile, nell'armadio c'è almeno uno scheletro nascosto, sepolto dai vestiti ma non a tal punto da divenire invisibile.
"Ossi di seppia" di Montale piega uno per uno i capi sgualciti di Andrea e Clarice, mostrando i resti delle loro persone dopo lutti, dipendenze e il dolore della solitudine collettiva che accomuna ogni essere umano sul pianeta terra.

La rivoluzione non sempre ha risvolti negativi e sanguinosi, è forse l'unica in grado di ricucire le ferite e donare felicità a chi ancora non ha imparato a sorridere e prendere un bel respiro dinanzi al mare, mano nella mano.

NEL LIBRO


LA MIA OPINIONE
Ho preso un bel respiro, trattenendo il dolore e i pensieri negativi dentro me, per poi liberarli espirando con gli occhi che ammiravano l'orizzonte colorato dell'ennesimo stupendo tramonto, perché gli unici a non essere belli sono quelli che mi sono persa e le pagine del libro giusto al momento giusto si sono sollevate rincorrendo la brezza e mi hanno avvolto in un abbraccio profumato, salvandomi.

A chiunque capita di soffrire, di passare un momento no, di sentirsi fuori luogo e di avere talmente tanti pensieri in testa da non sentire altro che il silenzio generato dal caos e Asia Pichierri aiuta la persona in difficoltà a prendere un bel respiro, trattenere il fiato e buttare fuori tutto, generando uno scoppio assordante.
La rivoluzione del proprio io.

Una ventina di pagine dal potere di sanare ferite profonde di una vita intera, che offrono a ciascuno il proprio modo di percepire il dolore e comprendere come raggiungere l'arcobaleno.

Respirare ancora, insieme a Clarice e Andrea, dopo tutto il male, è la mia rivoluzione.

IL MIO GIUDIZIO





Alla prossima recensione!

2021-05-26

IN ANTEPRIMA: "L'INTERVALLO DI INCERTEZZA" di MARIA CAPASSO

Bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri! (:

Comprendere tutto e tutti non serve, se poi i momenti migliori sono quelli in cui non si capisce nulla e ci si lascia trasportare dall'impeto del desiderio...infondo il piacere altro non è che vivere i propri desideri con chi li ispira, soprattutto se proibiti. 

LA COPERTINA


Il nostro organo vitale pulsa e viviamo di pulsioni, spesso talmente proibite da indurre a ritagliarsi un intervallo di tempo dove l'incerto regala magnifiche certezze.
Proprio come una stella filante, la passione brucia producendo miriadi di scintille...

LA TRAMA

Elosie è una donna di quarant’anni che insegna Letteratura in una scuola superiore.

Padre italiano e madre francese, divorziata e single, ripone la maggior parte delle proprie energie nei suoi figli gemelli, Delphine e Pierre.

Il suo luogo sicuro è da sempre nella casa vacanza dei suoi genitori, a Villetta Barrea. Stavolta andrà con Delphine, la sua infantile e solare figlia diciannovenne, che ha deciso di invitare il suo migliore amico, Dany, del quale è profondamente innamorata.

Quella che ha inizio come una normale vacanza si trasforma molto presto in un inaspettato problema quando Elosie e Dany si rendono conto di provare interesse l’una per l’altro.

Quel tipo di sensazione che ti artiglia lo stomaco, ti afferra per la gola e ti fa provare un’attrazione fisica difficile da contenere.

L’età è solo uno degli ostacoli che Elosie sa di dover temere, oltre che al senso di colpa nei confronti di sua figlia.

Non resta altro che agire in segreto e soddisfare i propri desideri nel buio di una camera chiusa, nel silenzio notturno. 

In quell’intervallo di incertezza.


IL LIBRO

Data di uscita: 28 maggio 2021

Titolo: L'intervallo di incertezza

Autrice: Maria Capasso

Editore: Sága Edizioni

Collana: Afrodite

Pagine: 85

Versione cartacea: -

Versione digitale: €1,99

Genere: novella rosa

Scrittura: la lussuria è un peccato capitale e andrò felicemente all'inferno!

Non c'è amore senza passione e, solo sodisfando il proprio desiderio, si può udire il rumore di due cuori che battono allo stesso ritmo.


LA RECENSIONE

"L'intervallo di incertezza" è la concessione di perdersi in qualcosa...o qualcuno.


