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2017-10-22

COLLABORAZIONE: "Dieci piccoli passi" di Francesco Pierucci

Recensione-Collaborazione
"DIECI PICCOLI PASSI" di FRANCESCO PIERUCCI
 
Ciao miei adorati lettori e bentornati nel mio piccolo angolo di paradiso!
Pensavate davvero che fossi ufficialmente scomparsa dalla circolazione? E invece no, ero solo sommersa da pile e pile di libri scolastici (credo di non aver mai odiato così tanto dei libri!) e da montagne di verifiche ed interrogazioni da preparare e, aimè, il tempo per leggere si era ridotto a zero.
Una tortura, insomma...e le settimane che verranno non si prospettano molto diverse da quelle appena passate, ma vi prometto solennemente che sarò più attiva e che troverete più recensioni e post possibili! Parola di Lamiavitasonoilibri!
Le mie dita hanno passato due mesi senza sfiorare le pagine di un libro e i tasti rumorosi del mio adorato pc, ma appena ne ho avuto occasione ho letteralmente divorato un libro, per potervelo recensire entro questo weekend, ricomparendo così sulla piattaforma...ed eccomi qui con un post effetto sorpresa!
Cari miei lettori, spero di ottenere il vostro perdono con una recensione su richiesta da togliere il fiato!
Francesco Pierucci, scrittore con cui avevo già avuto l'onore di collaborare (per saperne di più clicca qui), mi ha contattata per farmi recapitare a casa un regalo: una copia cartacea del suo manoscritto edito da Edizioni La Gru.
Il suo prezioso dono merita di essere recensito e condiviso con quanti più lettori possibili e la sua scelta è ricaduta su Lamiavitasonoilibri! Un onore e un piacere!
Quindi, oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un libro attraverso il quale dieci favolose persone entrano in contatto, se non addirittura in simbiosi, con il lettore, condividendo con quest'ultimo la propria solitudine e mostrandogli la propria via di liberazione, per raggiungere una destinazione comune, la catarsi: "Dieci piccoli passi" di Francesco Pierucci.
 
LA COPERTINA
 
La copertina è meravigliosa.
Il titolo è magnifico e racchiude l'intera vicenda nascosta tra le pagine di questo volume: durante la narrazione, il lettore avrà modo di essere accompagnato nella lettura da dieci diversi personaggi, ognuno di essi lo farà a modo proprio, raccontando la sua storia, la propria persona e mostrando attraverso le parole il proprio viaggio, cammino verso una liberazione interiore, che giungerà a compimento solo una volta raggiunta la catarsi più semplice e completa.
Francesco Pierucci viene guidato nella scrittura di questo manoscritto da dieci persone di carta, composte da parole di solitudine e libertà, pace e raggiunge con loro l'apice, divenendo anche lui di carta, vero.
Attraverso la narrazione, il lettore impara a conoscere e capire gli altri e attraverso loro anche se stesso, fino a giungere all'ultimo passo, il decimo nonchè più importante, rappresentato dalla catarsi, dalla liberazione dell'animo e dalla pace interiore.
L'immagine di copertina è molto particolare e soggettiva, vuole rappresentare, a mio avviso, la vita come una stanza senza pareti, confini. Il cielo fa da soffitto, il mare da pavimeto e l'orizzonte da pareti immense, delimitate solo da una piccola finestra, che offre una visuale limitata di quello che appartiene a ciascuno di noi, la felicità e pace interiori, radicate nel profondo dell'anima e da ricercare costantemente.
In fondo cos'è la vita? Solo grande buio bianco a cui ciascuno di noi ha l'obbligo e il diritto di dare diverse sfumature di colore; E quel palloncino rosso siamo noi, metafora di un qualcosa di leggero, inafferrabile, sempre in costante cambiamento e movimento, libero, ma al tempo stesso destinato a portarsi dietro un cordoncino, simbolo di tutto quello che ci ha formato, dando luogo alla persona che siamo oggi, che non eravamo ieri e che non saremo più domani...
La vita di queste dieci persone è strettamente legata a quella del lettore, riuscirà quest'ultimo a raggiungere la propria catarsi e a vedere davvero una volta chiusi gli occhi?
 
LA TRAMA

Fine. Pura liberazione dello spirito. Non c'è mai stata fine più dolce. Come ambrosia soave nelle vene. Eterna catarsi del peccato originale. Sospiro atarassico di un mattino primaverile. Sono qui e sono ora. Mi faccio cullare incessantemente dal tepore dell'ignoto dimenticando ciò che non ho mai vissuto. In fondo cos'è la vita? Solo grande buio bianco. Chiudo gli occhi e finalmente vedo. Sono ovunque. Tutto è vivo intorno a me. Corro veloce, lontano dalla paura di rimanere ciò che sono. Discepolo delle stelle, viaggio nella mente di chi non è ancora nato. Mi lascio il futuro alle spalle. Sono pronto. La fine è vicina. E ogni fine è sempre un nuovo inizio.

IL LIBRO
Titolo: Dieci piccoli passi
Autore: Francesco Pierucci
Casa editrice: Edizioni La Gru
Pagine: 128 pagine (prologo, 10 capitoli, epilogo e ringraziamenti)
Prezzo: €14,00 copia cartacea
Genere: romanzo costruttivo
Scrittura: sublime.
Scrittura corretta sia dal punto di vista grammaticale che sintattico.
Lo scritto di Francesco entra nell'anima, diventandone parte integrante.
Ogni singola parola ha un suo significato e costituisce un tassello importante del puzzle costituito dall'intera vicenda.
Personalmente, adoro il modo di scrivere di Francesco, poichè quest'ultimo non solo descrive perfettamente ambientazione, personaggi, vicenda, emozioni e sensazioni, ma riesce anche a inglobare se stesso e il lettore all'interno delle sue parole.
E' a dir poco impressionante come chi legge riesca a immedesimarsi in ognuna delle dieci storie e a sentirsi parte integrante di esse.
Dieci personaggi diversissimi e dalle infinite sfumature, che si uniscono, dando luogo a una sorta di guida alla catarsi, il tutto compiendo dieci piccoli e giusti passi.
I miei complimenti allo scrittore che è riuscito a dar vita ad un libro che ingloba al suo interno il significato della parola esistenza, di perchè e cosa siamo e di come superare tutto, non uscendone vincitori, ma vincenti.

LA RECENSIONE
"Dieci piccoli passi" è dedicato a chi nella propria vita ha mosso il primo passo e tutti quelli successivi in completa solitudine ed ora sente la necessità di compierne dieci in ottima compagnia.
Questo libro è dedicato a chi, come Francesco, non si sente parte integrante di questo mondo, che tutto è meno che reale, ma appartiene al mondo della carta profumata e scritta, intrisa di emozioni e vita.
"Dieci piccoli passi" è dedicato a chi sente la necessità di dover compiere un mini-viaggio alla ricerca del suo io interiore e sente di volerlo fare con l'aiuto di altre dieci persone intente a raggiungere il medesimo traguardo ed obbiettivo.
Questo libro è dedicato a chi sa emozionarsi.
"Dieci piccoli passi" è dedicato al lettore desideroso di rinascere e di compiere i primi suoi dieci passi con l'aiuto di un grande scrittore.

