28 gen 2017

Recensione: "VORREI CHE FOSSI TU" di LORENZA BERNARDI

"VORREI CHE FOSSI TU"
di LORENZA BERNARDI
 
Ciao adorati readers e bentornati nel mio blog!
La settimana di alternanza scuola e lavoro, appena conclusa, mi ha permesso di avere tutti i pomeriggi liberi e non potevo non cogliere l'occasione di divorare un libro, perciò eccomi qua.
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa young adult, che narra dei vari rapporti e legami affettivi e di come questi possono nascere, che sia attraverso uno schermo e dei messaggini o faccia a faccia: "Vorrei che fossi tu" di Lorenza Bernardi.
 
LA COPERTINA
 
 
La copertina è bellissima e molto particolare.
Il titolo rappresenta a pieno ciò che si cela all'interno del libro, ovvero uno strano legame nato online, grazie ad un semplice sms con destinatario errato, finito guarda caso a una ragazza carinissima e inviato da un misterioso ragazzo appassionato di libri e film di contenuto.
Un migliaio di sms dopo e i due ragazzi finiranno per innamorarsi online, senza nemmeno sapere il nome l'uno dell'altra e tanto meno come sono fatti, ma si sa, quando l'amore ci mette il suo zampino ogni cosa è lecita...
La protagonista, nel frattempo, conoscerà anche un altro ragazzo, e come è inevitabile che sia, vorrebbe tanto che questi due ragazzi in realtà fossero la stessa persona, perché il suo cuore ama entrambi.
L'immagine di copertina raffigura i due personaggi principali della vicenda, Bea e uno dei due ragazzi che entreranno a far parte della sua vita.
La foto non rappresenta una delle scene di cui si legge nel libro, scelta particolare della scrittrice, che è come se volesse regalare al lettore, a fine avventura, la possibilità di immaginare una scena in più o un finale diverso.
Quella freccia bianca può avere molteplici significati, per i più razionali e con meno fantasia risulterà essere una banalissima indicazione stradale, per me, invece, quell'indicazione vuole essere un invito ad aprire il libro e ad immergersi nelle vite di nuovi amici di carta.
 
LA TRAMA
Cosa faresti se per errore ricevessi un messaggio da un ragazzo che non hai mai sentito nominare?
Beatrice, sedici anni, timida e seria com'è, non ha dubbi: lo cancellerebbe all'istante.
Si dà il caso, però, che il messaggio in questione parli del suo libro preferito e Bea non resiste alla tentazione di rispondere.
Tra i due inizia così una fitta corrispondenza di sms, e giorno dopo giorno, Bea scopre di avere un sacco di cose in comune con il ragazzo misterioso.
Con lui sente di poter parlare di tutto e di riuscire ad aprirsi, condividendo sogni e speranze.
Nel frattempo, però, Bea a scuola conosce Andrea, odioso e supponente come nessun altro. Le sembra che quel ragazzo non perda occasione per metterla in imbarazzo e lei non vuole avere niente a che fare con lui.
Ma il destino, si sa, gioca brutti scherzi...
 
IL LIBRO
Versione cartacea: 208 pagine, 15.00€
Versione digitale: 208 pagine, 6.99€
Casa editrice: Piemme Freeway
Autrice: Lorenza Bernardi
Narratore: esterno, in terza persona.
Capitoli: 12
Scrittura: corretta dal punto di vista grammaticale e sintattico, semplice e vivacizzata grazie alla presenza di numerosi dialoghi diretti e agli inserimenti di sms e mail.
Gli argomenti trattati sono moderni e affrontati in modo semplice, a volte fin troppo.
La scrittrice narra dell'amore adolescenziale, del primo amore e delle prime esperienze, dei rapporti che al giorno d'oggi nascono o si sviluppano per lo più online, dell'amicizia e della famiglia.
 
LA RECENSIONE
Questo libro è consigliato, in primo luogo, agli adolescenti, che desiderano leggere di una storia semplice, leggera e che narra di amori adolescenziali nati online.
"Vorrei che fossi tu" è consigliato a chiunque desideri immergersi in una vicenda che offra l'opportunità di calarsi nei panni di adolescenti alle prese con il sentimento più complicato e al tempo stesso semplice che esista: l'amore.
Questo libro è consigliato a chi (donna) desidera ricevere un sms da un ragazzo misterioso, destinato forse a diventare l'anima gemella tanto bramata.
"Vorrei che fossi tu" è consigliato a chi (uomo) desidera inviare un sms destinato ad un amico e sbagliare destinatario, finendo per spedirlo ad una ragazza non solo bella esteriormente, ma anche interiormente.
 
"Vorrei che fossi tu" è ambientato a Ferrara e a Rimini (Italia).
Il personaggio principale è Beatrice Zanardi, anche se viene offerto ampio spazio a tutti gli altri personaggi e ai loro pensieri, in particolar modo alle persone più importanti per Bea, come Anna (sua amica), Eleonora (sua madre), Diego (suo padre), Diletta (sorella di Andrea), Andrea, ecc.
 
<<Bea aveva sempre snobbato la mania delle sue amiche e compagne di classe di smanettare con il cellulare. Si era sempre chiesta che gusto ci provassero a mandare miliardi di sms con testi insensati, dove le parole venivano contratte e storpiate.
E ora? Era lì, letteralmente in panico per il fatto che il suo credito era già terminato.
Questo voleva dire che nelle prossime ore non avrebbe potuto inviare "quegli inutili messaggini".>>
Da un po' di tempo Bea si sente con un misterioso ragazzo che per sbaglio, mesi prima, le inviò un sms indirizzato però a Matteo, un suo amico, nel quale gli chiedeva la restituzione del libro "L'amore ai tempi del colera" per poterlo leggere nuovamente, durante le vacanze estive.
Bea, solitamente, quando riceve un sms da un numero sconosciuto, lo cancella senza nemmeno leggerlo, ma quel titolo le saltò agli occhi, trovava strano e piacevole il fatto che un ragazzo si prendesse la briga di leggere un libro del genere, tra l'altro il suo preferito, così gli rispose e tra loro ebbe inizio un legame fatto di messaggini e di false identità.
Lui per lei è Edward Cullen e lei per lui è Bella Swan, i protagonisti di uno dei loro libri preferiti: "Twilight" (recensione qui).
 