Eloise mostra orgogliosa la propria età proprio come si esporrebbe una bandiera, desiderosa di rendere noto il peso che la vita la costringe a trascinare con sé.

Invaghirsi perdutamente in tenera età non ha giovato alla sua spensieratezza, costringendola a porre fine, ormai troppo tardi, ad una relazione cessata ancora prima che la passione si affievolisse e al pianto di due neonati.

Delphine e Pierre, dati alla luce insieme all'uomo con cui Eloise ha condiviso il periodo stressante degli studi universitari, sono il frutto di un errore che però negli anni si è rivelato essere l'unica cosa giusta che due giovani allo sbando siano stati in grado di fare.

Il divorzio, seppur pacifico e consenziente da ambo le parti, scaturisce delle conseguenze a volte scomode come la spartizione della prole in vista delle vacanze estive e quest'anno Eloise si godrà la brezza del lago d'Italia, dove è nato suo padre, insieme alla figlia e, inaspettatamente, al suo migliore amico Dany, del quale è profondamente innamorata al punto da illudersi che il ragazzo possa diventare presto il suo prossimo amore.

Il ruolo di madre non è sempre facile, eppure questa volta non sarà Eloise a rompere la bolla in cui si è volutamente rinchiusa Delphine, l'estate dopotutto farà il suo corso...


L'arrivo di Eloise in Italia precede quello della figlia e del migliore amico, permettendole di sistemare una delle numerose case estive della famiglia e di comperare gli ingredienti necessari alla preparazione della spaghettata, pietanza preferita di Delphine.

Ad allietare il tempo che madre e figlia condivideranno sotto al sole ad ammirare il lago di Villetta Barrea è una figura maschile molto importante per Delphine, che non vede l'ora di far conoscere ad Eloise per ottenere la sua approvazione, da brava mammona quale è.


I giovani sono arrivati e la stretta di mano di Dany folgora all'istante Eloise, come se l'avesse colpita una scarica elettrica.

Forse il suo aspetto e il suo modo di porsi l'hanno accecata a tal punto da annebbiarle la ragione, non rimane che conoscerlo meglio per capire che tipo è e se questa prima impressione può risultare comprensibile o assolutamente fuori luogo, data la sua posizione di mamma della migliore amica di Dany.


Sembra non esserci nulla da fare, l'intesa che accomuna l'arguto ragazzo e la curiosa insegnante di Lettere è innegabile ad entrambi nel giro di appena qualche ora e fortunatamente non a Delphine, troppo presa dalle sue mere illusioni e dal suo essere così bimba e spensierata nella vita di tutti i giorni.


E' così sbagliato all'età di Eloise concedersi determinati pensieri e desideri pensando ad un giovanotto attraente e intelligente, ancora di più essendo consapevole dell'amore che sua figlia prova per Dany.

Prima di essere donna, Eloise è una mamma e non sarà certo lei a infliggere questo duro colpo a Delphine, anche se in effetti non sta rubando nulla alla figlia, dal momento che è più che evidente che il giovane non ricambia i suoi sentimenti.

Forse ritagliarsi un po' di tempo per se stessa, regalandosi la gioia e la passione da tempo sopite non nuocerà a nessuno, anzi...


NEL LIBRO

Al solo pensiero mi vengono i brividi, mi sento pervadere da un forte desiderio che difficilmente riuscirò a tenere a bada a lungo.

Ma non posso, a meno che lei non mi porga l'invito alla sua festa, in cui io sarei l'ospite d'onore e l'unico invitato. E sarei felice, le farei appoggiare la testa sulle mie gambe e le racconterei tutto quello che vuole, o mi darei alle poesie, improvvisandomi un poeta, mentre le accarezzo la fronte e metto a tacere il suo buon senso.

Si, la terrei così. La cullerei in quello che provo e poi le farei sentire ogni mia emozione sulla pelle.

Quando in un solo giorno qualcuno ti porta così lontano, ti porta a immaginare scene del genere, è qualcuno che non andrà via tanto facilmente.


LA MIA OPINIONE

Alla faccia della James, tra queste pagine si brama davvero ardentemente qualcuno e nemmeno voltata l'ultima pagina si è soddisfatti, piuttosto ancora sulle spine per quello che potrebbe succedere o sta già accadendo.

Basare un libro sul desiderio e lasciare in sospeso il lettore ancora desideroso, così come Eloise e Dany, è geniale.