"Dieci piccoli passi" non ha una sola location, ma diverse, alcune descritte e note e altre sconosciute e non nominate.
In questo libro il protagonista indiscusso è il lettore che, come Ebenezer Scrooge in "Canto di Natale", riceverà la visita di dieci persone, alcune viventi e altre non.
Il lettore, esattamente come il protagonista di "A Christmas Carol", grazie a questi imprevedibili incontri verrà a conoscenza della sua vera essenza e della strada giusta da percorrere. Il traguardo? La catarsi.

Il primo incontro avverrà tra il lettore ed Igor Taransky, un ragazzo di venticinque anni, che adora osservare la gente ed affetto da atarassia. L'atarassia è ancorata nel profondo di ognuno di noi, è quell'insensibilità che emerge quando ti ritrovi solo, indifeso e privato di ciò a cui più tenevi.
Igor ha perso tutto, il padre forte e coraggioso, la madre allegra e spensierata, la capacità motoria e la voglia di vivere.
Ogni giorno è identico all'altro.
Igor passa la giornata a guardare, assorto, le pareti bianche della sua camera angusta e sterilizzata, fino all'arrivo di una ragazza molto più giovane di lui, che si trova lì a causa di un ifortunio alla gamba. Karen.
Da quando Karen è entrata a far parte della sua vita, Igor si sente come rinato, l'apatia è ormai un lontano ricordo e ora quella camera che prima associava ad una gabbia dorata funge da luogo di incontro per le loro chiacchierate quotidiane.
La nostra felicità non è un'altra persona o un oggetto. La nostra felicità siamo noi stessi. Mai dipendere da qualcosa che non sia noi stessi, Igor lo sa meglio di chiunque altro, proprio lui che non può compiere nemmeno la più facile delle azioni in completa indipendenza...
Karen rappresenta ciò che lui ha perso anni prima: il sentirsi uomo e l'avere una persona vera al proprio fianco.
Ma quando la gamba di Karen sarà guarita, lei se ne andrà, lasciando Igor da solo e in quel momento cosa rimarrà? La consapevolezza che un altro giorno è giunto al termine, che il senso di colpa non svanirà, che la fine è vicina e che, molto probabilmente, stasera pioverà, ma che lui continuerà a non arrendersi.
<<Un flusso continuo di persone che attraversano il mio arco vitale senza conoscermi minimamente e senza permettermi di conoscerle appieno. Molte di loro non si accorgono nemmeno della mia presenza. Frustrante, riflettendoci.>>
<<E' che quando sto con lei non mi riesco a soffermare sui dettagli come mio solito, ma rimango immobile a guardarla. Mi blocco.>>
<<Mi disse che nella vita è sbagliato arrendersi e che bisogna lottare finchè se ne hanno le forze. Smettere di combattere equivale a una sconfitta prematura: non sono ammessi rimpianti. Il dolore più intenso, il male più profondo.>>

La seconda storia vede protagonisti Alessandro e Letizia, due ragazzi innamoratissimi e che da ormai due anni condividono gioie, dolori, passione e amore.
Si sono conosciuti un giorno di maggio, Letizia bussò alla porta di Alessandro per cercare di vendere il suo libricino di poesie, fatto stampare con i suoi pochi risparmi. Appena lui aprì la porta capì che era e sarebbe sempre stata lei, la donna della sua vita.
Naturalmente acquistò il suo libro e da quel giorno le orbitò intorno, come un pianeta bisognoso di luce solare. Lui cercava di sottrarle un pò della sua creatività cimentandosi in poesie dedicate alla sua Letizia e lei cercava di essere più razionale, dote che gli invidiava.
Tutto procede a gonfie vele, il loro amore è forte più che mai, fino a quando una mattina Alessandro si reca all'ennesimo colloquio di lavoro con il solito mal di testa che gli attanaglia la vista. Un dolore che lo costringe a tornare a casa e a vedere la sua bellissima Letizia non più eterna come invece la credeva. Stringe in una mano una lettera, un pezzo di carta bianco, come il sangue di Alessandro. Sangue bianco, un nome così poetico per un qualcosa di così atroce. Alessandro non desidera altro che rivedere la sua dolce metà e così decide di raggiungerla. Il loro amore è troppo forte per permettere alla conseguenza della vita di dividerli e così Alessandro può finalmente urlare che lui ama Letizia e che il loro amore durerà in eterno. Perchè il mistero dell'amore è più grande di quello della morte.
<<Non avevamo bisogno di dirci "ti amo" perchè ce lo si leggeva negli occhi.
E poi cosa vuol dire amore? Non saprei. In fondo non mi interessa darne una definizione esatta. So solo che, una volta conosciuta Letizia, le altre ragazze mi apparivano tutte con la stessa faccia priva d'identità.
Passavamo le giornate in casa a leggere e a fare l'amore. Ci immergevamo nella cultura senza sentire il bisogno del mondo esterno.
Ripetevamo senza sosta che non ci saremmo mai lasciati. Ma, al contrario degli altri, davamo peso alle nostre parole; esistevamo solo noi due, ci bastava.>>
<<Il dolore è insignificante rispetto alla voglia di rivederla.>>

Il terzo passo vede protagonista una ragazza dai capelli rossi, Sofia, il quale nome significa conoscenza, disposta a qualsiasi cosa per ottenere l'approvazione del padre troppo impegnato a bere, picchiare la moglie e a disprezzare la figlia per accorgersi di quanto queste due donne lo amino.
Il giorno in cui il cuore di suo padre smise di battere, la protagonista non versò nemmeno una lacrima. Si chiuse in se stessa e iniziò a viaggiare, lavorando per ottenere vitto e alloggio, per poi rifugiarsi altrove, alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa.
Un sogno la perseguita ogni singola notte: le pareti di una stanza che si restringono sempre più attorno a lei, soffocandola. E se quelle pareti che la opprimono fossero il chiaro segnale che solo morendo potrà raggiungere la pace interiore?
Solo affrontando di petto il proprio sogno la protagonista può capire cosa questo ha da comunicarle. A volte una gabbia fa sentire più liberi di quanto uno spazio infinito potrà mai fare...
E se guardandoci allo specchio sorridessimo, cosa accadrebbe?
Un attimo di razionale follia e tutto cambia...
<<"L'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene.">>

