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2017-10-29

Recensione "Perchè sei un essere speciale" di Angelica Rubino

"PERCHE' SEI UN ESSERE SPECIALE"
di ANGELICA RUBINO
 
Ciao miei adorati lettori e bentornati nel mio blog!
Si è tornati all'ora legale? Ebbene si...le prime giornate saranno interminabili, per fortuna che esiste Lamiavitasonoilibri, dove il tempo si ferma e le mie letture prendono vita per venire a trovare ciascuno di voi. Giornate più lunghe uguale più tempo per immergersi tra le pagine profumate di un libro, no? Magari potesse essere davvero così, ma gli impegni scolastici chiamano...meno male che esiste il fine settimana, che anche questa volta mi ha permesso di leggere e di potervi scrivere una delle mie dettagliatissime, quanto lunghissime, recensioni!
Bando alle ciance, oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un diario segreto scritto da un'adolescente, che compie un viaggio interiore alla ricerca di se stessa e della sua dimensione, accompagnata da moltissime persone, ognuna delle quali a lei utile per la sua crescita: "Perché sei un essere speciale" di Angelica Rubino.
 
LA COPERTINA
Risultati immagini per perchè sei un essere speciale angelica rubino
 
La copertina è molto carina.
Il titolo è un chiaro riferimento alla celebre canzone di Battiato, "La cura", che verrà dedicata alla protagonista.
Simeone ama alla follia Sibilla, la protagonista e, tra le tante dimostrazioni di affetto, le dedicherà un verso di una canzone italiana celebrissima, volendole comunicare che lei è un essere speciale e che lui ne avrà cura, qualsiasi cosa accada. Perché l'amore non ha limite e arriva quando meno ce lo si aspetta, anche all'età di soli quattordici anni, tra i banchi di scuola...
L'immagine di copertina ritrae Sibilla e Simeone, i due personaggi che più avranno spazio all'interno della vicenda, rappresentati proprio mentre si stanno correndo incontro, a metà strada. La rappresentazione è estremamente soggettiva, a mio parere vuole raffigurare il primo incontro dei personaggi visto dall'interno dei loro cuori.
I loro io allegri e sereni, che si incontrano a metà strada in un campo di fiori simbolo dell'estrema delicatezza della vita, che riescono a raggiungersi, abbracciarsi e baciarsi, fondendosi in un'unica persona. L'uno la propria persona dell'altra.
Una copertina molto originale, colorata e dal significato seminascosto.
 
LA TRAMA
Angelica Rubino, presenta un "caro diario" che racconta la storia di una ragazza che affronta la vita con ottimismo e cerca sempre di trovare una visione luminosa anche nei momenti di difficoltà che si verificheranno sia all'interno della sua famiglia come nei rapporti con gli altri, fino a trovare la sua dimensione nell'avventuroso viaggio della vita...
 
IL LIBRO
Titolo: Perché sei un essere speciale
Autrice: Angelica Rubino
Casa editrice: Montedit
Pagine: 80 pagine (prefazione e pagine di diario scritte a intervalli di tempo)
Prezzo: €6,80-€8,00
Genere: fiction, diario segreto
Scrittura: Angelica Rubino si cala nei panni di una quattordicenne, riportandone su carta la vita, i rapporti interpersonali, i problemi familiari, le prime cotte, le prime volte ed esperienze, il primo vero amore e la crescita interiore ed individuale.
La scrittura risulta piuttosto semplice, a tratti imprecisa per quanto riguarda la costruzione della sintassi e spesso satura di errori di battitura o addirittura, in alcuni casi, grammaticali, ma ciò riesce a passare in secondo piano, potendo godere della lettura delle pagine di diario della protagonista, che trasportano il lettore in una dimensione parallela, seppur realistica, in cui Sibilla è costretta a doversi scontrare con la crisi economica italiana, con la dura realtà che caratterizza il meridione della penisola, con la disoccupazione che colpisce il padre e il fratello, con i conseguenti problemi economici e familiari, con le amicizie a distanza e quelle che devono essere curate esattamente come un fiore delicato e predisposto a intemperie, con le prime cotte, con le persone false e approfittatrici, con la morte e con la lotta interiore che accompagna ciascuno di noi ogni giorno.
Angelica Rubino ha intrappolato la vita e tutto ciò che la caratterizza nelle pagine di un diario personale che, a sua volta, racconta di più vite che si intrecciano dando origine alla parola esistenza.
 
LA RECENSIONE
"Perché sei un essere speciale" è dedicato ai lettori più curiosi, desiderosi di potersi immergere nelle vite di nuovi personaggi ed amici di carta e quale miglior modo se non attraverso le pagine di un vero e proprio diario personale?
Questo libro è dedicato a chi, esattamente come la protagonista, è alla ricerca di se stesso e della propria affermazione e desidera compiere questo importante e complesso cammino in ottima compagnia.
"Perché sei un essere speciale" è dedicato a chi crede nella possibilità di rinascere dopo ogni singola difficoltà che la vita ci riserva.
Questo libro è dedicato a quei lettori che, esattamente come Peter Pan, non avrebbero voluto diventare grandi e desiderano avere l'occasione di tornare adolescenti attraverso le pagine di un diario adolescenziale.
"Perché sei un essere speciale" è dedicato a tutti noi, perché la vita è una sola ed è un privilegio potersi immergere in altre e diverse esistenze attraverso le pagine profumate di un libro.
 
"Perché sei un essere speciale" è ambientato ai giorni nostri, nel sud Italia, più precisamente in Puglia, nelle località di Lecce e Taranto.
La protagonista di questo libro è Sibilla, una ragazza di quattordici anni, insicura di se stessa e di ciò che desidera essere e fare della propria vita, a sua volta circondata da altre persone con altri problemi, alcuni più gravi e alcuni meno.
Lei sarà il personaggio chiave, quella chiave che permetterà l'apertura della porta della liberazione e risoluzione di qualsiasi problematica esistenziale.
 
Sibilla scrive la sua prima pagina di diario parlando della giornata appena trascorsa, il giorno del suo quattordicesimo compleanno.
Tornata a Taranto dalle vacanze passate nella località marina di Lecce, con amici e parenti, la protagonista festeggia il giorno della sua nascita con le persone a lei più care: sua nonna Sibilla, figura matriarcale e importante, sua mamma Stefania e suo padre Domenico, genitori fantastici quanto distanti tra loro, suo fratello Giuseppe, il suo gatto Nala e le sue due più care amiche, Sara e Nicla.
Sarà proprio quest'ultima a regalarle il diario, destinato a diventare il confidente primo di Sibilla e la sua ancora di salvezza.
Le pagine di diario saranno popolate dalle giornate e dagli accadimenti che riguardano Sibilla e le persone a lei care.
Si passa da argomenti superflui, leggeri ad argomenti imponenti, complessi ed estremamente realistici.
Durante la lettura si assisterà ad un profondo cambiamento interiore della protagonista e paradossalmente di tutti gli altri personaggi.
 