<<"In qualsiasi rapporto, che si tratti di amicizia o di qualcosa di più profondo, c'è bisogno di contatto, sguardi, voci e risate. Insomma, Bea, un rapporto vero può essere tenuto vivo solo da persone vere, reali. Non da messaggini! Ti rendi conto che state stravolgendo le basi di qualsiasi rapporto degno di chiamarsi tale?" disse Anna, la sua amica.
"Uffa, lo sai che in teoria io la penso come te, ma questa volta è successo qualcosa di incredibile e imprevedibile e non ho potuto farci niente...E' assurdo, lo so, ma voglio che vada avanti così." replicò Bea.>>
 
<<Da: Edward
Senti, abbiamo un problema: ormai sono tossico dei tuoi messaggi. Drogato marcio. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto aspetto con impazienza i tuoi sms.>>
Gli sms, dapprima amichevoli, con il tempo prendono un'altra direzione: quella del cuore.
Ma Edward e Bella sono solo delle maschere per nascondere ciò che Bea e questo misterioso ragazzo sono davvero.
Ci si può innamorare di una persona sconosciuta, della quale non sappiamo il nome, come è fatta, dove vive e che vita conduce?
Quando l'amore ci mette il suo zampino ogni cosa è lecita...sarà così anche per Bea e il suo misterioso principe 2.0 virtuale?
Ben presto la voglia di vedersi e di viversi davvero spingerà Edward a chiedere alla sua Bella di incontrarsi, ma lei rifiuterà, per paura. Perché rovinare ogni cosa proprio ora che è tutto perfetto?
Bea ha le idee confuse, vorrebbe tanto trovarsi di fronte a quel ragazzo che la fa sentire viva attraverso ad uno schermo, ma allo stesso tempo ha il timore che le sue aspettative e quelle di Edward vengano infrante perché troppo alte e che quel filo sottile e trasparente che li lega, in modo ancora precario, possa spezzarsi irrimediabilmente.
 
Come se la confusione non fosse abbastanza, irrompe nella vita di Bea Andrea, un ragazzo dell'ultimo anno del suo stesso liceo, che con il suo carattere arrogante, spigoloso e irrisorio fa ammattire dal nervoso la protagonista.
Andrea sembra perseguitarla, è dappertutto: in ogni luogo frequentato da Bea e anche nella testa e nel cuore della ragazza, che capisce di non provare antipatia nei confronti del ragazzo, ma bensì interesse.
Beatrice è attratta dalla calamità di Andrea, anche se vorrebbe cambiare polo per opporsi, ma l'attrazione che prova nei confronti del ragazzo è fortissima e chissà che anche per Andrea magari non sia così...
Bea e Andrea iniziano a frequentarsi e ben presto diventano amici.
Dei semplici amici non sono gelosi l'uno dell'altra, giusto?, si domanda sempre Bea, e allora perché quando vede Andrea e Camilla assieme sente un vuoto prendere il posto del suo stomaco?
 
Bea è combattuta.
Con Andrea sente di poter essere se stessa e di aver trovato la sua persona, ma al tempo stesso sente di star tradendo Edward.
La soluzione ai suoi dubbi arriva grazie al ragazzo misterioso, che le regala, in occasione del suo compleanno, due biglietti per il concerto dei Negramaro, offrendole l'opportunità di portarci chi vuole, compreso lui.
Ci sono certi treni che passano una volta sola nella vita e questo è uno di quelli.
Cosa deciderà di fare Bea? Inviterà Andrea o Edward al concerto?
Invitando Andrea, la ragazza potrebbe finalmente dar voce ai suoi sentimenti attraverso una canzone del suo gruppo preferito.
Invitando Edward, Bea potrebbe finalmente dare un volto a quel ragazzo che occupa un posto speciale nel suo cuore e nei suoi pensieri e rendersi conto se si tratta davvero di un amore nato online oppure di una semplice amicizia.
 
E' la sera del concerto e Bea sta aspettando il ragazzo che la accompagnerà ad ascoltare i Negramaro.
Non sta più nella pelle e nell'attesa si mette gli auricolari del suo nuovo IPod rosa shocking alle orecchie, e parte a tutto volume "Cade la pioggia", canzone che di lì a poco avrà modo di sentire dal vivo!
<<Bea all'improvviso sentì qualcuno che le toglieva le cuffie dalle orecchie.
Si girò di slancio, e si trovò davanti l'unica persona che aveva davvero desiderato incontrare quella sera.
La stava guardando con occhi pieni d'amore, gioia, tenerezza.
"Quanto volevo che fossi tu!"
Lui l'abbracciò stretta e rimasero così, con la testa appoggiata l'uno sulla spalla dell'altro.
Si scostò e la guardò per un attimo interminabile, tanto che Bea sentì lo stomaco sprofondare nel vuoto.
Le loro bocche si avvicinarono piano, fino a sfiorarsi, morbide, e Bea si abbandonò a quel bacio.
Alla fine fu lui a staccarsi e ad avvicinare il viso al suo orecchio, sussurrandole: "E la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine: io sono pronto!">>
Bea chi avrà invitato ad assistere con lei al concerto dei Negramaro?
 
Il finale sarà in realtà l'inizio di tutto...

LA MIA OPINIONE
Si può considerare rapporto un correre dietro a frasi scritte in meno di 200 caratteri su un cellulare?
I rapporti vanno consumati, sia negli aspetti belli sia in quelli più difficili.
Le persone vanno conosciute e guardate negli occhi.
Le mani vanno intrecciate. La pelle sfiorata e annusata.
L'amore ha bisogno di presenza e non fa niente se non è come quello descritto nei libri d'amore o nelle favole, dove le persone sono tutte perfette e sorridenti, i castelli immersi nel verde e indistruttibili e la natura rigogliosa e non morta.
L'amore va vissuto e non postato, condiviso, retwittato, instagrammato, whatsappato e chi più ne ha ne metta.
L'amore fa sentire vivi e non desiderosi di far sapere a tutto il mondo che si è felici attraverso dei post o dei selfie che non hanno un valore, se non quello numerico dei like.
Lorenza Bernardi si è addentrata nel mondo adolescenziale, dell'amore digitale e in 3d (dal vivo) per scrivere questo libro ed è su questi mondi apparentemente inconciliabili e su questi pensieri che si basa "Vorrei che fossi tu".