La quarta storia vede protagonista un uomo che alle 11.03 del 31 marzo ha smesso di credere in Dio.
La foto di una bambina a pagina due del giornale, rovinata da un titolo simbolo del male e della violenza umana, conferma a un signore sulla settantina che Dio prima dà e poi ti toglie. Non si capacita di come Egli possa acconsentire a tale scempio, ma faceva finta di niente, andava avanti pensando che facesse parte di un progetto più grande, questo almeno fino a quel giorno di aprile, quando Lui lo privò della sua gioia più grande.
Prima Anna, poi Anita...
Quanto deve essere difficile dover continuare a credere in qualcosa a cui non si vuole più credere? Le persone sentono il bisogno di sperare e presumere che ci sia qualcosa di più grande di loro, ma quando non si sente più questa necessità, cosa si diventa?
Elì, Elì, lamà sabactanì?
Dio l'ha abbandonato e quella bara bianca posta al centro della chiesa ne è la prova.
Il protagonista stringe il rosario in mano e indossa la toga, ma la messa è finita, possiamo andare in pace...
<<Suffucit diei malitia sua. A ogni giorno basta il suo male.>>

Il quinto passo vede protagonista Charlie Kozak, un medico legale.
Charlie si sente maledettamente solo, forse perchè lo è sempre stato...e se fosse la solitudine la sua catarsi?
La sua stranezza è quella di sognare ogni singolo cadavere a cui effettua l'autopsia, facedolo rivivere nella irrealtà, facendolo essere ciò che desidera, ma che non potrà mai essere.
Un nuovo giorno è arrivato e il cadavere sul tavolo appartiene alla signora Kowalski.
Per qualche strana ragione, Charlie non riesce a sognarla, ma in compenso i sogni ricorennti degli altri defunti e di sua mamma dominano le sue notti...
La madre di Charlie è morta quando aveva soli otto anni, vittima di femminicidio. Ricevette un pugno che le fece sbattere la testa. Una pozza di rosso e poi più niente.
Charlie vive con il senso di colpa per non aver potuto evitare la tragica fine della madre e lavora con i defunti per cercare di rendergli giustizia e pace.
Eppure con la signora Kowalski è diverso, lei è diversa. Chi era in realtà quella donna appartenente all'alta borghesia e cosa vuole il marito dal protagonista?
Una lettera e lo ius eligendi sepulchrum saranno le risposte che Charlie cerca da una vita.
<<Ma perchè la gente arriva a tanto? A cosa è dovuto tutto quest'odio che respiriamo ogni giorno come aria ustionante?>>
<<Mi avevano sempre affascinato le gocce di pioggia sui finestrini. Quella gocciolina che inizialmente si muove adagio, timida, quasi senza forza, nè volontà. Si guarda intorno e ne vede altre nella sua stessa situazione. Capisce che in quelle condizioni non riuscirà mai ad andare avanti, allora cambia il modo di vedere le cose. Si avvicina lentamente alla goccia più vicina e decide di inglobarla. Comincia a muoversi più velocemente e s'impossessa di un'altra. Comprende che per andare più veloce degli altri ha bisogno di sfruttare la loro forza. L'egoismo prevale sulla colletività. Fino ad arrivare alla fine del vetro: l'autodistruzione. Una metafora perfetta delle persone.>>

La sesta storia vede protagonista un ragazzino affetto dalla sindrome di Down.
Non ha amici, ma ha Dio, i suoi genitori, il suo insegnante di sostegno Stefano e la signora Maria.
Tutti non fanno che ripetergli quanto sia diverso, ma se ad essere diversi fossimo tutti noi e non lui?
Le discriminazioni sociali sono all'ordine del giorno, ma se fossero dei bambini a metterle in pratica attraverso insulti e violenza?
Il protagonista, in buona fede, cercherà di porgere l'altra guancia a questi suoi compagni così timorosi di accettare loro stessi da far sentire lui diverso e fuori posto, ma il risultato sarà un ricovero in ospedale e un volto sfigurato, che farà sentire il protagonista un vero e proprio mostro.
E quando un suo compagno sarà in difficoltà lui sarà pronto ad aiutarlo, facendogli capire davvero chi è ad essere diverso?
<<Mi piace andare sempre oltre alle apparenze.>>
<<Mi piace, in special modo, il concetto di porgere l'altra guancia. Penso che doni un senso di pace interiore mai raggiunto dagli esseri umani.
Non prego affinchè le persone mi accettino per quello che sono, ma perchè accettino se stesse.>>
<<L'importante è fargli capire chi è veramente diverso.>>

Il settimo passo vede protagonista una scrittrice, che riceve una misteriosa visita.
Il suo animo è pessimistico, lei si sente vuota e la causa principale porta il nome di Alex, l'uomo di cui lei era innamorata, ma che non ricambiava i suoi sentimenti.
La protagonista ha sempre cercato l'amore, lui ne è sempre fuggito. Lei ha cercato di adattarsi al modo di vedere il loro rapporto di Alex, ma questo ha significato spezzarsi il cuore da sola.
E' difficile scrivere romanzi d'amore, in cui i protagonisti si amano allo stesso modo e in cui non c'è posto per la sofferenza, perchè tutto è perfetto e non credere che tutto questo possa essere possibile anche nella realtà.
Credere alle sue stesse parole corrisponde ad un suicidio dell'anima e la sua misteriosa apparizione è lì per strapparla via da quella sofferenza e per portarla dove credere e sognare sono la medesima cosa.
<<"Cosa non ha funzionato?"
"La diversa prospettiva dell'amore. Io desideravo trovarlo, lui ne fuggiva. Poi mi sono adattata, nascondendo la speranza d'amore dentro di me. Alla fine ho anche smesso di crederci. L'amore non esiste."
"Ma allora cosa fa girare il mondo?"
"L'odio. L'odio è oggigiorno una ragione di vita per tutti quelli che sono troppo deboli per cercarne una reale. E' un genocidio di massa che non avrà mai fine. La gente pare non essere mai stanca di soffrire. L'odio è diventato il nuovo amore.>>

L'ottava storia vede protagonista un ex tossicodipendente.
Iside è stata la sua luce in fondo al tunnel. La sua salvezza.
Iside ha dato tutto per lui, l'ha amato fino all'ultimo istante. Ma se ne è pentita.
Il protagonista voleva amare di più la sua Iside, ma non ne ha avuto l'occasione, l'odio e l'irrazionalità sono stati più forti del suo amore e ora Iside non c'è più.
Don Antonio ha cresciuto il protagonista, l'ha reso più forte della droga e l'ha aiutato ad essere un uomo migliore per Iside, almeno per un po'.
Don Antonio perdonerà ancora una volta il ragazzo che ha sempre aiutato e gli mostrerà la strada del pentimento e della liberazione dell'animo?
Il protagonista si reca nel confessionale della sua parrocchia. Dall'altra parte ci sarà Don Antonio ad ascoltarlo e sostenerlo?
<<Non vi è coraggio nel dire ciò che si pensa, perchè non vi è voglia di dire ciò che si pensa.>>

La nona vicenda vede protagonista un ragazzino di soli sedici anni, destinato alla dura vita tipica di Napoli e dei quartieri come Scampia.
Invischiato in giri di spaccio di sostanze stupefacenti e di un'eterna dannazione, riuscirà a uscire vivo dalla Famiglia?
Una consegna finita male e il mancato pagamento della merce di contrabbando porteranno alla morte del solo amico del protagonista e alla ingiusta sua colpevolezza.
Il boss crede alla storia raccontata dai soci del protagonista.
Lui è il colpevole. "Per uccidere un uomo devi colpirlo al cuore!", diceva il suo eroe preferito. Ed è con un colpo al cuore che il protagonista verrà liberato dall'eterna dannazione.