Sibilla si troverà ad affrontare svariate situazioni dalla difficoltà sempre più crescente.
La protagonista vive il primo giorno di scuola superiori. Ha scelto di frequentare l'istituto professionale alberghiero, in quanto ama cucinare e condivide questa passione con la persona che rappresenta il suo punto di riferimento, sua nonna.
Peccato che il primo giorno non si prospetta affatto come se lo era immaginato, poiché a fine giornata riporta sul diario la sua esperienza e racconta di sentirsi piccola, accerchiata dai ragazzi frequentanti l'ultimo anno di superiori, da alunne di prima decisamente mature per la loro reale età, da compagne di classe maleducate e dalla personalità crudele e tendente al giudizio e al pettegolezzo, da ragazzi tanto belli quanto irrispettosi del corpo femminile.
Per fortuna sa di poter contare sul sostegno di Nicla e Sara, ma cosa può succedere se Nicla è costretta a trasferirsi improvvisamente al nord, a causa del trasferimento lavorativo del padre, obbligato a raggiungere una fabbrica di Bergamo per non ritrovarsi disoccupato come la maggior parte della popolazione del sud Italia e se Sara inizia a stringere brutte amicizie e a diventare come la massa di ragazzine che si nascondono dietro vestiti attillati e decisamente troppo corti e relazioni pericolose?
Sibilla improvvisamente si ritrova sola e come se non bastasse la disoccupazione colpisce anche suo padre, che vergognandosi di se stesso e per paura di deludere la sua famiglia abbandona improvvisamente il nucleo familiare.
La famiglia senza una figura autoritaria fa si che la madre di Sibilla inizi a frequentare uomini poco raccomandabili e che il fratello si inserisca all'interno di un giro poco affidabile e imprevedibile, quello della droga.
Una montagna di problemi economici, familiari e inerenti all'amicizia rendono Sibilla una persona triste, senza speranza e luce interiore.
L'arrivo di un nuovo compagno di classe rappresenterà un nuovo inizio.
Il suo nome è Simeone, un ragazzo di quattordici anni, emo e autolesionista, anche lui proveniente da una situazione familiare difficile.
Sibilla troverà in Simeone un amico, un fratello, un confidente e il suo primo amore.
I due ragazzi, sostenendosi a vicenda e amandosi, riusciranno a migliorarsi e a migliorare ciò che caratterizza le loro esistenze.
 
Ma proprio quando tutto sembra destinato al lieto fine, accade l'inevitabile.
Il fiore della vita viene sradicato dalla sua radice, spezzandosi irrimediabilmente e lasciando un vuoto incolmabile.
Ora Sibilla è diventata grande ed è pronta a vivere davvero, contando sulla sua forza interiore.
 
LA MIA OPINIONE
"Perché sei un essere speciale" mi caratterizza molto, in quanto in fase adolescenziale e proprio per questo mi ha permesso di immedesimarmi a pieno nei panni della protagonista.
Sibilla ha quattordici anni ed è strano aver avuto occasione di leggere e vivere quell'età in modo diametralmente opposto dalla mia esperienza personale.
Ho avuto la medesima età della protagonista alcuni anni fa e ad essere sincera non mi sono rispecchiata per niente nei suoi panni, a causa delle numerose problematiche che essa è costretta ad affrontare e dal modo anticonvenzionale di affrontare situazioni difficili e di ragionare. Sarà per questo che Sibilla non è minimamente riuscita a entrare a far parte delle mie amicizie di carta, questa antipatia è aumentata di pagina in pagina, poiché l'ho trovata senza spessore, personalità e coraggio.
 
La narrazione è caratterizzata dal susseguirsi di differenti problematiche, affrontate a mio parere in modo piuttosto superficiale.
Dare voce ad argomenti quali la violenza sessuale perpetrata nei confronti delle donne, la dipendenza da sostanze stupefacenti, il bullismo, la disoccupazione, la crisi economica, le crisi familiari, l'abbandono del nucleo familiare, l'autolesionismo, la morte e la successiva donazione degli organi, la tristezza e la solitudine significa esprimere un concetto in maniera oggettiva e soggettiva, elementi non presenti a pieno all'interno del libro.
Vi sono alcuni inserimenti a mio parere superflui e poco utili allo svolgimento e alla prosecuzione della narrazione e altri inserimenti invece in funzione stessa della vicenda, poco presi in considerazione e ai quali non sono stati conferiti giusta importanza e significato.
 
"Perché sei un essere speciale" è un libro al quale mancano anima, essenza ed emozioni, il lettore che legge un manoscritto si aspetta di venir coinvolto, se non a pieno, almeno in parte nella vicenda, ma qui ciò non accade. Sembra quasi che i personaggi siano senza spessore e che gli argomenti affrontati siano una stesura iniziale di un progetto ben più grande. Ottanta pagine sono poche rispetto a ciò che il libro dovrebbe e potrebbe contenere.
 
La storia d'amore tra Sibilla e Simeone, così come ogni altro aspetto del libro, pare essere un inizio di qualcosa di ben più grande e definito, durante la lettura il lettore ha la sensazione che tutto sia incompleto e perciò non si gode a pieno ciò che il manoscritto potrebbe avere da offrire.
 
"Perché sei un essere speciale" ha del potenziale, che però il lettore dovrebbe poter leggere anziché captare tra le righe.
L'adolescenza e le altre argomentazioni racchiudono tanti mondi di cui la scrittrice avrebbe dovuto parlare in modo completo.
Tutto questo in aggiunta alla scrittura poco sviluppata fa si che il libro prenda le sembianze di una bozza di un manoscritto, che se ampliato e rivisto potrebbe divenire un essere speciale. 
 
IL MIO GIUDIZIO
La recensione è giunta al termine, vi invito a condividerla dovunque e con chiunque vogliate e non dimenticate di iscrivervi come lettori fissi de Lamiavitasonoilibri!
Alla prossima recensione! (:


 

2017-10-22

COLLABORAZIONE: "Dieci piccoli passi" di Francesco Pierucci

Recensione-Collaborazione
"DIECI PICCOLI PASSI" di FRANCESCO PIERUCCI
 
Ciao miei adorati lettori e bentornati nel mio piccolo angolo di paradiso!
Pensavate davvero che fossi ufficialmente scomparsa dalla circolazione? E invece no, ero solo sommersa da pile e pile di libri scolastici (credo di non aver mai odiato così tanto dei libri!) e da montagne di verifiche ed interrogazioni da preparare e, aimè, il tempo per leggere si era ridotto a zero.
Una tortura, insomma...e le settimane che verranno non si prospettano molto diverse da quelle appena passate, ma vi prometto solennemente che sarò più attiva e che troverete più recensioni e post possibili! Parola di Lamiavitasonoilibri!
Le mie dita hanno passato due mesi senza sfiorare le pagine di un libro e i tasti rumorosi del mio adorato pc, ma appena ne ho avuto occasione ho letteralmente divorato un libro, per potervelo recensire entro questo weekend, ricomparendo così sulla piattaforma...ed eccomi qui con un post effetto sorpresa!
Cari miei lettori, spero di ottenere il vostro perdono con una recensione su richiesta da togliere il fiato!
Francesco Pierucci, scrittore con cui avevo già avuto l'onore di collaborare (per saperne di più clicca qui), mi ha contattata per farmi recapitare a casa un regalo: una copia cartacea del suo manoscritto edito da Edizioni La Gru.
Il suo prezioso dono merita di essere recensito e condiviso con quanti più lettori possibili e la sua scelta è ricaduta su Lamiavitasonoilibri! Un onore e un piacere!
Quindi, oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un libro attraverso il quale dieci favolose persone entrano in contatto, se non addirittura in simbiosi, con il lettore, condividendo con quest'ultimo la propria solitudine e mostrandogli la propria via di liberazione, per raggiungere una destinazione comune, la catarsi: "Dieci piccoli passi" di Francesco Pierucci.
 
LA COPERTINA
 
La copertina è meravigliosa.
Il titolo è magnifico e racchiude l'intera vicenda nascosta tra le pagine di questo volume: durante la narrazione, il lettore avrà modo di essere accompagnato nella lettura da dieci diversi personaggi, ognuno di essi lo farà a modo proprio, raccontando la sua storia, la propria persona e mostrando attraverso le parole il proprio viaggio, cammino verso una liberazione interiore, che giungerà a compimento solo una volta raggiunta la catarsi più semplice e completa.
Francesco Pierucci viene guidato nella scrittura di questo manoscritto da dieci persone di carta, composte da parole di solitudine e libertà, pace e raggiunge con loro l'apice, divenendo anche lui di carta, vero.
Attraverso la narrazione, il lettore impara a conoscere e capire gli altri e attraverso loro anche se stesso, fino a giungere all'ultimo passo, il decimo nonchè più importante, rappresentato dalla catarsi, dalla liberazione dell'animo e dalla pace interiore.
L'immagine di copertina è molto particolare e soggettiva, vuole rappresentare, a mio avviso, la vita come una stanza senza pareti, confini. Il cielo fa da soffitto, il mare da pavimeto e l'orizzonte da pareti immense, delimitate solo da una piccola finestra, che offre una visuale limitata di quello che appartiene a ciascuno di noi, la felicità e pace interiori, radicate nel profondo dell'anima e da ricercare costantemente.
In fondo cos'è la vita? Solo grande buio bianco a cui ciascuno di noi ha l'obbligo e il diritto di dare diverse sfumature di colore; E quel palloncino rosso siamo noi, metafora di un qualcosa di leggero, inafferrabile, sempre in costante cambiamento e movimento, libero, ma al tempo stesso destinato a portarsi dietro un cordoncino, simbolo di tutto quello che ci ha formato, dando luogo alla persona che siamo oggi, che non eravamo ieri e che non saremo più domani...
La vita di queste dieci persone è strettamente legata a quella del lettore, riuscirà quest'ultimo a raggiungere la propria catarsi e a vedere davvero una volta chiusi gli occhi?
 