Il libro tratta di argomenti per niente facili da comprendere e non c'è un modo giusto, più o meno corretto o sbagliato per affrontarli.
Si parla molto dell'adolescenza e dell'amore nelle sue varie forme.
C'è chi crede che un'anima gemella non esista e chi invece ci crede fermamente.
Io rientro nella seconda categoria, ovviamente, da romantica e sognatrice quale sono.
Non ne so molto di filosofia, ma concordo con il pensiero di Aristofane, che afferma: "Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v'era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà..." (per maggiori informazioni, cliccare qui).
Ognuno di noi, dal mio punto di vista, è alla ricerca della propria cosiddetta metà della mela, della sua persona, anche se inconsapevolmente e sono convinta che esista una persona per tutti.
Beatrice è una ragazza che non cercava l'amore, e si sa, le cose più belle accadono quando meno ce lo si aspetta...ed è così che arrivò Edward, a sconvolgerle la vita come un uragano.
Quasi ogni adulto afferma che l'adolescenza è il periodo più bello della propria vita.
Beatrice ha compiuto 17 anni, un'età importante.
Il diciassettesimo compleanno, per Bea è speciale.
Avere un anno in più dei sedici è emozionante, le fa effetto.
Si sta avvicinando ai diciotto, la maggiore età.
Il giorno dei 17 ci si sente diversi, come se si avesse la consapevolezza che si è aperto un corridoio verso la maturità.
Quando si è adolescenti ci si crede importanti, qualcuno, immortali, senza limiti, liberi, grandi e padroni della propria vita, quando in realtà si è solo una tela bianca.
Una tela bianca ancora da colorare con le varie sfumature della vita, da quella più vivace e allegra a quella più scura, tetra e triste.
L'adolescenza è un'età di transito, dove si possono commettere errori senza grandi conseguenze, dove ci si può permettere il lusso di sbagliare e poi avere modo di rimediare, dove si inizia a capire ciò che si vuole essere e se guardandosi allo specchio si è soddisfatti di ciò che si vede o se, invece, si può e deve cambiare qualcosa.
Mischiando l'amore e l'adolescenza esce fuori un mix esplosivo di emozioni, battiti, sorrisi, pianti, urla di gioia e disperazione, vita.
Questo libro è vita.

"Vorrei che fossi tu" è costruito su delle ottime basi, quelle sopra citate.
Eppure la vicenda in sé risulta banale, semplice e priva di emozioni, frettolosa.
I personaggi sono descritti bene, ma sembra sempre che manchi qualcosa o che ci siano solo i difetti.
Bea, la protagonista, è troppo melodrammatica, debole e indecisa, ad esempio, e di lei, per tutta la durata della vicenda, non emerge altro.
Viene data poca importanza ad ogni scena, ogni cosa viene raccontata in pochissime righe e sorpassata con un'altra descrizione, è un veloce susseguirsi di eventi imprecisi e confusi, che rendono la lettura fin troppo rapida e perfino indolore.
La banalità della vicenda è ovvia quando si viene a sapere che Edward in realtà è... non spoilero nulla. E anche in questo caso, viene offerto pochissimo margine alla scoperta della vera identità di Edward, non più di mezza paginetta.
Allo stesso tempo, la lettura in questo modo risulta scorrevole e si finisce ben presto per giungere alla fine del libro, con l'amaro in bocca, per il modo in cui la scrittrice ha deciso di affrontare le tematiche scelte, le scene, i dialoghi, le emozioni e i pensieri dei personaggi, i personaggi stessi e tutto l'insieme.
"Vorrei che fossi tu" ha potenziale, ma il modo in cui è scritto e programmato risulta poco adatto e conciliabile con l'importanza dei temi che contornano la vicenda e ai quali, personalmente, avrei conferito più importanza.
Per questi motivi, la lettura risulta veloce, scorrevole e leggera.
Si arriva ben presto alla fine del libro perché si vuole sapere come va a finire e se finalmente si avrà modo di leggere parole capaci di far venire le lacrime agli occhi, le farfalle allo stomaco, gli occhi a cuoricino e i sospiri, come un romanzo rosa dovrebbe fare.
Essendo arrivata alla fine del libro, posso affermare che non ho trovato niente di tutto questo, se non un paio di volte in alcuni e rari passi della vicenda.

Lorenza Bernardi ha scritto un sequel di questo volume: "Vorrei che fossi ancora tu", e siccome il primo suo libro ha potenziale ma, dal mio punto di vista, non rende, ho deciso di darle una seconda chance, nella speranza che questa sua seconda pubblicazione sia migliore della precedente e che finalmente i personaggi e la vicenda mi possano entrare nel cuore.

Ringrazio Lorenza Bernardi per aver dato vita ad un libro che parla dell'amore nelle sue varie sfumature e spero che il suo secondo libro possa regalarmi ciò che questo non è riuscito a darmi.

GIUDIZIO




DOMANDE LIBROSE

Mi piace moltissimo interagire con voi miei lettori, perciò vi lascio qui qualche domanda riguardante il libro, chi fra di voi l'ha letto è invitato a rispondermi nei commenti sotto al post, sarò felicissima di rispondervi!
1. Personaggio preferito e perché.
2. La tua concezione personale dell'amore e dell'adolescenza in poche righe?
3. Credi che la scrittrice abbia affrontato correttamente e sufficientemente gli argomenti su cui si basa "Vorrei che fossi tu"?
4. L'aspetto che più hai apprezzato dell'intera vicenda?
5. Scena preferita?
6. Cosa ne pensi dell'amore nato online?
7. Relazioni e legami vissuti dietro ad uno schermo o accanto alla persona in questione?
8. Ti è piaciuto questo libro? Se si, perché? Se no, perché?
9. Voto da 1 a 5 stelline?

La recensione è giunta al termine, non dimenticare di mettere un G+1 e di iscriverti al blog come lettore fisso!
Per qualsiasi dubbio o scambio di opinioni librose in merito a "Vorrei che fossi tu" o a qualsiasi altro argomento libroso, non esitare a scrivermi nei commenti qui sotto!

Alla prossima recensione! :)

Contatti
Instagram: irene.nano (profilo privato)
Twitter: Hugh_Me_Niall
GMail: irene.nano22@gmail.com



 
 
 

24 gen 2017

Recensione: "Il problema è che ti amo" di Jennifer L. Armentrout

"IL PROBLMEMA E' CHE TI AMO"
di JENNIFER L. ARMENTROUT
 
 
Ciao miei adorati readers e bentornati nel blog!
Scusate l'assenza, ma la scuola e i vari impegni scolastici in questo momento assorbono tutte le mie energie e il mio tempo, ma fra una materia da studiare e un progetto extrascolastico qualche paginetta riesco ancora a leggerla.
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa Young Adult, che narra delle ripercussioni a lungo termine degli abusi sui bambini e di un amore che nasce in circostanze insolite e intense: "Il problema è che ti amo" di Jennifer L. Armentrout.
 