Il decimo passo racconta i dieci piccoli importanti passi compiuti da un uomo, fino al raggiungimento della fine della propria esistenza, quando consiglia di muovere i dieci passi corretti e necessari ad una vita degna di essere chiamata tale.

Il prologo vede riuniti in cerchio i dieci personaggi di questo libro, con in aggiunta lo scrittore, che si interroga sul perchè queste persone di carta abbiano scelto proprio lui e comprende che anch'esso è fatto di carta, che non appartiene a questa vita, che non è reale, ma all'esistenza di cui ha sempre voluto far parte, un'esistenza vera, intrappolata tra le pagine di un libro. Non gli interessa chi sia il suo autore, siccome anche lui fatto di carta. L'unica certezza che ha è che quello è il suo posto.

LA MIA OPINIONE
"Dieci piccoli passi" è un libro con la L maiuscola.
E' talmente profondo, bello ed emozionante da non poter essere descritto e classificato.
Il volume è composto da dieci storie, ognuna delle quali struggente, straziante e liberatoria.
Ogni protagonista si trova in una condizione di difficoltà e solitudine, e riesce a suo modo a raggiugere una meritata catarsi.

Ognuno dei dieci racconti, passi ha fatto breccia nel mio cuore e nella mia anima, emozionandomi e permettendomi di calarmi nei panni del protagonista in questione.
I due racconti che più mi sono entrati nel cuore, diventandone parte integrante sono "Sangue bianco", la seconda storia e "Diverso", la sesta.
Non piango mai leggendo un libro, eppure Francesco Pierucci ha avuto la capacità non solo di farmi emozionare e commuovere, ma addirittura di farmi singhiozzare e finire il pacchetto di fazzoletti durante la lettura di questi due passi. Ciò dimostra l'estrema bravura di Francesco nel suo mestiere e quanto questo libro sia degno di nota.

"Dieci piccoli passi" non rappresenta il classico genere che sono solita leggere, ma si classifica inaspettatamente nella mia "top libri preferiti"!
Nessun libro era mai riuscito a farmi piangere come quest'ultimo e questa, tra le altre caratteristiche, lo colloca tra uno dei migliori libri in circolazione.

Le parole di Francesco sono arte. "Dieci piccoli passi" è arte.
Non basterebbero tutte le parole del mondo per poterlo descrivere...

Ringrazio Francesco Pierucci per aver dato vita a "Dieci piccoli passi" e per avermi fatto questo magnifico dono, non gliene sarò mai abbastanza grata!
Francesco Pierucci mi ha insegnato cosa significhi essere soli, atarassici e dannati e mi ha trasmesso la voglia di combattere, di lottare, di non darmi per vinta e di raggiungere la tanto ambita catarsi.

128 pagine di pura emozione e vita. Ora capisco a pieno le parole di Francesco, perchè sono consapevole anche io di voler appartenere al mondo di carta, quello vero ed eterno. E se il mio autore fosse proprio lui? In quel caso non potrei chiedere autore migliore per una me di carta...

I miei complimenti a Francesco, che non mi ha regalato semplicemente un suo manoscritto, ma dieci nuove vite ed amici, una nuova consapevolezza e prospettiva, quella che guarda alla vita con il cuore.
Le parole dello scrittore sono semplice poesia, armonia. La pace interiore è leggere ciò che scrive.
Gli sono grata per aver fatto ritrovare a me, come ad altri lettori, un piccolo pezzo di felicità.

E che dire? Attraverso "Dieci piccoli passi" ho raggiunto la catarsi...

IL MIO GIUDIZIO
 
 
 
 
La recensione è giunta al termine. Vi invito a condividere il post dovunque e con chiunque vogliate! Non dimenticatevi di iscrivervi come lettori fissi del blog!
Alla prossima recensione! (: 
 


2017-06-17

Intervista a... FRANCESCO PIERUCCI

...Chiacchiere librose in compagnia di
Francesco Pierucci...
 
 
Ciao adorati amanti dei libri e bentornati nel mio blog!
Come sta procedendo il vostro mese di giugno? Il mio molto lentamente, fortunatamente, fra alternanza scuola e lavoro, letture, pomeriggi in piscina, recensioni e varie sorprese per voi.
Eh già, avete letto bene...delle sorprese.
Oggi, infatti, sono qui con un post diverso dal solito.
Vi ho incuriosito?
 
Ho deciso di portarvi un'intervista rivolta ad uno scrittore che Lamiavitasonoilibri vi ha fatto conoscere, per la prima volta, pochi giorni fa.
Sto parlando del solo e unico Francesco Pierucci!
 
Francesco Pierucci mi aveva contatta per recensire il suo ultimo nuovo romanzo, "Il passo in più" e dopo averlo letto, non ancora del tutto pronta a tagliare la corda, gli ho richiesto un'intervista, perché sentivo di avere delle domande da fargli e di voler intrattenere un ulteriore legame con l'autore del libro che è riuscito ad aggiudicarsi una parte importante del mio cuore.

Avete dato un'occhiata alla recensione de "Il passo in più" di Francesco Pierucci?
Se non l'avete fatto, rimediate subito cliccando qui:
Il passo in più.
Se invece avete letto l'articolo e sapete che libro fantastico sia "Il passo in più" e che scrittore speciale sia Francesco Pierucci, scorrete verso il basso e continuate a leggere, non ne rimarrete delusi.
 
Bando alle ciance, siete curiosi di sapere cos'ha da dirci Francesco Pierucci?
Iniziamo subito con le numerose domande da me poste e al quale lo scrittore ha risposto con garbo, sincerità, chiarezza e sentimento.
 
Ciao Francesco, grazie per aver accettato di essere intervistato per il blog Lamiavitasonoilibri.
Iniziamo con dei quesiti generici.
1. In che situazione, in quale luogo e in che parte della giornata ami scrivere i tuoi libri, generalmente?
"Non ho né un luogo, né un orario prestabiliti.
Tutto dipende dall'ispirazione.
Quando ho un'idea la devo scrivere subito, non importa dove o con chi sono."
 
2. Quando hai scritto, per la prima volta, qualcosa di tuo?
"Credo di aver iniziato a scrivere seriamente al liceo.
La prima cosa che ho scritto, se non sbaglio, era un thriller politico ambientato nella Roma antica.
La seconda cosa che ho scritto è il soggetto di Vita da Clown che trovi ne "Il passo in più"."

3. Da cosa nasce la tua passione per la lettura e scrittura? Preferisci leggere o scrivere?
"La mia passione per la scrittura nasce dalla passione per la lettura e viceversa.
Adoro perdermi nei meandri della fantasia sia da lettore che da scrittore."