LA TRAMA

Fine. Pura liberazione dello spirito. Non c'è mai stata fine più dolce. Come ambrosia soave nelle vene. Eterna catarsi del peccato originale. Sospiro atarassico di un mattino primaverile. Sono qui e sono ora. Mi faccio cullare incessantemente dal tepore dell'ignoto dimenticando ciò che non ho mai vissuto. In fondo cos'è la vita? Solo grande buio bianco. Chiudo gli occhi e finalmente vedo. Sono ovunque. Tutto è vivo intorno a me. Corro veloce, lontano dalla paura di rimanere ciò che sono. Discepolo delle stelle, viaggio nella mente di chi non è ancora nato. Mi lascio il futuro alle spalle. Sono pronto. La fine è vicina. E ogni fine è sempre un nuovo inizio.

IL LIBRO
Titolo: Dieci piccoli passi
Autore: Francesco Pierucci
Casa editrice: Edizioni La Gru
Pagine: 128 pagine (prologo, 10 capitoli, epilogo e ringraziamenti)
Prezzo: €14,00 copia cartacea
Genere: romanzo costruttivo
Scrittura: sublime.
Scrittura corretta sia dal punto di vista grammaticale che sintattico.
Lo scritto di Francesco entra nell'anima, diventandone parte integrante.
Ogni singola parola ha un suo significato e costituisce un tassello importante del puzzle costituito dall'intera vicenda.
Personalmente, adoro il modo di scrivere di Francesco, poichè quest'ultimo non solo descrive perfettamente ambientazione, personaggi, vicenda, emozioni e sensazioni, ma riesce anche a inglobare se stesso e il lettore all'interno delle sue parole.
E' a dir poco impressionante come chi legge riesca a immedesimarsi in ognuna delle dieci storie e a sentirsi parte integrante di esse.
Dieci personaggi diversissimi e dalle infinite sfumature, che si uniscono, dando luogo a una sorta di guida alla catarsi, il tutto compiendo dieci piccoli e giusti passi.
I miei complimenti allo scrittore che è riuscito a dar vita ad un libro che ingloba al suo interno il significato della parola esistenza, di perchè e cosa siamo e di come superare tutto, non uscendone vincitori, ma vincenti.

LA RECENSIONE
"Dieci piccoli passi" è dedicato a chi nella propria vita ha mosso il primo passo e tutti quelli successivi in completa solitudine ed ora sente la necessità di compierne dieci in ottima compagnia.
Questo libro è dedicato a chi, come Francesco, non si sente parte integrante di questo mondo, che tutto è meno che reale, ma appartiene al mondo della carta profumata e scritta, intrisa di emozioni e vita.
"Dieci piccoli passi" è dedicato a chi sente la necessità di dover compiere un mini-viaggio alla ricerca del suo io interiore e sente di volerlo fare con l'aiuto di altre dieci persone intente a raggiungere il medesimo traguardo ed obbiettivo.
Questo libro è dedicato a chi sa emozionarsi.
"Dieci piccoli passi" è dedicato al lettore desideroso di rinascere e di compiere i primi suoi dieci passi con l'aiuto di un grande scrittore.

"Dieci piccoli passi" non ha una sola location, ma diverse, alcune descritte e note e altre sconosciute e non nominate.
In questo libro il protagonista indiscusso è il lettore che, come Ebenezer Scrooge in "Canto di Natale", riceverà la visita di dieci persone, alcune viventi e altre non.
Il lettore, esattamente come il protagonista di "A Christmas Carol", grazie a questi imprevedibili incontri verrà a conoscenza della sua vera essenza e della strada giusta da percorrere. Il traguardo? La catarsi.

Il primo incontro avverrà tra il lettore ed Igor Taransky, un ragazzo di venticinque anni, che adora osservare la gente ed affetto da atarassia. L'atarassia è ancorata nel profondo di ognuno di noi, è quell'insensibilità che emerge quando ti ritrovi solo, indifeso e privato di ciò a cui più tenevi.
Igor ha perso tutto, il padre forte e coraggioso, la madre allegra e spensierata, la capacità motoria e la voglia di vivere.
Ogni giorno è identico all'altro.
Igor passa la giornata a guardare, assorto, le pareti bianche della sua camera angusta e sterilizzata, fino all'arrivo di una ragazza molto più giovane di lui, che si trova lì a causa di un ifortunio alla gamba. Karen.
Da quando Karen è entrata a far parte della sua vita, Igor si sente come rinato, l'apatia è ormai un lontano ricordo e ora quella camera che prima associava ad una gabbia dorata funge da luogo di incontro per le loro chiacchierate quotidiane.
La nostra felicità non è un'altra persona o un oggetto. La nostra felicità siamo noi stessi. Mai dipendere da qualcosa che non sia noi stessi, Igor lo sa meglio di chiunque altro, proprio lui che non può compiere nemmeno la più facile delle azioni in completa indipendenza...
Karen rappresenta ciò che lui ha perso anni prima: il sentirsi uomo e l'avere una persona vera al proprio fianco.
Ma quando la gamba di Karen sarà guarita, lei se ne andrà, lasciando Igor da solo e in quel momento cosa rimarrà? La consapevolezza che un altro giorno è giunto al termine, che il senso di colpa non svanirà, che la fine è vicina e che, molto probabilmente, stasera pioverà, ma che lui continuerà a non arrendersi.
<<Un flusso continuo di persone che attraversano il mio arco vitale senza conoscermi minimamente e senza permettermi di conoscerle appieno. Molte di loro non si accorgono nemmeno della mia presenza. Frustrante, riflettendoci.>>
<<E' che quando sto con lei non mi riesco a soffermare sui dettagli come mio solito, ma rimango immobile a guardarla. Mi blocco.>>
<<Mi disse che nella vita è sbagliato arrendersi e che bisogna lottare finchè se ne hanno le forze. Smettere di combattere equivale a una sconfitta prematura: non sono ammessi rimpianti. Il dolore più intenso, il male più profondo.>>

La seconda storia vede protagonisti Alessandro e Letizia, due ragazzi innamoratissimi e che da ormai due anni condividono gioie, dolori, passione e amore.
Si sono conosciuti un giorno di maggio, Letizia bussò alla porta di Alessandro per cercare di vendere il suo libricino di poesie, fatto stampare con i suoi pochi risparmi. Appena lui aprì la porta capì che era e sarebbe sempre stata lei, la donna della sua vita.
Naturalmente acquistò il suo libro e da quel giorno le orbitò intorno, come un pianeta bisognoso di luce solare. Lui cercava di sottrarle un pò della sua creatività cimentandosi in poesie dedicate alla sua Letizia e lei cercava di essere più razionale, dote che gli invidiava.
Tutto procede a gonfie vele, il loro amore è forte più che mai, fino a quando una mattina Alessandro si reca all'ennesimo colloquio di lavoro con il solito mal di testa che gli attanaglia la vista. Un dolore che lo costringe a tornare a casa e a vedere la sua bellissima Letizia non più eterna come invece la credeva. Stringe in una mano una lettera, un pezzo di carta bianco, come il sangue di Alessandro. Sangue bianco, un nome così poetico per un qualcosa di così atroce. Alessandro non desidera altro che rivedere la sua dolce metà e così decide di raggiungerla. Il loro amore è troppo forte per permettere alla conseguenza della vita di dividerli e così Alessandro può finalmente urlare che lui ama Letizia e che il loro amore durerà in eterno. Perchè il mistero dell'amore è più grande di quello della morte.
<<Non avevamo bisogno di dirci "ti amo" perchè ce lo si leggeva negli occhi.
E poi cosa vuol dire amore? Non saprei. In fondo non mi interessa darne una definizione esatta. So solo che, una volta conosciuta Letizia, le altre ragazze mi apparivano tutte con la stessa faccia priva d'identità.
Passavamo le giornate in casa a leggere e a fare l'amore. Ci immergevamo nella cultura senza sentire il bisogno del mondo esterno.
Ripetevamo senza sosta che non ci saremmo mai lasciati. Ma, al contrario degli altri, davamo peso alle nostre parole; esistevamo solo noi due, ci bastava.>>
<<Il dolore è insignificante rispetto alla voglia di rivederla.>>