LA COPERTINA
 
 
 
La copertina è graziosa.
Il titolo rappresenta a pieno la vicenda, che narra di un amore nato in circostanze del tutto insolite, all'età di circa sei anni all'interno di un nucleo famigliare buio e orribile, dominato da violenza, uso di stupefacenti, alcolismo, silenzio e paura, ed è stata proprio quest'ultima a dare la forza al co-protagonista maschile di tentare di proteggere la protagonista femminile da quel mondo così oscuro e ingiusto.
Una protezione che, ben presto, si trasformò in qualcosa di simile all'amore e che avrà modo di fiorire completamente vari anni dopo, quando entrambi saranno ormai degli adulti.
I loro problemi sono il silenzio, il guscio umano utilizzato per proteggersi dall'esterno e i sentimenti che provano l'uno per l'altra, che non fanno che ricordare ad entrambi il doloroso passato e ciò che erano prima e che sono tutt'ora: dei bambini intrappolati in qualcosa di più grande di loro, dal quale, solo insieme, potranno evadere.
La copertina rappresenta la protagonista Mallory e quell'enorme sorriso sarà il risultato di un lavoro in corso che non giungerà mai al termine, perché la vita non è un programma e ogni decisione comporta un cambiamento, ma se se ne ha la consapevolezza non si può che vivere con felicità perché, per fortuna, nulla è eterno.
 
LA TRAMA
 
Da quattro anni, il silenzio è lo scudo che la protegge dal resto del mondo.
Circondata dall'affetto dei nuovi genitori adottivi, Mallory Dodge ha cercato di superare i traumi del passato, di convincersi di non avere più bisogno di essere invisibile, ma le cicatrici dell'anima bruciano ancora e non le permettono di dimenticare.
Ecco perché dover frequentare l'ultimo anno di liceo in una scuola pubblica, dove sarà costretta a uscire dal guscio, la terrorizza. Tuttavia è proprio a scuola che accade l'inaspettato: tra i suoi nuovi compagni c'è Rider Stark, l'unico raggio di sole nella sua infanzia da incubo, il ragazzo che in più di un'occasione l'ha protetta dalla violenza del padre affidatario.
Rider però è cambiato: ha un atteggiamento arrogante, una pessima reputazione e pare che sia invischiato in una rete di cattive compagnie. Anche se, dietro a quella maschera da sbruffone, Mallory riconosce ancora il suo eroe d'un tempo... un eroe per di più molto affascinante.
Eppure gli anni trascorsi lontano da Mallory hanno segnato profondamente Rider, che ben presto si troverà davvero nei guai. E Mallory sarà la sola a poter fare la differenza.
Ma riuscirà a far sentire la propria voce e a battersi per il ragazzo che ama, o la paura la farà tacere per sempre?
 
IL LIBRO
 
Edizione cartacea: 440 pagine, 16.90€
Edizione digitale: 440 pagine, 9.99€
Casa editrice: Editrice Nord
Capitoli: 8 capitoli + prologo ed epilogo.
Narratore: Mallory Dodge (protagonista), narratore interno.
Scrittura: più che corretta dal punto di vista sintattico e grammaticale, armoniosa, semplice ma nonostante ciò elegante, scorrevole e intrisa di emozioni.
La Armentrout scrive di più argomenti delicati e difficili da esporre, eppure se la cava egregiamente, dando vita ad un libro che contiene situazioni familiari complicate, violenza domestica, ripercussioni a lungo termine degli abusi su minori, il sistema burocratico dell'assistenza sociale, aimè, fallato, il silenzio come difesa, la morte e ultimo, ma non meno importante, la vita.
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è consigliato a chi desidera immergersi fra le pagine di una vicenda viva, intensa e profondamente vera, intrisa di emozioni negative e positive, che unendosi danno vita ad una storia d'amore che il lettore non dimenticherà tanto presto.
"Il problema è che ti amo" è consigliato a chi vuole leggere un libro che riesca a far breccia nel proprio cuore e ad occupare un piccolo spazietto all'interno di esso.
Questo libro è consigliato a chi ha vissuto un passato doloroso e vuole sentirsi compreso o a chi, invece, è stato estremamente fortunato e ha avuto un'infanzia serena e vuole calarsi nei panni di quelle persone che tutto sono state, tranne che fortunate e felici.
 
"Il problema è che ti amo" è ambientato a Baltimora, scelta non casuale: la scrittrice afferma di aver ambientato il suo libro in questa cittadina, poiché lei stessa è cresciuta non molto lontana dalla località in questione e ha l'abitudine di ambientare spesso i suoi libri in aree geografiche che conosce bene.
Baltimora, però, non è solo lo sfondo della storia, in un certo senso è un personaggio anche lei, piena di bellezza e speranza, e dimenticata troppo spesso dall'America.
La protagonista principale è Mallory Dodge, anche se, attraverso la sua narrazione in prima persona, viene offerto ampio spazio anche a tutti gli altri personaggi del libro, come Rider che assume la posizione di co-protagonista, Rosa e Carl (i genitori adottivi di Mallory) che assumono sia la posizione di antagonisti nell'amore fra Mal e Rider e sia di aiutanti nella vita della protagonista, che grazie a loro ha avuto una seconda occasione, Ainsley (amica di Mallory) che assume il ruolo di "fata madrina", i nuovi compagni e il corso di comunicazione, che svolgono il ruolo di sblocco della protagonista e molti altri ancora...
Ogni singolo personaggio è vero, profondo e corrisponde ad un lato della personalità umana, da quello più superficiale e apparentemente inscalfibile a quello più vulnerabile e debole.
 
<<Le era già capitato di non stare zitta e conosceva bene le conseguenze. Ma sapeva anche come sarebbe andata a finire se fosse rimasta in silenzio. Non fare rumore.
La bambina aprì la bocca e lanciò un grido soffocato, con la sua bambola a coprirle la bocca. Non fare rumore.>>
Il passato tormenta Mallory da sempre.
Non fare rumore.
Nonostante siano passati anni, quelle tre parole le danno ancora il tormento e le cuciono la bocca, sigillandola irrimediabilmente.
Quella bambola di nome Velvet monopolizza da sempre i suoi sogni, quella graziosa bimba di pezza dai capelli rossi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ormai colmo di dolore e disperazione e che ha lasciato in Mallory cicatrici evidenti e indelebili.
Mallory non si sente amata e quindi vera, si sente come quel coniglietto di pezza di cui narra il libro di racconti per bambini che Rider le leggeva in continuazione quando erano piccoli, "Coniglietto di velluto", desideroso di essere amato, di provare dei sentimenti e di sentirsi vero e in vita, esattamente come la protagonista.
Ma lei non è vera, perché la paura la rende una tela bianca, ma nel corso della vicenda capirà che essere una tela bianca le va bene, perché può essere tutto ciò che vuole.
Può diventare chiunque.
Deve solo darsi da fare, affrontando il passato e facendolo diventare parte di sé senza però dargli il potere di essere il solo elemento caratterizzante.
E chissà che ciò che è e ciò che desidera di essere non combacino...
 