4. Perché hai deciso di iniziare a scrivere?
"Credo di aver deciso quando ho iniziato a leggere i libri de Il battello a vapore. Sono stati i primi a farmi capire quanto fosse entusiasmante far entusiasmare un lettore."

5. Quando scrivi ti preoccupi del giudizio delle altre persone o questo rappresenta un problema secondario?
"Mi preoccupo soprattutto del giudizio di persone fidate tra parenti e amici.
Poi, ovvio, se una decina di lettori sconosciuti mi dice la stessa cosa, allora probabilmente sarà vera... ."

6. Oltre a scrivere leggi, quale genere narrativo prediligi? Libro/i e autore/i preferiti?
"Mi piacciono molto i gialli e la fantascienza.
Adoro la Christie e Dick, oltre che Carver."

7. Ci sono stati momenti in cui rischiavi di scrivere cose di cui avevi letto il un libro?
"Questo no. In realtà mi capita con le scene dei film.
Quasi tutto quello che ho scritto nel romanzo si rifa', consciamente o no, a inquadrature cinematografiche."

8. Quando scrivi ti concentri sulla fluidità del testo o questa caratteristica può passare in secondo piano, rispetto all'impatto che devono avere le parole?
"Per la prima stesura mi focalizzo sulla rilevanza delle parole scelte.
Una volta che vado a rileggere il romanzo mi occupo di sistemare eventuali mancanze di ritmo o pause."

9. Utilizzi trucchetti personali per far risultare alcune frasi o invece tendi a uniformare lo scritto, affinché sia una narrazione lineare e scorrevole?
"Mi piace molto scrivere frasi di una parola sola.
O sperimentare, come per alcuni capitoli de "Il passo in più", con le pagine bianche o i flussi di pensiero."

10. Hai qualche consiglio da dare a tutte quelle persone che hanno una storia da raccontare, qualcosa da dire o un messaggio da trasmettere?
"Gli direi di cercare e trovare la forma di comunicazione a loro più adatta: per me è stata la scrittura, ma potrebbe essere un film, una canzone, una poesia..."

Ora parliamo de "Il passo in più" (recensione qui), il tuo ultimo romanzo.

1. La prima domanda che sorge spontanea è: c'è dell'autobiografico nel tuo libro?
Se si, quanto?
"C’è molto di autobiografico nel libro. Non tanto nelle avventure strampalate del protagonista, quanto nelle sue riflessioni ed emozioni."

2. Quali sono state le difficoltà più grandi riscontrate durante la scrittura del tuo romanzo? Come le hai risolte?
"La difficoltà più grande che ho avuto è stata di voler scrivere un romanzo e di non avere idee. L’ho superata scrivendo di uno scrittore che non ha ispirazione per il suo romanzo."

3. Quanto hanno influito il tuo vissuto e la tua vita nella scrittura del tuo libro?
"Tantissimo. Non credo di riuscire a scrivere qualcosa che mi sia totalmente estraneo. Ci deve sempre essere qualcosa che mi rappresenti: la personalità, il modo di pensare, i sentimenti, ecc."

4. Perché fra tutti i titoli possibili hai scelto proprio "Il passo in più"?
"Per due motivi: il passo in più è sia quello che ho fatto da scrittore nello sperimentare il formato romanzo (il mio primo), sia quello del protagonista per ritrovare l’ispirazione.
Inoltre, il titolo è legato alla mia raccolta di racconti precedente, “Dieci piccoli passi”, che spero di farti leggere a breve…"

5. Per descrivere i personaggi del tuo romanzo ti sei riferito a qualcuno o è tutto frutto della tua fantasia?
"Sono quasi tutti presi da film che mi piacciono."

6. Se i personaggi sono ispirati alla realtà, a chi ti sei riferito e perché?
"I personaggi ispirati alla realtà sono pochi ma ci tengo molto.
Sono i miei genitori, il mio editore e la parmigiana di mia madre."

7. Se i personaggi sono fantastici, come dai vita a qualcuno che sostanzialmente non esiste?
"Prendo spunto dai film e inserisco un determinato personaggio in un contesto totalmente nuovo che ritengo interessante ai fini della narrazione."

8. Ogni singolo personaggio all'interno della narrazione credo sia una parte di te, quanta e quale parte?
"100%. Ognuno mi rappresenta in qualche modo e per un determinato aspetto della vita."

9. Cosa tiene legati fra di loro i vari personaggi?
"Credo l’involontario tentativo di sconquassare l’esistenza del protagonista."

10. Ambientazione e narrazione sono strettamente legati?
"Decisamente. L’ambientazione del libro è la metafora dell’ispirazione: si parte dal deserto per poi arrivare al verde rigoglioso.

11. Cosa ti ha dato l'ispirazione per la scrittura de "Il passo in più"?
"Credo 8e1/2 di Fellini."

12. C'è un collegamento particolare tra te ed il protagonista? Il protagonista sei tu?
"In parte sono io. Giustamente, come hai fatto notare nella recensione, il personaggio non ha un nome… ."

13. C'è un collegamento particolare fra te e tutti gli altri personaggi della narrazione? Quale?
"La voglia di dissacrare ogni singolo aspetto della vita."

DOMANDA - SPOILER
14. Una delle domande a cui tengo di più e che riguarda Charlie Cough.
Che ruolo ha all'interno della narrazione per te? Perché la scelta di farlo morire?
*Che crudeltà, era uno dei miei personaggi preferiti!*
Charlie è fondamentale per me, perché rappresenta la mia personalità più creativa e demenziale.
Ho scelto di farlo morire perché il protagonista doveva riuscire a cavarsela da solo per poter finire il suo viaggio interiore."

15. Da romanticona quale sono, non potevo non chiederti nulla della Ragazza con la Gonna Rossa. Esiste davvero? A cosa si deve la scelta della sua comparsa all'interno della narrazione?
"La Ragazza con la Gonna Rossa esiste ed è la cosa più bella che mi sia capitata. L’ho inserita nella narrazione perché rappresentava l’incarnazione della creatività."

16. Ogni singolo personaggio è stato fondamentale per la riuscita de "Il passo in più". Esattamente, che ruolo ha ciascuno di loro?
"Ogni personaggio aiuta il protagonista a capire che non ha bisogno di nessun aiuto."

17. Il prologo e l'epilogo sono pressoché uguali, come mai questa scelta?
"In realtà sono uguali solo in apparenza.
Volevo trasmettere al lettore una sensazione di circolarità che però potesse avere una sfumatura più complessa (c’è un motivo se prologo ed epilogo si chiamano “sé idem” e “sé ipse”)."

18. Hai in progetto di scrivere un sequel de "Il passo in più" o di scrivere altri romanzi?
"Qualcuno mi ha consigliato di scrivere uno spin-off su Charlie ma non so se sia il caso… Al momento ho un’idea per un romanzo che però devo ancora definire. So solo che si chiamerà “L’equilibrio del canguro”."