Il terzo passo vede protagonista una ragazza dai capelli rossi, Sofia, il quale nome significa conoscenza, disposta a qualsiasi cosa per ottenere l'approvazione del padre troppo impegnato a bere, picchiare la moglie e a disprezzare la figlia per accorgersi di quanto queste due donne lo amino.
Il giorno in cui il cuore di suo padre smise di battere, la protagonista non versò nemmeno una lacrima. Si chiuse in se stessa e iniziò a viaggiare, lavorando per ottenere vitto e alloggio, per poi rifugiarsi altrove, alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa.
Un sogno la perseguita ogni singola notte: le pareti di una stanza che si restringono sempre più attorno a lei, soffocandola. E se quelle pareti che la opprimono fossero il chiaro segnale che solo morendo potrà raggiungere la pace interiore?
Solo affrontando di petto il proprio sogno la protagonista può capire cosa questo ha da comunicarle. A volte una gabbia fa sentire più liberi di quanto uno spazio infinito potrà mai fare...
E se guardandoci allo specchio sorridessimo, cosa accadrebbe?
Un attimo di razionale follia e tutto cambia...
<<"L'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene.">>

La quarta storia vede protagonista un uomo che alle 11.03 del 31 marzo ha smesso di credere in Dio.
La foto di una bambina a pagina due del giornale, rovinata da un titolo simbolo del male e della violenza umana, conferma a un signore sulla settantina che Dio prima dà e poi ti toglie. Non si capacita di come Egli possa acconsentire a tale scempio, ma faceva finta di niente, andava avanti pensando che facesse parte di un progetto più grande, questo almeno fino a quel giorno di aprile, quando Lui lo privò della sua gioia più grande.
Prima Anna, poi Anita...
Quanto deve essere difficile dover continuare a credere in qualcosa a cui non si vuole più credere? Le persone sentono il bisogno di sperare e presumere che ci sia qualcosa di più grande di loro, ma quando non si sente più questa necessità, cosa si diventa?
Elì, Elì, lamà sabactanì?
Dio l'ha abbandonato e quella bara bianca posta al centro della chiesa ne è la prova.
Il protagonista stringe il rosario in mano e indossa la toga, ma la messa è finita, possiamo andare in pace...
<<Suffucit diei malitia sua. A ogni giorno basta il suo male.>>

Il quinto passo vede protagonista Charlie Kozak, un medico legale.
Charlie si sente maledettamente solo, forse perchè lo è sempre stato...e se fosse la solitudine la sua catarsi?
La sua stranezza è quella di sognare ogni singolo cadavere a cui effettua l'autopsia, facedolo rivivere nella irrealtà, facendolo essere ciò che desidera, ma che non potrà mai essere.
Un nuovo giorno è arrivato e il cadavere sul tavolo appartiene alla signora Kowalski.
Per qualche strana ragione, Charlie non riesce a sognarla, ma in compenso i sogni ricorennti degli altri defunti e di sua mamma dominano le sue notti...
La madre di Charlie è morta quando aveva soli otto anni, vittima di femminicidio. Ricevette un pugno che le fece sbattere la testa. Una pozza di rosso e poi più niente.
Charlie vive con il senso di colpa per non aver potuto evitare la tragica fine della madre e lavora con i defunti per cercare di rendergli giustizia e pace.
Eppure con la signora Kowalski è diverso, lei è diversa. Chi era in realtà quella donna appartenente all'alta borghesia e cosa vuole il marito dal protagonista?
Una lettera e lo ius eligendi sepulchrum saranno le risposte che Charlie cerca da una vita.
<<Ma perchè la gente arriva a tanto? A cosa è dovuto tutto quest'odio che respiriamo ogni giorno come aria ustionante?>>
<<Mi avevano sempre affascinato le gocce di pioggia sui finestrini. Quella gocciolina che inizialmente si muove adagio, timida, quasi senza forza, nè volontà. Si guarda intorno e ne vede altre nella sua stessa situazione. Capisce che in quelle condizioni non riuscirà mai ad andare avanti, allora cambia il modo di vedere le cose. Si avvicina lentamente alla goccia più vicina e decide di inglobarla. Comincia a muoversi più velocemente e s'impossessa di un'altra. Comprende che per andare più veloce degli altri ha bisogno di sfruttare la loro forza. L'egoismo prevale sulla colletività. Fino ad arrivare alla fine del vetro: l'autodistruzione. Una metafora perfetta delle persone.>>

La sesta storia vede protagonista un ragazzino affetto dalla sindrome di Down.
Non ha amici, ma ha Dio, i suoi genitori, il suo insegnante di sostegno Stefano e la signora Maria.
Tutti non fanno che ripetergli quanto sia diverso, ma se ad essere diversi fossimo tutti noi e non lui?
Le discriminazioni sociali sono all'ordine del giorno, ma se fossero dei bambini a metterle in pratica attraverso insulti e violenza?
Il protagonista, in buona fede, cercherà di porgere l'altra guancia a questi suoi compagni così timorosi di accettare loro stessi da far sentire lui diverso e fuori posto, ma il risultato sarà un ricovero in ospedale e un volto sfigurato, che farà sentire il protagonista un vero e proprio mostro.
E quando un suo compagno sarà in difficoltà lui sarà pronto ad aiutarlo, facendogli capire davvero chi è ad essere diverso?
<<Mi piace andare sempre oltre alle apparenze.>>
<<Mi piace, in special modo, il concetto di porgere l'altra guancia. Penso che doni un senso di pace interiore mai raggiunto dagli esseri umani.
Non prego affinchè le persone mi accettino per quello che sono, ma perchè accettino se stesse.>>
<<L'importante è fargli capire chi è veramente diverso.>>

Il settimo passo vede protagonista una scrittrice, che riceve una misteriosa visita.
Il suo animo è pessimistico, lei si sente vuota e la causa principale porta il nome di Alex, l'uomo di cui lei era innamorata, ma che non ricambiava i suoi sentimenti.
La protagonista ha sempre cercato l'amore, lui ne è sempre fuggito. Lei ha cercato di adattarsi al modo di vedere il loro rapporto di Alex, ma questo ha significato spezzarsi il cuore da sola.
E' difficile scrivere romanzi d'amore, in cui i protagonisti si amano allo stesso modo e in cui non c'è posto per la sofferenza, perchè tutto è perfetto e non credere che tutto questo possa essere possibile anche nella realtà.
Credere alle sue stesse parole corrisponde ad un suicidio dell'anima e la sua misteriosa apparizione è lì per strapparla via da quella sofferenza e per portarla dove credere e sognare sono la medesima cosa.
<<"Cosa non ha funzionato?"
"La diversa prospettiva dell'amore. Io desideravo trovarlo, lui ne fuggiva. Poi mi sono adattata, nascondendo la speranza d'amore dentro di me. Alla fine ho anche smesso di crederci. L'amore non esiste."
"Ma allora cosa fa girare il mondo?"
"L'odio. L'odio è oggigiorno una ragione di vita per tutti quelli che sono troppo deboli per cercarne una reale. E' un genocidio di massa che non avrà mai fine. La gente pare non essere mai stanca di soffrire. L'odio è diventato il nuovo amore.>>