Mallory si sente pronta a voltare pagina e decide di iscriversi all'ultimo anno della Land High, un liceo pubblico, dove sarà obbligata a interagire con altre persone che non siano Carl e Rosa, Ainsley e il suo psicologo.
Varcando la porta dell'ultima lezione del suo terribile primo giorno, non crede ai suoi occhi, quel ragazzo seduto in fondo dall'aria sicura di sé, arrogante e fascinosa è proprio lui, il bambino che da piccola la protesse a costo della sua vita e che credeva di aver perso per sempre: Rider Stark.
Rider è sorpreso quanto lei da quel loro primo incontro dopo ben quattro anni e non appena la vede la prima parola che riesce a pronunciare è "Pesce".
Pesce perché Mallory in passato non apriva mai bocca, per paura di fare rumore, cosa che i genitori adottivi di lei e Rider non apprezzavano e punivano severamente, potendo contare sulla forza che l'alcool e le droghe gli davano.
Da quel primo incontro, Rider e Malllory capiranno di aver avuto una seconda occasione e riprenderanno a frequentarsi, come amici, esattamente come lo sono stati anni prima, ma Mallory è cresciuta e visibilmente non è più quella bimba indifesa che il suo eroe proteggeva, come il suo eroe non è più quel bimbo magrolino di un tempo.
Ora lei è una donna e lui un uomo e ben presto l'attrazione fra i due sarà più forte di ogni altra cosa e finalmente si sentiranno amati, vivi e veri, non più come quel coniglietto di pezza del libro per bambini dal quale erano tanto affascinati.
 
Mallory vuole una realtà in cui poter vivere davvero ogni secondo, invece di proiettarsi continuamente nel futuro per poi dover guardare indietro.
Rider vuole cambiare per lei, vuole diventare la sua persona, quella persona che ti appartiene, che si preoccupa, che c'è sempre e che si prende cura di te.
Sulla base di questi due grandi lavori in corso, Rider e Mallory impareranno a fare i conti con il passato e con il presente, a voltare pagina e a scriverne una nuova senza dimenticare, ad andare avanti superando i numerosi blocchi, ad amare e ad essere amati.
 
<<Non avrei saputo indicare il momento esatto in cui ero diventata una Mallory diversa.
Forse perché non c'era stato un solo momento, ma centinaia, migliaia.
Non era solo il fatto di aver ricominciato a frequentare la scuola, o di essermi seduta a pranzare con Keira.
Non era stata la decisione consapevole di mettermi a disagio iscrivendomi al corso di comunicazione.
Non era stato solo il fatto di aver finalmente confessato ad Ainsley tutto il mio passato.
Non era solo il giorno in cui avevo scorto la verità dietro la cattiveria delle parole di Paige.
Non era solo ciò che era successo a Jayden, aver visto la sua vita spegnersi in un attimo.
E non era solo il fatto di aver ritrovato Rider, o di essere innamorata di lui.
Era tutto.
Era decidere di fare le cose che mi spaventavano.
Era sapere che potevo ancora...avere paura di tutto, ma che non avrei permesso alla paura di impedirmi di vivere.
Seppi che era così. Ero cambiata.>>
 
<<"In tutti questi anni hai creduto di non valere niente, anche se tutti intorno a te ti dicono che non è vero. Non posso riuscire a farti cambiare idea. Ci avrei provato...ci avrei provato perché ti amo, ti amo così tanto, ma devi essere tu a voler cambiare. Non io.
Sei bloccato.
Per tutto questo tempo ho sempre pensato di essere io quella coi problemi. Che quella maledetta casa mi avesse rovinata. Pensavo di essere io. E invece no. Invece eri tu. Sei sempre stato tu."
Era colpa sua.
Era lui a caricarsi quel peso sulle spalle.
Trovava colpe e responsabilità ovunque cercasse e se le teneva strette.
Non ero io a non credere in lui, era lui a non credere in se stesso.
Volevo continuare a seguirlo. Volevo gridargli in faccia. Volevo che vedesse quello che vedevo in lui. Ma non lo feci, perché come potevo lottare per lui se non era disposto a lottare lui per primo per se stesso?
Quindi feci una cosa che non avrei mai pensato di fare.
Richiusi la porta alle spalle di Rider.>>
Rider riuscirà a sbloccarsi? Riuscirà a diventare vero? Capirà di essere un lavoro in corso con un progetto finito come destinazione? O si arrenderà al silenzio di cui è succube, come lo era anche Mallory, da anni?
 
Il finale sarà una fine che in realtà è solo un nuovo inizio e che lascerà il lettore a corto di parole e con la riserva di lacrime prosciugata.
 
LA MIA OPINIONE
 
Per alcuni di noi c'è una persona più importante delle altre.
Una persona che ci ha influenzati più di chiunque altro.
Per la protagonista di questo libro, però, non esiste una sola persona e al termine della sua storia la scrittrice si augura che il lettore possa capirne il perché.
Per comprenderlo è necessario che la protagonista cominci a raccontare dall'inizio ed è su questa piccola grande idea che si basa "Il problema è che ti amo".
Per Mallory ogni singola persona è stata ed è tuttora fondamentale: chi ricopre un ruolo importante nel suo passato e l'ha resa la donna che è oggi, chi l'ha abbandonata dandole inconsapevolmente l'occasione di avere una vita vera e felice, chi l'ha raccolta come un gatto abbandonato e l'ha portata con sé, standole vicino nel suo percorso di ripresa dai traumi subiti di quando era piccolina, chi l'ha persa e poi ritrovata, chi piano piano si èfatto strada nella sua corazza quasi indistruttibile, insomma, Mallory è grata ad ogni singola persona della sua vita, perché senza tutte loro non sarebbe mai ciò che è divenuta con il tempo e compiendo le scelte secondo lei più corrette.
La nostra identità, come afferma Mallory, viene plasmata da una serie di persone ed eventi.
 