19. La tua frase preferita all'interno del libro? La tua scena preferita? Il tuo personaggio preferito?
"Domande difficili…Rispondo così, senza pensare: la mia frase preferita potrebbe essere “Il tempo, quando lotti con i demoni ancestrali della paura e dell’angoscia, perde valore. Lo spazio invece ne acquista”, la scena forse è quella con Anna la Pesciaiola, il personaggio sicuramente il buon Charlie."

Grazie Francesco per aver risposto alle mie domande e per averci tenuto compagnia, ancora tanti complimenti per il tuo nuovo romanzo!
Non vedo l'ora di leggere altri tuoi lavori!
"Vi ricordo che "Il passo in più" è ora acquistabile online e in libreria in versione cartacea.
Per maggiori info cliccare qui.
Alla prossima Francesco!
 
L'intervista è giunta al termine, vi invito a mettere un G+1 al post e di condividerlo dovunque e con chiunque vogliate.
E' possibile, inoltre, iscriversi come lettore fisso de Lamiavitasonoilibri, attraverso le varie modalità di iscrizione presenti a destra. Buona iscrizione!
 
Al prossimo post! (:

2017-06-15

COLLABORAZIONE: Recensione "Il passo in più" di Francesco Pierucci

..."IL PASSO IN PIU'" di FRANCESCO PIERUCCI...
 
 
Ciao adorati amanti dei libri e bentornati nel mio blog!
Cosa vi state domandando? Se per caso io sia stata rapita, io abbia avuto un blocco del lettore e un periodo difficile o se semplicemente io abbia deciso di abbandonare il mio piccolo angolo di paradiso rappresentato da Lamiavitasonoilibri?
Sono qua per rispondere ad ogni vostro quesito: a rapirmi è stata la mia monotona routine scolastica e le infinite pagine da studiare e ho avuto un leggero blocco del lettore (ero una di quelle lettrici fermamente convinte che non potesse esistere nulla del genere e invece...un incubo), ma quel che è passato è passato, potete tirare un sospiro di sollievo.
Le vacanze estive sono incominciate e sono più carica che mai a tenervi compagnia sotto l'ombrellone con le mie recensioni! E' una promessa!
Bando alle ciance, parlo sempre troppo, lo so...
Oggi sono qua, per la prima volta, con una recensione su richiesta.
I vostri occhi hanno letto bene, si, oggi Lamiavitasonoilibri si lancia ufficialmente in un nuovo progetto, che è in fase di preparazione da circa un mese e mezzo.
Era da un po' che mi sentivo scoraggiata e che mi domandavo come mai il mio piccolo blog letterario non attirasse l'attenzione di scrittori e/o case editrici, stavo per cadere in uno stato di depressione inevitabile, quando mi è arrivata una mail inaspettata da uno scrittore, interessato a farmi leggere il suo libro e ad avere una recensione da me scritta.
Quando quella richiesta è passata sotto il mio sguardo attento e sorpreso ho pianto, sorriso e urlato al tempo stesso, una delle gioie più grandi che Lamiavitasonoilibri potesse darmi.
 
Sono lieta di annunciare che sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, si tratta di un romanzo dalle sfumature autobiografiche, che narra di un uomo che decide di compiere un viaggio con destinazione ignota.
Il libro in questione è "Il passo in più" di Francesco Pierucci.
 
LA COPERTINA
 
Il titolo, "Il passo in più", vuole comunicare al lettore e agli occhi di chi legge queste quattro parole, anche per sbaglio, di compiere quel piccolo passo in più, che seppur insignificante rispetto agli altri infiniti passi della nostra esistenza, potrebbe fare un'enorme differenza.
Perché sono i piccoli gesti ad essere grandi, importanti e decisivi.
La copertina è molto particolare e ritrae l'elemento chiave dell'intera narrazione: una macchina da scrivere, una Underwood Standard, a cui il protagonista è particolarmente legato, in quanto solo attraverso i tasti, l'inchiostro e il suono prodotto dalle letterine schiacciate furiosamente in preda all'ispirazione di quella macchina lo fanno sentire vivo e qualcuno e in quanto questa preziosa reliquia doveva appartenere ad una persona a lui cara e ora passata a miglior vita.
Sarà proprio la Underwood Standard a spingere il protagonista a compiere un viaggio che gli cambierà per sempre la vita, ma gliela cambierà in positivo o negativo?
Per scoprirlo non vi resta che correre ad acquistare il libro...
 
LA TRAMA
Dopo il successo del suo primo romanzo "Il passo in più", uno scrittore non riesce più a ritrovare l'ispirazione.
Decide così di partire per un disperato viaggio on the road con la sua fidata Underwood Standard in cerca della creatività perduta.
Durante il suo percorso a bordo della sua auto sgangherata incontrerà suo malgrado una serie di personaggi decisamente grotteschi tra cui uno sceneggiatore obeso, un falacrofobico con manie dio grandezza e una pescivendola napoletana senza scrupoli.
Tra fughe, risate, arresti e incidenti di ogni tipo, il protagonista vivrà un'avventura surreale dalle forti tinte cinematografiche che sarà difficile dimenticare.
 
IL LIBRO
Versione cartacea: 16.00€, 219 pagine.
Versione digitale: non disponibile.
Casa editrice: NullaDie.
Autore: Francesco Pierucci.
Narratore: interno, a parlare è il protagonista stesso, nonché lo stesso scrittore.
Capitoli: prologo, prima parte (28 capitoli), seconda parte (18 capitoli), epilogo.
Scrittura: più che corretta dal punto di vista grammaticale e sintattico.
Sono davvero pochi i libri di autori italiani degni di essere chiamati libri e questo è uno di quelli.
Francesco Pierucci è riuscito perfettamente a calarsi nei panni del suo personaggio, parlando a se stesso, narrando di se stesso, mettendo alla prova se stesso e incoraggiando se stesso a vivere davvero, a fare della sua vita una cosa solo sua e ci è riuscito con una facilità estrema, questo risulta dalla lettura.
Quella facilità estrema non oso immaginare quanto debba essere stata difficile da simulare, eppure se l'è cavata egregiamente.
Lo scrittore è riuscito a parlare di se stesso a se stesso, cosa di estrema difficoltà e nel frattempo ha parlato di ognuno di noi ad ognuno di noi, giro contorto di parole, ma non esiste modo più perfettamente imperfetto per descrivere questa particolarità presente nel romanzo, particolare che non sempre riesce ad uno scrittore e che non sempre si trova in un libro.
Francesco Pierucci ha imprigionato tra le pagine differenti modi di vivere, differenti esistenze, differenti ideali e valori, differenti avventure, sogni e azioni combinati assieme, realizzando un libro con la L maiuscola.
Ho apprezzato ogni singola parola, ogni singolo consiglio indiretto di cui il lettore ha modo di leggere durante la narrazione e ogni singola decisione presa dai vari personaggi presenti all'interno della vicenda.
Si tratta di una storia dai risvolti autobiografici e non al tempo stesso, infatti lo scrittore non ha dato un nome al protagonista e guarda caso il protagonista è identico filo e per segno a Francesco Pierucci, quindi è palese la sua identità, ma al tempo stesso, durante la lettura a diventare protagonista è il lettore stesso, che attraverso la finta misteriosità e identità nascosta del protagonista si cala nei suoi panni, vivendo un'autentica avventura degna di un film.
Gli argomenti trattati sono molteplici, dalle sfumature più leggere e ilari a quelle più pesanti e tetre, affrontati meravigliosamente.
"Il passo in più" è uno di quei pochi libri "made in Italy" che è riuscito a crearsi un posto nel mio cuore, l'ho letto lentamente, gustandomelo e mi sono ritrovata in ogni singola parola scritta da questo incredibile scrittore.
I miei complimenti.
 