"L'intervallo di incertezza" è quel periodo di concessione che, prima o dopo, ognuno sceglie di regalarsi, così l'incertezza e l'impossibile si fondono con i loro contrari dando luce a un ossimoro senza eguali.


Maria Capasso sceglie di non rendere l'amore protagonista di una novella d'amore, bensì di puntare l'occhio di bue su quelle sensazioni che formano il sentimento che noi romantici speriamo di trovare dietro ogni angolo.

Senza il colpo di fulmine, un'intesa mentale, un'attrazione fisica o la scossa elettrica al minimo contatto non esisterebbe l'innamoramento dopotutto!


L'intervallo di incertezza è quel fenomeno dato da un numero seguito da decimali indefiniti e imprecisi per il metodo di calcolo prescelto, qualsiasi sia il fattore scaturente l'amore è invece certo, tra l'incertezza.


IL MIO GIUDIZIO







 







Alla prossima recensione!

2021-05-11

INTERVISTA A GIORDANO ALFONSO RICCI

 


Bentornati nel fantastico mondo de Lamiavitasonoilibri, in compagnia di un ospite speciale...Giordano Alfonso Ricci! (:

Terminata la lettura de "Come le ali del pettirosso", le curiosità erano talmente tante da indurmi a scrivere allo scrittore a tarda ora, travolgendolo di domande e ottenendo particolari mai rivelati prima, secondo Giordano stesso.
Una chiacchierata librosa di svariate ore, talmente coinvolgente da dover essere assolutamente trascritta sul blog, svelando un dietro le quinte inedito della prima uscita edita Sága Edizioni.

N.B. Lamiavitasonoilibri consiglia questa lettura solo al termine del libro e vi avverte della presenza di spoiler.

L'INTERVISTA
Ho appena assistito all'ultimo volo del pettirosso.
Che dire? Non mi aspettavo un viaggio così turbolento e tantomeno un finale così mieloso!
Vabbè mieloso no, porello.
Diciamo che il libro finisce sulla zattera. Anzi...davanti al carcere in Colombia.

Ho cercato di cogliere il senso del titolo per l'intero libro e sono stata felice di averlo scoperto solo alla fine, ha dato la giusta importanza alla narrazione.
Si, poi alla fine volevo che, chiudendo il libro, il lettore pensasse che quello potesse essere l'unico titolo possibile.

Augusto D.B., sorge spontaneo, esiste davvero?
Augusto...eh...diciamo che conosco uno che gli somiglia molto.
E poi, coincidenza, il cognome di mia nonna è Di Bartolomeo.
Poi, sempre quello che conosco...pure lui viene dal Venezuela, da una famiglia di emigranti.
Me sa che hanno la stessa casa anche e pure lui ha salvato un pettirosso.
Non sarà che oltre alla coincidenza, con Augusto tu condivida anche la stessa storia?
(Sono curiosa e un po' impicciona, lo so)
Diciamo che il tipo che conosco non si stupirebbe se qualcuno bussasse alla porta per dire "ciao, sono tua figlia".

Questo "tipo che conosco" rimarrà anonimo e la mia curiosità si sta dirigendo quatta quatta in un angolino.
Tipo piuttosto orso.
Altri indizi?
Il mio conoscente si fa fare le camicie a Carsoli, ha una governante rumena e una segretaria quasi sorella.
Insegna, ha un amico avvocato di nome Nicola ed un passato nell'esercito e forse in altro, non lo so.
Boh...che altro? Ah si...ha l'età di Augusto e fa il piacione come lui.

Io in testa continuo ad avere il volto che mi sono creata di Augusto D.B..
E com'è? Perché io i volti non li descrivo mai apposta, mi interessano le personalità e non i volti.
Questa è una caratteristica che ho apprezzato tantissimo.
Non so perché, ma Augusto D.B. cambia volto in base alle scene descritte.
Quando si è parlato del suo passato, specie nell'esercito, ho visto la fototessera sbiadita di mio nonno, con il suo sorriso giovane, davanti agli occhi.
Quando discuteva con Rodica immaginavo un volto segnato dal tempo, con le rughe di un sorriso che fatica ad uscire.
Quando veniva descritto con il cappellino mi si è parata davanti, a contrasto, una delle tue foto postate.
Augusto è un po' tutti e al contempo nessuno, ai miei occhi.
Esattamente la cosa che volevo e le hai azzeccate tutte.
La migliore rimane con il cappellino e la barba incolta, mancavano solo gli occhiali da sole!
Ti manca quando ha la barba...ah ecco, stavamo scrivendo la stessa cosa!