Questo libro affronta temi molto delicati, quali la violenza domestica, l'uso eccessivo di alcool e sostanze stupefacenti, la criminalità locale che porta anche a sparatorie nel bel mezzo di un pomeriggio soleggiato all'interno di uno di quei quartieri dimenticati dallo stato americano, le ripercussioni a lungo termine degli abusi su minori, la morte, la vita e gli effetti collaterali del dolore.
Jennifer Armentrout nei ringraziamenti, al termine della narrazione, afferma che scrivere un libro che tratta di queste tematiche non è stato affatto semplice e che si è dovuta addentrare in un mondo al quale molte persone non vorrebbero neppure avvicinarsi.
Un mondo in cui qualcuno vorrebbe tanto credere che le esperienze vissute da Mallory e Rider siano pura fantasia.
E che non è stato facile rappresentare in modo efficace il prezioso lavoro compiuto dai servizi sociali dedicati a proteggere i figli di ogni lettore genitore, senza però dimenticare che moltissimi bambini, purtroppo, passano attraverso le maglie di un sistema perennemente a corto di fondi e di personale.
 
Mallory è diversa da qualsiasi altro personaggio con cui avessi mai avuto occasione di confrontarmi, leggendo un libro e grazie a lei, e al talento della scrittrice, ho capito che c'è un po' di "Pesce" in tutti noi e che esistono persone con la straordinaria capacità di accorgersi che ognuno di noi ha qualcosa da dire, ha una voce e che vale la pena ascoltarla.
 
Ho avuto modo di immergermi a pieno nella vicenda sin dalle prime pagine e ben presto mi sono ritrovata al capolinea anche di questo libro, con le lacrime agli occhi, il sorriso a incurvarmi le labbra, un luccichio negli occhi e una nuova consapevolezza interiore.
Pochi libri sono in grado di narrare di più argomenti seri, di spessore e differenti tra loro e di riuscire, nonostante ciò, a legarli indissolubilmente in modo da crearne un libro contornato da una vita quasi normale da teenagers e "Il problema è che ti amo" è uno di questi.
Dall'esterno potrà risultare un libro banale, un semplice romanzetto Young Adult, e invece no, com'è che si dice? Mai giudicare un libro dalla copertina.
 
Un particolare mi ha colpito più di ogni altro aspetto letterario presente all'interno del volume: l'ordine con cui la scrittrice fa affrontare il tutto alla protagonista e la fluidità con cui i pensieri del personaggio principale si affiancano a quelli degli altri personaggi che contornano la vicenda.
E sapere che Mallory Dodge esiste davvero, che questa ragazza ha prestato il suo nome a Jennifer Armentrout mi lascia di stucco, perché quelle parole scritte su della carta profumata e rilegate in un romanzo rosa assumono maggiore importanza e consapevolezza che al mondo c'è davvero gente come Mallory e Rider, che ha passato le loro stesse pene se non peggio e che il lettore, per il semplice fatto di poter leggere di loro deve ritenersi fortunato e ringraziare per quello che ha.
 
Esattamente come Mallory ho realizzato che anche io, a livello personale, ho ancora molto da fare e che spetta unicamente a me portare a termine il lavoro, che la felicità me la devo creare io, anziché aspettare che sia un'altra persona a farlo.
E' la mia voce che deve farsi sentire e quella di nessun altro.
Sono io a dover tagliare la mia linea personale ed immaginaria del traguardo e quando mi sembrerà che non ne valga la pena sono io che devo ricordare a me stessa che quell'emozione non durerà per sempre.
Per sempre.
A queste due parole ho sempre risposto sulla difensiva con un banale "niente è eterno, un giorno moriremo tutti e con noi anche tutto ciò per cui abbiamo lavorato sodo", ho sempre creduto che non esistesse un per sempre, ma ora so che questo esiste e che non ne devo essere terrorizzata.
Per sempre non sono le sofferenze, il passato, il presente, il futuro, le emozioni, le persone o i legami.
Per sempre è il battito del mio cuore e la speranza del domani.
Per sempre è il lato positivo nascosto dietro ad ogni situazione scomoda e brutta.
Per sempre è avere la consapevolezza che i momenti di debolezza non dureranno in eterno.
Per sempre è sapere di potercela fare.
Per sempre è semplicemente la promessa di qualcosa in più, che può arrivare come no.
Per sempre è un lavoro in corso.
Siamo tutti un lavoro in corso, un costante cambiamento.
Siamo tutti un per sempre.
 
Ringrazio Jennifer Armentrout per aver dato vita ad un capolavoro e spero tanto che Mallory, Rider e tutti gli altri possano comparire in un altro suo libro.
 
GIUDIZIO
 
 
 
 
DOMANDE LIBROSE
 
Mi piace moltissimo interagire con voi miei lettori, perciò vi lascio qui qualche domanda riguardante il libro, chi fra voi l'ha letto è invitato a rispondermi nei commenti sotto al post, sarò felicissima di rispondervi!
1. Personaggio preferito e perché.
2. Anche tu, esattamente come la scrittrice, credi che ci sia un po' di "Pesce" in ognuno di noi? Perché?
3. Mallory Dodge. Che ne pensi di lei?
4. Rider Stark. Che ne pensi di lui?
5. Parliamo della crudeltà della scrittrice. Concordi con la sua scelta di porre fine alla vita di Jayden? Io no! Che ingiustizia! Jayden era il mio personaggio preferito! *si dispera*
6. Credi al "per sempre"?
7. Ti è piaciuto questo libro? Se si, perché? Se no, perché?
8. Voto da 1 a 5 stelle per questo volume?
 
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticare di mettere un G+1 e di iscriverti al blog come lettore fisso!
Per qualsiasi dubbio o scambio di opinioni librose in merito a "Il problema è che ti amo" o a qualsiasi altro argomento libroso, non esitare a scrivermi nei commenti qui sotto!
 