L'ottava storia vede protagonista un ex tossicodipendente.
Iside è stata la sua luce in fondo al tunnel. La sua salvezza.
Iside ha dato tutto per lui, l'ha amato fino all'ultimo istante. Ma se ne è pentita.
Il protagonista voleva amare di più la sua Iside, ma non ne ha avuto l'occasione, l'odio e l'irrazionalità sono stati più forti del suo amore e ora Iside non c'è più.
Don Antonio ha cresciuto il protagonista, l'ha reso più forte della droga e l'ha aiutato ad essere un uomo migliore per Iside, almeno per un po'.
Don Antonio perdonerà ancora una volta il ragazzo che ha sempre aiutato e gli mostrerà la strada del pentimento e della liberazione dell'animo?
Il protagonista si reca nel confessionale della sua parrocchia. Dall'altra parte ci sarà Don Antonio ad ascoltarlo e sostenerlo?
<<Non vi è coraggio nel dire ciò che si pensa, perchè non vi è voglia di dire ciò che si pensa.>>

La nona vicenda vede protagonista un ragazzino di soli sedici anni, destinato alla dura vita tipica di Napoli e dei quartieri come Scampia.
Invischiato in giri di spaccio di sostanze stupefacenti e di un'eterna dannazione, riuscirà a uscire vivo dalla Famiglia?
Una consegna finita male e il mancato pagamento della merce di contrabbando porteranno alla morte del solo amico del protagonista e alla ingiusta sua colpevolezza.
Il boss crede alla storia raccontata dai soci del protagonista.
Lui è il colpevole. "Per uccidere un uomo devi colpirlo al cuore!", diceva il suo eroe preferito. Ed è con un colpo al cuore che il protagonista verrà liberato dall'eterna dannazione.

Il decimo passo racconta i dieci piccoli importanti passi compiuti da un uomo, fino al raggiungimento della fine della propria esistenza, quando consiglia di muovere i dieci passi corretti e necessari ad una vita degna di essere chiamata tale.

Il prologo vede riuniti in cerchio i dieci personaggi di questo libro, con in aggiunta lo scrittore, che si interroga sul perchè queste persone di carta abbiano scelto proprio lui e comprende che anch'esso è fatto di carta, che non appartiene a questa vita, che non è reale, ma all'esistenza di cui ha sempre voluto far parte, un'esistenza vera, intrappolata tra le pagine di un libro. Non gli interessa chi sia il suo autore, siccome anche lui fatto di carta. L'unica certezza che ha è che quello è il suo posto.

LA MIA OPINIONE
"Dieci piccoli passi" è un libro con la L maiuscola.
E' talmente profondo, bello ed emozionante da non poter essere descritto e classificato.
Il volume è composto da dieci storie, ognuna delle quali struggente, straziante e liberatoria.
Ogni protagonista si trova in una condizione di difficoltà e solitudine, e riesce a suo modo a raggiugere una meritata catarsi.

Ognuno dei dieci racconti, passi ha fatto breccia nel mio cuore e nella mia anima, emozionandomi e permettendomi di calarmi nei panni del protagonista in questione.
I due racconti che più mi sono entrati nel cuore, diventandone parte integrante sono "Sangue bianco", la seconda storia e "Diverso", la sesta.
Non piango mai leggendo un libro, eppure Francesco Pierucci ha avuto la capacità non solo di farmi emozionare e commuovere, ma addirittura di farmi singhiozzare e finire il pacchetto di fazzoletti durante la lettura di questi due passi. Ciò dimostra l'estrema bravura di Francesco nel suo mestiere e quanto questo libro sia degno di nota.

"Dieci piccoli passi" non rappresenta il classico genere che sono solita leggere, ma si classifica inaspettatamente nella mia "top libri preferiti"!
Nessun libro era mai riuscito a farmi piangere come quest'ultimo e questa, tra le altre caratteristiche, lo colloca tra uno dei migliori libri in circolazione.

Le parole di Francesco sono arte. "Dieci piccoli passi" è arte.
Non basterebbero tutte le parole del mondo per poterlo descrivere...

Ringrazio Francesco Pierucci per aver dato vita a "Dieci piccoli passi" e per avermi fatto questo magnifico dono, non gliene sarò mai abbastanza grata!
Francesco Pierucci mi ha insegnato cosa significhi essere soli, atarassici e dannati e mi ha trasmesso la voglia di combattere, di lottare, di non darmi per vinta e di raggiungere la tanto ambita catarsi.

128 pagine di pura emozione e vita. Ora capisco a pieno le parole di Francesco, perchè sono consapevole anche io di voler appartenere al mondo di carta, quello vero ed eterno. E se il mio autore fosse proprio lui? In quel caso non potrei chiedere autore migliore per una me di carta...

I miei complimenti a Francesco, che non mi ha regalato semplicemente un suo manoscritto, ma dieci nuove vite ed amici, una nuova consapevolezza e prospettiva, quella che guarda alla vita con il cuore.
Le parole dello scrittore sono semplice poesia, armonia. La pace interiore è leggere ciò che scrive.
Gli sono grata per aver fatto ritrovare a me, come ad altri lettori, un piccolo pezzo di felicità.

E che dire? Attraverso "Dieci piccoli passi" ho raggiunto la catarsi...

IL MIO GIUDIZIO
 
 
 
 
La recensione è giunta al termine. Vi invito a condividere il post dovunque e con chiunque vogliate! Non dimenticatevi di iscrivervi come lettori fissi del blog!
Alla prossima recensione! (: 
 


2017-09-03

ESTRAZIONE GIVEAWAY!

E il vincitore è...
 
 
Ciao miei lettori e bentornati sul blog! (:
Oggi sono qui per comunicarvi il vincitore del giveaway (per maggiori info clicca qui) svoltosi in occasione dei due anni di esistenza de Lamiavitasonoilibri.
 
LISTA PARTECIPANTI
1. Silvia Giaccioli
2. Chiara Cuomo
3. Federica
4. Giada Pretto
5. Claudia Rattazzo
6. Alessia B.
7. Aurora Lembo
8. Lara Barello
9. Amira Errami
10. Veronica Turrisi
11. Cetti Rapisarda
12. Jeky Emme
13. Cinzia Lercara
14. Raffaella Parente
15. Laura Nicolosi
16. Jassi Singh
17. Ylenia Sileo
18. Fiona Agolli
19. Isabella Mantovani
20. Rosy Palazzo
21, Chicca T.
22. Majda Erraji
23. Elysa Pellino
24. Chiara Fornasiero
25. Deborah Russo
26. Manuela Bussetta
27. Luca Filippelli
28. Marianna Di Lorenzo
29. Teresa Colabella
30. Maria Riccardi
31. Emanuela Rubino
32. Janette Arba
33. Sharon Romeo
34. Pia Viviana Bertucci
35. Lina Ulinici
36. Francesca Ruscitti
37. Mariluuu
38. Cristina Deidda
39. Valentina Muscas
40. Maria Vittoria Attinà
41. Germana
42. Valentina Lupo
43. Giovanna Lauro
44. Black Seagull
45. Linda Occioni
46. Valeria Bonelli
47. Laura Colucci
48. Cova Moscardini Arianna
49. Afra "Destino di Carta
50. Alessia Bux
51. Federica Coppola
52. Veronica Corallo
 
RISULTATO ESTRAZIONE
Per l'estrazione del vincitore, come comunicato nel post inerente al giveaway, sia qui che sul mio profilo Instagram, ho utilizzato il sito https://www.random.org/ .
 
E il vincitore, che si è aggiudicato la copia in palio de "Baci nell'ombra" di Sara Dardikh (recensione qui) è...
 
 
 
 
Il partecipante numero 15: LAURA NICOLOSI!
 
 
La vincitrice è pregata di contattarmi tramite mail (irene.nano22@gmail.com) entro questa sera, con orario massimo di mezzanotte.
Se Laura Nicolosi non mi contatterà, verrà ripetuta l'estrazione e il libro in palio andrà nelle mani di uno fra gli altri 51 partecipanti.
 
Ancora mille grazie alle cinquantadue persone che hanno preso parte a questo concorso e che dire? La fortuna sarà dalla vostra parte la prossima volta.
 