LA RECENSIONE
"Il passo in più" è consigliato a chi desidera evadere e compiere un viaggio on the road con destinazione ignota, a chi sente il bisogno di dover ritrovare se stesso, a chi desidera trovare una risposta alla sua sofferenza e a chi ha deciso che d'ora in avanti soffrirà, perché la sofferenza alberga in ognuno di noi ed è impossibile evitare uno scontro con essa, ma non proverà più dolore, perché il dolore è la diretta conseguenza di uno scontro con la sofferenza e di una successiva sconfitta.
Questo libro è consigliato a chi desidera leggere di un'avventura insolita e di un libro a tratti autobiografico per il lettore e per lo scrittore in contemporanea.
"Il passo in più" è consigliato al lettore che desidera leggere di una storia che è tutto fuorché convenzionale e monotona.
"Il passo in più" è consigliato a chi vive, perché lo vuole.
 
Il protagonista è ignoto, agli occhi della maggior parte della critica risulta essere lo scrittore stesso, ad altri un personaggio astratto attraverso il quale il lettore diventa il primo personaggio della vicenda.
Del protagonista si sa solo che è un uomo, che è uno scrittore, che ha pubblicato una raccolta di racconti ed il suo primo romanzo e che sta attraversando un periodo di crisi, gli manca l'ispirazione necessaria per riuscire a narrare qualcosa e la sua Underwood Standard continua a supplicarlo di scrivere anche solo una parola di senso compiuto.
 
Il libro si apre con un prologo, in cui lo scrittore/protagonista parla di se stesso a se stesso, attraverso uno specchio, dandosi dei consigli utili alla sopravvivenza esistenziale per poi imparare a vivere davvero, perché lo si vuole, non perché si è costretti.
_Parlami di te, ti prego, perché di me non so parlare.
Narrami della vita trasparente di cui non sono a conoscenza, illuminami riguardo la morte oscura che ci attende, ma per favore non fare domande. Rispetta il mio silenzio. Non mi giudicare.
Abbandona per me l'onnipresente alone atarassico che occlude l'anima e rifugiati per una volta nel tepore dei raggi solari. Come si sta?
Raccontamelo.
Sobbarcati tutte le responsabilità, anche quelle che non ti appartengono e lascia che il loro peso insostenibile ti renda più forte. Non ti autocommiserare.
Agisci seguendo il cuore oppure la mente, ma agisci.
Liberami dai ricordi angusti. Offuscami la memoria. Amputa le mie futili insicurezze.
Scarnifica le mie recondite pulsioni dall'epidermide. Assassina brutalmente la mia insistente voglia di rinascita.
Vietati la castrante timidezza.
Istruisci il tuo subconscio affinché riconosca il suo Super-Io.
Concediti il mescalinico lusso di credere che un giorno tutto si risolverà.
Illuditi di avere ogni cosa sotto controllo. Impazzisci cercando di comprendere che cosa è cambiato in te nel corso degli anni e, solo quando ti senti pronto, ammetti che niente è mutato.
Obnubila la tua mente debole con miriadi di sogni irrealizzati, con vagonate di desideri inespressi, con strascichi d'inseparabili speranze e poi liberatene in un attimo, come se non fossero mai esistiti.
Impara dagli altri, ma soprattutto da te stesso.
Smetti di fare tutto quello che hai pensato di fare e inizia a fare ciò che non hai mai pensato.
Affronta l'inaffrontabile e vivi l'invivibile, credi all'incredibile.
Decidi liberamente se la catarsi rappresenta la fine o un nuovo inizio.
Non ti limitare a riflettere sulla vita, ma trovane un senso e fallo tuo._
 
 Dopo questo incontro tra anime, ha inizio la prima parte o di come il protagonista imboccò la retta via della catarsi creativa.
Il suo primo romanzo, "Il passo in più", nel quale il protagonista ha affrontato la sua vita senza filtri, ha suscitato un successo clamoroso e il suo editore Max Mixes non vede l'ora di poter avere tra le mani un altro suo capolavoro.
Questo l'inizio della fine.
I giorni si susseguono, identici e grigi, si ritrova a fare i conti con un passato che sembra così lontano, ma che in realtà ha appena lasciato dietro l'angolo.
Gli è sempre piaciuto scrivere, ma improvvisamente si è reso conto di non avere niente di cui parlare, nessuna situazione da esplorare, nessun messaggio da trasmettere.
E per un aspirante scrittore non esiste niente di peggio.
Il suo primo scritto fu una poesia scritta da piccolo, per una bimba di cui era profondamente innamorato, dopodiché iniziò a scrivere racconti, a immaginare un mondo diverso nel quale potersi rifugiare dalle paure, dalle tristezze, dalle sofferenze, dalla morte e dalla vita stessa e ora si ritrova qui, davanti alla sua fedele macchina da scrivere in cerca dell'ispirazione.
Forse ognuno dei suoi personaggi è lui ed ha deciso di sparire con loro.
Si sente inutile, vuoto. Non dorme più e non pensa più. Passa la sue giornate davanti ad uno specchio, incredulo di essere cambiato così tanto e di essere rimasto sempre lo stesso.
Fino a quando uno strano sogno con protagonisti tre dei suoi scrittori preferiti non gli regala il coraggio di compiere un viaggio on the road, per tornare a prendere pieno possesso di sé e della sua Musa, l'ispirazione.
E' forse vero che bisogna essere disperati per affrontare le paure più grandi? La disperazione è forse l'unica cosa che non gli manca.
 
Deserto. Solo deserto.
Ed è così che si sveglia una mattina nella sua macchina sgangherata, con l'intenzione di compiere un viaggio senza destinazione.
Questo viaggio sarà la sua rinascita, la sua scoperta o la sua fine?
 
Per l'infinito deserto, il protagonista conoscerà molteplici strambi personaggi: una pescivendola napoletana molto esuberante, che si fa chiamare Anna La Pesciaiola, un curioso sceneggiatore obeso di nome Charlie Cough, una prostituta di nome Cassidy, un meccanico pazzo che per riparare un vetro della sua macchina ricorrerà ad una bandiera dalle sembianze razziste e che porterà all'arresto del protagonista, all'ira di due poliziotti di nome Freeman e Jackson e alla conoscenza di due detenuti molto particolari di nome Jules e Jim, un posto paradisiaco che gli farà conoscere Ezra, un anziano affetto da cecità ma che vede meglio di chiunque vedente, un falacrofobico di nome McMurphy e che porterà il protagonista alla F.I.F.A, la Federazione Internazionale per Fobie Affrontabili, un drive-in che gli darà l'opportunità di passare una serata con la Ragazza con la Gonna Rossa e tantissime altre persone che cambieranno il protagonista irrimediabilmente.
 