Alla prossima recensione! :)
 
Contatti
Twitter: Hugh_Me_Niall
Instagram: irene.nano (profilo privato)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

4 gen 2017

Recensione: "Fangirl" di Rainbow Rowell

"FANGIRL" di RAINBOW ROWELL
 
 
Ciao miei adorati readers e bentornati nel mio blog!
Ed eccomi qui a pubblicare il primo post dell'anno!
2017... wow!
Come ogni anno ho deciso di fissare dei "buoni propositi" che, ovviamente, finirò per non completare e per rimandare all'anno prossimo, ma uno fra questi verrà sicuramente rispettato e superato: leggere leggere e ancora leggere, perché... la mia vita sono i libri!
Buon anno a tutti voi che mi leggete e che contribuite a far diventare grande il mio piccolo e semplice blog letterario!
Sono felicissima di dirvi che "Lamiavitasonoilibri" ha raggiunto in due anni un totale di circa 30.000 visualizzazioni, nell'ultimo mese le visite sono state oltre 10.000, che dire? Un bellissimo modo per salutare il 2016 e dare il benvenuto al 2017!
E voi? Avete degli obbiettivi, dei buoni propositi per questo anno? Spero che si possano realizzare e che questo 2017 sarà felice, generoso e gioioso per ognuno di noi!
Oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo rosa, o meglio, una fanfiction, che narra di una ragazza che vive nel mondo letterario creato dalla famosissima Gemma T. Leslie e che si diverte a prendere "in prestito" i personaggi e i luoghi da lei creati, per adattarli alla sua fervida immaginazione: "Fangirl" di Rainbow Rowell.
 
LA COPERTINA
 
 
La copertina è bellissima!
Il titolo rappresenta a pieno ciò che è la protagonista: una fangirl, ovvero una ragazza fan di una saga letteraria ("Simon Snow"), sostenitrice accanita del mondo fantastico di Watford e della ship (coppia) Simon-Baz surreale (alle fangirls non interessa se ciò in cui credono è reale o meno).
La protagonista fa parte di un fandom (una sorta di comunità sociale e virtuale composta da fan accanite, esattamente come lei) e ha creato un blog su Fanfixx.net dove poter dare libero sfogo a questo suo lato "fangirloso", attraverso la pubblicazione di varie fanfiction ispirate ai libri della Leslie, ai personaggi e al mondo creati da un'altra persona che ormai hanno vita ossessiva nella mente della protagonista.
L'immagine di copertina e la frase ad essa incorporata rappresentano a pieno l'intera vicenda, che ruota attorno ad un amore che potrebbe nascere se solo la protagonista uscisse dal suo mondo magico e perfetto da lei creato su ispirazione di quello originato dalla mente di Gemma T. Leslie.
 
LA TRAMA
 
Una ragazza timida che scrive storie d'amore lo saprà riconoscere quando se lo troverà davanti?
Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito.
Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita...
 
LA RECENSIONE
 
Questo libro è consigliato a chi è un fan accanito di una serie tv, di un film, di un attore, di un cantante, di una band o di un libro, ecc, a tal punto da raggiungere livelli impareggiabili e da essere definito "fissato", "ossessionato", o meglio, fangirl (mi scuso con i maschi che leggeranno questo post, ma non esiste il termine fanboy o comunque non è così conosciuto e usato).
Questo libro è consigliato a chi adora le storie d'amore, le ship, le fanfiction, i fandom e i libri, tutti oggetti inanimati e idee astratte, che però in questo libro diventano reali, o almeno, surreali.
Questo libro è consigliato a chi adora le fanfiction convertite in un libro e il "libro nel libro", come avviene in questa vicenda, dove fanfiction irreale e fanfiction scritta dalla scrittrice si incontrano armoniosamente, dando vita ad un solo e magico volume.
 
"Fangirl" è ambientato nello stato nel Nebraska, in particolare a Lincoln e a Omaha.
I protagonisti di questo libro sono difficili da individuare, poiché la scrittrice offre ampio spazio e piena parola ad ognuno dei personaggi della vicenda.
Sicuramente la protagonista principale è Cath.
Cath è una ragazza di diciotto anni, nerd, dannatamente insicura di sé e fangirl dalla punta dei capelli fino a quella delle dita dei piedi.
La sua vita è una vita semplice, si nutre di quotidianità, di routine.
Vive ad Omaha, in un quartiere messicano della cittadina, in una graziosa villetta con suo padre e sua sorella gemella Wren.
Passa le sue giornate fra i libri di scuola e con le dita che battono forsennatamente sulla tastiera del suo pc, intente a creare sulla base di quanto già esistente un nuovo mondo, con qualche modifica apportata personalmente, che vede protagonisti Watford, i suoi abitanti e la magia.
La sua vita cambia totalmente quando lei e sua sorella Wren devono decidere in quale college andare a studiare.
La scelta ricade sull'università di Lincoln, ad abbastanza chilometri da casa per assaporare l'indipendenza che la prosecuzione degli studi comporta e abbastanza grande per far si che le due gemelle non si incontrino mai per caso, in modo tale da poter essere finalmente due distinte persone e non due volti irriconoscibili se non per qualche piccolissimo dettaglio invisibile agli occhi di tutti.
Wren è entusiasta della scelta, finalmente potrà andare in giro e non essere scambiata per sua sorella, divertirsi ai party delle confraternite in compagnia di bei ragazzi e fiumi di alcool, senza che il padre ne venga a conoscenza.
Cath, invece, è riluttante al riguardo, ma accetta per stare vicino alla gemella, per controllarla e nel mentre per proseguire i suoi studi.
 
Arrivate a Lincoln tutto è diverso: ambiente nuovo, camera nuova, compagna di stanza nuova, cibo nuovo, routine inesistente e tanti punti interrogativi da trasformare nel giro di un anno in sicurezze, in punti e a capo.
Cath si troverà ad affrontare tutto questo completamente da sola.
Niente più Wren, niente più Arthur (suo padre), niente più Abel (il suo ragazzo storico, talmente fermo e abituale da essere definito "il tavolino"), niente più quotidianità.
 
"C'era un ragazzo, nella sua stanza."
Tutto avrà inizio da qui.
Da quella presenza non richiesta in quello che dovrebbe essere il nascondiglio di Cath per due semestri.
Da quel momento, varcata la soglia di quella camera, metafora della soglia della sua nuova vita, Cath metterà in discussione ogni cosa, compresa se stessa.
E chissà che tra un capitolo della sua fanfiction, una lezione del corso di scrittura narrativa, una serata in biblioteca a scrivere in compagnia del suo misterioso compagno di corso Nick, una lettura in compagnia di un affascinante ragazzo di nome Levi e una capatina in ospedale dove sono ricoverati prima il padre e poi la sorella, non scappino nuove esperienze, amicizie, sicurezze e chissà...l'amore.
Ma Cath sarà in grado di riconoscerlo quando questo busserà alla sua porta?
 