Nonno però non riesco proprio a vederlo, sai?
Manco io, c***o.
Come lui, che non riesce a farcisi chiamare!
Però aveva un senso quella costruzione, che forse non è immediata.
Il senso è che la vita di dà sempre una seconda opportunità per non fare gli stessi errori e, se hai imparato da questi, sai come devi affrontare la tua seconda opportunità.
Per questo il finale è un po' Harmony, in realtà è molto più cinico di come appare.
Qui c'era un po' di Padre Mariano.
Lui e Carlos sono i miei preferiti.
Carlos mi è piaciuto un sacco, specie quando porta da mangiare ad Augusto e lo chiama "ottimista".
La morale la dà proprio Padre Mariano con la metafora del bivio.
E si, ammetto, "ottimista" piace anche a me.
Volevo fare due cose in questo libro: dire del Venezuela, parlare di come la vita dispone, ma che certi risultati sono il frutto delle nostre scelte e di come male e bene spesso si confondono.
Padre Mariano salva bambini e donne, con soldi sporchi.

Poi una cosa, Augusto non usa la Glock, ma non avrebbe esitato a farlo per necessità.
E la getta nelle acque prima di arrivare davvero in Colombia, a pochi passi dal confine. Quel gesto non è passato inosservato.
Come aveva detto Carlos, "non prima e non dopo".
Nella mia testa voleva significare che quando ci si mette in gioco, non per se stessi, tutto va considerato possibile e la ragione può essere liberata solo quando l'ultimo a cui tieni è in salvo.
E la protezione verso Mila, specie nella traversata lungo la catena montuosa.
In quell'abbraccio c'è l'intero loro percorso.
Lì diventano padre e figlia. 
C'è una cosa poi, lui getta il test del DNA senza leggerlo, non gli serve più.
Ecco, te lo stavo scrivendo!
Ahah, so che molti perderanno quel passaggio, ma il libro è in quel gesto.
Pure la liaison con la Marini doveva avere un epilogo di quel tipo, sennò se incasinava de brutto.
Giusto finale, sanno ciò che poteva essere e che non sarà.
Lei è una tostissima.
Lei di brutto, mi piace un sacco come anticipa le mosse di Augusto.
Si, ma lui aveva capito che Anna fosse dei Servizi, già al Consolato o forse alla Farnesina.
Anche Augusto aveva "frequentato" l'ambiente e sapeva le regole.
Non era un caso che nessuno alla Farnesina conoscesse la Marini e che lei fosse sempre dove doveva essere.
Non ha letto la mail perché ne conosceva già il contenuto.
In realtà, chi si occupa di recuperare italiani in difficoltà, sono gli agenti dei Servizi.

Chi mi è rimasto nel cuore più di tutti è Elisandro con il suo carretto poi abbandonato.
Avrei voluto camminare al suo fianco e sapere di più su di lui...
"La dignità non è nel tuo carretto, ma dentro di te."
Il carretto è una metafora dei pesi materiali che ci portiamo, li trasciniamo senza vedere la cosa più importante.
C'è un legame tra lui ed Augusto, qualcosa di inspiegabile.
Augusto lo aiuta, perché anche lui si porta dietro un peso inutile.
Elisandro lascia la sua famiglia per aiutare Augusto e lì aveva già gettato il carretto.

A me viene freddo a rileggere la salita sulle Ande.
Vabbè, forse sei la prima con cui parlo di certi particolari.
La salita sulle Ande è stata forse la scena con più impatto, dopo le aggressioni perpetrate a Mila all'INOF e l'attesa della chiusura delle sbarre, preceduta dal suono dell'allarme e dopo la bambina della parrocchia, che continua a non usare le scarpe.
Beh, a me anche la scena a Petare mi mette i brividi.
Sono entrato a Petare molti anni fa.
L'entrata soprattutto e, senza dubbio, la mamma di Carlos e Izarra.
Si, volevo dire che anche un criminale ha una madre in pena per lui.
Petare, dal vivo, è come nel tuo libro o più dura come realtà?
Quando ci sono stato, ero "accompagnato"...è un posto assurdo dove coesiste il bene e il male.
Però il Venezuela è bellissimo.