Al prossimo giveaway! (:
 
 

2017-08-02

GIVEAWAY: HAPPY BDAY LAMIAVITASONOILIBRI!

...2 YEARS OF LAMIAVITASONOILIBRI...
 
 
SORPRESAAA!
Lamiavitasonoilibri oggi compie 2 anni e non poteva ricevere regali migliori di quelli ricevuti durante quest'anno di vita: le primissime recensioni su richiesta, i primi contatti con alcuni degli scrittori di cui leggo solitamente libri, le visualizzazioni consistenti, i lettori fissi in costante aumento e la passione che continua ad ardere, esattamente come iniziò a bruciare il 2 agosto 2015.
Io, da lettrice compulsiva e creatrice del blog, ricevo un regalo quotidiano da Lamiavitasonoilibri e non potrei chiedere di meglio, perché sono i libri e questa piattaforma a farmi sentire viva e a tenere accesa la speranza attraverso la quale mi auguro che un giorno i miei sogni diventeranno realtà.
Voi, lettori, che regalo ricevete da me e Lamiavitasonoilibri? Compagnia, chiacchiere librose a non finire, recensioni su recensioni, consigli librosi e passione. Non è forse abbastanza? No, infatti, uno tra di voi riceverà anche...UN LIBRO IN REGALO!
 
LIBRO IN REGALO?
Ebbene si, i vostri occhi hanno visto bene, io e Lamiavitasonoilibri abbiamo deciso di farvi un regalone per questo secondo anno appena concluso e passato insieme, un libro in regalo!
 
GIVEAWAY
Lamiavitasonoilibri è felice di annunciare un giveaway libroso in occasione del suo secondo compleanno.
Il vincitore di questo piccolo concorso libroso, che si aggiudicherà il libro in regalo, si porterà a casa "Baci nell'ombra" di Sara Dardikh (recensione qui).
 


Trama: "Non so perché cerchi di allontanarlo così tanto. Gli dico di starmi lontano, ma in silenzio gli chiedo di starmi vicino."
Capelli rossi raccolti in una coda alta, lentiggini sparse un po’ ovunque e passo sicuro: nel cortile della New York School of Economics Jennifer Milton non passa di certo inosservata.
Da quando ha lasciato Londra per Manhattan con suo padre John Milton, ricco uomo d’affari, nella enorme scuola newyorkese non si parla d’altro.
Jennifer vorrebbe solo rifugiarsi tra i suoi libri senza guardare in faccia nessuno, ma un giorno in biblioteca sbatte contro a Josh Cliver, faccia da schiaffi e sorriso malizioso, segnato da un passato difficile tanto quanto lei.
Le sue guance prendono fuoco e la sua sicurezza vacilla; tra loro è guerra, da subito. Perché se abbassassero le difese, lo sanno, verrebbero travolti dall’amore.
Milioni di lettori hanno sognato ogni giorno con Jennifer e Josh e hanno reso possibile un altro sogno: il romanzo più atteso di Wattpad arriva finalmente in libreria!
LA STORIA DI JEENNIFER E JOSH TI TRAVOLGERA’. TI FARA’ PIANGERE E SOGNARE. E’ UN’EMOZIONE SENZA FINE.
 
 
 


REGOLAMENTO
Poche e semplici regole per poter partecipare a questo giveaway:
1. Iscriversi come lettori fissi del blog (tramite la casella a destra, categoria "Lettori fissi");
2. Scrivere un commento sotto a questo post, di questo genere: "Sono (il vostro nome e cognome), questa è la mia mail (inserite la vostra mail) con cui desidero essere contattato/a in caso di vittoria.";
3. Menzionare/taggare un vostro amico o seguace di Google+, invitandolo a partecipare al giveaway;
4. Tenere le dita incrociate e attendere l'esito del giveaway!
 
A ciascun partecipante verrà assegnato un numero (lo farò rispondendo al vostro commento sottostante questo post) e alla chiusura del giveaway estrarrò il numero vincitore, tramite il sito https://www.random.org/.
 
Il giveaway termina il 2 settembre, avete un mese di tempo per partecipare!
Il giveaway si svolgerà sia qui sul blog che sulla mia pagina Instagram (mi trovate sul social scrivendo: irene.nano), siete pregati di partecipare attraverso una soltanto delle modalità disponibili.
Buona fortuna a tutti coloro che prenderanno parte a questa iniziativa!
Condividete questo post dovunque e con chiunque, vi aspetto numerosi!
 
Felici 2 anni di esistenza de Lamiavitasonoilibri! (:


2017-05-02

Recensione: "Chi sta male non lo dice" di Antonio Dikele Distefano

"Chi sta male non lo dice"
di Antonio Dikele Distefano
(versione cartacea)
 
 
Ciao adorati lettori e bentornati sul mio blog!
Mi scuso per l'assenza costante sulla piattaforma, ma purtroppo continuo ad essere sommersa di verifiche, interrogazioni, progetti e quant'altro e il tempo per leggere, aimè, è davvero pochissimo...ma qualche oretta per leggere cerco di trovarla sempre.
Esiste l'astinenza dai libri e dal loro odore? Penso proprio di si, perché mi sembra di non star più vivendo senza le mie adorate letture e numerose vite parallele!
Le poche orette di relax mi hanno permesso di terminare la lettura dell'ultimo capolavoro di uno tra i miei scrittori preferiti e, perciò, eccomi qui con una nuovissima recensione.
Oggi vi parlo della mia ultima lettura, un romanzo che narra di come una persona possa dipendere completamente da un'altra o, talvolta, da una sostanza stupefacente, che rappresenta la sua unica certezza in una vita incerta, il tutto rilegato dalla casa editrice Mondadori. All'interno del libro cartaceo è stata aggiunta una terza e ultima parte, rispetto alla precedente versione solo digitale (recensione qui): "Chi sta male non lo dice" di Antonio Dikele Distefano.
 
LA COPERTINA
 
 
La copertina è bellissima, ma molto malinconica.
L'autore, in uno dei suoi numerosi post sul social di Instagram, ha dichiarato che questa copertina ha vari significati e uno di questi è: "in mezzo al mare pesa di meno la pioggia".
Leggendo il libro si capisce a pieno il perché di questa immagine: il protagonista maschile, Yannick, quando sta male si rifugia per ore al mare lasciandosi cullare dalle braccia avvolgenti delle onde. Yannick dice che l'acqua rilascia delle sostanze che danno una sensazione di benessere e felicità. Così, in bici, con il peso dei dolori, si reca sulla spiaggia, si sfila solamente la maglietta ed entra in acqua. Il mare è calmo, le onde lambiscono la spiaggia e poi si ritraggono con regolarità, senza troppo rumore. Yannick tiene gli occhi chiusi, le braccia distese e le gambe divaricate, mentre tenta di stare a galla per ore, fino a che l'acqua non trascina altrove i suoi pensieri cupi e non lo lascia più leggero e svuotato.
Il mare, oltre che simboleggiare un porto sicuro per Yannick, è anche il luogo dove conserva i suoi momenti più belli, non ricordi ma momenti, perché i ricordi appartengono al passato mentre i momenti rimangono vivi in noi e sono fatti di noi.
Il mare gli ricorda il giorno del suo tredicesimo compleanno, quando il padre lo portò in spiaggia e Yannick nuotò per la prima volta: quello fu il suo momento più bello, le ore passavano felici come secondi, le ultime ore in compagnia di suo papà, prima che l'uomo abbandonasse la famiglia alla ricerca di un qualcosa con la Q maiuscola.
Il mare gli ricorda la sua prima vacanza da solo, con gli amici, a Cattolica, quando ebbe la piena consapevolezza di voler essere in qualsiasi altro posto, tranne dove si sarebbe trovato in qualsiasi momento.
Il mare, che allevia le ferite, aiutandone la cicatrizzazione.
Personalmente, adoro la copertina e i molteplici significati che essa cela.
Antonio è uno di quei pochi scrittori che ha conferito così tanta importanza alla copertina del suo libro, il che non è da poco.
 