"Io ho paura di tutto, lascio soltanto intravedere la punta del folle iceberg che sono.
Sotto questa maschera da asociale sono un disastro totale."
Nel corso della vicenda l'iceberg verrà a galla, scoprendosi e sciogliendosi piano piano.
Perché la chiave di tutto è affrontare il passato, vivere l'attimo, abbandonarsi all'inevitabile futuro, ascoltare il cuore e accettare l'amore, quando questo irrompe nella tua vita, sconvolgendoti.
 
Il finale sarà un nuovo inizio, ma non una fine, il che lascia sperare che magari la Rowell non ha terminato, che Cath e gli altri torneranno presto oppure per dare la possibilità alle fangirl di questo libro di trarre le proprie prosecuzioni e conclusioni attraverso fanfiction tratte da questa, esattamente come accade all'interno del libro tra la Leslie e Cath.
 
LA MIA OPINIONE
 
Edizione cartacea: 511 pagine, €17.00
Edizione digitale: 459 pagine, €6.99
Il libro ha una struttura particolare: è suddiviso in due parti, o meglio, in due periodi scolastici, il semestre autunnale 2011 e primaverile 2012 dell'università di Lincoln e alla narrazione classica si alternano letture tratte dalle fanfiction della protagonista, da libri celebri come "I ragazzi della 56ma strada" e alla fine di ogni capitolo sono presenti i più celebri e inerenti passi, a seconda di ciò che accade ai personaggi della vicenda, di ciascuno degli otto libri della serie "Simon Snow" di Gemma T. Leslie.
Il narratore è esterno, in terza persona. Scelta che ho apprezzato molto, in quanto attraverso un'unica voce riescono ad emergere tutte quelle dei personaggi di "Fangirl".
La scrittura è sublime. Sin dalla prima parola scritta dalla Rowell mi sono trovata immediatamente all'interno del  suo vortice di parole che è stato capace di creare il mondo di Cath&Co.
 
"Fangirl" non è il classico libro, non è un libro come tanti.
E' particolare, talmente tanto che appena aperto non volevo più richiuderlo e tornare alla vita reale.
Sto seriamente considerando l'idea di scrivere fic come Cath, prendendo "in prestito" il mondo e le vite creati dalla Rowell, ahah.
La scrittrice ha avuto la capacità di unire argomenti differenti e di formare un'unione tra più libri per creare il suo libro, l'unico di cui poi si legge all'interno della vicenda.
Leggendo "Fangirl" si leggono "Simon Snow", numerose fanfiction, "I ragazzi della 56ma strada", "Sola" e molto altro ancora, il tutto concentrato in unico libro.
Sono tutti questi libri e queste narrazioni a dare vita al libro stesso.
Più libri nel libro, insomma.
 
Rainbow Rowell insegna che si accetta l'amore che si pensa di meritare, che la soluzione di tutto è vivere, vivere davvero e che i sogni sono stati creati dalla nostra mente per essere realizzati, perché se puoi immaginarlo puoi anche farlo.
In questo libro ho trovato il significato  dell'idolatrare, della lettura, della narrativa, del lavoro che si cela dietro alla creazione di un libro, dell'amicizia, della vita, dell'amore, della differenza sostanziale tra passato, presente e futuro.
Credo che ogni lettore appassionato di lettura, scrittura e storie d'amore debba leggerlo, dopo averlo fatto si è completamente consapevoli di ciò che significa per se stessi leggere e chissà, magari si scopre di essere dei nerd e delle fangirl esattamente come Cath.
 
Ho adorato tutto di questo libro, non vi ho trovato alcun difetto.
Ogni capitolo è capace di aprire un tassello importante della vita di Cath e degli altri personaggi, ma anche del lettore, che è come se potesse specchiarsi nelle parole scritte dalla Rowell.
Non mi è mai capitato di avere un capitolo intero come passo preferito, o meglio, non mi era mai capitato fino ad ora.
Capitolo 15... dico solo questo, che basta per riuscire a riportarmi nel fantastico mondo scritto della scrittrice.
 
Alcune recensioni sono difficilissime da scrivere, questa è una di quelle: il libro è talmente bello e talmente ricco di emozioni, significati, vite e storie, che descriverlo e commentarlo risulta complicato.
L'ho veramente adorato e ho apprezzato che il finale non sia stato un vero finale, in questo modo la Rowell ha lasciato al lettore il compito di immaginarsi cosa succede dopo.
Avrei continuato a leggere di Cath, Levi, Wren, Jandro, Reagan, Arthur, Laura, Nick, Mrs. Piper e di tutti gli altri molto volentieri e spero davvero che la scrittrice torni con un continuo di questo libro o con una sorta di presentazione di ogni singolo personaggio, in stile "Before" di Anna Todd (recensione qui), l'idea mi entusiasma un sacco!
 
Ho aperto questo blog per condividere la mia più grande passione: la lettura.
Le persone che leggono le mie recensioni sono in costante aumento e mi farebbe piacere interagire con voi, perciò vi lascio qui delle domande riguardanti il libro, chi l'ha letto è invitato a rispondere nei commenti qui sotto, sarò felicissima di sostenere uno scambio di opinioni librose!
1. Cath o Wren? Chi preferite, perché? In quale delle due ti sei rispecchiato/a maggiormente, perché?
2. Cosa pensi di Cath?
3. Questione Laura: cosa ne pensi di lei, il tuo pensiero si avvicina di più a quello di Cath o a quello di Wren?
4. Levi o Nick? Perché?
5. Anche a te è piaciuto da morire il particolare di questo libro? Quello di contenere al suo interno molteplici narrazioni in contemporanea, tutte utili per lo sviluppo della vicenda vera e propria.
6. Come hai trovato il finale?
7. Passo preferito?
8. Personaggio preferito, perché?
 
GIUDIZIO
 
 
 
CASA EDITRICE ED AUTRICE
Piemme
Rainbow Rowell
 
La recensione è giunta al termine, non dimenticate di mettere un G+1 e di condividerla dovunque e con chiunque vogliate e di seguire il mio blog (nell'apposita barra a destra trovate vari modi di iscrizione per diventare miei lettori fissi).
Se avete già letto questo libro e volete scambiarne quattro chiacchiere o desiderate leggerlo e volete averne maggiori informazioni o volete semplicemente farmi sapere che la mia recensione è stata utile per convincervi ad acquistarlo, vi invito a scrivermi nei commenti qui sotto, sarò felicissima di rispondervi!
 
Alla prossima recensione! :)
 
Contatti
Twitter: Hugh_Me_Niall
Instagram: irene.nano