Comunque Augusto so io.
Colpo di scena!
Pure la stessa marca de sigari.
Io quando scrivo saccheggio sempre la mia vita e la mia tabaccaia, nel libro, sta proprio in quella via!
Jelena si chiamava Marija, ma...è viva.
Sorge spontaneo, il finale Harmony tra te e Marija c'è stato?
No, è come nel libro.
Tranne che non è morta. 
Mila invece?
Mila non esiste...forse.
Ho la sensazione che, prima o poi, succeda qualcosa di simile.
Nel caso avrai una lettrice pronta a leggere quello che sarà, se mai sarà!

Allora, se ti è piaciuto questo, c'è anche "Il pirata col pulcino nel taschino".
Quello per me è anche meglio.
E' duro, al limite. Pensa che dopo non ho scritto niente per quattro anni.
Blocco dello scrittore o ben altro sotto?
Altro. Quel libro mi ha ucciso.
Se lo leggerai, capirai e dopo mi farai domande a raffica!
Hai già individuato il tipo di lettrice assillante che sono!
No, dai. Io sono contento.
Perché a me di vendere libri non me ne f***e na mazza.
Il primo, "La gabbia di seta”, l'ho pubblicato senza neanche rileggerlo...copertina a c***o, gettato lì e ha venduto 13.000 copie in self.
Questo è un libro erotico, che poi scopri essere un'altra cosa. Una trappola. 
Lì mi sono divertito, un'enorme trappola.
In totale ne hai scritti tre o ce ne sono altri?
Tre, ma ne ho una decina nel cassetto, solo che li tiro fuori quando mi gira, pure mai.
E i personaggi non vengono a bussare fastidiosamente?
E' meglio se non lo fanno, so tutti mezzi stronzi.
Uomini e donne, gente imperfetta, né santi né diavoli. Gente, appunto.
Nella gabbia dico cose che pensano tutti e nessuno osa ammettere.
Ma poi, in fondo, io parlo anche di amore. C'è ovunque.
Questo mi è piaciuto tanto, specie anche la sorta di finale romantico per Augusto e la Marini.
La Marini io la amo.
Vabbè quello è come me...mortacci sua!
Beh, la descrizione di Augusto diventa quindi piuttosto modesta.
E so modesto sa'...

Uh, ancora una cosa.
Agnes.
Agnes. O sapevo che lo chiedevi! Pensavo di averla scampata.
E invece!
Diciamo che è vero che Stanika (si chiama così) mi scaccia le zuoccole.
Agnes non è tanto immaginaria, ma continuo a vivere con una zotica rumena.
E' che quella costruzione di vita è impegnativa.
A volte mi pento di trattare male chi non lo merita. E forse ho trattato in quel modo una persona che non lo meritava, ma l'ho fatto per lei, forse perché volevo che trovasse uno della sua età o magari per vigliaccheria, oppure per egoismo.
Era a lei che pensavo quando la mandavo via. Deve trovare un uomo diverso da amare, le passerà.
Se ami, lascia libero chi ami.
Può essere.
Per chi tifavi tu? Marini o Agnes?
Agnes.
Ha vinto lei, ha sbancato proprio.
Quelli come Augusto fanno girare la testa. Succede. Ti potrà succedere nella vita, quando ti capiterà...riavvita la testa sul collo.
L'amore dura un tot tempo e poi finisce. 
Non lasciare a te stessa la delusione di qualcosa che già sai finirà.

L'effetto migliore di un libro è un consiglio riservato e Augusto D.B., ehm, volevo dire Giordano A. Ricci, mi ha fatto proprio un bel regalo.



Al prossimo post! 

2021-05-06

REVIEW PARTY: "COME LE ALI DEL PETTIROSSO" di GIORDANO A. RICCI

Lamiavitasonoilibri


I palloncini ci sono, è giunta l'ora di celebrare la prima uscita edita Sága Edizioni! (:

Casa è semplicemente un momento da cui non vi è bisogno di fuggire.
Ancora non se ne parla abbastanza purtroppo, ma il Venezuela sta morendo e gli attimi felici sono ormai un lontano ricordo da cui per molti è stato necessario allontanarsi prima di rimetterci le penne, come un povero pettirosso finito sfortunatamente nelle grinfie del gatto.

LA COPERTINA



Lo sguardo perso nel passato, la voce sommessa per trattenere le emozioni contrastanti e un silenzio che urla mentre la mano stringe una fragile vita, strappandola dalla morte e allontanandola da ciò che ama.
Forse un grazioso pettirosso tornerà ad abitare i rami di un albero, cambiando la vita di un essere umano, probabilmente dello stesso che ha reso possibile che l'uccellino continui a cinguettare...

LA TRAMA
Augusto è un uomo metodico e ordinato, nella cui vita non c'è spazio per i sentimenti.
Così, mentre lui crea sempre più barriere con le emozioni, gli anni passano. Rodica, la sua governante, prova a mostrargli che ci sono attimi, situazioni e momenti che non tornano più, ma Augusto non vuole rivivere quello che è stato con Jelena: un amore sospeso.
Le giornate trascorrono tutte uguali tra studio e lezioni in università - e discussioni con Rodica -, quando nella quotidianità di Augusto incombe l'ombra del passato: il Venezuela, le sue origini, lo richiamano come un canto urgente e misterioso.
Solo Augusto deve scegliere cosa fare: se seguire il suo istinto e abbattere la barriera dei sentimenti o rifugiarsi ancora una volta nella razionalità.

IL LIBRO 
Titolo: Come le ali del pettirosso
Autore: Giordano Alfonso Ricci
Editore: Sága Edizioni
Collana: Thalia
Pagine: 486
Versione cartacea: €15,90
Versione digitale: €3,99
Genere: narrativa generale
Scrittura: un allegro cinguettio, proveniente dalle pagine di carta anziché da un groviglio di rami, mi ha cambiata irrimediabilmente conducendomi in un viaggio dove la sopravvivenza viaggia di pari passo con l'amore per i propri cari, siano questi nostri familiari o meno.
La penna di Giordano Ricci ha scritto un libro per la vita perché, che ci si trovi in cammino verso il confine con la Colombia o si stia semplicemente percorrendo il sentiero della propria esistenza, le sfide da affrontare sono le medesime.

LA RECENSIONE
"Come le ali del pettirosso" è il rumore dei passi che ripercorrono le orme lasciate in precedenza dagli stessi piedi o da altri con una loro storia da raccontare, per tornare indietro e scegliere la strada giusta.

Augusto D.B. è un uomo che si pone molte domande, illudendosi di possedere ogni risposta e anche qualcuna di più grazie all'esistenza delle semplici parole che lui possiede totalmente e con le quali gli è possibile ingannare tutti, persino se stesso.
Rodica, la sua governante di origini rumene, è forse l'unica a non pendere dalle labbra del venezuelano trapiantato in terreno romano; sarà perché parlano due lingue diverse o forse perché Augusto non è poi così convincente nelle vesti di uomo cinico, apatico e restio a qualsiasi genere di legame affettivo.

A sconvolgere l'intera esistenza di Augusto ed ogni suo credo è, ironia della sorte, proprio una donna, Anna Marini, che lo mette davanti ad una cruda realtà.
L'uomo non è mai stato in grado di chiudere definitivamente nessuna porta e la soglia di un passato molto importante è appena stata nuovamente spalancata, dopo essere rimasta accostata per ben venticinque anni.
Augusto D.B. è padre, di una certa Mila nata altrettanti anni prima e che ora si trova dietro le sbarre di un carcere venezuelano e nonno, di Elena che ad appena tre anni è sola e si trova in una parrocchia di Caracas in attesa di essere data in affido.
Eppure Jelena anni prima, guardandolo negli occhi, gli aveva giurato che fosse tutto a posto...evidentemente il ragazzino di molto tempo fa non aveva conferito significato ed importanza corretti a quella frase, peccato non sia possibile domandarli nuovamente alla donna, deceduta quattro anni prima in un incidente stradale a Berlino.

Augusto, dopo tale scoperta, non è più in possesso di alcuna certezza.
Mila ed Elena potrebbero non essere davvero sue parenti e dunque l'intera vicenda potrebbe non riguardarlo per niente ma, indipendentemente dal patrimonio genetico, l'uomo è in dovere con la prima donna e forse l'unica che abbia mai amato.
Salvare una giovane dalle sbarre dell'INOF (Istituto Nacional de Orientamento Feminina, a Los Teques) e una bimba dall'incertezza di un futuro è il minimo che Augusto possa fare nei confronti del suo primo amore.
Il rumore della zip del trolley che viene chiusa, precede il ronzio del motore dell'aereo che lo porterà alle radici e a scontrarsi con una verità che nessun giornale o rete televisiva racconta.
Il Venezuela non è più il Paese che Augusto salutò anni prima e Mila ed Elena non sono più le uniche ad essere in pericolo...ora lo è anche lui.

Eseguire un test di paternità pare insensato da quando l'uomo ha poggiato i propri piedi sul suolo venezuelano, scegliendo di risalire la china per tornare sui suoi passi e cercare di cambiare il cammino intrapreso, per conferire nuovo significato alla propria vita.
Augusto è disposto a tutto per scagionare Mila, accusata di essere in possesso di droga ai controlli dell'aeroporto prima di salire su un volo per Milano e per assicurarsi la tutela di Elena, accudita da alcune suore e da Padre Mariano che mette la dimora del Signore a disposizione dei bisognosi.
Una mazzetta di dollari, illegali in Venezuela seppur l'unico denaro che conta, e un coniglietto di pezza sono le uniche armi di cui dispone per incontrare le due donne che ormai fanno parte della sua vita.
Da quelli ad una Glock nascosta dietro la schiena, sotto alla maglietta, è un attimo...

La vita offre sempre una seconda occasione per non commettere i medesimi errori, Augusto ha imparato da questi ed è pronto ad affrontare il giusto cammino, insieme ai caminantes alla volta della salvezza, illegale o meno che sia, abbracciando una giovane donna per scaldarla dal gelo sprezzante delle Ande e mettendosi in spalle uno scricciolo che lascia orme piccolissime sul terreno.

NEL LIBRO
A volte succedono cose che cambiano destini che sembrano già scritti.
Il suo lo aveva disegnato da solo.
Si era barricato dietro il bisogno di sopravvivere, perché l'amore che non aveva lasciato libero, in seguito lo avrebbe dapprima inseguito, poi di nuovo maledetto.
L'ultima volta decise che l'amore in fondo era una cosa inutile.
Una roba a tempo che ha una parabola e che inevitabilmente spegne le sue passioni prima o poi.
Aveva dedotto che l'uomo alla fine, anche il più straordinario, finisce per triturare ogni cosa nella ripetitività delle cose quotidiane. E scelse per lui il destino del deserto dei sentimenti.

LA MIA OPINIONE
L'inchiostro della penna di Giordano Ricci non ha macchiato solamente le pagine del libro, bensì anche la mia anima e ogni singola frase è incisa nel cuore, laddove non sbiadirà mai.

"Come le ali del pettirosso" è un esperimento, chiunque lo leggerà percorrerà il proprio cammino, in compagnia di Augusto D.B. e avrà modo di comprendere se è troppo tardi per scegliere di cambiare percorso o se invece potrà disporre di una seconda occasione e di una mano da afferrare nella solitudine della riflessione sulla propria vita.

Sfogliare cinquecento pagine è stato un viaggio, non ancora giunto al termine nemmeno voltata l'ultima pagina.
Ho avuto in tasca migliaia di dollari con la paura mi venisse tagliata la gola, ho avuto il terrore di non sentire l'allarme che precede la chiusura delle sbarre, ho visto gli occhi sbarrati di Mila quando veniva maltrattata dalle altre detenute, ho trattato con la malavita venezuelana per ottenere favori che chiamati in altro modo costituiscono reati, ho mangiato arepas e al tempo stesso razionato cibo e vivande, ho tenuto le dita sul grilletto di una pistola, ho sentito il rumore che producono i denti quando battono per il freddo, ho lottato per la salvezza e mi sono sentita viva.
Non si tratta quindi del mio genere letterario favorito, ma di un libro che mi accompagnerà nella vita, molto meglio direi e ho avuto comunque il mio finale Harmony, niente male quindi!

Giordano Ricci, in questo libro, vuole rinchiudere la scomoda verità taciuta del Venezuela, affrontare i risultati frutto delle nostre scelte, non per forza sbagliate e rendere noto come male e bene spesso si fondano, sino a divenire indistinguibili.
Tra le righe, poi, si trovano le piccole cose e sono proprio quelle a legare il tutto e a dare un senso profondo ad una narrazione che altro non è che la realtà che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno.

Ho promesso, insieme a Elena, di non piangere e ho versato solo qualche lacrima...giusto qualcuna.

IL MIO GIUDIZIO



 







Alla prossima recensione!