LA TRAMA
Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà.
Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulla moglie dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso hanno tutti l'odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni.
Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall'Africa per "na Poto", l'Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po' più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso.
In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l'amore.
Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile,
Ma pian piano quell'amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo n'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina.
Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti.
E perché per un attimo quella polvere bianca riempie qualsiasi vuoto, ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della Torre Eiffel, ma poi si porta via tutto.
"Chi sta male non lo dice" non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c'è sempre un modo per salvarsi, l'importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.
 
 
IL LIBRO
Versione cartacea: 162 pagine, €12.00
Versione digitale: 162 pagine, €4.99 (versione aggiornata, include anche la terza ed ultima parte del racconto, inedita)
Casa editrice: Mondadori
Autore: Antonio Dikele Distefano
Narratore: interno e doppio, Ifem (prima e seconda parte) & Yannick (terza parte)
Capitoli: prima parte, seconda parte e terza parte
Scrittura: Corretta dal punto di vista grammaticale e sintattico.
Sono veramente pochi i libri di autori italiani che ho letto e apprezzato e questo è uno di quelli.
Antonio Dikele Distefano è riuscito perfettamente a calarsi nei panni di due persone diametralmente opposte, ma al tempo stesso identiche. Cambiano le loro dipendenze, il loro pensiero, il modo di fare, di agire e la loro vita, ma i futuri incerti, la malinconia incessante e costante e il fatto di essere dipendenti da qualcosa o da qualcuno sono i medesimi.
Lo scrittore è riuscito a imprigionare tra queste pagine la speranza che gli stranieri ripongono nell'Europa, in particolare sull'affidamento che ripongono nei riguardi dell'Italia, il problema dell'integrazione sociale e umana da sempre esistente nel nostro Paese, le difficoltà economiche in cui versano molti residenti italiani, le dipendenze che irrimediabilmente si acquisiscono o per affetto o per appartenenza di ceto sociale e quartiere e i molteplici significati di amore, a iniziare da quel sentimento di affetto incondizionato che ognuno di noi dovrebbe provare per se stesso.
Si tratta di una storia di vita e d'amore molto malinconica, paragonabile ad un pugno in pieno stomaco, ma al tempo stesso di una rinascita interiore che solo a seguito di un'enorme sofferenza si riesce a intraprendere.
Gli argomenti affrontati sono quindi molteplici, di spessore e ho apprezzato particolarmente il modo in cui Antonio ha deciso di maneggiarli ed esporli.
Questo è uno di quei pochi libri che durante la lettura mi ha lasciata senza respiro, obbligandomi talvolta a chiuderlo, a sfuggire dalle sue pagine e a riflettere.
 
LA RECENSIONE
"Chi sta male non lo dice" è consigliato a chiunque, perché, in fondo, ognuno di noi nasconde agli altri un malessere ormai radicato nel profondo e dal quale non si libererà mai, se non ignorandolo.
Questo libro è dedicato a chi ha voglia di addentrarsi tra le pagine di una storia d'amore anticonvenzionale, che supera ogni limite rompendo gli schemi e che è tutto, meno che semplice e romantica.
"Chi sta male non lo dice" è consigliato a chi ha vissuto o sta vivendo un momento difficile e vuole sentirsi compreso e, allo stesso tempo, ascoltato e ci metto la mia parola di lettrice compulsiva che questo libro è il più adatto.
Questo libro è dedicato alla vita che, anche se difficile, è meravigliosa.
 
I protagonisti di questa storia sono Ifem e Yannick, entrambi provenienti dall'Africa, da una famiglia che ha riposto ogni speranza, sogno e aspettativa nell'Italia, non consapevoli che questo Paese non è ancora pronto ai loro tratti, al loro taglio degli occhi, ai loro cognomi con troppe consonanti, al colore della loro pelle e al loro modo di pensare e di vivere, talvolta dipendenti da qualcosa o qualcuno.
Ifem è una ragazza proveniente dal Congo, orfana di madre, morta anni prima in un incidente stradale, poco dopo aver abbandonato il marito e la figlia, scendendo le scale di casa in lacrime e sussurrando alla figlia di contare sempre e solo su stessa.
Tutto ciò che le rimane è suo padre che ha smesso di comunicare, di vivere e di provare emozioni diverse dal rimorso e dalla tristezza più radicati e un mucchio di sogni e speranze infranti.
Yannick è un ragazzo proveniente anch'esso dal Congo, "orfano" di padre, che è uscito anni fa dalla sua vita facendo perdere ogni traccia di sé.
Tutto ciò che gli rimane è una madre delusa e che ha perso l'ultimo briciolo di fiducia che riponeva nella prole, un mucchio di sogni e speranze infranti e della polvere bianca, che per un breve lasso di tempo lo fa evadere da quel suo mondo grigio e da quel suo futuro incerto.
Ifem e Yannick si conoscono ad una delle numerose manifestazioni che si pongono come obbiettivi l'integrazione sociale e umana di quelle persone che giungono in Italia, da altri paesi, alla ricerca di una vita migliore, organizzate in piazza e alle quali aderiscono in pochissimi. Yannick è sul palco, con in mano il microfono, intento a proclamare i suoi ideali, quando i suoi occhi si incrociano con quelli di Ifem.
<<Forse cercando di prendermi in contropiede, con tono deciso mi chiedesti "non hai il ragazzo, vero? Sei così bella e sei single, perché?". Io replicai seria che non l'avevo mai avuto "perché c'è un abisso tra essere bella ed essere compresa".>>
Qualche giorno dopo la manifestazione, Yannick si avvicina a Ifem, iniziando a parlare e ignorano tutti, per un tempo sufficiente a capire che tra loro, se avessero voluto, sarebbe potuto accadere qualcosa.
Poco più in là si scambiano il primo bacio, dando inizio a quella che sarà una relazione straziante e intensa.
<<Molte volte parliamo del nostro passato e dei nostri problemi non per risolverli, ma solo perché abbiamo bisogno di sentirci ascoltati e compresi. E io volevo ascoltarti, volevo comprenderti.>>
Ifem sa cosa vuol dire essere da soli al mondo, senza nessuno su cui fare riferimento e cerca di dare a Yannick ciò che lei non ha mai ricevuto, con la speranza che anche lui possa fare lo stesso.
 
<<E io sinceramente spero ancora che tu possa insegnarmi che si può anche essere felici insieme a qualcuno.>>
Solo molto dopo si renderà conto che, in realtà, loro due erano solo il rimorso di ciò che non avevano fatto e che non avrebbero mai più potuto fare.
Quelle ferite procurate dalla sua relazione con Yannick non si sarebbero mai risanate, ma a volte l'amore è dolore e Ifem è decisa a combattere per l'unica persona che ama.
In una relazione, però, non si può combattere da soli, bisogna essere in due e non si possono combattere le battaglie al posto di un'altra persona, tanto meno le sue dipendenze.
<<Vivevo tantissime solitudini. Mi sentivo sola pur trovandomi in mezzo alla gente, quando ero l'unica a rimanere fino a tardi in piazza, mentre mangiavo leggendo un libro aspettando che arrivasse qualcuno o cambiasse qualcosa.
Tenevo conto delle parole in silenzio e nel profondo ci restavo male perché fregarsene è un modo di affrontare la vita che io non ho mai capito. Spesso ho detto " non me ne frega niente" quando non era vero, e rimanevo ferma a guardare fisso un punto lontano e quando spostavo lo sguardo speravo che poi gli occhi di chi mi aveva ferito fossero ancora lì, su di me. Spesso ho mentito a me stessa credendo di essere d'accordo con le decisioni che prendevo e quindi semplificavo immensi messaggi, abbracciavo con gli occhi e amavo in silenzio per paura che la risposta potesse essere un rifiuto.
Non volevo farmi del male e invece me ne facevo più di tutti.>>
Ifem si potrebbe definire la classica ragazza da parete, che vuole passare inosservata riuscendoci e che al tempo stesso vorrebbe urlare, ma rimane in silenzio, per paura di non essere ascoltata. Ifem attorno a se non ha dei muri, ma delle cancellate, è protetta e al tempo stesso esposta tra le inferiate, eppure nessuno ha mai provato a scavalcare l'enorme cancello e a sconvolgerle la vita e l'ordine che si è creata.
<<Dare troppo non è sbagliato, diventa un problema quando non otteniamo in cambio il sostegno per continuare a farlo.>>
Yannick si prende tutto di Ifem, lasciandola completamente sola e indifesa.
Yannick cerca Ifem solo quando ha bisogno del denaro necessario per comprarsi la dose, solo quando dopo essersi sballato pare prendere le sembianze dell'uomo che Ifem vuole al suo fianco, solo quando è in crisi di astinenza e lei è l'unica che riesce a tollerarlo.
Se vuoi l'arcobaleno prima devi sopportare la pioggia, no? Ma l'arcobaleno non giunge dopo ogni tempesta...
 
<<Tutti mi hanno sempre rimproverato qualcosa e io allora provavo a scendere a compromessi con me stesso limitando i lati di me che potevano risultare fastidiosi.
Ma era inutile perché ogni volta ne trovavano altri. Ho capito poi, dopo tanti tentativi, che non dovevo per forza cambiare me stesso, che sarei stato più felice se mi fossi scelto un po' di più, ogni tanto.>>
Yannick è finito per diventare ciò che più odia, eppure è tanto amato da Ifem, ma è troppo impegnato ad odiarsi e a torturarsi con quella polvere bianca per accorgersene.
<<Ti guardavo come si guarda qualcosa che si sa già che ci mancherà. Troppo esile e indeciso per durare. Un punto fermo che non c'è. Ti guardo come si guarda il tramonto, come quando per strada d'inverno si cerca il mare dal finestrino della macchina. Ti guardavo come si guarda un treno appena perso, sperando ancora che si fermi e che si aprano le porte. Ti guardavo non perché eri bello, non perché eri tutto, ma perché sentivo di avere molto di più. Ti guardavo perché non è vero che la felicità siamo noi stessi.>>
Ifem è consapevole del fatto che Yannick è sfuggente e privo di amore verso di lei, o meglio, privo di amore verso se stesso e verso qualsiasi altra persona, compresa lei.
<<La radice del tuo malessere era il risultato delle molteplici delusioni ricevute dai tuoi affetti importanti. Tu eri le foto che cancellavi, il sorriso nascosto dietro la mano messa davanti alla bocca.>>
Ifem è a conoscenza del perché Yannick sia quello che è, è diventato tutte le sue delusioni, eppure lei sa che il ragazzo che era prima è ancora in lui e vuole aiutarlo a tutti i costi, anche a costo di annullarsi.
<<Io da te non volevo nulla, o forse solo stare bene, nient'altro.
Non pretendevo che curassi le mie ferite e nemmeno che mi insegnassi che non ero capace di sentirmi viva da sola, che le storie d'amore non sono altro che storie di vita destinate a finire. Non volevo niente, perché quando mi sono aspettata qualcosa, la vita mi ha risposto "tanto non succederà", perché quando ho provato a essere felice, ho capito che mi sarebbe bastato solo stare meno male.>>
 
Yannick parlava tanto, ma Ifem si era fatta una promessa, di innamorarsi di chi mette in pratica ciò che dice, ma al cuore non si comanda...
<<L'errore sta nel non vedere nelle persone che sono solo persone.>>
<<Infelice, ma incapace di mettere un punto e andare a capo.>>
Ifem è fatta del suo dolore, vorrebbe dire che sta male mentre la sua voce dice "no niente". E' diventata così perché si è ripetuta che come stanno veramente le persone è qualcosa che la gente non prende nemmeno in considerazione.
<<Ho capito che non si può cambiare una persona con la sola forza dell'amore.>>
Yannick poco dopo finisce in una comunità, ridotto ormai sull'orlo del precipizio a causa della polvere bianca che prima lo faceva sentire sulla cima del mondo.
Ifem, capisce di doversi liberare, di dovere dar voce al suo bisogno di correre via e di ritrovare se stessa, così decide di andare in Congo, il Paese in cui è nata e che ora sente come casa sua, l'unico posto dove poter ricominciare da capo.
 
Yannick ha incominciato a sedici anni, perché quando tocchi il fondo e tutto quello che ti circonda fa schifo, l'unica cosa che ti resta è convincerti che è colpa degli altri, che non sei tu a essere debole ma che è il mondo a essere stato troppo crudele con te.
Vive in un quartiere popolare, dove a cadere a pezzi non sono solo gli edifici, ma anche le persone senza impalcature, quelle persone come lui ed i suoi amici, che cercarono di alleviare la paura di una vita di insoddisfazioni con delle canne e dopo con delle sostanze stupefacenti, di cui iniziarono a dipendere e dipendono tuttora.
Ma affidarsi ad una polvere bianca per alleviare il dolore corrisponde a non cambiare niente per paura, perché niente cambia se tu non cambi nulla.
<<E' da un po' che non sono più sicuro di niente, da un po' di tempo non voglio più essere un peso per nessuno, ma la leggerezza di cui avrei bisogno per poter riuscire a fare qualunque cosa contando solo sulle mie forze ancora oggi non mi appartiene.>>
Yannick non ha un bel rapporto con se stesso e nemmeno con le altre persone, deluso da suo padre, da sua madre, dalla sua ex ragazza e da se stesso, è deciso a non fare niente della sua vita, fino a quando ad uno dei tanti incontri per tossici dipendenti non incontra Alessandro, il fratello di un ragazzo che ha iniziato a fare affidamento sulla droga, proprio come Yannick, in seguito a numerose assenze e delusioni.
 
Una delle tante sere, tornando a casa, Yannick viene investito da un'ondata di ricordi dai quali cerca da sempre di sfuggire e succube di un attacco di panico corre per le vie desolate del quartiere, fino a quando non si accascia per terra, addormentandosi e venendo colto da una voce famigliare che gli domanda "Yannick, stai male?".
Perché non bisogna limitarsi a chiedere "come stai?" a chi si ama sul serio, perché chi sta male non lo dice.
 
LA MIA OPINIONE
"Chi sta male non lo dice" è un libro che mi ha regalato tanto.
E' uno di quei pochi libri in cui trovo conforto e ascolto.
 
Ammiro moltissimo Antonio e la sua capacità di scrivere frasi che, inevitabilmente, si cuciono alla perfezione su ogni lettore.
Gli argomenti affrontati sono molto delicati, profondi e complicati da esprimere, eppure lo scrittore ci riesce alla perfezione.
"Chi sta male non lo dice" è uno di quei libri difficili da descrivere e altrettanto da recensire.
 
"Chi sta male non lo dice" è numerose cose.
E' la storia di un amore tormentato, ma anche di come i fiori riescano a fiorire nel cemento, basta solo riuscire a trovare la forza in se stessi per rinascere e, solo dopo, trovare la felicità in compagnia di un'altra persona, perché in fondo la felicità è nascosta dentro ognuno di noi, dobbiamo solo trovarla e non nasconderla più per paura di perderla.
 
I miei complimenti ad Antonio, che ha avuto la capacità di scrivere un libro così bello e profondo, perché mai nessuna storia prima d'ora mi aveva indotto a fermarne la lettura per riordinare i pensieri e catalogare le varie emozioni contrastanti che delle letterine nere impresse su carta profumata mi hanno suscitato.
 
Non posso dire altro che: consiglio la lettura di "Chi sta male non lo dice" ad ogni lettore appassionato di storie d'amore anticonvenzionali e che non hanno un happy end, perché del resto la vita vera non è tutta rosa e fiori.
 
Ho adorato ogni singola pagina, anche se dopo averlo terminato ho dovuto combattere con una malinconia inspiegabile, ma, si c'è un ma, mi aspettavo di più dalla terza parte inedita e il finale è stato fin troppo crudele, lasciato a metà quasi, da qui la supposizione che si tratti di un libro autoconclusivo.
"Chi sta male non lo dice" è un romanzo d'amore con risvolti, a mio parere, autobiografici.
Un romanzo che narra della vita vera, per non dimenticare gli attuali problemi della società.
 
GIUDIZIO



La recensione è giunta al termine.
Non dimenticatevi di mettere un G+1 a questo post e di iscrivervi come lettori fissi de Lamiavitasonoilibri.

Alla prossima recensione! :)