Charlie Cough avrà un ruolo fondamentale all'interno della vicenda ed è grazie a lui se il protagonista ha viaggiato per giorni infiniti sulle strade del deserto con una destinazione ben precisa, che purtroppo segnerà anche il capolinea di quella fantastica avventura.
Il protagonista prima e dopo di Charlie non sarà più lo stesso.
Charlie è stato soggetto ad apoptosi e non esiste niente di peggio.
Ed è qua che ha inizio la seconda parte, o di come quella via forse non è più così retta.
 
_Ben presto persi il conto dei giorni, delle ore, dei secondi. Quanto mancava per arrivare a casa?
Sorrisi. Pensai a tutte le persone che avevo conosciuto durante il viaggio.
A cosa era servito quel viaggio?
Sentii bisogno di compagnia e allora accesi la radio.
...
Jim Morrison e i The Doors confermarono quello che sapevo già.
Il mio viaggio era ormai finito._
 
E' arrivato a casa.
Sta contando i passi che lo separano dalla porta.
Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei.
Sette.
Otto.
Nove.
Dieci.
Un passo in più.
Il viaggio è finito.
Un nuovo viaggio inizia.
 
Il protagonista avrà ritrovato l'ispirazione oppure molto più di un banale momento di creatività?
 
COMMENTO PERSONALE
Ed eccomi qui a scrivere la mia prima recensione su richiesta, ancora non realizzo...
Il blog è ormai prossimo a compiere due anni di vita e mi ricordo, come fosse ieri, del primissimo post pubblicato, sembra passato poco tempo e invece eccomi qui, a compiere un grande passo verso un'ulteriore espansione del blog.
 
"Il passo in più" per un passo fondamentale de Lamiavitasonoilibri.
 
Che dire? Non sono mai stata così ansiosa di pubblicare una recensione prima d'ora e normalmente sono molto ansiosa, quindi vi lascio immaginare lo stato d'ansia in cui mi trovo in questo momento.
 
Innanzitutto, sono onorata di essere stata contattata da Francesco Pierucci e del fatto che lui abbia trovato il mio blog uno fra i più adatti a poter recensire il suo romanzo.
 
"Il passo in più" è uno di quei libri molto difficili da descrivere, in quanto le emozioni che si provano durante la sua lettura sono molteplici, in contrasto fra loro ed estremamente soggettive.
Mi sono ritrovata in ogni singola parola scritta da Francesco e ho apprezzato ogni singola scelta lessicale per esprimere un concetto, un'idea, una situazione, una condizione, un'emozione, una vita.
Nel corso della lettura ho avuto modo di constatare che le frasi sottolineate e i capitoli stellinati sono moltissimi e ciò significa che il libro non solo mi è piaciuto, ma mi ha anche trasmesso qualcosa, mi ha fatta sentire compresa, non sola e soprattutto viva.
 
Il libro si basa sulla crisi creativa di uno scrittore e sul viaggio on the road che decide di compiere per trovare l'ispirazione utile per poter elaborare un altro scritto.
Personalmente adoro viaggiare e ho trovato questo viaggio on the road uno dei più belli ed avventurosi mai letti, vorrei tanto essere stata al posto del protagonista, ma non si può avere tutto dalla vita, no? In compenso, sono più che contenta di aver avuto modo di compiere questo viaggio itinerante e senza destinazione attraverso le parole di Francesco, leggerei il suo romanzo infinite volte senza mai stancarmene.
 
Durante la lettura ho pensato, pensato e pensato, ho guardato dentro me stessa (cosa che non capita spesso per mia scelta), ho scoperto nuovi lati di me che prima erano sconosciuti e nascosti, ho riflettuto, ho parlato a me stessa attraverso le parole dello scrittore, ho cercato di dare un senso alla vita e di farlo mio, mi sono emozionata, ho pianto, ho riso e sorriso, in poche parole ho vissuto come nella mia vita non succede tutti i giorni, purtroppo.
 
Ho amato ogni singolo personaggio incontrato durante la narrazione, in particolare Charlie, credo sia una delle colonne portanti dell'intera vicenda.
Senza di lui la narrazione non è stata più la stessa, ha subito una variazione ed evoluzione, Charlie è il sole che reca luce all'ombra da cui è perseguitato lo scrittore.
Charlie è stato anche il mio sole, ma Francesco me ne ha privato e chiederò sicuramente dei chiarimenti al riguardo, ahah.
Non si può giocare così coi sentimenti di una povera lettrice Francesco! Che crudeltà!
Meno male che posso andare a trovare Charlie ogni volta che voglio fra le pagine de "Il passo in più".
Un altro personaggio che mi ha rubato il cuore è la Ragazza con la Gonna Rossa.
I capitoli in cui lei era presente sono stati i miei preferiti, in quanto romanticona, ho avuto la giusta dose di zucchero e amore anche fra le pagine di questo libro.
Un'altra colonna portante dell'intera narrazione è stato il protagonista, l'ho venerato e lo venero tutt'ora, il fatto che ai miei occhi sia stato una persona anonima ha aiutato ad ascoltare le parole dello scrittore come se fossero state pensate per me, in questo modo il messaggio è arrivato forte e chiaro e dire di amare il protagonista equivale a dire che, quindi, amo anche un po' me stessa e non avrei mai pensato di dire una cosa del genere...eppure.
 
Che dire? Ho adorato ogni singolo capitolo, pagina, frase, parola e lettera di questo libro.
 
Francesco Pierucci è riuscito a regalarmi un libro che porterò per sempre nel cuore.
Francesco Pierucci mi ha donato emozioni positive in un mondo che ne concede ben poche.
Francesco Pierucci mi ha aiutata a cercarmi, scoprirmi e accettarmi, il che non è per niente facile, è riuscito in una colossale impresa.
 
Consiglio e stra consiglio questo libro ad ogni lettore.
 
Spero di non aver deluso Francesco con questa mia recensione, perché lui con me non l'ha fatto assolutamente e lo ringrazio ancora infinitamente per avermi fatto conoscere il suo capolavoro. Perché "Il passo in più" è assolutamente un capolavoro.
Ancora tanti complimenti allo scrittore e che dire? Aspetto un sequel!
 
E piccolo spoiler: a breve troverete una sorpresa qui, online, riguardante "Il passo in più" di Francesco Pierucci...non vi anticipo altro.
 
IL MIO GIUDIZIO
 
 
 
 
La recensione è giunta al termine.
Non dimenticatevi di mettere un G+1 a questo post e di condividerlo dovunque e con chiunque!
Vi invito, inoltre, a iscrivervi come lettori fissi de Lamiavitasonoilibri!
 
Alla prossima recensione! (: